10,690 research outputs found

    Giuseppe Ferrari e l'Informale a Bologna

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    Catologo della mostra "Giuseppe Ferrari. Opere 1956-1962", Galleria Paolo Nanni, Bologna, 1993

    Senza poter scegliere. Una ricerca su pazienti psichiatrici deportati in Germania

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    Questo libro affronta la storia inedita di un piccolo gruppo di persone – tre donne e cinque uomini internati nell’Ospedale psichiatrico di Udine – che nel maggio del 1940 vennero deportati in istituti del Terzo Reich. Le loro comunità di origine – quelle di lingua lingua slovena e tedesca della Valcanale – nel 1939 erano state chiamate a scegliere fra il trasferimento in Germania e la permanenza in Italia senza alcuna tutela della propria lingua e cultura, avevano cioè dovuto “optare” al pari della popolazione di lingua tedesca dell’Alto Adige/Südtirol. Questa “microstoria” – apparentemente marginale nell’“inferno in terra” della seconda guerra mondiale e a lungo dimenticata – assume un valore paradigmatico nella comprensione di alcuni meccanismi di esclusione e persecuzione attuati in Italia e Germania a danno di inermi pazienti psichiatrici, centinaia dei quali vennero travolti nel corso dell’applicazione dei principi razziali propri del fascismo e del nazismo. I saggi raccolti nel volume delineano origine e impostazione della ricerca (Paolo Ferrari e Kirsten Maria Düsberg); la vicenda delle opzioni nel Südtirol e dei successivi trasferimenti che costituiscono la cornice nella quale si colloca anche la vicenda della Val Canale (Stephan Lechner); lo stravolgimento della vita degli abitanti della Valcanale in seguito alle opzioni (Lara Magri); la storia del gruppo di persone deportate dall’Ospedale psichiatrico di Udine nel contesto delle dinamiche che hanno portato alla loro deportazione e degli studi sulla storia della psichiatria (Kirsten Maria Düsberg); infine una riflessione – in una prospettiva che va al di là della questione particolare della deportazione dei pazienti psichiatrici – sui temi, centrali nell’antropologia, della purezza, della contaminazione e delle identità in riferimento alla complessità proprie delle aree di confine (Gian Paolo Gri). Chiudono il volume, che comprende un inserto fotografico, testimonianze e riflessioni legate alla nascita e al senso complessivo del progetto

    Ferrari e l'immoto andare

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    Giuseppe Ferrari. Opere 1965-199

    Le lettere di Francesco Paolo Como a Ettore Ferrari.

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    In 1923 the sculptor Francesco Paolo Como (Taranto, 1888-Rome, 1973) wins the contest for the Monumento ai caduti in Taranto. As known, the realization of this work suffers many delays because of tension between the author and the various committees. Only in 1953, the last group, the Aquilifero, can be set up. The article analyses the sequence of events related to the monument through a series of missives between Como and his mentor Ettore Ferrari (Rome, 1845-1929). Through this correspondence is possible to write a clearer history of the monument and his author, explaining the reasons of Como’s anxiety, his relationship with Ferrari and his social role into the ‘fascistissima’ Taranto

    Dalla sociologia pubblica alla living sociology. Note introduttive al pensiero di Michael Burawoy

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    Questo libro vuole contribuire ad alimentare il dibattito contempo raneo sulla sociologia pubblica all’interno dell’articolato scenario teori co, epistemologico e metodologico offerto dalle scienze sociali e, in par ticolare, dalla sociologia italiana per la comprensione di un mondo dove i legami sociali appaiono sempre più deboli e disarticolati. La decisione di tradurre il testo di Michael Burawoy è maturata dopo aver intrapreso con l’Autore stesso, intorno alla fine del 2019, una fitta corrispondenza epistolare, cominciata in occasione della scrittura della sua preziosa Prefazione per un libro da noi curato sulle conseguenze del Covid-19 (Diana – Ferrari – Dommarco 2021a). Nell’introduzione di quel te sto mettevamo proprio in evidenza la significativa capacità euristica dell’approccio della sociologia pubblica nell’interpretare un momento così fortemente critico e vissuto globalmente dalle nostre società sul piano economico, politico e sociale (Burawoy 2021a; Diana – Ferra ri – Dommarco 2021b). Proprio in quei mesi Michael Burawoy lavorava alacremente1 a Pu blic Sociology che vedeva la sua pubblicazione definitiva negli USA nell’anno 2021 per i tipi di Polity Press (Burawoy 2021b). Dopo un’attenta lettura del volume, ci siamo immediatamente messi alla ricerca di un editore che volesse accompagnarci nella traduzione e nella curatela. Fin da subito, abbiamo ritenuto, infatti, che Public Socio logy fosse un testo di fondamentale importanza per la formazione delle nuove generazioni di scienziati e ricercatori sociali nel nostro Paese. Il momento della trasmissione del sapere sociologico all’interno delle uni versità rappresenta, difatti, uno «snodo cruciale attraverso il quale si ri producono gli schemi teorici e gli orientamenti della ricerca empirica, e dunque l’apprendimento degli strumenti mediante i quali il sociologo acquisisce le competenze indispensabili allo studio delle fonti, alla con cettualizzazione dei fenomeni sociali, alla rilevazione e all’analisi del dato e all’interpretazione della realtà» (Sgritta 2013: 106)

    The Effect of Aging on Nerve Morphology and Substance P Expression in Mouse and Human Corneas (vol 59, pg 5329, 2018)

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    When the article was first published, the authors’ names were listed with surnames first, i.e., Barbariga Marco, Rabiolo Alessandro, Fonteyne Philippe, Bignami Fabio, Rama Paolo, and Ferrari Giulio. To adhere to journal style, the online article has been corrected so that the surnames appear last: Marco Barbariga, Alessandro Rabiolo, Philippe Fonteyne, Fabio Bignami, Paolo Rama, and Giulio Ferrari. Citation: Barbariga M, Rabiolo A, Fonteyne P, Bignami F, Rama P, Ferrari G. Erratum in: The effect of aging on nerve morphology and Substance P expression in mouse and human corneas. Invest Ophthalmol Vis Sci. 2018;59:6026. https://doi.org/10.1167/iovs.18-24707a

    Motivi letterari nei libri per l’infanzia di Paolo Di Paolo

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    The article, organised in the form of a discussion, aims to analyse the themes and motifs of Paolo Di Paolo’s works that are addressed to young audiences. The author has recently published a large number of volumes directed just at younger readers. When beholding the titles that constitute the author’s bibliography, the reader is struck by Di Paolo’s predisposition to transform literary classics: as much in Giacomo il signor bambino as in the edition of the Divina Commedia, the author’s goal is to try to reach his new readers. Therefore, Di Paolo proves to be a prolific author of the genre; in fact, in his bibliography, volumes of fairy tales with a classic slant, such as La mucca volante, are listed as well.L’articolo contiene un’analisi di temi e di motivi delle opere di Paolo Di Paolo dirette al pubblico più piccolo. L’autore negli ultimi anni ha pubblicato un cospicuo numero di volumi indirizzati, infatti, proprio ai lettori più giovani. Ciò che stupisce scorgendo i titoli che costituiscono la bibliografia dell’autore, è la predisposizione a trasformare i classici della letteratura: tanto in Giacomo il signor bambino quanto nell’edizione della Divina Commedia l’obiettivo è cercare di raggiungere i lettori più giovani. Di Paolo si dimostra, quindi, un autore prolifico del genere, tant’è che nell’elenco non mancano volumi fiabeschi dal taglio classico come La mucca volante. Analizzare le opere giovanili dello scrittore costituisce un fatto inedito

    La parte più intima della storia. Il linguaggio nelle Memorie di Spagna 1937 di Elena Garro

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    L’articolo, incentrato sulle Memorias de España 1937 di Elena Garro, ha due obiettivi. Da una parte, contestualizzare i fatti narrati dall’autrice all’interno della macrostoria della guerra civile spagnola e all’interno del capitolo internazionale della partecipazione intellettuale nel conflitto in modo da contribuire a dare il giusto peso alle parole della scrittrice e ai dialoghi riportati. Dall’altra parte, l’obiettivo è quello di analizzare il linguaggio utilizzato da Elena Garro nella sua opera, con particolare attenzione alle riflessioni sulla lingua in codice di chi era iniziato a una ideologia, alla forza perlocutiva dei termini storici, alla analisi dei discorsi ufficiali e all’identità linguistica
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