1,721,034 research outputs found

    Per Carlo Muscetta

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    Saggi di vario argomento per lo più connessi al lavoro critico di Carlo Muscett

    Il comportamento bioagronomico della “Malvasia istriana” nella costa toscana

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    Allo scopo di migliorare le caratteristiche qualitative dei vini ottenuti da alcune varietà tradizionali e renderli quindi più rispondenti alle richieste del mercato, nel corso degli ultimi anni gran parte dei viticoltori toscani ha considerato con crescente interesse la possibilità di impiegare, nei limiti consentiti dalla vigente normativa, cultivar provenienti da altre zone viticole. L'introduzione di nuove varietà di vite richiede precise conoscenze, acquisite attraverso una attività sperimentale riguardante il comportamento agronomico e tecnologico nelle specifiche aree di utilizzazione. Il presente lavoro, avente l’obiettivo di valutare la possibilità di ampliare la piattaforma ampelografica della provincia di Grosseto è stato condotto in un vigneto sperimentale di Massa Marittima, sui vitigni Malvasia istriana (clone VCR4), Incrocio Fedit I.B.51 (ottenuto per incrocio tra Garganega e Malvasia bianca toscana), innestati su due portinnesti (1103P e 420A) ai quali è stato aggiunto e Grechetto, vitigno considerato tradizionale per la zona, utilizzato come termine di paragone. Le viti sono state poste a dimora nel 1994 alla distanza di m 3x1 e sono state allevate a Guyot, con una carica di 10 gemme per pianta. Il vigneto è situato in zona collinare (altitudine 125 m s.l.m), con esposizione a sud, su terreno di medio impasto con prevalenza di sabbia, di reazione alcalina, scarsamente dotato di calcare attivo, ben provvisto di sostanza organica e di azoto assimilabile. Nel periodo 1997-2001, sono stati effettuati rilievi relativi agli aspetti fenologici, a quelli vegeto-produttivi ed alle caratteristiche qualitative, sia delle uve che dei vini ottenuti per microvinificazione. Il Grechetto è risultato sensibilmente più precoce dei due vitigni Malvasia istriana e I.B.51. La fertilità dei germogli è stata leggermente più elevata nella Malvasia istriana su 1103P, mentre la minore produttività delle piante, dipendente principalmente dalla minore dimensione dei grappoli, è stata riscontrata nella Malvasia istriana, seguita dal Grechetto. Il vitigno I.B.51 ha manifestato, invece, grappoli di maggiori dimensioni senza che sia emerso un effetto consistente del portinnesto. Il contenuto zuccherino del mosto, è risultato più elevato nel Grechetto e nella Malvasia istriana, mentre il vitigno I.B.51 ha presentato una più lenta velocità di maturazione e, conseguentemente, livelli zuccherini più bassi ed epoca di vendemmia più tardiva rispetto alle altre due cultivar. Il portinnesto 1103P ha incrementato l’attività vegetativa in maniera più accentuata ne vitigni dotati di maggiore vigoria, risultata più bassa nell’I.B.51, intermedia nel Grechetto e più elevata nella Malvasia istriana. All’esame organolettico il vino di Malvasia istriana ha presentato, colore giallo paglierino, note aromatiche che vanno dal floreale al fruttato maturo, con sentori di frutti esotici e talvolta di frutta secca, elevata persistenza delle note aromatiche, buon equilibrio gustativo e buona tenuta nel tempo. Nel complesso il vitigno è stato considerato idoneo a produrre vini da uvaggio e da vendemmia tardiva, grazie ai grappoli spargoli e agli acini dotati di buccia spessa e di buona tolleranza agli attacchi parassitari. A partire dall’anno 2003 il vitigno è stato ammesso alla coltivazione in Toscana

    Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis

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    The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed

    Primi risultati del comportamento bio-agronomico di sei cloni di "Sangiovese" nella zona di produzione del "Morellino di Scansano"

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    First Results on the Rio-Agronomic Behaviour of Six "Sangiovese" Clones in the "Morellino di Scansano" Wine Doc Production Zone. Choice of clone represents a cru¬cial technical aspect in setting up new vineyards. Clonal selection car¬ried out on "Sangiovese" during the last twenty years has provided grapevine-growers with a wide range of genetic material from which to choose. However, when operating within a specific vine¬yard, it is still difficult today to sin¬gle out the most appropriate clone for the given situation, since knowl¬edge on the vegetal-productive and qualitative behaviour of commer¬cially available clones is so far insuf¬ficient. A series of bio-agronomic observations was therefore under¬taken on six "Sangiovese" clones in one of the classic grapevine-growing areas of the Province of Grosseto, the Doc "Morellino di Scansano" production area. An experimental vineyard was set up with the follow¬ing' clones: SS-F9-A5-48, M42, Peccioli 1, R24, VCR4, R1O. The grapevines were established in win¬ter 1994 as cuttings grafted onto 420A, spaced at 3 x 1 m and trained to espalier with horizontal single cordon. Results obtained from observations on vegetal-pro-ductive parameters and must qual¬itative characteristics highlight a number of interesting behavioural differences between the clones exam¬ined. Briefly, quantity of grapes per grapevine was greatest in clones SS-F9-A5-48 and lowest in R1O, sugar concentration was highest in clones M42 and Peccioli 1, and polyphenol and anthocyanin levels highest in clones Peccioli 1 and SS-F9-A5-48. These results obtained from the first cycle of observations should be con¬sidered merely preliminary. Further research will be required in future years in order to obtain a sufficient number of values from adult grapevines before the outcome of research can be translated into practical applications available to wine estates

    Aspetti agronomici e ampelografici della selezione clonale di Sangiovese nelle zone DOC Val di Cornia e Morellino di Scansano

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    L'area di selezione è stata quella delle province del litorale toscano, con particolare riguardo a quella delle zone a DOC Morellino di Scansano (Gr) e Val di Cornia (Li). II “Sangiovese” è conosciuto nella zona di produzione del vino Morellino di Scansano come “Morellino”. Sebbene questo sinonimo sia ampiamente utilizzato e condiviso dai tecnici, occorre rilevare la mancanza di studi approfonditi sulla popolazione di questo vitigno nella zona considerata. II lavoro di selezione clonale è stato condotto nell'ambito del progetto “Miglioramento qualitativo delle produzioni vitivinicole e del materiale di propagazione”, secondo le procedure indicate dai metodi ufficiali di selezione genetica e sanitaria, alla luce delle recenti indicazioni fornite dal comitato nazionale per l'omologazione del materiale viticolo e recepite dalla Regione Toscana. Inoltre, nell'area DOC del Morellino di Scansano sono state condotte specifiche indagini ampelografiche, genetiche e sanitarie su un biotipo avente caratteristiche peculiari, conosciuto localmente come “Morellino pizzuto”. Al progetto hanno collaborato: la Sezione di “Patologia Vegetale” del Dipartimento di Coltivazione e Difesa delle Specie Legnose “G. Scaramuzzi”, che ha curato la parte sanitaria, il Dipartimento di Biologia Ambientale di Siena, che ha condotto rilievi sull’identità genetica del materiale in selezione e il DISTAM dell’Università di Firenze al quale è stata affidata la valutazione della qualità dell’uva e dei vini. I criteri di selezione hanno riguardato, in modo particolare, le differenze morfologiche delle foglie (dimensione, tomentosità e altri caratteri), degli acini (spessore della buccia, dimensione dell'acino, rapporto polpa/buccia), la moderata produttività, la limitata vigoria, le caratteristiche del grappolo (possibilmente spargolo), con particolare riferimento alla sua forma e alla dimensione. Inoltre, e stato tenuto conto delle caratteristiche fenologiche e delle potenzialità tecnologiche dell'uva (contenuto in zuccheri, acidità totale, contenuto in antociani e polifenoli). In generale, quindi, il criterio di selezione adottato è stato quello di individuare, nell'ambito della popolazione esistente di ogni zona, un adeguato numero di piante madri che potessero rappresentare un'ampia variabilità dei caratteri sopraindicati, dando comunque priorità a quelli considerati più favorevoli per gli attuali obiettivi viticoli. Nel presente lavoro vengono riferiti i risultati di una serie di osservazioni ampelografiche effettuate durante il quinquennio 1997-2001 su 25 presunti cloni, dei quali 8 individuati in Val di Cornia e 17 nella zona del Morellino di Scansano, che hanno superato tutti i test sanitari e quindi risultano potenzialmente omologabili. Le osservazioni ampelografiche condotte sul germoglio, sulla foglia e sul grappolo mostrano apprezzabili differenze a carico dei presunti cloni considerati. In ognuna delle due zone di selezione e stato possibile individuare tre gruppi di presunti cloni classificabili nell'ambito di uno o più biotipi, che si differenziano tra loro per le caratteristiche del grappolo e dell'acino, inclusa la ricchezza fenolica. Inoltre il biotipo “Morellino pizzuto” è risultato geneticamente diverso dalla popolazione del “Sangiovese” e dai cloni omologati “R10” e “SS-F9-A5-48” utilizzati come riferimento, pur avendo mostrato alcune caratteristiche in comune
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