197 research outputs found

    Lavoro in frantumi: sofferenza e desiderio nell'epoca della precarietà generalizzata

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    L’esistenza umana è ontologicamente confrontata con le insidie e la durezza della realtà. Mai però come oggi, a causa della crescente fragilità dei legami sociali, si è dato un periodo tanto gravido di incertezze e inquietudini. Le istituzioni della modernità che avevano nel bene e nel male organizzato e governato la dinamica della vita individuale e collettiva, primo tra tutti il lavoro, sembrano, infatti, ora incapaci di fornire alla soggettività un efficace ancoraggio sociale. Per questo motivo la contemporaneità può essere descritta come Il tempo della precarietà. In questo tempo, integralmente orientato dal “discorso del capitalista”, il carico dovuto alla preoccupazione e alla sofferenza per lo svilimento della dimensione lavorativa ha infatti raggiunto livelli insostenibili e fino a pochi anni fa addirittura inimmaginabili. In questo saggio si presentano argomentazioni teoriche che interrogano a fondo la questione della precarietà e della sofferenza che immancabilmente ne deriva. Parlare di precarietà, tentare di definirla oltre il luogo comune, diventa allora un punto di partenza essenziale per poter riconoscere, nell’ordine di questa inedita condizione sociale generalizzata, la dimensione sempre singolare di ogni sofferenza e per interpellare il proprio desiderio come risorsa possibile ed inestimabile da difendere e promuovere ad ogni costo

    Au-delà du capitalisme cognitif : subsomption, imprinting et exploitation de la subjectivité

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    Face à la multiplication des emplois précaires, il est devenu presque banal de diagnostiquer la crise de l’institution salariale et des formes de revendications qui y sont attachées. De même, on a souvent souligné le fait que l’accumulation capitaliste dépendait dorénavant de la mobilisation des capacités à réfléchir, à imaginer et à communiquer qui font le cœur même de la subjectivité. Pourtant, ces deux caractéristiques du capitalisme contemporain sont rarement étudiées dans leur interdépendance. Pour pallier à cette insuffisance, expliquent ici Federico Chicchi, Emanuele Leonardi et Stefano Lucarelli dans un dialogue serré avec le post-opéraïsme, il faut poser à nouveaux frais la question centrale de l’exploitation. S’appuyant à la fois sur l’analyse marxienne de la subsomption du travail au capital et sur l’analyse deleuzo-guattarienne de l’axiomatique capitaliste, ils proposent de nommer « imprinting » la nouvelle logique d’exploitation des subjectivités. Il s’agit par là de comprendre la multiplicité des formes sous lesquelles nos vies peuvent être soumises à la valorisation du travail mort, de manière à « retourner le couteau de la lutte des classes dans la plaie de la réalité capitaliste.

    Dissolvenze e insolvenze. Il fantasma e l'indebito della merce

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    IL DEBITO E IL FANTASMA DELLA MERCE La scrittura sociale della relazione debitoria ha da sempre costituito un momento fondamentale nella determinazione della qualità soggettiva del legame sociale. Per comprendere se e come tale rapporto svolga ancora, nel capitalismo contemporaneo, un ruolo significativo, occorre intrecciare tale questione, da un lato con la crisi della “teologia politica” del moderno e dall’altra con la conseguente affermazione della merce come spazio privilegiato della solvibilità del debito stesso. Quest’ultima affermazione potrebbe sembrare paradossale, perché è proprio attraverso lo stemperamento della merce dentro l’astrazione del denaro ‒ inteso come ciò che può “appropriarsi di tutti gli oggetti, l’oggetto in senso eminente” ‒ che il rapporto di debito/credito assume una misura che permette il funzionamento del governo economico delle vite. E però, è proprio nell’andamento altalenante tra debito e indebito, tra presenza e assenza della norma, nella promessa che immancabilmente viene rilanciata e poi non mantenuta, che si radica e diventa cogente oggi, sul piano soggettivo, la questione del debito. Il modo in cui la merce abita e governa il rapporto debito/credito è dunque la questione attorno cui il presente articolo tenta di organizzare la riflessione sul debito. Riflessione che parte, è bene esplicitarlo subito, dall’ipotesi che, con l’avvento del neoliberalismo e l’imporsi di un modello di società regolato attorno all’imperativo del godimento del nuovo discorso capitalista, si produca una torsione e una riscrittura interna al rapporto di debito/credito così significativa che non possiamo oggi, nel momento in cui la crisi economica espone di nuovo la vita al problema della sua cruda sopravvivenza materiale, pensare che sia sufficiente riabilitare il tema della colpa e del sacrificio per leggere ciò che accade nel cuore della soggettività attuale

    Prassi istituente e lavoro

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    Institutional praxis and work The article, starting from an examination of the concept of institution as it has been advanced in the human and philosophical sciences, tries to dis-cuss the theme of labor democracy in neoliberal capitalism. According to the author, it is necessary to develop a new kind of form of enterprise idea starting from what is defined as principle of the common. The practices of the common are defined as institutional practices that consist, not only in projecting a desirable end towards the future, but also in implementing, here and now, a principle of self-government of social and productive world, achievable through the definition of a new collective political sub-ject . Contributing to bring out this common political action remains an ax-is of the struggle against the new management, which destroys the moral and collective dimension of work

    CAPITALISMO COME ASSIOMATICA SOCIALE. NOTE A MARGINE SUL CONCETTO DI SFRUTTAMENTO

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    Exploitation is still an essential analytical category to understand capitalism and its most recent transformations. However, the same concept should be profoundly reconsidered and updated. In this article the author attempts, in this regard, to contaminate the Marxian theoretical perspective on the exploitation with Deleuze and Guattari’s analysis, as they proposed in their works about capitalism and schizophrenia. In particular, what is being argued is the necessity of reading the exploitation in the contemporary capitalism according to a operative double logic: on the one hand a dialectic logic based on the subsumption of labour to capital (but less and less relevant), on the other a axiomatic logic based on the impression of the subjectivity to capital (instead increasingly relevant). The functional relationships between these two different logics of capitalism have to be continually mended and integrated together and, just for this reason, they are, eventually, here identified as the space of fragility of the contemporary capitalist system

    Karl Marx. La soggettività come prassi

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    Il pensiero di Karl Marx ha cambiato il mondo. Negli ultimi due secoli la sua opera è stata letta dai più grandi interpreti e ancora oggi continua a parlarci. La soggettività moderna e la sua irrimediabile crisi attraversano tutti gli scritti di Marx, strumenti più che mai necessari per interrogarci sulla questione fondamentale del nostro tempo: come può un soggetto essere protagonista di un’azione politica? È questo il problema fondamentale dell’opera di Marx: definire il soggetto della prassi. Federico Chicchi ricostruisce il corpo a corpo di Marx con il materialismo storico-dialettico e l’idealismo hegeliano e attraversa l’evoluzione del pensiero del grande filosofo tedesco sviluppando gli snodi centrali della sua enciclopedia. Il sintomo del capitalismo, il valore, il lavoro astratto e il feticismo sono al centro del rapporto critico di Marx con l’economia politica classica. Il problema dell’accumulazione originaria rimane anche nel nostro presente il cuore del paradosso del capitalismo contemporaneo. Questi concetti disegnano la mappa della crisi della soggettività cominciata con l’età moderna. Con l’aiuto dei grandi pensatori del Novecento, primo fra tutti Lacan, che hanno discusso e anche criticato l’opera di Marx, Chicchi dimostra l’esistenza di un rapporto tra la teoria marxiana e l’insegnamento lacaniano e fa il punto con chiarezza e rigore sulla crisi contemporanea del soggetto

    Beyond the ‘salary institution’: on the ‘society of performance’ and the platformisation of the employment relationship

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    In this contribution the author discusses the intimate relationship between the crisis of the wage labour system of industrial capitalism and the growing diffusion of spaces of exploitation related to the explosion of digital algorithms and platforms. In other words, it is argued that capitalist transformation (in the post-Fordist sense) has had a decisive impact on the social relationship of subordination by inscribing the practices of exploitation of labour into an extended space that the traditional category of subsumption was not able to describe effectively. Even more specifically, work in contemporary society – a society where the digital paradigm takes on an unprecedented configuration through the platformisation of capital-work relationships – is forced to redefine itself as a mere performance, where performance means an activity that is basically stripped from the social protections of paid employment and is legitimised on a social level only by virtue of its immediate commercial usability. In other words, work in the society of performance is a subjective space deprived of the (formal and substantial) protective dimensions that were specified during what is sometimes referred to as the wage-earning society. At the same time, work is also a space subjected to an extraction of value according to a precise and renewed neoliberal logic that finds in the new urban fabric a place to renew its social hegemony

    Bioeconomia: ambienti e forme della mercificazione del vivente

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    Nel contributo si identifica l'opportunità scientifica di utilizzare il concetto di biopolitica per interpretare le trasformazioni contemporanee in seno all'economia e ai processi di produzione del valore. Il paradigma bioeconmico viene presentato a questo scopo nelle sue principali caratteristiche costitutive

    Covid-19 Impact on Platform Economy. A Preliminary Outlook

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    With this report, PLUS consortium wants to contribute to a large debate on the role of platform economy and on how to deal with labour transformations after Covid-19 outbreak. Considering the ongoing very unpredictable situation, the observations contained in the report should be considered as explorative to further investigations. In any case, we would suggest to avoid framing Covid-19 outbreak in 2020 as outstanding event clearly dividing what occurred before from what will occur shortly after. Rather, one of the purposes of this report is to test if some of the hypothesis we produced during the first year and half of the project are still persuasive even after virus appearance. At first sight it seems that Covid-19 pandemic highlights and, if anything, emphasizes very well some platforms characteristics we had already identified: the lack of social protections for platform workers, the becoming essential infrastructures of platforms, the digitalization of services, the changing nature of urban economies
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