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Indagine sulla contrattazione collettiva dell'edilizia e sulle relative istituzioni paritetiche
Il libro raccoglie gli esiti dell’indagine scientifica sulla contrattazione collettiva
nell’edilizia e sulle relative istituzioni paritetiche che stata svolta da Michele
Faioli nell’ambito del progetto di ricerca OPERE (Osservatorio Permanente di
Regolarit Contrattuale e Contributiva). un’indagine che prova a collegare
nel medesimo quadro teorico le criticit che riguardano la sovrapposizione tra
contratti collettivi che insistono sul medesimo settore produttivo, gli aspetti che
attengono alla qualit delle tutele contrattuali, tenendo in considerazione le
figure professionali che intersecano tali contratti collettivi individuati, nonch
i profili protettivi e contributivi relativi al sistema Casse Edili e Edilcassa. La metodologia
di ricerca assegna ai dati e alla conoscenza della realt effettiva che si
pu avere mediante tali dati la funzione, da una parte, di rilevare la complessit
del fenomeno studiato e, dall’altra, di permettere una pi attenta elaborazione
delle conseguenti riflessioni giuridiche
Blockchain e politiche del lavoro
Nell’ambito dell’Osservatorio Italiano della Blockchain costituito presso il CNEL in cooperazione con l’Università degli
Studi Roma Tre, il presente documento si propone di effettuare una prima ricognizione complessiva delle potenzialità
applicative della Blockchain al mercato del lavoro italiano, con particolare riferimento alle politiche attive del lavoro e alla
previdenza sociale.
Vengono illustrate schematicamente le caratteristiche essenziali di funzionamento della Blockchain e gli ambiti in cui si
stanno avviando interessanti sperimentazioni di applicazione “sociale” della Blockchain nel settore privato e nella pubblica
amministrazione. Vengono quindi presentate le linee della ricerca CNEL -l’Università degli Studi Roma Tre sul tema Blockchain e politiche attive del lavoro e i primi due progetti di sperimentazione pratica, riguardanti la gestione dell’assegno di ricollocazione e il machtmaking tra domanda e offerta di lavoro in tre diversi distretti territoriali
Preliminary investigations on indirect competition among Italian employers’ associations, and the relevant effects on collective bargaining
Le associazioni dei datori di lavoro sono attori importanti per il sistema delle relazioni industriali e della contrattazione collettiva. I datori di lavoro e i sindacati in genere negoziano gli standard di lavoro in termini di salari e condizioni di lavoro per conto rispettivamente delle aziende associate e dei dipendenti.
Sebbene la maggior parte della letteratura sulle relazioni industriali si sia concentrata principalmente sulla forza associativa e sulla densità associativa delle associazioni dei datori di lavoro, in questa pubblicazione a cura di Michele Faioli e Silvio Bologna, gli autori si discostano da questa prospettiva e si concentrano sul funzionamento e sulla governance, ovvero sul loro ruolo che le associazioni hanno nelle attività di rappresentanza e coordinamento, e di condivisione delle informazioni per promuovere un migliore coordinamento e una migliore offerta di formazione.
Le associazioni dei datori di lavoro devono quindi perseguire due obiettivi distinti ma complementari: il primo è quello di ampliare il più possibile la propria base associativa al fine di ottenere risorse per gestire l'associazione e per fornire una serie di servizi; il secondo ha una portata più ampia, avendo a che fare con la necessità di influenzare il processo decisionale, fare pressioni per contributi o sussidi e ottenere riconoscimenti nei confronti di altre organizzazioni.
A questo proposito, il funzionamento delle associazioni dei datori di lavoro italiane rappresenta un caso studio interessante. Considerando che in Italia il numero di associazioni dei datori di lavoro è aumentato vertiginosamente negli ultimi anni, raggiungendo un totale di 900, la stragrande maggioranza delle quali ha solo poche aziende affiliate. In questo scenario di frammentazione delle parti sociali e delle pratiche di relazioni industriali, gli autori indagano su come si sono evoluti gli obiettivi e la governance delle associazioni dei datori di lavoro.
L'approccio metodologico applicato è di natura multidisciplinare, e basato sull'interazione tra struttura delle associazioni di datori di lavoro (“analisi statica”), e performance delle stesse (“analisi dinamica”).The current work deals, under an industrial relations perspective, on collective bargaining and representation of employers' associations in Italy. The work highlights the fragmented scenario of representation of employers' interests, and the role of the above-mentioned associations in policy making. In terms of method, the paper is based on the interaction among the structure of the employers' assocations (static analysis) and their performance (dynamic analysis)
Data Analytics, robot intelligenti e regolazione del lavoro
The author focuses on the topic from which he moves in his scientific investigation aimed at
scrutinizing the juridical implications deriving from the presence of intelligent robots at workplace level and the
related Data Analytics, Data Driven Decisions, Predictive Data Analysis, with particular attention both to the
responsibilities of their conduct and to accident regulations. There are also reflections on how and whether artificial
intelligence can affect the dynamics of workplace representatives
Welfare privato in Europa. Casi studio e comparazione
Il welfare privato è analizzato nel contesto europeo, con riferimento a casi studio olandesi, francesco e inglesi
Il potere del sindacato senza potere. Terziario, contrattazione, rappresentatività
Nel presente saggio si svolge una disamina della relazione tra contrattazione col- lettiva del terziario e concorrenza tra organizzazioni stipulanti, con i relativi riflessi sulla differenza tra misurazione della rappresentatività per fini istituzionali dalla mi- surazione della rappresentatività per fini contrattuali (nell’archivio del CNEL, per il settore terziario, si rilevano 231 ccnl). In questa prospettiva, viene effettuata, da una parte, un’analisi dei recenti disegni di legge sul salario minimo e sulla rappresentatività e, dall’altra, una verifica dell’effettività della nozione di perimetro contrattuale, anche alla luce della funzione che l’INPS svolge per i fini di inquadramento previdenziale. Sono riportati, in termini comparativi tra contratti sottoscritti da organizzazioni più rappresentative e contratti di organizzazioni meno rappresentative, alcuni punti critici rilevati nell’ambito di una ricerca empirica svolta sulla contrattazione nel terziario (tipi contrattuali, orario di lavoro, classificazione del personale, bilateralità e disartico- lazione tra livelli contrattuali). Si sollecita una riflessione su una soluzione pragmatica (qui definita, ohne Tarifbindung Status all’italiana), muovendo proprio dal caso del ter- ziario e dalle relative dissociazioni datoriali strategiche
Struttura e contesto della dimensione (negativa) previdenziale nel lavoro prestato irregolarmente
Ci sono almeno tre componenti di rilievo previdenziale nel lavoro prestato irregolarmente. La prima componente attiene alla relazione tra sanzioni e qualificazione del lavoro prestato irregolarmente, con tutte le ambiguità di un sistema qualificativo che, nel medesimo contesto, rinvigorisce l’assetto punitivo e introduce condoni. La seconda componente concerne il diritto individuale alla ricostruzione della pro-pria posizione previdenziale, anche nell’ambito delle tecniche di emersione. La terza componente ri-guarda l’inadempimento contributivo che è riferibile alla bilateralità contrattuale che permette l’accesso a prestazioni previdenziali private-collettive. Il saggio svolge una disamina delle tre componenti e propone una soluzione de iure condendo sulla costruzione di una fattispecie qualificativa del lavoro prestato irregolarmente a cui poter collegare più efficacemente tutele previdenziali, sanzioni e tecniche di emersione, anche in linea con un metodo conforme ai princìpi di cui agli artt. 35 e 38 Cost
Dissenso collettivo e razionalità individuali nelle relazioni industriali italiane. Il decentramento contrattuale nella prospettiva degli accordi interconfederali del 2011-14
I protocolli/accordi interconfederali 2011 – 2014 stanno gradualmente configurando le regole per la gestione del dissenso nell’ambito delle relazioni industriali italiane. Il dissenso, in questa prospettiva, è colto nelle dinamiche nazionali e in quelle aziendali/territoriali. A quest’ultimo riguardo si osserva la gestione della complessa dinamica che caratterizza le vicende giuridiche della contrattazione articolata, con gli effetti diretti sul modello di decentramento contrattuale che viene a determinarsi in azienda o in territori, geograficamente definiti, in relazione a (ulteriori) flessibilità da applicare ai contratti individuali di lavoro
Deprivazione materiale, assistenza sociale e diritti sulle cose
Il presente saggio analizza gli effetti di contrasto alla deprivazione materiale attuato mediante l’assistenza sociale. Il che viene sviluppato fissando nella dignità umana (status positivus), da una parte, il limite esterno alla legislazione, nazionale e europea, e al complicato quadro delle competenze Stato-Regioni, nonché, dall’altro, per ragioni di saldi/equilibri finanziari pubblici, il piano tecnico-giuridico entro cui muovere il bilanciamento sui diritti sociali a soddisfazione necessaria, tra norme costituzionali di protezione (art. 38 Cost.) e nuove norme costituzionali di sostenibilità economica (artt. 81, 97 Cost.). Viene analizzato il modello di test di proporzionalità, il menzionato piano delle competenze Stato/Regioni, la possibile valorizzazione della persona inabile al lavoro. Si propone, nelle conclusioni, uno schema di combinazione tra istituti assistenziali (prestazioni e servizi), istituti di natura previdenziale, istituti di facilitazione per l’accesso al lavoro.This analysis raises a theoretical critical approach to policies aimed at encompassing within the recent reform concerning financial sustainability what we define social assistance policies against material deprivation (among those, means tested schemes). Namely, this is referred to Section 38, para. 1, of the Italian Constitution in relation to Sections 81 and 97 of the Italian Constitution. At first blush, means-tested schems lies, on one hand, in the proportionality test between social rights and financial sustainability and, on the other, in the ruling competencies’ frame of State/Regions. In this article I argue how such proportionality test can be carried out in our legal system, the limits of such competencies’ frame, the extent to which an individual can be supported in order to valorize her (also physically limited) labor power in the market. This is to react to material deprivation and further promote transactions to satisfy her most basic needs. I analyze, to such purposes, the Italian system of social security dealing with assistance schemes (mainly means tested) and the related recent case law. I conclude that a pluri-dimensional approach of a welfare regime may better respond to basic needs, raising dignity (status positivus) and freedom
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