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Clima e tipologia secondo Falasca
La recensione alla monografia "Dal clima alla tipologia edilizia" (tra le pubblicazioni presentate) è di Giorgio Garau (v. allegato)
Ambiente e usi turistici compatibili
Ristampa del TAC Acta 07/96, del settembre 2000, integrato con un saggio dal titolo “Gli usi turistico-ricreativi nella costruzione tecnologica del territorio” di F. Angelucci, mirato alla precisazione di alcuni concetti chiave contenuti nel saggio di Carlo Falasca
Come il federalismo fiscale può salvare il Mezzogiorno
Questo volume scritto a quattro mani con Piercamillo Falasca esamina taluni problemi strutturali del Mezzogiorno italiano, suggerendo di superare la logica dello Stato moderno nazionale e di affermare un nuovo protagonismo dei territori, stimolando ogni realtà a competere e a responsabilizzarsi
Dissecting the physiology and pathophysiology of glucagon-like peptide-1
Copyright © 2018 Paternoster and Falasca. This is an open-access article distributed under the terms of the Creative Commons Attribution License (CC BY). The use, distribution or reproduction in other forums is permitted, provided the original author(s) and the copyright owner(s) are credited and that the original publication in this journal is cited, in accordance with accepted academic practice. No use, distribution or reproduction is permitted which does not comply with these terms. An aging world population exposed to a sedentary life style is currently plagued by chronic metabolic diseases, such as type-2 diabetes, that are spreading worldwide at an unprecedented rate. One of the most promising pharmacological approaches for the management of type 2 diabetes takes advantage of the peptide hormone glucagon-like peptide-1 (GLP-1) under the form of protease resistant mimetics, and DPP-IV inhibitors. Despite the improved quality of life, long-term treatments with these new classes of drugs are riddled with serious and life-threatening side-effects, with no overall cure of the disease. New evidence is shedding more light over the complex physiology of GLP-1 in health and metabolic diseases. Herein, we discuss the most recent advancements in the biology of gut receptors known to induce the secretion of GLP-1, to bridge the multiple gaps into our understanding of its physiology and pathology
Tipologie e prefigurazioni di possibili kit di adeguamento.
Il contributo costituisce il momento propositivo conclusivo della ricerca sulle “tecnologie per l’adeguamento” dell’habitat provvisorio. Esso si compone di una prima parte teorica mirata a definire il concetto di “kit di adeguamento”, le tipologie oggi proponibili, le condizioni richieste per il loro impiego e i possibili vantaggi, come premessa di approccio alla sperimentazione progettuale; e di una seconda parte, di cui Falasca è coordinatore scientifico e L. Granarelli autore, costituita da una serie ordinata di schede mirata a esplicitare attraverso prefigurazioni ipotetiche sperimentali i contenuti e le potenzialità dell’idea di adeguamento maturata nel corso della ricerca.
Il kit è definito come insieme di prodotti edilizi configurabili come pacchetti funzionali, semplici e complessi, che hanno carattere di “integratori” temporanei che possono essere applicati all’occorrenza al manufatto edilizio di base, possono essere rimossi e trasferiti altrove, potenzialmente anche all’abitazione stabile. Requisito fondamentale del kit deve essere la capacità di inserirsi nel ciclo di vita dell’unità di base senza modificarne l’assetto originario onde non comprometterne altri possibili utilizzi. Ovvero si richiede che deve poter essere integrabile mediante dispositivi di interfaccia “soft” non invasivi, mediante sistemi di connessione che ne permettano l’adattabilità temporanea. Si prefigurano tre tipologie di kit: “di trasferimento” di prodotti già disponibili in uso nell’abitare stabile, “di sistema” costituito da prodotti di nuova concezione espressamente rivolti all’abitare temporaneo, “di ibridazione” di prodotti mutuati da entrambi i primi due.
Attraverso le schede delle prefigurazioni ipotetiche allegate si vuole prospettare per ciascuna tipologia di kit: come si può intendere un’abaco tipo di prodotti componenti il kit; cosa deve poter contenere una scheda-prodotto tipo; quali risultati, funzionali e figurativi si possono conseguire con operazioni di adeguamento. Le prefigurazioni intendono essere uno strumento utile a ricercare, selezionare e catalogare prodotti esistenti trasferibili dal mercato dell’abitare stabile, e in particolar modo a concepire nuovi prodotti che possano aprire prospettive inedite per l’edilizia, adattivi a tutte le forme dell’abitare
L'evento sismico umbro-marchigiano del 1997: annotazioni e riflessioni dai sopralluoghi.
Il contributo è parte costitutiva del capitolo “ Abitare in emergenza” nonché parte prevalente del presente paragrafo. Si compone di due parti, di entrambe le quali Falasca è coordinatore scientifico e coautore con L. Granarelli:
- la prima, dal titolo “Prevedibilità ed evolutività dello stato di emergenza” mette a fuoco il concetto di rischio sismico, la fenomenologia dell’evento sismico e gli effetti dello stato di emergenza sull’abitare. Dato fondamentale è che la durata variabile del tempo della ricostruzione in funzione dell’entità del danno determina una domanda di standards abitativi altrettanto variabili che oscillano tra quelli di un abitare “provvisorio” e quelli di un abitare “temporaneo” dovuta a un progressivo evolvere e differenziarsi dei fabbisogni sia quantitativi che qualitativi;
- la seconda , dal titolo “Il caso studio. Lo scenario post evento: annotazioni dai sopralluoghi”, descrive i punti significativi emersi dai sopralluoghi effettuati, a tre anni dall’evento, in due situazioni rappresentative dell’emergenza post-terremoto di Marche e Umbria del 1997.
In particolare sono messe a confronto le testimonianze dirette degli abitanti dei container e delle case in legno, i costi e i tempi delle relative forniture rilevati presso gli uffici tecnici comunali competenti. Dato di particolare rilevanza per la ricerca è che il container, sia pure economicamente di gran lunga vantaggioso, presenta una forte insufficienza prestazionale e la totale impermeabilità a ogni forma di personalizzazione, e che soprattutto quest’ultima col protrarsi dell’emergenza costituisce il principale fattore di disagio per l’utenza
Class II Phosphoinositide 3-Kinases Contribute to Endothelial Cells Morphogenesis
PMCID: PMC3539993This is an open-access article distributed under the terms of the Creative Commons Attribution License, which permits unrestricted use, distribution, and reproduction in any medium, provided the original author and source are credited
3-Phosphoinositide-dependent protein kinase-1 as an emerging target in the management of breast cancer
Chanse Fyffe, Marco Falasca Queen Mary University of London, Barts and The London School of Medicine and Dentistry, Blizard Institute, Inositide Signallling Group, London, UK Abstract: It should be noted that 3-phosphoinositide-dependent protein kinase-1 (PDK1) is a protein encoded by the PDPK1 gene, which plays a key role in the signaling pathways activated by several growth factors and hormones. PDK1 is a crucial kinase that functions downstream of phosphoinositide 3-kinase activation and activates members of the AGC family of protein kinases, such as protein kinase B (Akt), protein kinase C (PKC), p70 ribosomal protein S6 kinases, and serum glucocorticoid-dependent kinase, by phosphorylating serine/threonine residues in the activation loop. AGC kinases are known to play crucial roles in regulating physiological processes relevant to metabolism, growth, proliferation, and survival. Changes in the expression and activity of PDK1 and several AGC kinases have been linked to human diseases including cancer. Recent data have revealed that the alteration of PDK1 is a critical component of oncogenic phosphoinositide 3-kinase signaling in breast cancer, suggesting that inhibition of PDK1 can inhibit breast cancer progression. Indeed, PDK1 is highly expressed in a majority of human breast cancer cell lines and both PDK1 protein and messenger ribonucleic acid are overexpressed in a majority of human breast cancers. Furthermore, overexpression of PDK1 is sufficient to transform mammary epithelial cells. PDK1 plays an essential role in regulating cell migration, especially in the context of phosphatase and tensin homologue deficiency. More importantly, downregulation of PDK1 levels inhibits migration and experimental metastasis of human breast cancer cells. Thus, targeting PDK1 may be a valuable anticancer strategy that may improve the efficacy of chemotherapeutic strategies in breast cancer patients. In this review, we summarize the evidence that has been reported to support the idea that PDK1 may be a key target in breast cancer management. Keywords: 3-phosphoinositide-dependent protein kinase-1, phosphoinositide 3-kinase, AGC protein kinases, oncogenic kinase, cell signaling, breast cancer therap
Progetto Strade Parco. Uno strumento di conoscenza e d'indirizzo per una mobilità compatibile in ambiente protetto
Il Progetto Strade Parco è finalizzato a migliorare l'accessibilità e l'azione di valorizzazione delle aree interne, in particolar modo di quelle che costituiscono il territorio del Parco Nazionale Gran Sasso - Monti della Laga. Esso si fa interprete di un'esigenza di fondo: poter disporre per le infrastrutture per la mobilità di un quadro normativo d'indirizzo che ne consenta il controllo della qualità degli interventi nella varietà dei contesti insediativi e nella processualità degli eventi che ne condizionano l'attuazione.
Una sorta di canovaccio ordinatore rispetto al quale si possano articolare, nel tempo, singoli progetti parziali finalizzati.
L'intento è stato pertanto di mettere a punto una strumentazione innovativa per la gestione degli interventi che da puramente vincolistica, possa rendersi concretamente propositiva. Non più relegasta ad essere solamente prescrittiva del cosa "non fare", ma orientata a indicare il "come fare" in un contesto di materiali, tecniche e linguaggi in continua evoluzione.
Con un'ottica sistemica, interdisciplinare e appropriata alla varietà degli ambiti insediativi, il progetto definisce le linee guida attraverso le quali potrà svolgersi il processo di adeguamento dell'infrastruttura stradale, in area protetta così come nella generalità dell'ambiente costruito, ai nuovi paradigmi della sostenibilità che la contemporaneità propone. Attraverso il filtro di un doppio ordine di categorie concettuali, l'uno riferito al sistema ambientale e l'altro al sistema tecnologico, un quadro ragionato di requisiti, adeguatamente predisposto in relazione alla specificità dei fattori di contesto, orienterà la programmazione dei singoli interventi e la progettazione delle corrispettive opere edilizie.
La strada è assunta come entità spaziale complessa che interagisce dinamicamente, e culturalmente con la varietà degli ambienti che attraversa ed agisce sulla capacità emozionale di chi la percorre. Il proposito in definitiva vuole essere quello di dotare le amministrazioni competenti di strumenti tecnici e procedurali che permettano di comprendere, interpretare e gestire la complessità del rapporto artificio-natura nel suo continuo svolgersi.
Il presente contributo, che costituisce la sintesi dei risultati finali della ricerca "Progetto Strade Parco" promossa dalla Provincia di Teramo e coordinata da Falasca, si compone di tre parti:
- una prima parte: "Il Progetto. Presupposti, contenuti e finalità" della quale è autore Falasca, che spone i passaggi significativi della ricerca indivuduati nel rilevamento e studio dei dati di fatto, nella proposizione del Piano Struttura e nella definizione del Progetto Direttore degli interventi possibili;
- una seconda parte: "Concetti, definizioni e atti tecnici estratti dalla relazione e dagli elaborati grafici del Progetto" di cui sono coautori Falasca e Medori, che riproduce gli strumenti e le procedure più significativi finalizzati a consentire il controllo della qualità degli interventi da parte degli operatori del settore;
- una terza parte: "Alcune riflessioni metodologiche per una progettualità evolutiva", della quale è autore Angelucci, che pone in luce gli aspetti innovativi della ricerca e le relative possibilità di sviluppo ai fini della promozione di una concezione ecosostenibile delle infrastrutture per la mobilità appropriata alle specificità dei singoli contesti insediativi
Targeting the Endocannabinoidome in Pancreatic Cancer
Pancreatic Ductal adenocarcinoma (PDAC), the most common malignancy of the pancreas, is an aggressive and lethal form of cancer with a very high mortality rate. High heterogeneity, asymptomatic initial stages and a lack of specific diagnostic markers result in an end-stage diagnosis when the tumour has locally advanced or metastasised. PDAC is resistant to most of the available chemotherapy and radiation therapy treatments, making surgery the most potent curative treatment. The desmoplastic tumour microenvironment contributes to determining PDAC pathophysiology, immune response and therapeutic efficacy. The existing therapeutic approaches such as FDA-approved chemotherapeutics, gemcitabine, abraxane and folfirinox, prolong survival marginally and are accompanied by adverse effects. Several studies suggest the role of cannabinoids as anti-cancer agents. Cannabinoid receptors are known to be expressed in pancreatic cells, with a higher expression reported in pancreatic cancer patients. Therefore, pharmacological targeting of the endocannabinoid system might offer therapeutic benefits in pancreatic cancer. In addition, emerging data suggest that cannabinoids in combination with chemotherapy can increase survival in transgenic pancreatic cancer murine models. This review provides an overview of the regulation of the expanded endocannabinoid system, or endocannabinoidome, in PDAC and will explore the potential of targeting this system for novel anticancer approaches
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