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Roma 1347-1527. Linee di un’evoluzione. Atti del Convegno Internazionale di Studi (Roma, 13-15 novembre 2017), a cura di M. MIGLIO, I. LORI SANFILIPPO, Istituto Storico Italiano per il Medio Evo, Roma, 2020.
A. Fara, Roma. I mille volti di una città d’Europa tra Medioevo, Rinascimento e Modernità, recensione a: Roma 1347-1527. Linee di un’evoluzione. Atti del Convegno Internazionale di Studi (Roma, 13-15 novembre 2017), a cura di M. MIGLIO, I. LORI SANFILIPPO, Istituto Storico Italiano per il Medio Evo, Roma, 2020, in «RR - Roma nel Rinascimento», (2020), Sez. Interventi, pp. 13-27
Epigrafia e identità: famiglie signorili e baronali a Roma nel Medioevo
Le prime pagine del contributo, ad opera di Andrea Fara, tentano di offrire un profilo politico ed economico delle famiglie nobiliari e aristocratiche di Roma, con una prospettiva di lungo periodo, focalizzando in particolare il momento compreso tra la metà del Trecento e gli inizi del Cinquecento, di grande complessità per la vita politica ed economica di Roma e dei suoi diversi gruppi egemoni, dando comunque alcune indicazioni indispensabili pure per l’epoca precedente. Si sintetizzano analisi storiografiche che da tempo ragionano su temi assai complessi, con un confronto che non è stato e continua a non essere lineare nelle interpretazioni, perché, se si è concordi sulle parabole generali, restano ancora molte zone d’ombra. Questo permetterà di meglio apprezzare la seconda parte dello scritto, a cura di Lorenzo Curatella, dedicata alle epigrafi nobiliari romane di epoca medievale, nelle loro diverse forme, intese quali strumento di (auto)celebrazione e (auto)legittimazione dei medesimi differenti gruppi egemoni romani
Italia ed Europa centro-orientale tra Medioevo ed Età moderna. Economia, Società, Cultura. Riflessioni a mo’ di introduzione
Definire i processi storici che caratterizzarono l’Europa centro-orientale in epoca medievale e moderna come deviazione o involuzione a partire dal modello e dai risultati dell’Europa occidentale, ovvero come palese arretratezza della prima rispetto alla seconda, appare riduttivo. Le più recenti indagini consentono di superare una visione dualistica delle sorti politiche, economiche e sociali delle due parti del Continente. Gli studi di carattere comparativo possono mettere in luce non solo le similitudini, ma anche le particolarità che definirono le relazioni politiche, economiche e sociali nell’Europa medievale e moderna. Questo volume ha l’obiettivo di presentare alcuni risultati delle più recenti ricerche, focalizzando alcuni territori e i loro rapporti economici, sociali e culturali con la Penisola italiana, offrendo altresì nuovi spunti di riflessione
Italia ed Europa centro-orientale tra Medioevo ed Età moderna. Economia, Società, Cultura, a cura di A. FARA, Heidelberg University Publishing - DHI Rom, Heidelberg-Roma 2022 (Online-Schriften des DHI Rom. Neue Reihe - Pubblicazioni online del DHI Roma. Nuova serie, vol. 7), open access: https://doi.org/10.17885/heiup.832.
Definire i processi storici che caratterizzarono l’Europa centro-orientale in epoca medievale e moderna come deviazione o involuzione a partire dal modello e dai risultati dell’Europa occidentale, ovvero come palese arretratezza della prima rispetto alla seconda, appare riduttivo. Le più recenti indagini consentono di superare una visione dualistica delle sorti politiche, economiche e sociali delle due parti del Continente. Gli studi di carattere comparativo possono mettere in luce non solo le similitudini, ma anche le particolarità che definirono le relazioni politiche, economiche e sociali nell’Europa medievale e moderna. Questo volume ha l’obiettivo di presentare alcuni risultati delle più recenti ricerche, focalizzando alcuni territori e i loro rapporti economici, sociali e culturali con la Penisola italiana, offrendo altresì nuovi spunti di riflessione
Tender Contracts, Speculation, and Monopoly: Venice and Hungarian Cattle Supply between the Fifteenth and Sixteenth Centuries
The livestock production and trade structures that connected the Italian peninsula and, in particular, the city of Venice with the vast Hungarian lands have been the subject of various inquiries in the secondary literature. Nevertheless, many questions remain. In this essay, I analyze the meat market in Venice (where the complex supply chain and slaughterhouse activities had considerable economic and social importance) in relation to the production and exchange structures of meat in the Hungarian lands (where the breeding of livestock and, in particular, cattle underwent considerable growth and specialization over the course of the centuries). I contend that Venice was an important end market for Hungarian beef exports. In other words, growing Venetian demand and the similarly growing Hungarian export of beef met and connected with mutual satisfaction, although not always in an entirely efficient way, giving rise to several cases of shortage and sometimes starvation and famine on the lagoon city markets. And this is a second point to investigate. If the individual and institutional Italian and Hungarian intermediaries that were interested in beef as an item of commerce can in a large part
identified, many questions still surround the involvement of these economic operators in food crisis phenomena and economic practices aimed to give rise to famines in order to obtain greater profits (such as hoarding, raising prices, speculation, and export to more profitable markets). In this sense, I seek to clarify the link between the activities of operators and companies involved in the cattle trade from Hungarian territories and the famines (understood as “high price phenomena”) created in part by the lack of beef on the Venetian markets. I also examine the causes and functions of legislation and practices adopted in response to (and to prevent) starvation and/or famine and the roles of the attitudes of specific groups and economic actors involved in the meat market. Ultimately, I seek to further a more nuanced assessment of the connections between the Hungarian markets and the Italian markets between the late Middle Ages and early modern period
Lettere e registrazioni di mercanti-banchieri e ambasciatori per la storia di Roma nel contesto italiano ed europeo (XIV-XVI secolo), a cura di A. Fara, E. Plebani, Roma nel Rinascimento, Roma 2022.
Il volume indaga la città di Roma attraverso l’osservazione delle sue reti economiche e diplomatiche – italiane ed europee – tra XIV e XVI secolo, ricostruite in primis tramite l’analisi delle fonti di carattere mercantile-bancario e diplomatico, profondamente interconnesse tra loro. Molto spesso e inevitabilmente, infatti, la documentazione di carattere mercantile-bancario affronta questioni di ambito politico e diplomatico, con evidenti ricadute sull’economia stessa; al contempo le lettere degli ambasciatori riportano informazioni di grande interesse per l’analisi economica
«ragionevolmente doveremmo fare molto bene di questo partito». Lorenzo de’Medici, Innocenzo VIII, il partito grande del 1489 e la rilettura di un pontificato
Il testo propone una rilettura del pontificato di Innocenzo VIII alla luce di documentazione inedita e un complessivo riesame di quella da tempo acquisita. Innocenzo VIII appare sotto una luce differente: non un papa semplicemente di transizione, mite e affidabile, persino arrendevole, quasi preda dei mercatores Romanam Curiam sequentes e dei Medici in particolare; ma un papa abile, avvezzo a operazioni politico-diplomatiche ed economico-finanziarie importanti, persino spregiudicate, che attuò attraverso la negoziazione – più che per via bellica, a differenza di quanto fecero, per esempio, Sisto IV e Giulio II prima e dopo di lui
Le migrazioni nel regno d’Ungheria: aspetti economici e sociali dell’Ostkolonisation nei territori della Corona di Santo Stefano (XII-XVI secolo)
Conferència a càrrec de la professora Andrea Fara de la Università degli Studi dell Tuscia-Viterbo sobre els aspectes econòmics i socials de les migracions del Regne d'Hongria als segles XII al XVI4144.mp4
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Tra Crociata e Umanesimo. Diplomazia e diplomatici del regno d’Ungheria presso la Curia romana nella seconda metà del Quattrocento
Il contributo si focalizza in modo specifico sui rapporti tra regno d’Ungheria e papato nel Quattrocento, e più in particolare nella seconda metà del secolo, durante il regno di Mattia Corvino (1458-1490), cercando di mettere in evidenza il ruolo della diplomazia e dei diplomatici della Corona d’Ungheria in missione a Roma quale strumento di primaria importanza non solo per la lotta contro i Turchi infedeli a Oriente e gli eretici Ussiti a Occidente del regno – ovvero per la risoluzione di questioni essenziali per la sopravvivenza stessa della Corona di Santo Stefano –; ma anche per la diffusione degli ideali umanistici e rinascimentali nelle terre ungheresi. Si nota come le categorie di Crociata, Umanesimo e Diplomazia debbano essere lette in modo unitario – ovvero si vadano sostenendo vicendevolmente – nel tentativo di comprendere l’azione politica della Corona d’Ungheria nel tardo Medioevo, e oltre
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