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    Intelligenza artificiale e regolazione giuridica: il ruolo del diritto nel rapporto tra uomo e macchina

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    Il contributo intende osservare il rapporto tra diritto e intelligenza artificiale. A tal fine, dopo aver esaminato significato e caratteristiche dell’intelligenza artificiale da un punto di vista tecnico, il contributo osserva il fenomeno sotto la lente giuridica, analizzando gli aspetti problematici ed esaminando il framework giuridico relativo, caratterizzato dalla proposta di regolamento europeo Artificial Intelligence Act. Alla luce di quanto emerge dalla regolazione in materia, il contributo prospetta strumenti giuridici e scenari futuri tesi a superare le problematiche esaminate e a tutelare in modo efficace i diritti dell’uomo.The contribution aims to observe the relationship between law and artificial intelligence. To this end, after examining the meaning and characteristics of artificial intelligence from a technical point of view, the contribution observes the phenomenon under the legal lens, analyzing its problematic aspects and examining the related legal framework, characterized by the proposed European regulation “Artificial Intelligence Act”. In light of what emerges from the relevant regulation, the contribution envisages legal instruments and future scenarios aimed at overcoming the problems examined and effectively protecting the human rights

    La tutela della proprietà intellettuale nel quadro dell’evoluzione giuridica europea e nazionale: la ricerca dell’equilibrio tra gli interessi in gioco

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    Il contributo intende esaminare l’evoluzione della tutela relativa alla proprietà intellettuale alla luce del mutato contesto di riferimento derivato dall’impatto della dimensione digitale e, parallelamente, dai cambiamenti intervenuti nel quadro giuridico, costellato di recente dalla direttiva europea 2019/790 e dal suo recepimento nell’ordinamento nazionale con il d.lgs. 177/2021. L’analisi intende evidenziare gli aspetti critici dell’interazione tra diritto d’autore e tecnologie informatiche, in particolare il difficile equilibrio nel contesto digitale tra interessi diversi in cui prendono forma le contrapposte istanze di chiusura e controllo, da una parte, e apertura e condivisione, dall’altra, di cui sono latori gli attori protagonisti (autori, utenti e provider), che caratterizzano la società contemporanea. Nelle conclusioni il lavoro valuta il mutato framework giuridico di riferimento e ipotizza direzioni utili ai fini della regolazione giuridica futura in materia.The paper aims to examine the evolution of the intellectual property protection in the light of the changed context of reference derived from the impact of the digital dimension and, in parallel, the changes in the legal framework, recently innovated by the European Directive 2019/790 and its transposition into national law with Legislative Decree 177/2021. The analysis aims to highlight the critical aspects of the interaction between copyright and information technologies, in particular the difficult balance in the digital context between different interests in which take shape the opposing instances of closure and control, on the one hand, and openness and sharing, on the other hand, of which the protagonists (authors, users and providers) that characterize contemporary society are bearers. In the conclusions, the paper assesses the legal framework of reference and suggests useful directions for future legal regulation in this area

    Il valore giuridico e probatorio delle firme elettroniche tra neutralità tecnologica, non discriminazione e certezza del diritto

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    Il contributo intende analizzare la disciplina normativa europea e nazionale in materia di documenti informatici e firme elettroniche. In particolare, il saggio esamina il diverso valore giuridico e probatorio dei documenti informatici in relazione alle differenti tipologie di firma elettronica che caratterizzano l’ordinamento, anche alla luce dei principi che governano la materia, quali neutralità tecnologica e non discriminazione. L’analisi è tesa ad affrontare gli aspetti critici che scaturiscono dall’applicazione concreta delle disposizioni a strumenti specifici e tecnologie determinate, sviluppando alcune riflessioni al riguardo.The contribution aims to analyze the European and national legal framework concerning electronic documents and electronic signatures. In particular, the paper examines the different legal and evidentiary value of electronic documents in relation to the different types of electronic signatures that characterize the legal system, also in the light of the principles that govern the matter, such as technological neutrality and non-discrimination. The analysis deals with the critical aspects that arise from the concrete application of the provisions to specific tools and technologies, developing some reflections in this regard

    Social open government: l’utilizzo dei social media nell’amministrazione digitale e aperta

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    Il presente lavoro analizza l’evoluzione dell’amministrazione pubblica verso il modello di open government avvenuta con le ultime riforme del Codice dell’amministrazione digitale (CAD) e, in particolare, il ruolo che in tale sviluppo rivestono i social media da un punto di vista normativo. In specifico l’ultima profonda riforma che ha interessato il CAD, realizzata con la legge delega 7 agosto 2015, n. 124 e il relativo d.lgs. 26 agosto 2016, n. 179, nel porre la significativa rubrica “Carta della cittadinanza digitale” (art. 1 della legge delega 124/2015), palesa l’intenzione del legislatore di spostare la prospettiva dal processo di digitalizzazione delle amministrazioni alla cittadinanza digitale, ossia alla configurazione dei diritti dei cittadini nei confronti delle istituzioni, resa possibile dalle nuove tecnologie. A tal fine, la riforma ha previsto tra i criteri ispiratori, insieme ai principi di digital by default e digital first, proprio «la realizzazione di un’amministrazione digitale e aperta» (art. 1, comma 1, lett. n), legge 124/2015). Il principio viene declinato nel rafforzamento e nell’ampliamento dei principi di trasparenza, partecipazione e collaborazione e in questo processo acquisiscono spazio i social. In tale contesto normativo di riferimento il presente lavoro vuole esaminare, da un punto di vista giuridico, il ruolo che i social media rivestono nel realizzare il modello di amministrazione digitale e aperta. In particolare l’analisi cerca di ricostruire quali norme, anche alla luce delle recenti modifiche del Codice dell’amministrazione digitale, possono costituire fondamento normativo all’utilizzo esteso ed integrato dei social media nella pubblica amministrazione. Da tale punto di vista il contributo esamina il rafforzamento dei diritti dei cittadini avvenuto con le ultime riforme, che modificano i primi articoli del Codice e permettono di leggere all’interno del “diritto-madre” all’uso delle tecnologie di cui all’art. 3 e nel diritto alla qualità dei servizi e alla misura della soddisfazione di cui all’art. 7 un proficuo uso dei social media, idonei a garantire le finalità che quelle disposizioni si pongono. Con queste norme i social trovano, quindi, ingresso nelle attività pubbliche e nell’erogazione dei servizi da parte delle amministrazioni, ma rivestono un ruolo strategico anche nell’aspetto di partecipazione democratica e nel coinvolgimento nelle decisioni pubbliche grazie all’art. 9 del Codice, che tratta di e-democracy: la disposizione con l’ultima riforma è oggetto di un ampliamento e rafforzamento, nel quale trovano spazio anche i social media. Nelle stesse azioni tese a diffondere la cultura digitale, di cui all’art. 8 del Codice, ampiamente riformato, trovano ingresso i social, sia come uno strumento di cui l’amministrazione può avvalersi per favorire la diffusione della cultura digitale, sia come oggetto delle azioni specifiche e concrete di formazione e sviluppo delle competenze. Non sono solo le prime norme, dedicate ai diritti dei cittadini, a fornire un fondamento giuridico all’utilizzo dei social nell’azione delle pubbliche amministrazioni. Rilevano, da questo punto di vista, anche altre disposizioni e, particolarmente, l’art. 63 del Codice che nel delineare le caratteristiche e i criteri da seguire nell’erogazione di servizi online e nell’adozione di «strumenti idonei alla rilevazione immediata, continua e sicura del giudizio degli utenti» pare alludere chiaramente all’utilizzo di strumenti come i social. Nella stessa configurazione di una “trasparenza attiva”, possibile grazie a politiche di open data, trova spazio l’utilizzo dei social media, in particolare nella costruzione della relazione di collaborazione e coinvolgimento con gli utenti necessaria a una strategia efficace fondata sui dati aperti. Sotto il profilo della trasparenza, l’amministrazione digitale e aperta trova riferimento normativo non solo nel Codice dell’amministrazione digitale, ma si fonda anche su ulteriori disposizioni quali in particolare, ai fini di questa analisi, la normativa sulla trasparenza e, in specifico, il d.lgs. 14 marzo 2013, n. 33, come modificato e integrato dal d.lgs. 25 maggio 2016, n. 97 (cosiddetto Freedom of information Act italiano): significativamente nell’art. 1 del d.lgs. 33/2013 viene chiarito che la trasparenza «concorre alla realizzazione di un’amministrazione aperta, al servizio del cittadino». Il connubio tra trasparenza e digitalizzazione è insito al concetto stesso di disclosure, dal momento che gli strumenti digitali favoriscono ontologicamente la trasparenza: nel rapporto maggiormente diretto che viene a crearsi tra amministrazione e cittadino, dotato oggi di diverse possibilità di accesso (documentale, civico e generalizzato), può essere proficuo anche l’impiego dei social media. In considerazione del particolare contesto di riferimento costituito dall’azione delle pubbliche amministrazioni, il contributo non tralascia infine di considerare i principi e le norme che devono essere osservate per un utilizzo corretto dei social media nella pubblica amministrazione, rilevando gli errori e i rischi in cui possono altrimenti incorrere. L’analisi è tesa a dimostrare, che seppur i social media non siano espressamente previsti dalla normativa di riferimento sull’amministrazione digitale e aperta, trovano fondamenti normativi e sono favoriti da un insieme di disposizioni che pervadono la fisionomia stessa delle pubbliche amministrazioni: il contesto normativo di riferimento porta a poter spingersi a parlare di social open government.In the current Italian regulatory framework characterized by the profound reform of the Digital Administration Code, Legislative Decree of 7 March 2005, No. 82, implemented with the Law of 7 August 2015, No. 124 and the relative Legislative Decree of 26 August 2016, No. 179, followed by the “corrective decree” provided by Legislative Decree of 13 December 2017, No.217, this paper aims to examine, from a legal point of view, the role that social media play in implementing the model of digital and open administration. In particular, the analysis tries to reconstruct which rules, also in light of the recent developments, can constitute a legal basis for the extended and integrated use of social media in the public administration. In this respect, the paper examines the strengthening of citizens’ rights and the other provisions that give a strategic role to the use of social media in public activities, in the provision of services and in democratic participation. Considering the particular context of reference constituted by public action, the paper analyzes the principles and the norms that must be observed for a correct use of social media in the public administration, noting the necessity to adopt internal and external social media policy and clarifying the errors and risks in which administrations can incur. The analysis aims to demonstrate that, although social media are not explicitly provided for by the legislation, they find legal basis and are favored by a set of provisions that pervade the appearance of public administrations: using an expression deliberately incisive, the reference regulatory framework can lead to a “social open government”

    Il diritto nella tecnica: tecnologie emergenti e nuove forme di regolazione

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    Alla luce del quadro giuridico europeo e nazionale di riferimento, il contributo intende esaminare il rapporto che lega diritto e tecnica attraverso l’esame di alcune tecnologie emergenti, quali l’intelligenza artificiale, la blockchain e lo smart contract. A tal fine, il lavoro analizza le principali caratteristiche tecniche e le problematiche giuridiche maggiormente rilevanti, evidenziando nei casi oggetto di esame gli aspetti critici più significativi dell’interazione tra tecnologia e diritto. In considerazione dell’analisi svolta, il contributo delinea strumenti utili per affrontare le problematiche emerse e disegnare un’evoluzione della regolazione giuridica basata sul correlato mutamento del rapporto tra diritto e tecnologia: la direzione suggerita si concretizza nell’approccio preventivo e proattivo dell’incorporazione del diritto nella tecnica, accompagnato dall’attribuzione del diritto alla comprensibilità e alla contestabilità della tecnologia e da una logica di responsabilizzazione dei soggetti.In the light of the European and national legal framework of reference, the contribution intends to examine the relationship between law and technology through the examination of some emerging technologies, such as artificial intelligence, blockchain and smart contracts. To this end, the paper analyzes the main technical characteristics and the most relevant legal problems, pointing out in the cases under examination the most significant critical aspects of the interaction between technology and law. In consideration of the analysis carried out, the contribution outlines useful tools to deal with the issues that emerged and to draw an evolution of the legal regulation based on the related change in the relationship between law and technology: the suggested direction takes shape in the preventive and proactive approach of incorporating the law into the technique, accompanied by the attribution of the right to the comprehensibility and contestability of the technology and by a logic of accountability

    I profili giuridici dell’intelligenza artificiale nella pubblica amministrazione

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    The paper examines the legal aspects of artificial intelligence in public administration. The analysis focuses on the different dimensions of the law involved, on the peculiar problematic aspects deriving from the public context and on the protection of the rights to be guaranteed. The contribution examines some suitable tools for dealing with the main questions analyzed, outlining scenarios for legal and ethical use of artificial intelligence in the public secto

    Data society. Governo dei dati e tutela dei diritti nell’era digitale (con prefazione di Monica Palmirani)

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    I dati formano il nostro 'io' digitale e costituiscono il fondamento di ogni attività umana. Il governo della data society passa dal governo dei dati e il diritto, ontologicamente deputato a regolare la vita, è chiamato a disciplinare i volti assunti dai dati, dalle informazioni e dalla conoscenza nella contemporaneità e a tutelare i diritti che ne sono coinvolti. In una realtà caratterizzata da amministrazioni aperte e cittadinanza digitale, il volume mira ad esaminare sotto la lente giuridica gli strumenti di conoscenza relativi alle diverse configurazioni dei dati, identificate nei closed data e nei relativi volti della trasparenza (proattiva e reattiva), negli open data e nei big data. L'analisi degli strumenti di conoscenza permette di comprendere le questioni che si pongono al diritto: le connessioni intricate di dati rivelano connessioni intricate di diritti, da bilanciare con accuratezza al fine di tutelare la persona e, insieme a lei, la società democratica presente e futura. Il lavoro esamina la disciplina e le problematiche peculiari dei diritti maggiormente coinvolti nella data governance, in specifico right to know, identità, oblio, diritto d'autore e protezione dei dati personali, alla ricerca del bilanciamento tra gli stessi nelle diverse configurazioni assunte dai dati. In conclusione il volume arriva a suggerire un bilanciamento tra diritti nel governo dei dati basato sulla centralità della persona, in particolare sulla dignità e sullo sviluppo della stessa, fondamenti sui quali convergono i diversi diritti oggetto di analisi. La tutela dei diritti può basarsi su un approccio preventivo e tecnologico by default e by design e sull¿accountability dei soggetti, immaginando soluzioni capaci di innovare i paradigmi tradizionali e minimizzare i rischi di asimmetria, controllo e sorveglianza, come gli open big data e forme di tutela collettiva. Un governo dei dati fondato su questa logica necessita del rinnovamento del diritto che passa da una costruzione di matrice globale e multistakeholder ed è guidato da un approccio etico, orientato verso la tutela dei diritti e lo sviluppo democratico. Il ruolo del diritto e la forza dei diritti sono necessari al governo della data society e alla tutela della persona nell'era digitale: ubi data society, ibi iu

    La governance dell’intelligenza artificiale tra etica e diritto

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    The paper deals with the ethical and legal challenges posed by data, algorithms and artificial intelligence, the undisputed protagonists of the present and the future of humanity. Data constitute the raw material and algorithms are the engine capable of extracting value; the “heart” of artificial intelligence solutions lies precisely in the enormous amount of data processed by efficient algorithms. After having examined the characteristics and purposes of the use of these technologies, the analysis focuses on the different legal and ethical dimensions involved, on the protection of the person and on the protection of individual and collective rights. In this regard, the contribution examines the main problems and proposes suitable instruments to deal with them and to design a human-centric governance. In the conclusion future scenarios are outlined for a more effective protection of the person and of the entire society through the law

    Big data, algoritmi e diritto

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    Big data, algorithms and law – Data form our digital identities and are the foundation of every activity carried out online, constituting the basis on which the digital society stands. In the light of the European Union legal acts of reference, the contribution, after analyzing the big data, examines the emerging ethical-social questions and the legal issues involved, relating to ownership, responsibility, competition, rights protection and personal data protection. In consideration of the critical issues, the contribution outlines the principles and legal instruments suitable for achieving an ethical and legal governance of big data, firmly based on transparency, openness and collective control

    Il volto dell’amministrazione digitale nel quadro della rinnovata fisionomia dei diritti in rete

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    The contribution intends to examine the evolution that has affected the physiognomy of the digital administration in the latest regulatory reforms and to reflect on the tools introduced for this purpose, highlighting strengths and weaknesses. Under the evolutionary thrust of the digital society and in the light of the emergence of principles constituted by digitalisation, transparency and data protection, in recent years the face of public administration matures under three guidelines, which will be the object of analysis. Firstly, the administration is characterized by a greater openness towards the community, to which more extensive and effective instruments are conferred, such as the different access tools and the possibility of reusing open data. Secondly, digitalisation becomes “radicalized” and, in addition to the digital by default and digital first inspiring criteria, introduces the principle of digital only with greater weight in key aspects of public activity. Thirdly, the legal framework on data protection leads to a digitalisation that changes “skin” and that becomes adequate by design and by default for data protection, protecting the person in a preventive way, strengthening accountability and clarifying the duties and responsibilities of administrations
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