308,097 research outputs found

    La cooperazione tra l’UE e l’Azerbaigian: la dimensione politica

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    il capitolo analizza i rapporti politio-istituzionali tra UE e Azerbaigian, evidenziandone le principiali sfide ed opportunità

    Conclusioni

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    Conclusioni del volum

    EU’s foreign policy and migration. A political and normative assessment

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    This chapter summarizes the results of the analysis carried out in the book’s case studies, further elaborating on their consequences for the EU’s foreign policy and its international role. The first part identifies “externalization in emergency mode” and the resurfacing of the EU’s “derivative power” as the main policy developments that characterize the external dimension of the EU’s governance of migration after 2015. The following section analyses the justice claims embedded in these policy developments, highlighting a normative balance of the EU’s migration system of governance leaning towards the conception of justice as non-domination at the expense of impartiality and mutual recognition. The final part explores the impact of the growing migration agenda on the EU’s foreign policy and international role, arguing that the former is contributing to the “normalization” of the EU’s structural foreign policy, the transformation of its external image, and to a weakened role as supporter of the liberal world order

    Migration, justice and the European Union

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    By definition, migration stands between states, individuals and global regimes. It touches on legitimate concerns of different communities, individuals and global actors. Hence, the very possibility of managing migration in a way that satisfies the legitimate justice claims of all involved is constrained by the nature of the issue. Accordingly, the EU seems to be particularly well equipped to strike a balance among the different justice claims of states, humans and subjective individuals. This is so precisely because of the EU’s nature as a complex polity with a sui generis governance (including states, individuals, groups), traditionally compliant with and attentive to the development of international law, and a peculiar understanding of its ‘problematic’ borders. Whether the Union succeeds or not in this titanic enterprise remains however to be explored, and this report presents the first steps in GLOBUS’ exploration of the EU’s contribution to global justice in the area of migration

    Co-progettare spazi pubblici tra design e arte - Co-design of public spaces through design and art

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    L’articolo esplora, anche attraverso la comparazione fra esperienze di ricerca applicata del gruppo di ricerca POLIMI DESIS Lab -PDL (Design For Social Innovation and Sustainability) del Politecnico di Milano, le possibili modalità di collaborazione tra designer e artisti professionisti per il ridisegno di porzioni di spazi pubblici - o aperti al pubblico – con azioni di co-progettazione e il coinvolgimento di attività didattiche in design degli spazi e servizi. Il modello di ricerca utilizzato è quello del circolo virtuoso che si genera fra accademia (ricercatori, studenti), comunità locali o attori esterni (cittadini attivi, artisti), pubblica istituzione o partner privato (municipalità o azienda) (Fassi, 2017), il quale si confronta con un terzo caso studio, un’iniziativa grassroot di una comunità creativa. I tre casi presentati si differenziano per modalità interlocutorie fra i soggetti coinvolti e per impatto del risultato ottenuto. “Arnold – Arte e design in Nolo District” (2017) a Milano, “Il Giardino di Daniel Spoerri” (2018) a Seggiano (GR) e “Trentami in Verde” (2019) a Milano. Sono casi che presentano sistemi di componenti che interagiscono fra di loro per produrre risultati che possano migliorare lo spazio pubblico, o fruito da un pubblico, in modo temporaneo e sperimentale per poter creare scenari sul loro uso nel lungo termine. Il processo e risultati presentati nell’articolo discutono il ruolo del designer e quello dell’artista nell’elaborazione dei risultati implementati sul territorio attraverso l’analisi delle attività messe in atto, gli strumenti utilizzati e la legacy delle azioni sui territori interessati.Using a comparison of applied research experiences of the POLIMI DESIS Lab (PDL) research group (Design For Social Innovation and Sustainability) of the Politecnico di Milano, this article explores possible collaborations between designers and professional artists for the redesign of portions of public spaces - or those that are open to the public - via co-planning actions and the involvement of educational activities in the design of spaces and services.The research model used is the virtuous circle that is generated between the academy (researchers, students), local communities or external actors (active citizens, artists), and public institutions or private partners (a municipality or company) (Fassi, 2017). This model is compared to a grassroot initiative of a creative community. The three cases presented differ in terms of relationships between the subjects involved and the impact of the result obtained: "Arnold - Art and design in Nolo District" (2017) in Milan; "The Garden of Daniel Spoerri" (2018) in Seggiano (GR); and "Trentami in Verde" (2019) in Milan. These cases present component systems that interact with each other to produce results that can improve a public space, or be used by an audience, in a temporary and experimental way to create scenarios for their use in the long term. The process and the results presented in the article discuss the role of the designer and that of the artist in the elaboration of the results implemented on the territory through the analysis of the activities performed, the tools used and the legacy of the actions in the territories concerned

    Verso una pace democratica? Le politiche di promozione della democrazia dell’UE

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    Ad oggi, il tentativo dell’UE di allargare la zona di pace oltre i propri confini tramite la diffusione della democrazia non sembra aver incontrato un grande successo. In particolare, in ambito regionale, il quadro in termini di democratizzazione rimane drammaticamente simile a quella di un ventennio fa, quando la Politica Europea di Vicinato fu lanciata, mentre permangono diverse situazioni di conflitto. Tuttavia, in un sistema internazionale in cui la contrapposizione tra democrazie e regimi autocratici, a partire da Cina e Russia, sembra farsi più aspra e rilevante, le politiche di promozione della democrazia appaiono, se possibile, ancor più necessarie

    What NATO for What Threats? An Introduction

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    Introduction to the volum

    La "sicurezza dei confini" nelle relazioni tra Unione Europea e Azerbaigian

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    Poche questioni hanno assunto negli ultimi anni tanta rilevanza come il concetto di border security. La “sicurezza dei confini” ha infatti progressivamente ricoperto un ruolo primario nella definizione delle strategie per la sicurezza interna di vari paesi, portando alla formazione di un curioso paradosso: a fronte del recupero del concetto di “confine” per la sicurezza di un territorio, si assiste a un radicale mutamento della natura e delle modalità di minaccia dello stesso. Non si tratta infatti di tradizionali attacchi militari, ma di sfide e rischi di tipo transazionale, in grado di oltrepassare più o meno agilmente i confini nazionali e coinvolgendo nei loro effetti numerosi territori. Crimine organizzato, terrorismo internazionale e immigrazione illegale sono alcune tra le sfide che pongono più problemi alle tradizionali capacità di controllo degli stati, sfruttando a proprio favore progressi tecnologici legati in particolar modo alla mobilità. Questo capitolo analizzerà la rilevanza della sicurezza dei confini per l’Unione europea e, seguendo l’impostazione del libro, indagherà l’importanza della tematica nelle relazioni con l’Azerbaigian

    Multilateralismo, soft power e democrazia? La grand strategy degli Stati Uniti nell'era Trump

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    Sin dalla fine del sistema bipolare, multilateralismo, soft power e democrazia hanno costituito per gli Stati Uniti i cardini di un consenso bipartisan in relazione al ruolo internazionale del paese, e ai modi di perseguirne gli interessi promuovendone al con-tempo anche i valori. Sebbene con approcci e metodi differenti, le amministrazioni che si sono succedute alla Casa Bianca in questa fase si sono in gran parte ispirate a una grand strategy fondata sul rafforzamento e sull’espansione dell’ordine liberale (occidentale) ereditato dalla guerra fredda. Le elezioni del 2016, che hanno portato Donald Trump alla Presidenza degli Stati Uniti, sembrano tuttavia segnare l’erosione di questo consenso e una netta inversione di rotta. L’analisi delle posizioni espresse in campagna elettorale, e delle politiche promosse nei primi mesi di mandato in rap-porto a multilateralismo, soft power e democrazia aiuta a capire in che misura la “dottrina Trump” presenti significative discontinuità rispetto a chi l’ha preceduto, e più in generale se possa costituire o meno una minaccia per alcuni elementi fondamentali dell’ordine liberale

    Azerbaigian e Unione Europea

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    Il testo analizza tensioni e convergenze nei rapporti tra Unione Europea e Azerbaigian, focalizzandosi sulla dimensione politico-istituzionale, commerciale, energetica, ambientale, strategica e di controllo delle frontiere
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