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    USE OF AUTOLOGOUS PLATELET GEL FOR RECURRENCE OF PERINEAL AND SACROCOCCIGEAL FISTULA

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    USE OF AUTOLOGOUS PLATELET GEL FOR RECURRENCE OF PERIANAL AND SACRO-COCCIGEAL FISTULA A. Giuliani, G. Ferrazza, D. Crocetti, L. de Anna, E. Orsi, F. Guerra, F. La Torre Coloproctology Unit, Department of Emergency, Policlinico Umberto I, University of ‘‘La Sapienza’’, Rome, Italy Abstract The treatment of Sinus Pilonidalis and Perianal Fistulas is still not entirely standardised due to the frequency of relapses, the inconvenience for patients and last but not least, for the economic commitment by the health-care structure. The potential therapeutic value and versatility of products stemming from blood and platelets have long stimulated research and interest in the field of surgery. The autologous gel platelets (PG), generated by activated human thrombin and platelets, represent a new biotechnology for angiogenesis stimulation on speeding up the healing and regeneration of tissues. Do not underestimate its effect as analgesic. Our study shows the employment of gel platelets in the treatment of complicated wounds and recurrences following surgery for Sinus Pilonidalis and Perianal Fistulas . From January 2006 to May 2009, we selected eight patients (6 males and 2 females, aged between 19 and 54 years) with infected wound following surgery for Sinus Pilonidalis and 10 patients (6 males and 4 females, aged between 31 and 72 years) with recurrence after Perianal Fistulas Our results, although obtained on a small group of patients, support the safety and efficacy of PG in the treatment of infected wounds following surgery for the excision of Sinus Pilonidalis and Perianal Fistulas relapses. Further studies and longer follow-up are needed to come to any conclusion

    Il gel piastrinico nel trattamento del “piede diabetico”: esperienza preliminare

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    IL GEL PIASTRINICO NEL TRATTAMENTO DEL “PIEDE DIABETICO”: ESPERIENZA PRELIMINARE Massimo Chiaretti*, Giancarlo Ferrazza+, Rita Maria Fracassi@ , Andrea Negro°, Domenico Tuscano* (*) Dipartimento di Chirurgia Generale, Specialità Chirurgiche e Trapianti d’Organo “Paride Stefanini” Azienda Policlinico Umberto I, Università degli Studi di Roma “La Sapienza” (+ ) Servizio di Immunoematologia e Medicina Trasfusionale Azienda Policlinico Umberto I, Università degli Studi di Roma “La Sapienza” (@) Servizio di Immunoematologia IRCCS Ospedale Bambino Gesù, sede di Roma. (°) Azienda S. Andrea, II Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi di Roma “La Sapienza” La nostra esperienza evidenzia l’utilità del gel piastrinico (GP) nel trattamento ambulatoriale delle piaghe torpide della pianta del piede in paziente diabetico. Il GP guarisce in tempi prevedibili ulcerazioni torpide che richiedevano lunghissimi periodi di medicazioni complesse senza raggiungere il risultato prefissato. La nostra esperienza, analogamente ai risultati di altri autori, depone favorevolmente per questo trattamento. La metodica personalmente messa a punto prevede il curettage dopo disinfezione, l’inoculazione di 1 UI di insulina pronta alla base del cratere ulcerativo e quindi l’applicazione di 5 ml di GP con 1 ml di Trombina autologa attivata. L’applicazione può essere eseguita mediante un puntale spray o cannula a seconda delle esigenze dell’operatore o del tipo di lesione. In caso di ferite più piccole o man mano che la ferita in trattamento si riduce di ampiezza, il prodotto può essere aliquotato e congelato per successive somministrazioni. Il GP e la trombina vanno spalmati in situ e su un supporto inerte riassorbibile di acido ialuronico (Hialogel) con il quale si zaffa la cavità e che impedisce la dispersione della parte liquida e non completamente gelificabile, ricca dei fattori di crescita (PDGF, TGF, EGF, ed altri). Il rapporto strettamente collaborativo tra dermatologo, chirurgo, ortopedico, immunotrasfusionista, diabetologo e cardiologo, risolve questa problematica con un approccio multidisciplinare. Lo stretto coordinamento tra centro trasfusionale ed ambulatorio chirurgico evita inutili attese al Paziente, accorcia i tempi di esecuzione della medicazione, abbatte i costi per l’impiego di materiali e alla lunga diventa conveniente rispetto al tradizionale trattamento.Our study proves the usefulness of platelet gel in the treatment of the diabetic foot. We started in January 2006 to treat diabetic wounds of the foot in the outpatients’ surgical department with encouraging results. Despite its expensive and complex preparation, the platelet gel is useful and convenient because it succeeds in shortening the ambulatory treatment period. Besides, in our opinion, the multidisciplinary approach of this treatment is rather important: actually, it implies the cooperation of dermatologist, surgeon, orthopaedist, immunologist, diabetologist and, if necessary, the cardiologist. That is why it reduces wastes of work-time and the expenses for consultants, medications and dressing material

    Apparecchio e metodo per la caratterizzazione ottica in luce diffusa di materiali e dispositivi fotovolataici

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    L'invenzione concerne una metodologhia ed un apparato combinato per eseguire misure di riflettanza e trasmittanza emisferica/emisferica comprendente una sorgente di luce, una sfera integratrice a cui è connesso un primo fotodiodo di misura collegabile a un radiometro multicanale, detta sfera integratrice avendo un diffusore di luce interno, una prima finestra d'ingresso, un oblò che serve ad osservare l'interno della sfera, e una seconda finestra di interfacciamento con una sfera supplementare di dimensioni più piccole di quelle della sfera integratrice principale, a cui è connesso un secondo fotodiodo di misura collegabile a detto radiometro multicanale, detta sfera supplementare essendo anche fornita di un oblò che serve a traguardare all'interno di essa

    Horai, Charites e Ninfe nell’arte greca e romana:casi di studio sulla trasmissione di modelli figurativi

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    La ricerca, che si presenta come rappresentativa delle Horai, delle Charites e delle Ninfe nei confini geografici del mondo classico, ha un taglio comparativo per una precisa finalità. I citati gruppi femminili, infatti, sono presi come casi di studio nell’ottica della continuità tra il mondo greco e il mondo romano, sul piano artistico in senso lato, attraverso la trasmissione dei modelli figurativi nel caso specifico. La nostra analisi inizierà con una selezione di fonti letterarie utili a chiarire le identità di Horai, Charites e Ninfe per poi riconoscerle sul piano figurativo (cap. 1). Il commento sarà completato da tabelle sui nomi e sul numero dei componenti dei tre gruppi in esame. Seguirà la documentazione epigrafica, con relativa tabella sintetica, che fornisce per Horai, Charites e Ninfe informazioni su nomi, epiteti e associazioni nel culto con altre divinità, o associazioni tra questi stessi gruppi (cap. 2). La parte centrale del lavoro è costituita dall’esame dei documenti figurativi attinenti ai gruppi in questione, tra l’età greca arcaica e l’età imperiale romana (cap. 3). Ciò implica delle scelte tra le identificazioni possibili. Abbiamo basato, dunque, le attribuzioni sia su dediche e didascalie iscritte, sia su analogie di iconografia tra i reperti anepigrafi (3.1). Dopo una rassegna di circa 150 reperti commentati singolarmente (3.2) e riuniti in una tabella sintetica a fine lavoro, l’analisi critica prenderà le mosse dai reperti con iscrizioni. Sono stati isolati, infatti, i documenti che associano testo e immagine, perché possano fare da guida per l’identificazione delle nostre figure, laddove l’indizio epigrafico viene meno (3.3). Contemporaneamente questa analisi permetterà di verificare quanto le iscrizioni siano affidabili per l’identificazione dei soggetti. Alla luce di queste evidenze si passerà all’analisi iconografica, in cui l’insieme delle attestazioni si trova ripartito in raffigurazioni delle Horai, delle Charites, delle Ninfe (3.4). Qui saranno illustrati gli schemi individuati, che a loro volta contribuiscono alla ricostruzione di serie iconografiche pertinenti i diversi gruppi e allo stesso tempo evidenziano le corrispondenze o le diversità tra i modelli figurativi degli stessi.La ricerca, che si presenta come rappresentativa delle Horai, delle Charites e delle Ninfe nei confini geografici del mondo classico, ha un taglio comparativo per una precisa finalità. I citati gruppi femminili, infatti, sono presi come casi di studio nell’ottica della continuità tra il mondo greco e il mondo romano, sul piano artistico in senso lato, attraverso la trasmissione dei modelli figurativi nel caso specifico. La nostra analisi inizierà con una selezione di fonti letterarie utili a chiarire le identità di Horai, Charites e Ninfe per poi riconoscerle sul piano figurativo (cap. 1). Il commento sarà completato da tabelle sui nomi e sul numero dei componenti dei tre gruppi in esame. Seguirà la documentazione epigrafica, con relativa tabella sintetica, che fornisce per Horai, Charites e Ninfe informazioni su nomi, epiteti e associazioni nel culto con altre divinità, o associazioni tra questi stessi gruppi (cap. 2). La parte centrale del lavoro è costituita dall’esame dei documenti figurativi attinenti ai gruppi in questione, tra l’età greca arcaica e l’età imperiale romana (cap. 3). Ciò implica delle scelte tra le identificazioni possibili. Abbiamo basato, dunque, le attribuzioni sia su dediche e didascalie iscritte, sia su analogie di iconografia tra i reperti anepigrafi (3.1). Dopo una rassegna di circa 150 reperti commentati singolarmente (3.2) e riuniti in una tabella sintetica a fine lavoro, l’analisi critica prenderà le mosse dai reperti con iscrizioni. Sono stati isolati, infatti, i documenti che associano testo e immagine, perché possano fare da guida per l’identificazione delle nostre figure, laddove l’indizio epigrafico viene meno (3.3). Contemporaneamente questa analisi permetterà di verificare quanto le iscrizioni siano affidabili per l’identificazione dei soggetti. Alla luce di queste evidenze si passerà all’analisi iconografica, in cui l’insieme delle attestazioni si trova ripartito in raffigurazioni delle Horai, delle Charites, delle Ninfe (3.4). Qui saranno illustrati gli schemi individuati, che a loro volta contribuiscono alla ricostruzione di serie iconografiche pertinenti i diversi gruppi e allo stesso tempo evidenziano le corrispondenze o le diversità tra i modelli figurativi degli stessi

    Studio sull’iconografia di Aiace Telamonio con metodi di analisi esplorative dei dati

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    This work focuses on the images representing the myth of Ajax, son of Telamon, as represented in a corpus of finds from Greece and pre-Roman Italy. The iconography of the classical myth is studied together with other characters, such as kind of object, production, painting technique, place of finding, age. The age was fixed in intervals of 50 years, because of the wide chronological range and the uncertainty of the age of some finds. The data table crossing the finds with the characters was first submitted to Multiple Correspondence Analysis, where a strong relation was revealed. This suggested that an attempt should be made to estimate the age on the basis of the other characters. Qualitative Discriminant Analysis, applied to the objects with certain age, gave good classification functions that were used to estimate the age of the finds with uncertain age. In conclusion, the examination of the graphs shows how different meanings and functions of a Greek myth are illustrated throughout Classical Antiquity

    Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis

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    The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed

    Folhetim

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    O escritor, tradutor e jornalista José Francisco Botelho e a historiadora e doutora Laura Ferrazza de Lima vêm debater a Guerra do Paraguai. Eles lançam o livro 'Guerra do Paraguai: Vidas, personagens e destinos no maior conflito da América do Sul', pela editora HarperCollins.Literatur

    Cardiopulmonary exercise testing in the functional and prognostic evaluation of patients with pulmonary diseases

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    Exercise testing is increasingly utilized to evaluate the level of exercise intolerance in patients with lung and heart diseases. Cardiopulmonary exercise testing (CPET) is considered the gold standard to study a patient's level of exercise limitation and its causes. The 2 CPET protocols most frequently used in the clinical setting are the maximal incremental and the constant work rate tests. The aim of this review is to focus on the main respiratory diseases for which exercise tolerance is indicated; for example, chronic obstructive pulmonary disease, interstitial lung disease, primary pulmonary hypertension and cystic fibrosis. This review also focuses on the variables/indices that are utilized in the functional and prognostic evaluation. The recognition of abnormal response patterns of ventilatory, cardiac and metabolic limitation to exercise may help in the diagnostic evaluation. In addition, CPET indexes can provide important functional and prognostic information regarding patients with pulmonary disease. Exercise indices, such as peak oxygen uptake (V'O 2 peak), ventilatory equivalents for carbon dioxide production (V'E-/V'CO2) and arterial oxygen saturation (S pO2), have in fact proven to be better predictors of prognosis than lung function measurements obtained at rest. Moreover, useful information on the effects of therapeutic interventions may be obtained by CPET by studying the changes in endurance capacity during high-intensity constant work rate protocols. Copyright © 2009 S. Karger AG
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