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Gli afdamenti in favore degli enti del Terzo settore. Un confronto tra gli indirizzi ministeriali e le linee guida ANAC
A distanza di quasi un anno dall’emanazione delle linee guida ministeriali, anche l’ANAC si appresta ad adottare i propri indirizzi
interpretativi in merito ai rapporti tra enti del terzo settore e pubbliche amministrazioni
L’istituzione di servizio pubblico locale in una recente pronuncia del Consiglio di Stato
Il Consiglio di Stato nega l’applicazione della disciplina sui contratti pubblici alle procedure di selezione
indette da un comune per l’esercizio dell’attività di noleggio in condivisione di dispositivi per la
micromobilità elettrica, sulla base della sua non configurabilità quale servizio pubblico. Chiarita la
compatibilità tra regimi autorizzatori e servizio pubblico, il contributo si sofferma sulla disciplina
dell’istituzione del servizio, come da ultimo delineata dal D.Lgs. n. 201 del 2022, tentando di
distinguerla dalla più risalente categoria dell’assunzione. È infine verificata la correttezza della
qualificazione operata dal giudice amministrativo, escludendo la possibilità di rinvenire nella fatti-
specie obblighi di servizio pubblico
Una rivoluzione nel rapporto tra pubblica amministrazione e Terzo settore
Recensione al volume I rapporti tra pubbliche amministrazioni ed enti del terzo settore. Dopo la sentenza della Corte Costituzionale n. 131 del 2020, a cura di A. Fici, L. Gallo, F. Giglioni, Editoriale scientifica, Napoli, 2020
Istituzione di nuova sede farmaceutica e affidamento del servizio in favore di una società in house
Il parere in commento, reso ai sensi dell’art. 13 D.P.R. 24 no-
vembre 1971, n. 1199 (Consiglio di Stato, Adunanza Sezione
I, 30/3/2022 n. 1592), nell’ambito di un ricorso straordinario
al Presidente della Repubblica, ha ad oggetto l’istituzione, da
parte dell’Unione di Comuni della Romagna Faentina, di una
nuova sede farmaceutica, nonché il successivo affidamento
diretto, previo esercizio del diritto di prelazione previsto dall’art.
9, legge 2 aprile 1968, n. 475, ad una società in house
La società Casinò di Venezia Gioco Spa è tenuta ad applicare le procedure ad evidenza pubblica?
La quinta sezione del Consiglio di Stato si è di recente espres-
sa sulla qualificazione giuridica della società Casinò di Venezia
Gioco Spa, ai fini della sussistenza in capo ad essa dell’obbli-
go di esperire procedure di evidenza pubblica per rivolgersi al
mercato allo scopo di assicurarsi forniture di beni o prestazioni
di serviz
IL PRINCIPIO DEL NE BIS IN IDEM E LA SENTENZA ‘GRANDE STEVENS’: PRONUNCIA EUROPEA E RIFLESSI NAZIONALI
IL PRINCIPIO DEL NE BIS IN IDEM: CORTI EUROPEE E RIFLESSI NAZIONALI
La presente nota si propone di commentare brevemente la sentenza Grande Stevens e altri contro Italia (Ric. 18640/10, 18647/10, 18663/10, 18668/10 e 18698/10, depositata il 4.3.2014) che stabilisce l’equiparazione, ai fini del ne bis in idem, del giudicato amministrativo al giudicato penale: dopo che sono state comminate sanzioni dalla Consob ed esse siano divenute definitive, l’avvio di un processo penale sugli stessi fatti viola il principio giuridico del ne bis in idem. Anche se il processo innanzi alla Consob è amministrativo, le sanzioni inflitte possono essere considerate a tutti gli effetti come penali, anziché amministrative, vista la loro natura repressiva, l’eccessiva severità delle stesse (sia per l’importo che per le sanzioni accessorie) oltre che per le loro ripercussioni sugli interessi del condannato.
In altre parole, la CEDU osta a misure di doppia sanzione, amministrativa e penale. Pertanto, il sistema del doppio binario previsto dagli articoli 185 e ss TUF viola il principio del ne bis in idem.
Il presente contributo, dopo aver analizzato la sfera applicativa del ne bis in idem in riferimento ai procedimenti amministrativi ed essersi soffermato sui criteri discretivi individuati dalla Corte di Strasburgo a tal fine, tratta brevemente gli obblighi incombenti sui giudici italiani in relazione ai principi giuridici affermati dalla Corte di Strasburgo
Vantaggi economici e sussidiarietà
La sezione lombarda di controllo della Corte dei conti affronta, con il parere in
commento, il tema dei limiti e della natura dei provvedimenti attributivi di vantaggi
economici di cui all’art. 12 della legge 241 del 1990 – come noto, la legge che disciplina in
via generale l’attività amministrativa. Si tratta della disposizione che consente alle pubbliche amministrazioni l’attribuzione in favore di soggetti pubblici o privati di vantaggi economici di qualunque genere a patto che ne siano previamente determinati i criteri e le modalità, la cui effettiva osservanza deve risultare dai singoli provvedimenti attributivi
Un comune, due in house: il Tar Milano si pronuncia su una singolare fattispecie
In house providing e fusioni di comuni
La Corte di Giustizia sull’affidamento di servizi sociali ad enti privi di scopo di lucro
La Corte di Giustizia è stata chiamata a pronunciarsi, in via pregiudiziale, sulla compatibilità
con il diritto dell’Unione, in particolare con gli artt. 76 e 77 della direttiva 2014/24/UE
riguardanti particolari regimi di appalto nei servizi sociali ed in altri servizi specifici, di una
normativa nazionale in materia di affidamento di servizi sociali
Corte dei Conti, Piemonte, delibera n. 126/2017
A partire dal regime assicurativo dei volontari, il contributo mira ad evidenziare i diversi campi applicativi della disciplina del regolamento sui beni comuni rispetto alla nuova legge quadro sul terzo settore.Starting from the clarification of the voluntary insurance scheme, the contribution aims to highlight the different fields of application of the rules of the regulation on common goods compared to the new framework law on the third sector
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