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    La misurazione degli oneri amministrativi nelle politiche europpee di better régulation

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    si evidenzia che la misurazione degli oneri amministrativi (MOA) ha assunto un ruolo fondamentale nelle politiche di semplificazione della legislazione degli Stati europei. Nel saggio si sono evidenziate le peculiarità dei sistema di misurazione e riduzione degli oneri amministrativi di Olanda, Francia, Italia, Regno Unito, Germania e – ove possibile – dell’Unione europea

    L’attuazione della direttiva comunitaria 2009/52/CE: prime osservazioni sullo schema di d.lgs. n. 466

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    Si analizza i contenuti della direttiva 2009/52/CE (che si pone l’obiettivo di contrastare l’immigrazione illegale attraverso la previsione di norme minime comuni applicabili negli Stati membri nei confronti dei datori di lavoro che violano il divieto di assumere cittadini extracomunitari il cui soggiorno è irregolare) e le norme contenute nello schema di d.lgs. n. 466 volto ad attuarli. Si evidenzia che alcune delle norme contenute nel decreto si pongono in linea con alcune delle previsioni contenute nella direttiva 2009/52/CE. Ciò nonostante, la scelta del Governo di limitarsi a novellare la normativa già esistente comporta che lo schema di d.lgs. n. 466 così com’è stato sottoposto al parere delle Commissioni parlamentari non recepisca disposizioni estremamente importanti per il raggiungimento dello scopo perseguito dalla direttiv

    La riforma del sistema bicamerale nella relazione del Comitato dei saggi: un crocevia per le riforme?

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    Si analizzano le proposte di riforma contenute nel comitato dei saggi, ponendo particolare attenzione a quelle riguardanti il superamento del bicameralismo perfetto. Ci si concentra su tale aspetto perché - come si ricava anche dal testo elaborato dalla Commissione - la riforma del bicameralismo rappresenta il crocevia delle riforme istituzionali: senza riformare il sistema bicamerale diverrebbe inopportuno e, probabilmente, infruttuoso intervenire su forma di governo e sistema elettorale. Parimenti, l’intervento sull’assetto bicamerale non potrebbe non essere accompagnato da un adeguamento del procedimento legislativo e del riparto delle competenze di cui all’art 117 Cost.We analyze the reform proposals contained in the Committee of Wise Men , paying particular attention to those concerning the overcoming of perfect bicameralism . We focus on this aspect because - as is also apparent from the text drafted by the Commission - the reform of bicameralism is the crossroads of the institutional reforms: without reform the bicameral system would become inappropriate and probably fruitless act on the form of government and electoral system

    Prime osservazioni sulla Relazione al presidente del consiglio dei ministri della Commissione per le riforme costituzionali istituita l’11 giugno 2013

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    si analizzano i contenuti della Relazione presentata al presidente del consiglio dei ministri della Commissione per le riforme costituzionali istituita l’11 giugno 2013. Da tale analisi emerge l’esigenza di arrivare in tempi rapidi alle riforme necessarie per migliorare complessivamente il funzionamento delle istituzionali italiane, e quali sono gli obiettivi che debbono essere perseguiti con gli interventi di riforma: rafforzare il Parlamento e le prerogative del Governo, riformare il sistema costituzionale delle Regioni e delle autonomie locali, oltre che il sistema di governo. A tale ultimo fine si ritiene che la soluzione più facilmente praticabile sia la razionalizzazione della forma di governo esistente, ripartendo dalle indicazioni già contenute nell’odg Perassi.The paper contains the analysis of the contents of the report presented to the President of the Council of Ministers of the Commission for constitutional reforms instituted on June 11, 2013. This analysis indicated a need to get quickly to the reforms necessary for improving the overall functioning of the italian institution, and what are the objectives that must be pursued with this reform: strengthening the Parliament and the prerogatives of government, reforming the constitutional system of the regions and local governments and the sister of government as well. In this latter respect it is considered most practicable the rationalization of the existing form of government

    Identità corporea e performatività dello spazio peripersonale nella schizotipia e schizofrenia

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    Esperienze anomale del sé sono state associate ai disturbi dello spettro schizofrenico. Si ritiene che un debole senso del sé (sé minimale), un disturbato funzionamento corporeo implicito e della sintonizzazione intercorporea con gli altri siano manifestazioni di un sé corporeo disturbato nella schizofrenia (Sz). L’alterazione del sé minimale, correlata ai disturbi del riconoscimento di sé e della discriminazione sé-altro, dipende da deficit nell’ integrazione multisensoriale. Una delle esperienze di base del sé riguarda il senso di appartenenza del corpo (BO) che è legato sia alle parti corporee che al volto, un segno cruciale per la propria identità che consente di distinguerci dagli altri e di differenziarci dagli altri. La Sz è caratterizzata da deficit nel riconoscimento del proprio volto e di quello altrui, nonché da un BO alterato. Pertanto, lo scopo del primo studio è stato quello di integrare queste linee di ricerca indagando la propensione all'Enfacement Illusion (EI) nella Sz. I risultati hanno mostrato come l'EI abbia indotto la malleabilità del confine Sé-Altro sia nei controlli che nei pazienti; l’EI ha influenzato inoltre il confine Altro-Altro, suggerendo come l'EI non sia solo confinato alla sfera del sé, ma influenzi anche il modo in cui discriminiamo gli altri. Il secondo studio aggiunge nuove importanti evidenze nel contesto del sé corporeo nella Sz, focalizzandosi sul processamento implicito del sé corporeo, operazionalizzato nel cosiddetto effetto del vantaggio del sé (SAeff, rotazione mentale motoria più veloce con proprie parti corporee rispetto a quelle altrui in un giudizio di lateralità). I risultati hanno mostrato l'assenza del SAeff nella Sz rivelando un'alterazione nei processi sensorimotori delle proprie parti corporee, suggerendo una potenziale natura motoria distorta del sé minimale. Un altro aspetto cruciale che influenza tale senso del sé è la consapevolezza corporea, la sensazione di essere un sé corporeo nello spazio (sé spaziale), che dipende dall'integrazione di segnali multisensoriali che si verificano all'interno di una porzione di spazio circostante il corpo, lo Spazio Peripersonale (PPS). Il PPS non è fisso, ma si modella dinamicamente attraverso le esperienze motorie, come dopo l'uso di strumenti. Inoltre, l’estensione del PPS varia tra le persone al variare di diverse caratteristiche individuali, come la schizotipia (St). Tuttavia, ancora poco si conosce sulla relazione tra la plasticità del PPS e i tratti di personalità. A questo scopo, abbiamo studiato la plasticità del PPS dopo due diversi allenamenti motori (dopo l’utilizzo di uno strumento e dopo l’osservazione dell’utilizzo di quello strumento), lungo il continuum St. I risultati hanno mostrato l'espansione del PPS dopo l'uso dello strumento, mentre in seguito all’osservazione non è emersa alcuna espansione. Abbiamo riscontrato inoltre una maggiore espansione nel gruppo St relativamente basso rispetto a quello relativamente alto, indipendentemente dal tipo di allenamento motorio eseguito. Questi risultati sottolineano una potenziale alterazione funzionale del PPS all’aumentare del livello St. Tenendo conto dell'idea di un continuum che va dalla St alla psicosi conclamata, è ragionevole ipotizzare una minore malleabilità del PPS nella Sz. Nessuno studio ha fino ad ora indagato tale aspetto nella Sz; pertanto, questo rappresenta il focus dell'ultimo studio, che illustra i risultati preliminari sui pazienti Sz, rappresentando un altro importante contributo alla conoscenza del sé spaziale nella psicopatologia. Tutte queste evidenze arricchiscono l'attuale stato dell'arte dei disordini del sé minimale nella Sz, supportando l'idea di un sé fragile che si rompe in piccoli pezzi che includono molteplici aspetti corporei interrelati.Anomalies of self-experiences have been associated with schizophrenia spectrum disorders. It has been proposed that the weak basic sense of self (‘minimal self’), the disturbed implicit bodily functioning and the disruption of intercorporeal attunement with others are manifestations of a disturbed bodily self in schizophrenia (Sz). This altered basic sense of self, strictly related to self-recognition and self-other discrimination impairments, have been linked to deficits in multisensory integration mechanisms. One of the basic experiences of self concerns the sense of body-ownership (BO) which is not only associated with body parts but also with the face, a crucial cue for self-identity allowing to distinguish the self from the others and in differentiating others. Sz is characterized by deficits in one’s own and others’ face recognition, as well as by a disturbed BO. Thus, the aim of the first study here presented was to integrate these lines of research investigating the Enfacement Illusion (EI) proneness in Sz. Results showed how EI induced the expected malleability of Self-Other boundary among both controls and patients; interestingly, it also demonstrated how Other-Other boundary is influenced by EI, suggesting how EI is not only confined to self-sphere but it also affects the way we discriminate others. The second study adds important new evidence in the context of the bodily self in Sz, focusing on the implicit bodily self processing, operationalized in the so-called self advantage effect (SAeff, a faster sensory motor mental rotation with self than others’ body-parts in a laterality judgment task). Results showed the absence of the SAeff in Sz revealing a specific alteration in the sensorimotor processes of self body parts, suggesting a potential distorted motor nature of the minimal self. Another crucial aspect shaping our sense of self is bodily self-awareness, the feeling of being a bodily self in space (spatial self). This experience depends on multisensory integration occurring within the portion of space surrounding our body, Peripersonal Space (PPS). PPS is not fixed, rather it dynamically shapes through motor experiences (e.g. after a tool-use). Moreover, the size of PPS largely varies across people depending on several individual characteristics, including schizotypy (St). However, little is still known about the relationship between PPS plasticity and personality traits. To this aim, we investigated PPS plasticity after two different motor trainings (i.e. after using a tool and after observing someone else using the tool), in participants along the St continuum. Results showed PPS expansion after tool-use, whereas absence of PPS expansion emerged after the observation task. Moreover, we found greater PPS expansion in the relatively-low St group than in the relatively-high one, regardless of the type of motor training performed. These results underline a potential general functional alteration of PPS with the increase of St level. Taking into account the idea of a dynamic continuum ranging from St to full-blown psychosis, it is reasonable to hypothesize a lesser malleability of PPS boundaries in Sz. No studies until now have investigated this functional aspect of PPS in Sz. Hence, this represents the focus of the last study that illustrates the preliminary results on Sz patients, constituting another relevant contribution to our understanding of the spatial self in psychopathology. Taken together, all this evidence enriches the current state of the art of the minimal self disorder in Sz, empirically supporting the idea of a fragile self, which shatters into a variety of small pieces that enclose multiple interrelated bodily aspects

    L’Europa dei diritti

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    si analizza l’evoluzione della tutela dei diritti in Europa sino all’approvazione della Carta dei diritti dell’UE che ha rappresentato l’occasione per fa sì che la Corte di Giustizia abbandonasse la prospettiva squisitamente economistica con cui, sino a quel momento, ha trattato le questioni concernenti i diritti fondamentali. Si analizzano dunque i contenuti della Carta e il modo in cui i Giudici hanno fatto uso della Carta e si arriva alla conclusione che nonostante la Carta fosse stata proclamata come atto politico privo di valore giuridico vincolante ha influito sulla giurisprudenza già prima che le venisse attribuito valore giuridico vincolante. La “forza” della Carta è infatti emersa grazie ai continui richiami ad essa posti in essere dagli Avvocati generali nelle conclusioni presentate davanti alla Corte di Giustizia; grazie ai continui richiami ad adiuvandum fatti dai giudici del Tribunale di primo grado; e, infine, anche grazie all’attività dei Giudici italiani che hanno riconosciuto alla Carta dei diritti una valenza interpretativa di indubbio rilievo

    La tutela dei diritti ed il dialogo tra Corte costituzionale e Corte di giustizia

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    Si analizza l’efficacia giuridica della Carta di Nizza prima e dopo il Trattato di Lisbona evidenziando che il sistema che il nuovo art. 6 Tue ha delineato è stato in grado di realizzare appieno l’obiettivo di implementazione del sistema di protezione dei diritti fondamentali a livello di UE. Si evidenzia anche che l’equiparazione ai Trattati della Carta di Nizza non ha influito sul riparto delle competenze fra Stati membri e istituzioni dell’Unione: ciò esclude che la Carta costituisca uno strumento di tutela dei diritti fondamentali oltre le competenze dell’Unione europea

    Democrazia protetta

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    Il testo si concentra sul modo tradizionale di protezione della democrazia, ossia sul divieto di partiti antisistema tra Costituzioni nazionali e giurisprudenza della Corte di Strasburgo per rilevare che in realtà, quasi ovunque, si sono preferiti e sono risultati efficaci strumenti più flessibili, come le convenzioni costituzionaliThe text focuses on the traditional way of protection of democracy , namely the prohibition of anti-system parties, in national constitutions and in case law of the Strasbourg Court to point out that in fact , almost anywhere , are preferred and effective more flexible instruments , such as the conventions of the Constitution

    Your space or mine: Trait anxiety affects the peripersonal space plasticity in a social context

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    Peripersonal space (PPS) is a plastic sector of space surrounding the body whose boundaries are mapped through multisensory integration and shifted by individual motor experiences. To date, nothing is known about PPS plasticity after a social motor interaction, and whether individual traits, such as anxiety, modulate it. Here, participants were instructed to manipulate small objects within their reaching space without tool-use, collaboratively helped by a confederate who employed a tool in her extrapersonal space. Social cooperative motor training shifts PPS's boundaries even if participants’ motor actions are confined within their reaching space. Crucially, trait anxiety steers the shift direction: engaging in a cooperative motor interaction with another unfamiliar person expands PPS in low anxiety people, whereas individuals with high anxiety show PPS shrinkage. Our results show that PPS, built from multisensory signals, plastically adapts to social cooperative interactions, to dynamically define self-other body boundaries
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