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Intelligenza artificiale, diritto e pubblica amministrazione
Il contributo intende esaminare i principali profili giuridici relativi all’impiego di soluzioni di intelligenza artificiale in ambito pubblico. La tematica, oggetto di attenzione da parte del recente Libro Bianco “L’intelligenza artificiale al servizio del cittadino”, curato dalla relativa Task Force promossa dall’Agenzia per l’Italia Digitale, pone problematiche peculiari conseguenti alla specificità del soggetto coinvolto e al necessario rispetto della normativa di riferimento.
Sotto tale profilo, l’impiego in questo contesto necessita del rispetto del principio di legalità e si traduce, altresì, nell’esigenza di garantire trasparenza e apertura non solo dei dati, ma anche della logica degli algoritmi che li “animano” e del processo di funzionamento dei servizi. La natura quale soggetto pubblico determina, infatti, significative implicazioni etico-sociali, in particolare laddove i dati prodotti siano utilizzati per finalità ulteriori rispetto ai servizi per i quali sono impiegati e soprattutto laddove ciò avvenga in modo poco trasparente e accessibile per l’utente.
Le soluzioni di intelligenza artificiale possono rendere problematico il rispetto delle norme in materia di data protection, necessarie a tutelare la persona, e, altresì, determinare criticità nella definizione della titolarità e, di conseguenza, nell’individuazione delle correlate responsabilità; risulta complessa, altresì, la governance pubblica al riguardo, in considerazione del coinvolgimento di soggetti diversi.
L’analisi è volta ad esaminare le problematiche richiamate e a mostrare come l’approccio tecnologico da solo non sia sufficiente, ma debba essere guidato dalla mano dell’uomo, da un solido approccio etico, da una dimensione filosofica e dalla capacità di orientare la tecnologia per mezzo del diritto
Regolazione della società e protezione dei diritti nell’era tecnologica
L’opera affronta, con l’apporto pratico-operativo dei numerosi contributi che la compongono, il tema del diritto di internet muovendo dai principi costituzionali della materia fino a quelli di matrice finanziaria e tributaria. Il tutto senza omettere di trattare i profili di proprietà intellettuale, privacy e web reputation, la contrattualistica, gli aspetti di diritto penale e quelli di diritto amministrativo.
Si tratta quindi di un testo del quale l’operatore del diritto – indipendentemente dalla sua branca di specializzazione – non può fare a meno offrendo soluzioni ai temi giuridici che si pongono in diretta conseguenza del nascere e dello svilupparsi delle nuove tecnologie legate al mondo di internet.
Filo conduttore del lavoro di studio e ricerca di ogni singolo contributo autorale è l’analisi delle questioni maggiormente dibattute alla luce dei risultati cui è pervenuta la più recente giurisprudenza senza dimenticare l’apporto, insostituibile, della dottrina.
Il volume è aggiornato alle misure adottate per contrastare l’emergenza sanitaria legata al COVID-19 avuto particolare riguardo a quelle disposizioni del d.l. 8 aprile 2020, n. 23 (cd. Decreto Liquidità) che modificano il dettato di alcuni articoli del Perimetro di Sicurezza Nazionale Cibernetica; affronta specificamente il tema delle fake-news sul web e quello dei canali social quali strumenti privilegiati su
cui veicolare aggiornamenti in tempo reale da parte delle istituzioni declinandoli, entrambi, alla luce dell’eccezionalità del contesto della pandemia
Ciberspazio e diritto
Rivista Internazionale di Informatica Giuridica (Informatica Giuridica - Diritti di Libertà e Dissidenza Elettronica - Investigazioni Digitali), pone l’attenzione all’aspetto eminentemente pratico dell’utilizzo di Internet nella professione giuridica con un respiro internazionale che consente al giurista informatico una presa di coscienza globale delle principali problematiche giuridiche poste dalla rete. Direttore responsabile: GIOVANNI ZICCARD
Tecnologie informatiche, pubblica amministrazione e cittadinanza digitale
L’opera affronta, con l’apporto pratico-operativo dei numerosi contributi che la compongono, il tema del diritto di internet muovendo dai principi costituzionali della materia fino a quelli di matrice finanziaria e tributaria. Il tutto senza omettere di trattare i profili di proprietà intellettuale, privacy e web reputation, la contrattualistica, gli aspetti di diritto penale e quelli di diritto amministrativo.
Si tratta quindi di un testo del quale l’operatore del diritto – indipendentemente dalla sua branca di specializzazione – non può fare a meno offrendo soluzioni ai temi giuridici che si pongono in diretta conseguenza del nascere e dello svilupparsi delle nuove tecnologie legate al mondo di internet.
Filo conduttore del lavoro di studio e ricerca di ogni singolo contributo autorale è l’analisi delle questioni maggiormente dibattute alla luce dei risultati cui è pervenuta la più recente giurisprudenza senza dimenticare l’apporto, insostituibile, della dottrina.
Il volume è aggiornato alle misure adottate per contrastare l’emergenza sanitaria legata al COVID-19 avuto particolare riguardo a quelle disposizioni del d.l. 8 aprile 2020, n. 23 (cd. Decreto Liquidità) che modificano il dettato di alcuni articoli del Perimetro di Sicurezza Nazionale Cibernetica; affronta specificamente il tema delle fake-news sul web e quello dei canali social quali strumenti privilegiati su cui veicolare aggiornamenti in tempo reale da parte delle istituzioni declinandoli, entrambi, alla luce dell’eccezionalità del contesto della pandemia
Intelligenza artificiale e diritto: le sfide giuridiche in ambito pubblico
The contribution aims to examine the main legal challenges related to the use of artificial intelligence in the public sphere. In this context, the problems are peculiar as a consequence of the public nature of the subject involved, of the complex governance and of the significant ethical and social implications. Artificial intelligence solutions in the public sphere must comply with the relevant legislation and may lead to critical issues in the definition of ownership and in the identification of the related responsibilities; compliance with the data protection rules necessary to protect the person can be particularly problematic. The analysis aims to show that the technological approach alone is not enough, but it must be guided by the ability to direct the technique by means of law and by a solid ethical approach, based on accountability, transparency and openness
Diritto all’esistenza digitale
After examining the peculiar aspects that characterize the legal regulation of the digital society, the contribution deals with the pervasive impact of technologies on human rights. In the light of the possibilities allowed by technological evolution, the so-called ICT freedom today assumes a broad meaning as the right to the development of one’s own digital existence, which allows and conditions the exercise of individual and social rights. This meta-right, an umbrella under which to give hospitality to the rights invested by technological development, requires protection based on the centrality of the person, on the quality of the data, on the technology and on the responsibility of the subjects, also envisaging new forms of collective protection. The protection of the right to digital existence can find an appropriate landing in an Internet Bill of Rights of supranational level, suitable to dictate common rules and to balance the interests involved
Open data, big data e mercati
Nella società contemporanea l’informazione si caratterizza come “materia
prima” delle nuove tecnologie, ricchezza ed elemento chiave dei processi economici
e sociali per lo sviluppo dei mercati. Le tecnologie permettono una crescita enorme
delle informazioni disponibili, attivano un cambiamento nel modo di avere e creare la
“conoscenza”, rendendola dinamica e attiva, e questo ha un impatto diretto, fra l’altro, sullo
sviluppo economico. In questa ottica, il contributo intende approfondire due strumenti
essenziali per la stessa crescita economica: gli open data e i big data.
In primo luogo saranno analizzati gli open government data, i dati aperti delle pubbliche
amministrazioni, che nella possibilità di essere riutilizzati contengono la capacità di
generare conoscenza, nuovi servizi e prodotti inediti, permettendo di fornire impulso e
sostegno alla crescita economica.
In secondo luogo saranno affrontati i big data, fenomeno dalle implicazioni giuridiche e
sociali complesse, leva importante nella conoscenza e nella predizione degli andamenti
di mercato.
L’analisi approfondirà le caratteristiche, le differenze e gli aspetti giuridici legati a questi
strumenti ed esaminerà come gli open data e i big data possano essere efficacemente
utilizzati per favorire la crescita e generare un nuovo rapporto fra amministrazioni
pubbliche e mercati nella direzione di un reale open government italiano.In contemporary society, the information is characterized as “raw material” of new
technologies, and as a key element of economic and social processes for the development
of markets.
The technologies allow a huge increase of information available, they trigger a change
in the way we have and create the “knowledge”, making it dynamic and active. This has
a direct impact, among other things, on the economic development. In this perspective,
the paper will focus on two essential instruments for economic growth itself: open data
and big data.
First, the document will analyze the open government data, the open data by public
authorities. Through the possibility of reuse, they have the ability to generate knowledge,
new services and unreleased products, supporting economic growth.
Secondly, the paper will focus on the theme of the big data, a phenomenon by complex
legal and social implications and an important tool for understanding and predicting
market trends.
The analysis will examine the characteristics, differences and legal issues related to these
instruments and it will explore how open data and big data can be effectively used to
promote growth and create a new relationship between governments and markets in the
direction of a real Italian open government
L'evoluzione del modello di amministrazione digitale: dall'e-government all'open government
L’analisi della recente normativa mostra un’evoluzione del modello di amministrazione
digitale, che dall’e-government si sviluppa per assumere le caratteristiche dell’open government grazie alla
previsione di strumenti, che dopo essere entrati nel dibattito pubblico e scientifico, sono approdati
nel quadro normativo italiano. L’open government risponde all’esigenza di un profondo cambiamento
delle istituzioni che segua l’evolversi delle modalità di relazione, comunicazione e collaborazione
della società.
In tale direzione la normativa degli ultimi anni ha tracciato gli strumenti necessari all’open government
sotto il profilo della trasparenza, della partecipazione e della collaborazione, i pilastri sui quali si
basa l’implementazione di un modello di amministrazione aperta. Nelle recenti disposizioni emergono
i principi della trasparenza e dell’apertura dei dati (open data) fino all’apertura dei servizi per
mezzo di rapporti basati sulla partecipazione degli utenti, anche attraverso il loro coinvolgimento
nei processi decisionali con strumenti di e-democracy. Il principio di collaborazione trova forma nel
virtuoso “combinato disposto” costituito da cloud computing, riuso e open source all’interno del sistema
pubblico e si caratterizza nei rapporti con l’esterno per l’utilizzo degli strumenti del web 2.0 e
per la fisionomia di smart communities.
Gli effetti dell’open government sono stimabili in evidenti risparmi, maggiore efficienza e semplicità,
migliore qualità, recupero di credibilità e fiducia nelle istituzioni. Le nuove tecnologie sono in grado
di tradursi in nuovi servizi e soluzioni inedite a vantaggio della collettività. L’evoluzione verso
un’amministrazione digitale aperta si traduce in una strategia per la crescita dell’Italia con l’effetto
finale consistente nel guadagno complessivo del sistema Paese.The analysis of recent legislation shows an evolution in the model of digital administration. This
concept has begun to develop from e-government to assume the characteristics of open government
through the provision of new tools, adopted in the Italian regulatory framework. The open government
responds to the need for a profound change of the institutions, that has to follow the
development of the methods of interaction, communication and collaboration of society.
The recent legislation has drawn the necessary tools to the open government in terms of transparency,
participation and collaboration, the pillars on which is based the implementation of a model
of open government. In these rules emerge the principles of transparency and openness of the data
(open data) and the openness of services by means of relations based on user participation, also
through their involvement in decision-making processes with tools of e-democracy. The principle of
collaboration arises in the form of a virtuous “conjunction” consisting of cloud computing, reutilization
and open source within the public system, and is characterized for the use of web 2.0 tools and
the features of the smart communities in the relations with the outside world.
The effects of the construction of open government are estimated at substantial savings, a greater
efficiency and simplicity, an improved quality, the recovery of credibility and trust in institutions.
The new technologies are able to arise in new services and innovative solutions for the benefit of
the whole community.
The evolution towards an open digital administration results in a strategy for the growth of Italy
with the final effect consisting in the overall gain for the whole Country
La strada maestra dell'open government: presupposti, obiettivi, strumenti
Al fine di conferire alle amministrazioni pubbliche italiane fisionomia conforme
alla società odierna, il necessario punto di partenza è l’analisi del rapporto attuale
che il Paese ha con le nuove tecnologie. La fotografia consegnata dai dati Istat
permette di delineare le condizioni necessarie per esplodere il potenziale innovativo
delle nuove tecnologie e dare vita a un nuovo rapporto tra pubblico e privato.
La società attuale esige un profondo cambiamento delle istituzioni che segua
l’evolversi delle relazioni e dei mezzi di comunicazione a sua disposizione. A tale
scopo sono necessarie azioni finalizzate a cittadini, imprese e pubblica amministrazione.
Creati i presupposti nella società, si possono tracciare le linee di un governo
adatto alla società contemporanea: l’open government, che basa le sue fondamenta
su trasparenza, apertura, partecipazione, collaborazione.
Di quali strumenti deve dotarsi l’amministrazione pubblica per essere open? Le
norme stesse delineano gli elementi necessari per quanto attiene ai sistemi, ai dati
e ai servizi. Nella recente normativa italiana si delinea infatti il virtuoso “combinato
disposto” costituito da cloud computing, riuso e open source e, nei rapporti
con l’esterno, emerge il paradigma dell’apertura dei dati (open data) e dei servizi,
creando relazioni improntate alla partecipazione e collaborazione degli utenti,
fino al loro coinvolgimento nei processi decisionali per mezzo di strumenti
di e-democracy.
Gli effetti della costruzione dell’open government italiano sono stimabili in consistenti
risparmi di denaro e tempo, maggior efficienza e qualità, recupero di credibilità
e fiducia nelle istituzioni. Le nuove tecnologie sono in grado di sprigionare
l’intelligenza collettiva e tradursi in servizi inediti e nuove soluzioni. L’effetto
finale sta nel guadagno complessivo del sistema Paese: percorrere la strada maestra
dell’open government significa adottare una strategia per la crescita dell’Italia.The analysis of the current relationship that the country has with new technologies
is the starting point in order to lend to the Italian public authorities an appearance
in compliance with today’s society. The picture delivered by Istat data sets
the necessary conditions to show the innovative potential of new technologies
and to create a new relationship between the public authorities and the private
sector. Today’s society requires a profound change of the institutions, to follow
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Fernanda Faini
the development of the relations and of communications medium at its disposal.
For this purpose, it’s necessary to start actions aimed at citizens, businesses and
public administration. Once created the conditions in society, it would be possible
to draw the lines of a government suitable to contemporary society: an “open
government”, based on transparency, openness, participation, collaboration.
What tools should adopt the public administration to be open? The rules
themselves outline the necessary elements as regards systems, data and services.
In the recent Italian legislation arises the virtuous “combined provision” consisting
of cloud computing, reutilization and open source, while the standard of
the opening of data (open data) and services stands out in the relations with the
outside world. This creates relationships based on the participation and collaboration
of users, up to their involvement in decision-making processes by means
of e-democracy tools.
The effects of the construction of Italian open government are estimated at substantial
savings in money and time, an improved efficiency and quality, the recovery
of credibility and trust in institutions. The new technologies are able to
unleash the collective intelligence and to arise in innovative services and new solutions.
The final effect is the overall benefit for the whole Country: to walk the
high road of open government means to adopt a strategy for the growth of Italy
Diritto all'informazione, diritto d'autore, diritto alla privacy: né vincitori né vinti
Nella società attuale l’individuo si realizza anche per mezzo dei byte ed esplica molte sue azioni nell’agorà globale della rete. Il web offre molteplici opportunità, ma allo stesso tempo rivela nuove problematiche e inediti pericoli per l’individuo. Nella rete dinamica e interattiva, caratterizzata dalla condivisione, dall’ubiquità e dall’immediatezza, l’identità personale nella sua forma digitale, espressione dello stesso io, conosce una nuova vulnerabilità e può trovarsi vittima di decontestualizzazioni, frammentazioni, violazioni e conseguenti danni. L’identità digitale e i diritti che la connotano, pertanto, necessitano di una protezione adeguata alla realtà digitale.
Nell’affresco di diritti afferenti alla rete, sono degni di particolare attenzione il diritto all’informazione e alla conoscenza, il diritto alla privacy e il diritto d’autore, che sono stati fortemente investiti dall’evoluzione del web e che spesso si scontrano in rete. I conflitti chiamano in questione il diritto con la correlata necessità di stabilire le regole del gioco. Nella regolamentazione nascono, però, nuove problematiche, dal momento che è difficile stabilire una gerarchia fra diritti dotati di fondamento costituzionale. Si assiste, di conseguenza, al ricorso a soluzioni, che attribuiscono ad un’autorità o persino a un soggetto privato (Google) l’onere di gestire amministrativamente le questioni di conflitto. Resta il possibile ricorso all’autorità giudiziaria, ma questi soggetti assumono in concreto un ruolo centrale e sono essi stessi forieri di ulteriori e talvolta peggiori contrazioni dei diritti.
È allora il caso di porsi una domanda: sono davvero in guerra questi diritti? In realtà il luogo di sintesi c’è ed è la persona e la sua identità digitale. Sotto tale chiave di lettura emergono i punti di convergenza e i nemici comuni e può essere intrapresa una nuova riflessione e una conseguente diversa regolamentazione, aderente alla realtà fatta di byte. Anche se è arduo tentare una soluzione a problematiche immanenti alla stessa vita digitale, la risposta può essere cercata in un ripensamento del presunto conflitto tra i diritti sotto il tetto dello stesso “io digitale” da proteggere. Senza bisogno di trovare né vincitori né vinti.In today’s society the individual can fulfil his needs also by means of bytes and performs many of his actions in the agora global network. The web offers many opportunities, but at the same time it reveals new problems and unknown dan188
gers to the individual. In the dynamic and interactive network, characterized by the sharing, ubiquity and immediacy, personal identity in its digital form knows a new vulnerability and may be the victim of decontextualization, fragmentations, violations and consequential damages. Digital identity and its new rights require adequate protection to the digital reality.
Among the rights of the web, special attention must be given to the right to information and knowledge, the right to privacy and copyright, which are heavily invested in the evolution of the web and that often clash with each other. These conflicts call into question the right with the related need to establish the rules of the game. However, new problems arise in the regulation, since it is difficult to establish a hierarchy of rights with constitutional basis. There is, therefore, the use of solutions, which attach to an administrative authority or even to a private party (Google) the burden of managing the issues of conflict. It remains possible to resort to the courts, but these subjects assume a central role in practice and are carriers of more and sometimes worst contractions rights.
It therefore seems necessary to ask a question: are these rights really at war with each other? Actually a place of synthesis exists and it is the person and its digital identity. Under this interpretation emerge the points of convergence and the common enemies, and we can take a new reflection and a consequent different regulation, adhering to the reality of bytes. Although it is difficult to attempt a solution to the problems inherent to the same digital life, the solution can be sought in a rethinking of the alleged conflict between the rights under the roof of the same “digital self” to be protected. No need to find neither winners nor losers
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