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    L’accordo di mediazione dopo la sentenza della Corte costituzionale n. 272 del 2012

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    Il d.lgs. 4 marzo 2010, n. 28 ha introdotto una nuova e del tutto peculiare disciplina del verbale di conciliazione che scaturisce e deve essere sottoscritto dalle parti all’esito dell’esperimento della procedura di mediazione . La redazione del verbale di accordo costituisce, a tutti gli effetti, l’atto conclusivo del procedimento di mediazione, sia in caso di raggiungimento di un accordo, sia nel caso in cui tale accordo non venga raggiunto per mancanza di una, o più parti, al tavolo della mediazione, ovvero per impossibilità di pervenire ad una soluzione “amichevole” della lite

    Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis

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    The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed

    OBBLIGAZIONE - PRESTAZIONE - PROTEZIONE

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    La traduzione del celeberrimo saggio di Heinrich Stoll Abschied von der Lehre von der positiven Vertragsverletzung offre l’occasione per una riflessione sulla struttura del rapporto obbligatorio e sui modelli di responsabilità civile nei principali diritti continentali, nel tentativo di porre in evidenza alcuni dei passaggi più problematici che il tema dell’obbligazione e della sua struttura complessa pone oggi all’attenzione della scienza giuridica. L’indagine ricostruisce, con metodo comparativo, alcuni temi paradigmatici: la teoria delle violazioni positive del contratto e la nascita della dottrina degli obblighi di protezione; la “connessione” funzionale delle obbligazioni di sécurité e delle Schutzpflichten alla prestazione e la questione degli obblighi di protezione “puri” o “isolati”; l’ambigua nozione di “contatto sociale” (kraft sozialen Kontaktes) e la sua contrapposizione all’idea di “contatto negoziale” (geschäftliche Kontakte di cui al § 311 BGB); le ragioni della riforma del diritto delle obbligazioni in Germania, anche in considerazione dei limiti del sistema di responsabilità delittuale e delle discordanti normative in tema di responsabilità degli ausiliari “nell’adempimento” e “nell’attività” (§§ 278 e 831 BGB); la responsabilità da affidamento derivante da status professionale, ma nell’ambito di una disciplina uniforme degli ausiliari del debitore (art. 1228 c.c.), ecc. Rilevata la “specificità” della culpa in contrahendo e valutata la possibilità di un suo possibile inquadramento nell’area della responsabilità contrattuale, si esplorano i temi delle prestazioni “non dovute”, ma tipicamente previste dalla legge (ad es., adempimento del terzo, gestione di affari altrui, contratto nullo ma eseguito, delegazione di pagamento, obbligazioni naturali ecc.), come fonte di obblighi di protezione fondati sulla regola di buona fede/correttezza. Da qui la possibile ricostruzione dei “rapporti di cortesia” all’interno di un paradigma relazionale. Dal confronto tra le esperienze francese e tedesca emerge una contrapposizione tra due diverse concezioni (la prima pluralistica, la seconda unitaria) dell’obbligazione. L’esperienza francese si caratterizza per il carattere “accessorio”, strumentale e rimediale delle obbligazioni di sécurité e per un collegamento sistematico con le regole della responsabilità delittuale. Il dato della accessorietà è confermato dallo stesso lessico utilizzato dalla scienza giuridica d’oltralpe: l’essere “di mezzi” o “di risultato” è una nozione che pertiene essenzialmente alla prestazione e che l’obbligazione di sécurité acquisisce proprio in virtù del fenomeno di connessione funzionale, pur potendo esprimere una qualificazione diversa rispetto alla prestazione alla quale è collegata. Così, ad una prestazione (ad es., sanitaria) che rappresenta l’oggetto di un’obbligazione “di mezzi” può risultare collegata un’obbligazione di sécurité che è “di risultato”, la cui violazione dà luogo ad un regime di responsabilità ben più rigoroso di quello che discende dall’inadempimento dell’obbligo di prestazione. A differenza dell’esperienza tedesca, che proprio a seguito del contributo di Heinrich Stoll inizierà a individuare nell’ambito dell’obbligazione intesa come rapporto complesso obblighi (recte, doveri) di protezione autonomi rispetto alla prestazione; e a differenza di una parte della giurisprudenza italiana che, proprio sulla base della ricezione di queste acquisizioni, tende oggi ad allinearsi all’esperienza germanica; nell’esperienza francese, malgrado il termine prestation sia talvolta usato per indicare il contenuto e/o l’oggetto dell’obbligazione strictement contractuelle, la dottrina e la giurisprudenza dominanti non procederanno mai ad una nitida scomposizione della prestazione dalla sécurité all’interno di un medesimo rapporto obbligatorio, ma preferiranno discorrere di obbligazioni di sécurité che sono connesse alle altre obbligazioni strictement contractuelles, le quali sole conferiscono al creditore “toute son utilité économique”. Pur comparendo saltuariamente nella letteratura giuridica, il termine prestation non assume mai il senso di una contrapposizione dogmatica con la sécurité all’interno di un unico rapporto obbligatorio a struttura complessa. Invece di sezionare l’oggetto di un unitario rapporto obbligatorio al fine di discernere l’obbligo (e l’interesse) di prestazione da quelli di protezione, l’obbligazione di sécurité, che è obbligazione ex lege, conserva una sua autonomia strutturale rispetto alle altre obbligazioni “strettamente contrattuali” alle quali è funzionalmente connessa. Un altro aspetto che viene posto in evidenza è quello del carattere rimediale del sistema delle obbligazioni di sécurité, nel senso di attribuire un rimedio contrattuale (anche se soltanto) risarcitorio, rispetto al rimedio delittuale, ma caratterizzato da un certo regime di imputazione della responsabilità, in presenza di determinate condizioni – scrutinate sulla base del principio del non-cumul –, al fine di tutelare uno specifico assetto di interessi. Emblematici, sul punto, l’opera della giurisprudenza d’oltralpe nell’individuare, in origine, un’obbligazione di sécurité “di risultato” e lo sfavore della dottrina verso la prolifération giurisprudenziale delle obbligazioni di sécurité-moyens, testimoniato dalle recenti proposte di riforma ispirate al regime del concorso o alla “decontrattualizzazione” delle obbligazioni “di mezzi”, al fine di garantire al “contraente” e al terzo una medesima tutela giuridica fondata su regole di responsabilità oggettiva, ora contrattuale, ora delittuale. Ma anche in Germania e in Italia la teoria degli obblighi di protezione e, più in generale, il fenomeno di “contrattualizzazione” della responsabilità civile hanno contribuito a realizzare una più intensa tutela della vittima, rispetto a quella che sarebbe conseguita sulla base dell’applicazione delle regole di diritto comune in tema di responsabilità delittuale per colpa. Anzi, un’autorevole dottrina tedesca ha individuato la medesima «funzione della teoria dei ‘doveri di protezione’» proprio nel rendere applicabile il § 278 BGB in luogo del § 831, al fine di escludere la prova liberatoria prevista da quest’ultimo testo. La teoria delle Schutzpflichten e l’estensione degli effetti di protezione anche nei riguardi di terzi, poi, hanno consentito di tutelare interessi non protetti ai sensi della responsabilità delittuale (ad es., danni meramente economici, danni da culpa in contrahendo e da contratti nulli, danni da inesatte informazioni, ecc.), sulla base della convinzione che debba essere proprio il contratto – e non la responsabilità delittuale – il tipico strumento di salvaguardia degli interessi patrimoniali. Anche in Italia l’importazione della dottrina degli obblighi di protezione e della controversa idea di “contatto sociale qualificato” ha consentito, quanto meno in specifici settori, di prevedere una tutela rafforzata per la vittima. L’allegazione di un inadempimento solo “astrattamente idoneo a causare il danno lamentato” inverte, nella sostanza, l’onere della prova della causalità, dovendo il debitore «dimostrare o che tale inadempimento non vi è stato ovvero che, pur esistendo, esso non è stato eziologicamente rilevante». Nel diritto tedesco, in presenza di un ridimesionamento degli obblighi di protezione “autonomi” a quelli che discendono da ähnliche geschäftliche Kontakte (e non da un mero “contatto sociale”), si pone oggi il problema della partizione tra leistungsbezogene Nebenpflichten e nicht leistungsbezogene Nebenpflichten (§ 241, commi 1 e 2) al fine di individuare il tipo di rimedio esigibile. In presenza dell’impraticabilità del solo approccio dogmatico-tassonomico, si suggerisce di adottare un metodo ispirato alla scelta del rimedio (risarcitorio o in forma specifica) in concreto esigibile. Constatata la rispondenza delle diverse soluzioni dottrinali e giurisprudenziali alle esigenze storiche ed alle caratteristiche sistematiche di ciascun diritto, si sottolinea il fenomeno dell’“equivalenza” e della “simmetria” dei regimi di imputazione della responsabilità in ambito delittuale e contrattuale, che spinge a un superamento della partizione e all’unificazione dei modelli di responsabilità in un itinerario che conduce dalla colpa alla strict liability

    Numerical Evaluation of Gust Loads on Tiltrotor

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    In aircraft design, the loads induced by atmospheric gust encounters are often critical for airframe structural sizing. Consequently, it is extremely important to develop methods that can predict these loads accurately. Current certification regulations include precise requirements concerning the determination of atmospheric loads. In particular, they require that such loads are calculated considering the aircraft dynamic response - including the effects of elastic deformations - to discrete gusts and continuous turbulence. In comparison to classical fixed-wing turboprops, tiltrotors often require a higher modeling complexity, because the unsteady forces generated by the rotors cannot be neglected. The paper presents a numerical tool, denominated MASST, specifically developed to build models that join a detailed FE model of the aircraft, made of different type of elements (e.g. beams, plates, solids, etc.), with a model for steady and unsteady aerodynamic forces, as well as with accurate models of rotors, servo-actuators and the Flight Control System. MASST, combined with the NASTRAN Monitor Points, can provide a high accuracy evaluation of the dynamic loads in any given section of the airframe. The methodology presented is applied and validated on the AW609 airframe dynamic FE model. In particular, different modeling options are compared to identify what is the best approach for the identification of gust loads for this peculiar aircraft configuration

    Novel Approach to Interaction Between Engine-Drive Train System and Deformable Rotorcraft Airframes

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    In this paper a procedure to restore the torque load path between the drive system and the airframe is proposed. The load path is modeled starting from the rotors to the engines, through the drive train system. The torsional loads are transferred to a detailed finite element model of the airframe through connections constraining the gearboxes to the airframe structure. At the same time, the torques generated by the airframe deformations are fed back into the drive system. The procedure to restore the torque load path is firstly validated with a benchmark model, in which the gearboxes are introduced as rigid bodies and connected to the ground by means of elastic springs to represent the airframe elasticity. Overall stability analyses are performed on a complete aeroservoelastic helicopter model to investigate possible aeromechanical phenomena due to airframe and drive train system coupling. A comparison of the results obtained by the classical decoupled approach and the fully coupled approach is presented to highlight cases where significant differences arise between the two approaches

    Variations on the Author

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    “Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship

    Appropriate Similarity Measures for Author Cocitation Analysis

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    We provide a number of new insights into the methodological discussion about author cocitation analysis. We first argue that the use of the Pearson correlation for measuring the similarity between authors’ cocitation profiles is not very satisfactory. We then discuss what kind of similarity measures may be used as an alternative to the Pearson correlation. We consider three similarity measures in particular. One is the well-known cosine. The other two similarity measures have not been used before in the bibliometric literature. Finally, we show by means of an example that our findings have a high practical relevance.information science;Pearson correlation;cosine;similarity measure;author cocitation analysis

    Dispelling the Myths Behind First-author Citation Counts

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    We conducted a full-scale evaluative citation analysis study of scholars in the XML research field to explore just how different from each other author rankings resulting from different citation counting methods actually are, and to demonstrate the capability of emerging data and tools on the Web in supporting more realistic citation counting methods. Our results contest some common arguments for the continued use of first-author citation counts in the evaluation of scholars, such as high correlations between author rankings by first-author citation counts and other citation counting methods, and high costs of using more realistic citation counting methods that are not well-supported by the ISI databases. It is argued that increasingly available digital full text research papers make it possible for citation analysis studies to go beyond what the ISI databases have directly supported and to employ more sophisticated methods
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