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    Stable and periodic solutions of an exergy-based model of population dynamics

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    The long-term qualitative behavior of most real ecological populations can be mathematically classified as either asymptotic equilibrium or periodic. The reasons underlying these behaviors have been, and are still, debated. Aim of this paper is to show that it is possible to characterize both of these behavious through a novel (in general non-autonomous) population dynamics model, proposed and developed in previous work by the authors, in which the resource consumption is quantified solely in terms of exergy flows. A limited but significant number of reasonable assumptions on the phenomenological characteristics of the interacting species result in different evolutionary scenarios, corresponding respectively to asymptotic stability or periodic attractors. In the case of asymptotic periodic motion, the system is described by a set of non-linear, non-autonomous differential equations and an analytical investigation becomes arduous even in the simplest cases. Explicit results, both analytical and numerical, are discussed in this paper. The theoretical description is compared with the behavior of real, well-known biological systems: the snowshoe hare-lynx predator-prey system for the periodic case and the reindeer herds of the Pribilof Islands for the case of asymptotic stability. The assumptions that must be posited to obtain a periodic behavior in ecological populations appear to have been never recognized before and the possibility to adopt them as an universal mechanism of population cycles is discussed in the conclusions. (C) 2013 Elsevier Ltd. All rights reserved

    An Exergy-Based Model for Population Dynamics: Adaptation, Mutualism, Commensalism and Selective Extinction

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    Following the critical analysis of the concept of "sustainability", developed on the basis of exergy considerations in previous works, an analysis of possible species "behavior" is presented and discussed in this paper. Once more, we make use of one single axiom: that resource consumption (material and immaterial) can be quantified solely in terms of exergy flows. This assumption leads to a model of population dynamics that is applied here to describe the general behavior of interacting populations. The resulting equations are similar to the Lotka-Volterra ones, but more strongly coupled and intrinsically non-linear: as such, their solution space is topologically richer than those of classical prey-predator models. In this paper, we address an interesting specific problem in population dynamics: if a species assumes a commensalistic behavior, does it gain an evolutionary advantage? And, what is the difference, in terms of the access to the available exergy resources, between mutualism and commensalism? The model equations can be easily rearranged to accommodate both types of behavior, and thus only a brief discussion is devoted to this facet of the problem. The solution space is explored in the simplest case of two interacting populations: the model results in population curves in phase space that can satisfactorily explain the evolutionistic advantages and drawbacks of either behavior and, more importantly, identify the presence or absence of a "sustainable" solution in which both species survive

    Un’analisi di interviste narrative di un campione dell’Emilia-Romagna

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    I Minori Stranieri Non Accompagnati (MSNA) costituiscono una popolazione gravemente disagiata che approda con sempre maggiore frequenza nel territorio dei paesi occidentali, imponendo l’attenzione degli operatori, della società e delle istituzioni sui possibili percorsi di protezione e sostegno che vanno attivati, consolidati e garantiti. La letteratura sui MSNA nel campo delle scienze umane e sociali è allo stato attuale ancora molto limitata, sfaccettata e poco approfondita, a diff erenza di quella più generale, con cui essa tende a confondersi, sui minori immigrati o su quelli rifugiati e richiedenti asilo nei paesi occidentali (Huemer et al., 2009; Stevens, Vollebergh, 2008; Lustig et al., 2004; Athey, Ahearn, 1991). Sebbene molto sia ancora da chiarire circa il profi lo e la condizione psicologica dei MSNA, c’è un sostanziale accordo nella letteratura internazionale nel ritenere questa popolazione ad alto rischio psicopatologico e psicosociale (Derluyn, Broekaert, 2008; Goodman, 2004; Sourander, 1998; Ressler, Boothbay, Steinbock, 1988). Costituiscono importanti fattori di rischio per tali minori i potenziali eff etti di confl itti bellici, persecuzioni, violenze subite, povertà e ristrettezze nelle condizioni di vita, oltre alla presenza di possibili modalità di relazione familiare problematiche, defi citarie o carenti nell’esercizio di talune funzioni di cure (Bean et al., 2007; Derluyn, Broekaert, 2005; Th omas et al., 2004). Inoltre, devono essere annoverati tra le condizioni di rischio i potenziali eff etti traumatici dell’abbandono della propria terra di origine e della separazione dalla propria famiglia, dell’esperienza del viaggio verso il paese ospitante, spesso densa di insidie e pericoli, e le diffi coltà d’inserimento nel nuovo contesto di vita in terra straniera (Derluyn, Broekaert, 2008; Lustig et al., 2004; McKelvey, Webb, 1995; Masser, 1992). Se la letteratura psichiatrica e psicologico-clinico mette in luce una certa presenza in questi soggetti di un’ampia sintomatologia, all’interno della quale un ruolo chiave è giocato dal disturbo post-traumatico da stress (PTSD) (Huemer et al., 2009), oltre ai disturbi d’ansia, dell’umore e da somatizzazione (Fazel, Wheeler, Danesh, 2005; Heptinstall, Sethna ,Taylor, 2004; Silove et al., 1997; Rousseau, 1995), sono molti gli aspetti che tuttavia necessitano ancora di essere chiariti circa la condizione dei MSNA. Sono pochi allo stato attuale gli studi rivolti a valutare indici della loro condizione psicologica globale, della loro modalità di porsi nell’adattamento alla realtà, e del loro grado di benessere percepito (vedi tra questi McCarthy, Marks, 2010; Abunimah, Blower, 2010; Derluyn, Broekaert, Shuyten, 2008; Wiese, Burhorst, 2007; Miller, Rasco, 2004; Ahearn, 2000). Non solo, ma sappiamo ancora poco circa le loro storie personali passate, la loro identità psicologica e le loro rappresentazioni di sé, il loro vissuto e le loro emozioni in gioco nella condizione di profughi e di migranti in terra straniera in condizioni diffi cili e particolari (si veda Luster et al., 2010; Ni Raghallaigh, Gilligan, 2010; Anagnostopoulos, Vlassopoulos, Lazaratou, 2006; Goodman, 2004; Rousseau et al., 1998). Nella prospettiva di indirizzare/sostenere un intervento residenziale che possa essere considerato riparatorio (Bastianoni, 2000; Bastianoni, Taurino, 2009) rispetto ai molteplici traumi vissuti dai MSNA, è necessario oggi avviare un percorso di conoscenza, di comprensione e di interpretazione, a partire dalle loro storie evolutive, che possa poi consentire di predisporre setting adeguati all’ascolto, alla comprensione e al sostegno psicologico di questa popolazione di minori

    Bisogni e vissuti relazionali di minori stranieri non accompagnati: un'analisi di resoconti narrativi

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    Ricerca basata sull'analisi di resoconti narrativi in risposta a interviste semistrutturate a 20 msna di sesso maschile residenti in Italia e provenienti da diversi paesi.Le tematiche indagate attraverso le interviste riguardano i vissuti e i bisogni relazionali attraverso il racconto degli eventi di vita relativi alla terra d'origine, al viaggio, all'accoglienza e la residenza nel paese ospitante

    Azioni di coinvolgimento, monitoraggio e valutazione nei percorsi verso l’autonomia: un progetto sperimentale nell’area ferrarese

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    Il capitolo descrive unl progetto sperimentale di accompagnamento all'autonomia avviato in una struttura per neomaggiorenni collocata a Ferrara che si avvale della collaborazione interistituzionale tra Istituto Don Calabria, ente promotore del progetto, Azienda Servizi alla persona del Comune di Ferrara, ente finanziatore e Università di Ferrara, responsabile della sperimentazione e della sua valutazione. Nello specifico il capitolo approfondisce la metodologia di partecipazione attiva alla progettazione/verifica del proprio percorso di cambiamento pensata e impiegata assieme a ciascun giovane che partecipa alla sperimentazione. L’idea di fondo riguarda la consapevolezza che tempi molto definiti e contenuti per la realizzazione di un intervento (1 anno circa in questo caso) abbiano necessità di essere sostenuti da una progettazione molto definita, realizzabile, realistica e documentabile; co-costruita con ogni singolo ragazzo sulla base delle sue esigenze,possibilità e bisogni; passibile di attuazione progressiva e restituibile in itinere al giovane stesso in modo da rafforzare la sua motivazione, monitorare i risultati progressivamente raggiunti, sostenerlo nel continuo riaggiustamento degli obiettivi da conseguire. Sulla base di queste premesse è stata applicata una metodologia di osservazione attiva, a partire dal modello ideato da Le Poultier (1990) e rielaborato e adottato negli anni novanta in alcune comunità italiane (Bastianoni, 1996, 2000) allo scopo di realizzare uno strumento di osservazione facilmente impiegabile dagli attori dei processi educativi consistente nella co-costruzione congiunta con ogni partecipante al progetto di tre strumenti di progettazione e rilevazione: la lista degli obiettivi, la lista dei descrittori comportamentali che segnalano come questi obiettivi possono essere raggiunti; la lista delle azioni educative che si richiedono all’educatore per essere facilitati nel raggiungimento degli obiettivi prefissati. Segue alla definizione della progettazione, la realizzazione della scheda di rilevazione dei propri comportamenti atti a raggiungere l’obiettivo designato e la scheda di rilevazione delle azioni di sostegno richieste all’educatore. Le schede vengono compilate da ciascun ragazzo a cadenza settimanale e consegnate alla fine della settimana all’educatore in un apposito incontro di riflessione e confronto sull’andamento settimanale che consente al ragazzo di ripensare a ciò che ha fatto e non ha fatto, agli impedimenti che hanno rallentato le sue azioni rivolte all’obiettivo designato in caso di rilevazioni mancanti, alle azioni che, invece, sono andate a buon fine in modo da rafforzare il sentimento di efficacia personale e la motivazione a perseguire gli obiettivi prefissati. La riflessione congiunta a scadenza settimanale consente anche di avere accesso a uno spazio reale e mentale dove ciascun giovane sperimenta il benessere dell’essere nella mente di un altro –l’educatore- con il quale co- costruisce un percorso, condividendone difficoltà e soddisfazioni. L’esperienza della co-costruzione e della condivisione affettiva consente nel tempo di interiorizzare un modello dello stare conl’altro caratterizzato da interesse, accoglienza, sintonizzazione affettiva, partecipazione e collaborazione che è premessa ad ogni reale e autentico processo di emancipazione dell’individuo. L’autonomia, in questa accezione non è intesa ad un livello superficiale come la capacità di fare e di stare da soli ma è la conquista di un percorso relazionale in cui si è potuto sperimentare lo stare con un altro significativo, con-dividere, co-costruire per poi sentirsi capace di procedere da solo avendo interiorizzato la sicurezza di potercela fare, di essere capace ma anche di poter richiedere aiuto e riceverlo quando si è in difficoltà

    Diciott'anni non arrivano all'improvviso: gli operatori e l’autonomia dei ragazzi “fuori famiglia”

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    La condizione dei neo-maggiorenni “fuori famiglia” interroga particolarmente ricercatori e pratici, dal momento che richiede rinnovate concezioni, decostruzioni di vecchi termini e nuove definizioni per etichette date per scontato, come, ad esempio, quelle di età adulta e di autonomia. Attraverso l'analisi delle teorie implicite d’azione degli operatori, il contributo interroga il cambiamento di prospettiva (pratiche, teorie e artefatti) richiesto agli operatori e agli esperti del settore. Tale passaggio, che deve essere adeguatamente preparato nelle pratiche quotidiane, quindi nelle “teste” degli operatori, non può avvenire da un giorno all’altro, proprio come i diciott’anni non si compiono all’improvviso, ma ci si prepara. Occorre, infatti, interrogarsi ed esplicitare le differenze di pratiche organizzative a cui i servizi debbono essere sottoposti e analizzare le novità introdotte dai nuovi progetti specificatamente dedicati ai neo-maggiorenni

    Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis

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    The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed

    Variations on the Author

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    “Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship

    Appropriate Similarity Measures for Author Cocitation Analysis

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    We provide a number of new insights into the methodological discussion about author cocitation analysis. We first argue that the use of the Pearson correlation for measuring the similarity between authors’ cocitation profiles is not very satisfactory. We then discuss what kind of similarity measures may be used as an alternative to the Pearson correlation. We consider three similarity measures in particular. One is the well-known cosine. The other two similarity measures have not been used before in the bibliometric literature. Finally, we show by means of an example that our findings have a high practical relevance.information science;Pearson correlation;cosine;similarity measure;author cocitation analysis
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