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G. Benger, La Roumanie en 1900, trad. fr. de Jean C. Filetti
Petit L. G. Benger, La Roumanie en 1900, trad. fr. de Jean C. Filetti. In: Échos d'Orient, tome 4, n°6, 1901. pp. 373-374
G. Benger, La Roumanie en 1900, trad. fr. de Jean C. Filetti
Petit L. G. Benger, La Roumanie en 1900, trad. fr. de Jean C. Filetti. In: Échos d'Orient, tome 4, n°6, 1901. pp. 373-374
STUDIES ON THE PROMOTER REGION OF THE C-HA-RAS GENE IN FRTL5 RAT-THYROID CELLS
The functional activity of the promoter region of the rat c-Ha-ras gene was examined in FRTL5 rat thyroid cells, the cell type from which this promoter was cloned. A plasmid (p035-ras-CAT) was constructed containing the untranslated -1 exon as well as 172 base pairs (bp)5' to this exon inserted upstream of the chloramphenicol acetyl transferase (CAT) reporter gene. These 172 bp of 5'-flanking region contain two 10 bp GC box consensus sites and two CAAT boxes. Very weak promoter activity was observed in experiments involving transient transfection of FRTL5 cells with this plasmid, as well as with another plasmid (p5kb-ras-CAT) containing a much more extensive (3.5 kb) 5'-flanking region of the gene. In contrast, strong promoter activity was observed when the same plasmids were transfected into mouse 3T3 fibroblasts. When other promoters (pfos, RSV, and MMTV) were used to drive CAT activity, CAT activity in FRTL5 cells was about 10-fold less than in NIH-3T3 cells and rat embryo fibroblasts. However c-Ha-ras promoter activity was reduced out of proportion in FRTL5 thyroid cells relative to the other cell types (~50-fold less). DNA gel-shift assays performed using crude extracts of FRTL5 and 3T3 nuclear proteins revealed quantitatively similar binding to the same promoter region in the c-Ha-ras 5'-flanking sequence. These data demonstrate that promoter activity of the rat c-Ha-ras gene is contained within the 172 bp 5'-flanking region of the gene. This promoter activity is expressed at a much lower level in slow-growing FRTL5 cells relative to other more rapidly growing cell types
Valutazione della funzionalità proteica di filetti di salmone affumicati
L’obiettivo del presente lavoro di tesi è stato quello di valutare l’effetto di diverse modalità di affumicatura sulla funzionalità della frazione proteica di filetti di salmoni norvegesi, valutata tramite la determinazione della solubilità e dell’ossidazione delle proteine. A tale scopo, 60 filetti di salmone dal peso omogeneo di circa 600g sono stati sottoposti a salagione e successivamente suddivisi in 3 gruppi sperimentali in funzione del processo di affumicatura (n=20/gruppo): ad aria a 20°C (AR-20), ad azoto a 20°C (AZ-20) e a 5°C (AZ-5). Al termine dei trattamenti tutti i filetti sono stati confezionati sottovuoto, conservati in cella frigorifera e sottoposti alle determinazioni analitiche a 5 diversi tempi di campionamento, per un totale di 17 giorni di conservazione. Dai dati ottenuti si evince come la tecnica di affumicatura commerciale (AR-20) determini, nel complesso, una riduzione della solubilità totale delle proteine, presumibilmente dovuta all’innesco di fenomeni ossidativi che hanno causato un accumulo di composti carbonilici, prevalentemente riscontrabile al termine della conservazione. L’affumicatura con azoto ha fatto invece registrare un miglioramento della funzionalità proteica a prescindere dalla temperatura impiegata, se paragonata all’affumicatura commerciale. A discapito di quanto atteso, l’affumicatura con azoto a 5°C non ha determinato un miglioramento in termini di solubilità ed ossidazione proteica, se paragonato alla controparte affumicata a 20°C; infatti i campioni appartenenti al gruppo AZ-20 hanno mostrato valori di solubilità proteica più elevati congiuntamente ad un contenuto di carbonili significativamente ridotto rispetto agli altri gruppi sperimentali. Alla luce di questi aspetti, ulteriori studi sono necessari al fine di confermare i risultati ottenuti ed approfondire l’effetto delle diverse modalità di affumicatura sulle proprietà funzionali e tecnologiche dei filetti di salmone
THE FUNCTIONAL-ACTIVITY OF THE RAT C-HA-RAS PROMOTER REQUIRES THE COORDINATE INVOLVEMENT OF MULTIPLE ELEMENTS
Promoter activity in the rat c-Ha-ras promoter region was assessed in NIH 3T3 cells using the chloramphenicol acetyltransferase (CAT) reporter gene. Promoter activity was orientation dependent. Deletion of the GC box closest to the transcriptional start site, or the upstream GC box and the two CAAT boxes, greatly diminished promoter activity. The GC boxes in the SV40 early promoter could not functionally replace the downstream c-Ha-ras GC box, but specifically competed for expression of rat c-Ha-ras promoter activity. Serum-stimulated growth of 3T3 cells stably transfected with p035-ras-CAT was not associated with increased promoter activity. These data indicate that the GC and CAAT boxes in the rat c-Ha-ras gene are related to constitutive, and not regulatory, promoter activity, and that these elements are involved in a coordinate manner. © 1987
Hormonal stimulation of eucaryotic cell ADP-ribosylation.
The effect of thyrotropin (TSH) on the ADP-ribosylation of endogenous thyroid cell acceptor proteins was examined. Cells were "permeabilized" at 4 degrees C in hypotonic medium and then exposed to [(32)P]- or [(3)H-adenine]NAD(+). The net incorporation of labeled ADP-ribose was measured by trichloroacetic acid precipitation. TSH (100 mU/ml) enhanced ADP-ribosylation with a maximum effect after 30-60 min in the majority of experiments. TSH stimulation was observed even when the incubation contained 1,000-fold more exogenous NAD(+) than the amount of NAD(+) contributed by the permeabilized cells, indicating an effect on enzymatic activity rather than an alteration in NAD(+) pool size or specific activity. No incorporation of radioactivity from labeled NAD(+) was observed in cells not rendered permeable to NAD(+) by hypotonic shock. TSH did not increase the rate of disappearance of trichloroacetic-precipitable radioactivity and did not contain intrinsic NAD(+) glycohydrolase activity. Alkali and snake venom phosphodiesterase, but not ribonuclease or deoxyribonuclease digestion of trichloroacetic acid precipitable thyroid cell radioactivity, revealed primarily 5'-AMP, consistent with an effect of TSH on mono-ADP ribosylation. Nicotinamide and thymidine (50 mM) inhibited both basal and TSH-stimulated ADP-ribosylation of thyroid cell protein. Dibutyryl cyclic (c)AMP (0.1 mM) inhibited endogenous ADP-ribosylation by approximately 35% but had no effect at lower concentrations. 0.5 mM isobutylmethylxanthine inhibited this reaction by approximately 60%. We suggest that TSH enhances thyroid cell ADP-ribosylation by a mechanism independent of cAMP as a second messenger, and that ADP-ribosylation plays a role in the expression of TSH
Studio della shelf-life di filetti di branzino leggermente salati pre-trattati con campi elettrici pulsati
I campi elettrici pulsati (PEF) rappresentano una tecnologia emergente che di anno in anno va acquisendo una popolarità sempre maggiore nel campo della trasformazione e conservazione degli alimenti. Tuttavia, l’applicazione di questa tecnica nel settore dei prodotti ittici è ad oggi ancora scarsamente utilizzata. L’obiettivo di questo studio è stato quello di valutare l’effetto dell’applicazione dei campi elettrici pulsati come pretrattamento ad una leggera salagione sulla shelf-life di filetti di branzino confezionati in atmosfera protettiva (MAP). I filetti sono stati sottoposti a campi elettrici pulsati ad intensità di 0.6 kV/cm e successivamente immersi in una salamoia al 5% di NaCl per 24 ore. Dopodiché, i filetti pretrattati sono stati confezionati e stoccati a 4°C per 8 giorni, durante i quali sono state eseguite le determinazioni analitiche volte a valutare lo sviluppo microbico e le principali caratteristiche qualitative. I risultati hanno dimostrato che l’utilizzo dei PEF come pretrattamento alla salagione può incrementare significativamente la concentrazione di sale nei filetti, probabilmente grazie ad una distribuzione più omogenea di NaCl nel tessuto muscolare. In aggiunta, sono state riscontrate alcune differenze significative nella riduzione del peso dei filetti in seguito al trattamento PEF, il quale è risultato inferiore nei filetti trattati, fenomeno che potrebbe essere riconducibile alla capacità dei campi elettrici pulsati di aumentare la capacità di ritenzione idrica (WHC). Inoltre, al di là di un leggerissimo aumento dell’indice di ossidazione lipidica nei filetti sottoposti ai PEF nei tempi immediatamente successivi al trattamento, non sono state riscontrate altre differenze significative nei restanti parametri considerati. Pertanto, il pretrattamento con PEF risulta promettente per rendere più efficiente il successivo processo di salagione, senza influire negativamente sulla shelf-life del prodotto finale confezionato
Studio della shelf-life di filetti di salmone crio-affumicati tramite un processo innovativo
Abstract
Il salmone atlantico (Salmo salar), grazie alle proprie caratteristiche sensoriali e nutrizionali, è una specie ittica ad alto valore commerciale, oggetto di numerose ricerche volte a migliorare l’efficienza del suo allevamento e la qualità dei suoi prodotti trasformati. Ad oggi, l’affumicatura a freddo (< 30°C) è il processo più comunemente applicato per valorizzare il salmone ed estenderne la shelf-life (SL), ma l’esposizione all’ossigeno atmosferico durante suddetta operazione favorisce l’ossidazione dei lipidi e la perdita di valore nutrizionale. Lo scopo del presente lavoro di tesi è stato quello di valutare l’effetto di un processo innovativo di crio- affumicatura sulla SL di filetti di salmone atlantico. A tal fine, dei filetti sono stati affumicati a 5 e 22 °C attraverso un prototipo che sfrutta l'azoto liquido come fluido di raffreddamento e l’azoto gassoso come carrier dei fumi e sono stati confrontati con filetti affumicati a 22°C in aria (affumicatura a freddo convenzionale) per lo stesso tempo (3 ore). Una volta disidratati osmoticamente, affumicati e confezionati sottovuoto, i campioni sono stati sottoposti alle determinazioni di colore, texture, sale, contenuto lipidico, aw, umidità, pH, fenoli e indici di ossidazione lipidica durante 32 giorni di conservazione refrigerata. L’evoluzione della qualità microbiologica dei filetti è stata invece valutata fino a 45 giorni. Dai risultati è emerso che, a parità di durata del trattamento, l’utilizzo della crio-affumicatura in azoto ha permesso di ridurre l’entità della perossidazione lipidica e ottenere una SL microbiologica maggiore rispetto all’affumicatura a freddo in azoto, probabilmente in ragione del mantenimento della catena del freddo. Inoltre, a seguito dell’utilizzo di azoto come gas carrier al posto dell’aria, l’assorbimento dei fenoli è risultato minore, fatto che probabilmente ha determinato una minore inibizione della crescita microbica e, pertanto, una SL microbiologica più breve
Studies on the promoter region of the c-Ha-ras oncogene
Our data indicate that the stimulatory effect of TSH and cAMP on the proliferative response of FRTL5 rat thyroid cells is associated with an increase in the steady state levels of c-Ha-ras mRNA levels. Whether or not there is a cause and effect relationship between these two phenomena is uncertain at the present time and requires further investigation
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