2,427 research outputs found
Francesca Favaro, Per l'analisi del testo letterario. Esercizi
Siamo lieti di annunciare il primo volume della collana "Capsa Filetae" del nostro marchio editoriale. Francesca Favaro, Per l'analisi del testo letterario. Esercizi, Ururi, Al segno di Fileta, 2019, ISBN 9788832173079. L'uscita è prevista per l'inizio dell'anno venturo. Mi raccomando, non perdetevelo!!! Vedi l'anteprima della copertina in pdf
Sul carnet de recherche «Studiosus» (di Francesca Favaro)
di Francesca Favaro. Bimestre luglio-agosto 2018 (25 agosto) Qualche anno fa ho pubblicato un libro che, nonostante i molti ad esso seguiti, mi è particolarmente – o, meglio, diversamente caro. Lo è a partire dal titolo, che mi sembra racchiuda, in qualche modo, la mia vita. Il libro, edito dall’editore Ibiskos (Empoli) nel 2010, s’intitola infatti Studi e sogni di letteratura. Ora, trovandomi di fronte al compito di delineare brevemente le motivazioni che mi hanno spinta a fondare il Carnet ..
Visioni euganee
Francesca Favaro Visioni euganee nelle pagine di Antonio Fogazzaro, Gabriele d’Annunzio, Dino Buzzati 1. Le ‘stagioni di Praglia’ (e di Piero Maironi) in Piccolo mondo moderno L’abbazia benedettina di Praglia, la cui storia lambisce ormai il millennio e che, attraversate fasi alterne di fortuna e di abbandono, tuttora, intensamente, vive, rinnovando se stessa e la propria identità grazie a una pratica costante di fede operosa, giace sul territorio euganeo con una struttura architettonica r..
Come le foglie
Francesca Favaro Vuoi ribellarti contro le foglie che il vento disperde? Trattienile se puoi. Hanno tanta grazia, e tanta eleganza, e non sai dove vanno a finire. (Giuseppe Giacosa, Come le foglie, Atto III, scena X) Due guerrieri si fronteggiano, sotto le mura di Ilio. Il loro sarà uno degli aristocratici duelli – singole, fulgide prove di coraggio – da cui sono intervallate più vaste battaglie. Si accingono allo scontro e l’uno, il greco Diomede, domanda all’altro, il Troiano, quale sia la ..
Vita nuova: un cielo, un'anima
Francesca Favaro Vita nuova: un cielo, un’anima* Sul lettore che le si accosti, nonostante la consuetudine (che non diventa mai assuefazione) di numerose indagini, la Vita nuova, il giovanile libello dantesco, esercita sempre il medesimo fascino, struggente e arcano insieme. All’apparenza tersa, limpida quanto un cristallo (soprattutto grazie al registro stilistico che la caratterizza: piano e dolce), la Vita nuova è infatti intrisa della stessa stupefacente misteriosità che aleggia sulla for..
Omero nella "Vita Nova": da Ettore a Beatrice
Francesca Favaro Omero nella Vita Nova: da Ettore a Beatrice Innumerevoli (infinite, verrebbe da dire) sono le stagioni di Omero. Il poeta la cui identità è stata fatta oggetto, lungo i secoli, di ogni scrupolo e accanimento filologico, analizzata sino a venire pressoché dissolta e poi, in vario modo, ricostituita, sembra irridere la pervicacia degli studi opponendo agli strumenti critici l’intramontabile suggestione di un canto che, fatalmente, corrisponde alla perennità di un nome. Po..
Sopra lo scoglio
Francesca Favaro Sopra lo scoglio Alla mutevolezza del mare, alternarsi di setosità appena increspate e di spumanti furie, gli scogli assistono e resistono apparentemente impassibili, quasi a irridere i capricci dell’acqua con la saldezza della roccia. Sebbene di continuo percossi dalle onde, solite al colpo più che alla carezza, non solo ne traggono lo splendore che li trasfigura, sotto il sole, in gemme e opalini cristalli, ma anche fungono da sostegno e riparo per alcune delle innumere..
La nave più terribile
Ifigenia, o della partenza Francesca Favaro La nave più terribile Ifigenia, o della partenza Molte sono le vele che punteggiano il mare del mito classico, molte le prue che lo fendono e le chiglie che vi s’immergono, striando le onde di sempre nuova spuma. Talvolta, le navi salpano e approdano riunite nell’imponenza di una flotta (più celebre fra tutte quella capitanata da Agamennone, “pastore dei popoli”, alla volta di Troia); per altre imprese parte invece una nave singola, ma a ta..
L’archivio professionale disperso di Bernardo Antonio Vittone
The documental production that can be referred to Bernardo Antonio Vittone’s atelier consists of several hundreds of documents. These documents, texts and drawings, have been dispersed among several Italian, French and German public and private archives and collections under circumstances that, in most cases, have never been fully clarified. An exhaustive overview of all this material is not possible, as there is no clear perimeter circumscribing the amount of documents produced by the architect. In fact, a formally defined “professional archive” by Vittone has never actually existed. There are, however, several documental funds and groups of funds. Their actual location can be used both to map the places where Vittone has studied and worked, and to trace the history of the private and public collections, that since the 19th century have inherited or bought drawings from the architect’s atelier, usually acquiring them from Vittone’s former assistants. Our research has clarified that the dissemination of Vittone’s graphic material seems to be mostly due to the resale and dispersion of Mario Ludovico Quarini’s archive. The former assistant and architect, after acquiring a conspicuous portion of Vittone’s papers at his master’s death, had combined them with his own drawings and those of other architectural professionals. Any reconstruction attempt of Vittone’s archive, therefore, must pass through the analysis and identification of Quarini’s legacy.La produzione grafica e testuale riconducibile allo studio di Bernardo Antonio Vittone si compone di varie centinaia di documenti geograficamente distribuiti tra Italia, Francia e Germania, in seguito a vicissitudini in alcuni casi mai chiarite. Una rassegna esaustiva di tutto il materiale non è evidentemente possibile ed è finora rimasta intentata: non esiste, infatti, un perimetro che circoscriva il bacino di documenti prodotti dall’architetto, e non esiste neppure, di fatto, un vero e proprio archivio professionale vittoniano. Ci sono diversi nuclei documentali, la cui ubicazione in parte disegna una mappa dei luoghi in cui Vittone ha studiato e ha lavorato, e in parte traccia le rotte dei collezionisti, che dall’Ottocento hanno acquisito parte dei disegni provenienti dal suo atelier, specialmente per mezzo degli ex collaboratori. Veicolo principale della disseminazione di gran parte del materiale grafico vittoniano rimasto nello studio alla morte improvvisa dell’architetto, l’ex aiutante Mario Ludovico Quarini numera e riordina una porzione cospicua di un insieme di carte, prodotte da almeno quattro decenni di professione, affiancandola a disegni suoi o di altri architetti. La ricostruzione parziale di un archivio vittoniano, di fatto mai esistito, passa quindi attraverso la ricomposizione di quello quariniano, altrettanto disperso geograficamente, ma dotato di quei caratteri di sistematizzazione e di riconoscibilità non riscontrabili tra le carte del maestro
Chi sono, le cicale
Francesca Favaro Chi sono, le cicale L’antico nome greco della cicala – τέττιξ – rammenta, nel suono, il canto che in estate, fondendosi nota su nota sino a costituire un’autentica sinfonia naturale, accompagna, quasi a omaggiarla, la parabola del sole. E simili a cicale, per le loro voci, vengono definiti da Omero i vecchi Troiani, protagonisti con Elena della teikoscopia descritta nel terzo canto del poema iliadico: E i compagni di Priamo, e Pàntoo e Timete,e Lampo e Clitio e Icetàon..
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