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Pasquale Saraceno e l'economia aziendale a Ca' Foscari
The role that Pasquale Saraceno (1903-1991) had in the renewal of the university teaching of management is little known to historians. He was a catholic economist, active in the Iri and Svimez, and a supporter of economic planning. When arriving at Ca 'Foscari in 1959 he started an innovative educational and scientific project to make business studies modern and autonomous. He established a virtual department of business administration and started in Venice in 1971, at the same time as the Bocconi University in Milan, the first university course in Italy on the subject
Cyanide complexes of rhodium (I) with tryphenylphosphine and 1,2 -bisdiphenylphosphinoethane
Sul metodo storico e le scienze sociali: per una microstoria applicata
Questo saggio propone una discussione delle premesse metodologiche che innervano il lavoro dello storico e giocano un ruolo cruciale nella definizione dell'identità della disciplina e del suo campo di applicazione, a partire da un confronto con il dibattito metodologico nelle scienze sociali. Tale operazione consente di mettere in luce come la storia e la storia economica abbiano tentato di collocarsi di volta in volta rispetto a quelle, finendo talora per perdere di vista la propria specificità. In questa prospettiva, si individua nell'analisi microstorica uno strumento potente per mettere in discussione i limiti di applicazione di teorie costruite su metodi che escludono gran parte delle società umane passate e presenti da una indagine capace di vederne le peculiarità
Irr and equivalence of cash-flow streams, loans, and portfolios of bonds
We show, through a Linear Algebra approach, that a general deterministic cash-flow stream admits a given Internal Rate of Return (irr, either constant or time-varying) if, and only if, it can be replicated by a suitable portfolio of bonds, each with yield to maturity equal to that same irr. Five particular replicating portfolios are examined, including and generalizing other representations known from the the literature, which allow for a unified, irr-based, interpretation of apparently diverse objects. Considering the amortization of a loan as a particular case, further equivalences are found and lead to some original consideration
LA CEMENTAZIONE IN COMPOSITO DELLE FACCETTE IN CERAMICA: CONFRONTO FRA DUE METODICHE
LA CEMENTAZIONE IN COMPOSITO DELLE FACCETTE IN CERAMICA: CONFRONTO FRA DUE
METODICHE
Feletto L.*, Donà M., Zambon V., Favero G., Stellini E.
Università degli Studi di Padova – Corso di Laurea in Odontoiatria e Protesi Dentatria - Cattedra di Parodontologia
Clinica – Direttore: Prof. Edoardo Stellini
Scopo del lavoro: Le faccette in ceramica rappresentano una delle ultime frontiere dell’odontoiatria estetica e
cosmetica. L’obiettivo di questo lavoro è stato quello di confrontare sperimentalmente due metodiche di cementazione
adesiva dei manufatti: la tecnica con composito riscaldato e la tecnica con composito a freddo.
Materiali e metodi: Sono stati selezionati 20 incisivi centrali, divisi random in due gruppi di 10 elementi ciascuno.
I denti sono stati preparati con tecnica butt-joint in sola superficie smaltea per uno spessore massimo di 0,7 mm.
Mordenzati con acido orto fosforico al 37% per 30 secondi, ibridizzati con adesivo e polimerizzati. Le faccette sono
state mordenzate con acido idrofluoridrico per 30 secondi, trattate con silano caldo, spalmate di adesivo, non
polimerizzate, e caricate di composito. Il composito del gruppo A era a temperatura ambiente, quello del gruppo B
riscaldato a 45°C. I manufatti sono stati posizionati sui denti; sono stati rimossi i debordi di composito ed isolati i bordi
con glicerolo liquido. Il campione è stato polimerizzato per 120 secondi.
In laboratorio sono state eseguite per ogni dente due sezioni al microtomo, una mediana e una marginale. Di ciascuna
sezione sono state ingrandite 3 parti: margine cervicale, porzione centrale, margine incisale. Le sezioni così ottenute
sono state sottoposte a doratura per SEM. Gli ingrandimenti al SEM sono stati ripetuti, costanti per tutti i campioni a
35, 200 e 350 volte. Sono state misurate le distanze tra unità dente – composito e faccetta nelle 3 posizioni e costruite
delle tabelle. Valutata visivamente la distribuzione dei riempitivi nei due gruppi alla ricerca di eterogeneità.
Risultati: In fase di cementazione si è trovata una maggiore maneggevolezza nel gruppo B. In fase di preparazione 2
faccette del gruppo A e 4 del gruppo B si sono separati nettamente dall’unità dente – composito. Le distanze misurate
nelle diverse posizioni hanno rivelato un minor spessore di composito tra dente e faccetta nel gruppo B (circa 4,5%).
Dato rilevante statisticamente. All’esame visivo non si sono rilevati cambiamenti nella distribuzione del riempitivo, non
si sono viste inclusioni di bolle d’aria in fase di cementazione tra gruppo A e B. tuttavia il gap tra composito e ceramica
è visibile in tutte le fotografie.
Conclusioni: Il riscaldamento del composito agevola la cementazione della faccetta: riduce lo spessore di cementazione
e ne aumenta la maneggevolezza, riducendo il rischio di frattura durante il lavoro. Il riscaldamento delle masse sembra
non modificare sostanzialmente il composito, tuttavia il fatto che le faccette cementate a caldo si siano staccate con
maggior facilità ci ha spinto ad avviare nuovi studi. A breve saranno pubblicati i risultati ottenuti
Implant-supported mandibular overdentures: a cross-sectional study.
Abstract
Objective: The aim of this cross-sectional study was to determine the clinical outcome and patient satisfaction in subjects treated with mandibular overdentures supported by two implants. Material and methods: One hundred and fifty-nine patients, who received restorative therapy in the edentulous mandible consisting of a bar-retained overdenture supported by two osseointegrated implants in a private clinic in Italy, were recalled for a clinical and radiographic examination. One hundred and forty-one subjects with 280 implants attended the examination. The average follow-up time was 3.9 years. The radiographic examination included assessments of the distance between the implant margin and the most coronal position of bone-to-implant contact at the mesial and distal aspects of each implant. A questionnaire regarding comfort, satisfaction with the treatment, aesthetics, speaking capacity and efficiency in chewing was obtained from each subject. Biological and technical complications were recorded and the number of visits due to complications between the delivery of the prostheses and the re-examination was determined. Results: The results from the examination revealed that the number of lost implants was small and the average marginal bone level around the implants was 0.67 mm apical of the implant margin. The most frequently observed complication was hyperplasia of the mucosal tissue under the bar construction. Few patients experienced loosening of retention. The vast majority of patients reported to be satisfied in relation to the restorative therapy from both functional and aesthetic points of view. Conclusion: Patients with edentulous mandibles may be successfully rehabilitated by means of two implants supporting a bar-retained overdenture. To cite this article: Bressan E, Tomasi C, Stellini E, Sivolella S, Favero G, Berglundh T. Implant-supported mandibular overdentures: a cross-sectional study. Clin. Oral Impl. Res. xx, 2011; 000-000. doi: 10.1111/j.1600-0501.2011.02225.x.
© 2011 John Wiley & Sons A/S.
PMID: 21631597 [PubMed - as supplied by publisher
Zwitterion complexes of the cation dicyanobis 1,2 -bis (diphenylphosphino) ethane cobalt (III)
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