1,734,367 research outputs found
The Maifinito phenomenon. Confession, Forgiveness, and Healing: “condoni” and“sanatoria”, Isabella Fera in Conversation with Arno Brandlhuber
The book Maifinito featured essays, projects, and a selection of “international artistic, social and architectural experiences,” all of which centered around the “fenomeno del maifinito,”1 the maifinito phenomenon—in other words, the enormous number of unfinished buildings in southern Italy, and especially on the island of Sicily. Many of these buildings, so-called maifiniti, have been constructed entirely outside the
legislative framework—a phenomenon that perfectly encapsulates the relationship in Italy between construction, the public vs. private realm, the state, and legislation. In December 2015, Arno Brandlhuber met Isabella Fera in Palermo for a wide-ranging discussion
Un’idea di scuola.
Intervista video a F.S. Fera realizzata in occasione di Mantova architettura 201
“Verso solitudini alte degli orizzonti”
La pubblicazione presenta una scelta selezione di progetti civili e religiosi realizzati o in corso di realizzazion
Genova. Albun fotografico
Cruciale per i rapporti di Jefferson con l’Italia fu il breve viaggio nel nord della penisola, compiuto dal 14 aprile al 1° maggio del 1787 in cui il futuro Presidente degli Stati Uniti visiterà Torino, Milano e Genova. In questa manciata di giorni possiamo individuare il nucleo centrale di un sistema che vede l'Italian connection di Thomas Jefferson nascere già nei decenni precedenti e poi svilupparsi e crescere in quelli seguenti.
Il viaggio è raccontato attraverso le sue stesse parole, commenti e impressioni fissati nelle pagine di un diario e negli altri scritti riferiti a questa esperienza, che rimase unica e irripetuta.
Attraverso un racconto per immagini, con fotografie di Marco Introini, Daniele Regis e Francesco Saverio Fera, si ripercorrono rendendoli tangibili, i luoghi visitati da Jefferson
Il Deutsches Historisches Museum “di questa nostra Berlino”. Note sul progetto di concorso di Aldo Rossi
Per la prima volta vengono pubblicati integralmente i disegni di concorso per il Deutsches Historische Museum di Berlino progettato da Aldo Rossi e Oswald Mathias Ungers. Gli elaborati provengono dal Centre Canadien d'Architecture di Montreal, dal MAXXI di Roma e dall'archivio privato di Oswald Mathias Ungers di Colonia
Città e progetto
Il volume raccoglie una selezione di lavori di Thierry Roze, architetto che vive e lavora a Parigi.
Nell’insegnamento, nella ricerca e nella pratica di architetto-urbanista, Thierry Roze ha sviluppato una riflessione che ha privilegiato nel progetto la relazione con la città e la sua storia. La sua attuale ricerca si concentra sulla conservazione e trasformazione del patrimonio architettonico e urbano del XX secolo
Risks prioritization in decision making for wind energy investments using analytic network process (ANP)
The wind energy production grew up in the last years rapidly. In fact, the project management of these kind of initiatives has found, only recently, some practical references about the time, cost and quality management, stating some reference values (Fera, Macchiaroli, and Miranda, Project management for small wind turbines: An experimental survey on activities, lead times and risks, 2011) (Fera, Iannone, Macchiarli, and Miranda, 2012) (Fera, Iannone, Macchiaroli, Miranda, and Schiraldi, Project appraisal for small and medium size wind energy installation: the Italian energy policy effects, 2014). In these years a research question arose about the risks classification and prioritization of the different phases of wind energy initiatives. Aim of this paper is to present a classification and a prioritization of the risks during a project of installation for a wind energy initiative using the ANP
Teatro del Mondo. Intervista a Francesco Saverio Fera
Intervista curata da Pietro Gianessi sulla ricostruzione del Teatro del Mondo di Aldo Rossi realizzata nel 2004 a Genova in occasione della mostra "Arti & Architettura
La memoria delle città
La pubblicazione affronta il tema del progetto di architettura inserito nella città storica. Viene proposta una selezione di opere realizzate dall'architetto tedesco Bernd Albers in alcune città tedesche. La pesante eredità lasciata dalla drammatica vicenda germanica, ha posto a diverse generazioni il problema di come interpretare la contemporaneità mediante il filtro dell'eredità architettonica delle città consolidate
The maieutics of the city
La città quale paradigma dell’operare contemporaneo appartiene a quelle ipotesi e teorie della composizione architettonica che trovano nel confronto dello studio dei luoghi urbani linfa vitale per poter operare muovendosi con coerenza all’interno di un territorio in continuo divenire, ma tuttavia dagli equilibri labili. In termini generali si può rilevare che la natura della città contemporanea europea o occidentale si è caratterizzata come luogo dove il rapporto tra invenzione e tradizione si è espresso storicamente nel sovrapporsi e fondersi in complesse forme di insediamenti urbani, dando vita a progressive e inedite invenzioni costruttive e sequenze spaziali pur talvolta contraddittorie. L’approfondimento delle molteplici strutture e di quelli che possono essere considerati gli ambiti fondativi e propulsori delle innumerevoli e distinte forme insediative possono aiutarci a comprendere quali siano le ragioni che abbiano determinato una specifica idea di città e i
suoi significati. In particolare, il concentrarsi sul significato del progetto di architettura nella costruzione della città, in quanto determinato da volontà collettive che lo hanno generato, può forse far riflettere sul valore civile e quindi sull’attualità, del fare architettura. Il tentativo della ricerca, attraverso il progetto, dovrebbe riportare al centro della riflessione sulla città contemporanea un’idea di architettura civile quale strumento di indagine prioritaria sulla realtà complessiva della città, sia essa urbana o territoriale, quale continuo impegno di costruzione logica dei rapporti tra genere umano e realtà circostante.
Il ricercare oggi - anche e soprattutto mediante gli strumenti propri della disciplina - le ragioni che hanno dato vita a precisi dispositivi urbani o relazioni dialettiche tra le parti del costruito, vuole dire proporre una riconcettualizzazione della natura equilibrata dell’esperienza dell’architettura, capace di dare risposte alle necessità dell’abitare che non solo assolvano al dato strettamente funzionale in grado di restituire un senso e un’identità ai nostri luoghi del vivere. I ragionamenti che riguardano la qualità del paesaggio urbano e rurale costituitosi nei secoli, esigono quindi un approfondimento puntuale, caso per caso, che valuti nel concreto le questioni della loro costituzione architettonica e delle relazioni spaziali che da essa ne derivano. L’obiettivo dovrebbe essere quello di valutarne la loro possibile attualità operativa grazie al senso quei particolari luoghi sono riusciti a costruire nel tempo. La ricerca della condivisibilità dell’architettura presuppone che le sia proprio un linguaggio partecipato da tutti, o meglio così è stato e così forse dovrebbe ancora essere nel disegno delle nuove ipotesi urbane, pena la perdita di senso. Si può al contrario osservare, per lo
spaesamento tipologico della città contemporanea, per le molteplici possibilità costruttive, aggregative e d’utilizzo di materiali più disparati, come si sia perso di vista l’obiettivo generale di una consapevolezza dell’architettura come fenomeno collettivo e come prevalga più sovente l’aspetto commerciale piuttosto che di significato. Lo studio delle città antiche, ma non solo di quelle, diventa quindi uno strumento fondamentale per radicare nuove ipotesi urbane all’interno di un processo logico atto a consentire soluzioni che possano universalmente corrispondere a necessità reali e oggettive che proprio per il loro essere definite chiaramente nei contorni concettuali e spaziali permettano il formarsi di azioni impreviste e quindi particolari, soggettive o d’occasione.The city as a paradigm of contemporary operation belongs to those hypotheses and theories of architectural composition which find in the comparison of the study of urban places the vital lymph to be able to operate by moving coherently within a territory in continuous evolution, but nevertheless with unstable balances. In general terms it can be noted that the nature of the contemporary European or Western city has been characterized as a place where the relationship between invention and tradition has historically expressed itself in overlapping and merging into complex forms of urban settlements, giving rise to progressive and unprecedented constructive inventions and spatial sequences, albeit sometimes contradictory. The in-depth study of the multiple structures and of what can be considered the founding and driving contexts of the innumerable and distinct settlement forms can help us understand what the reasons are that have determined a specific idea of the city and the
its meanings. In particular, focusing on the meaning of the architectural project in the construction of the city, as determined by the collective will that generated it, can perhaps make us reflect on the civil value and therefore on the relevance of making architecture. The research attempt, through the project, should bring back to the center of the reflection on the contemporary city an idea of civil architecture as a tool of priority investigation on the overall reality of the city, be it urban or territorial, as a continuous commitment to the logical construction of the relationships between humankind and surrounding reality.
Searching today - also and above all through the discipline's own tools - the reasons that have given rise to precise urban devices or dialectical relationships between the parts of the built environment, means proposing a reconceptualization of the balanced nature of the experience of architecture, capable of give answers to the needs of living that not only fulfill the strictly functional data capable of restoring a meaning and an identity to our places of living. The reasoning regarding the quality of the urban and rural landscape established over the centuries therefore requires a detailed study, case by case, which concretely evaluates the issues of their architectural constitution and the spatial relationships that derive from it. The objective should be to evaluate their possible operational relevance thanks to the sense those particular places have managed to build over time. The search for the shareability of architecture presupposes that it is a language shared by all, or rather this was the case and perhaps this should still be the case in the design of new urban hypotheses, under penalty of losing meaning. On the contrary, it can be observed, for example
typological disorientation of the contemporary city, due to the multiple possibilities of construction, aggregation and use of the most disparate materials, how the general objective of an awareness of architecture as a collective phenomenon has been lost sight of and how the commercial aspect more often prevails rather than meaning. The study of ancient cities, but not only those, therefore becomes a fundamental tool for rooting new urban hypotheses within a logical process aimed at allowing solutions that can universally correspond to real and objective needs which precisely because they are clearly defined in the conceptual and spatial contours allow the formation of unexpected and therefore particular, subjective or occasional actions
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