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    La misura dell’architettura

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    Tra gli innumerevoli elementi che, dal punto di vista linguistico e strutturale, definiscono analogie tra architettura e musica c’è il concetto di misura che, certamente, può considerarsi un fondamento comune alle due discipline, dato che la misura ha una essenza numerico-matematica e, perciò, astratta. Questo concetto sta del resto alla base di ogni estetica poiché, attraverso la misura, aspetti quantitativi si trasfigurano in soluzioni di qualità e, viceversa, la qualità trova espressione nelle questioni di ordine quantitativo: la bellezza ritrova quindi una sua traducibilità attraverso la misura. Il saggio si sofferma sul valore attuale di misura nell’Architettura, provando a definirne il concetto, nel suo significato consolidato, così come emerge dalla storia, per delineare poi nuovi valori nel contesto della cultura architettonica contemporanea. Il saggio affronta il tema della ricerca della misura nella Composizione architettonica che ancora oggi rappresenta una via certa nella costruzione dello spazio, anche se il termine rimanda ormai a significati più estesi

    Composizione Architettura Musica

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    Saggio sulla Composizione ricollocata in una posizione preminente e centrale all’interno del sistema di formalizzazione al fine di definire e verificare tanto i processi di ideazione e progettazione quanto quelli di costruzione dell’opera; grazie alla Composizione, questi possono avvalersi di una struttura teorica e di procedure definite e rigorose ma pur sempre disponibili ad accogliere e condividere apporti altri. La Composizione nell’ambito della Musica e dell’Architettura esprime il senso del lavoro necessario al farsi di entrambe le discipline, delineando metodologie e regole, esiti e strumenti

    La didattica tra Architettura e Musica

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    L'articolo evidenzia il rapporto tra architettura e musica nelle numerose esperienze contemporanea. Vengono evidenziati, inoltre, numerosi progetti nell'esperienza didattica svolta presso la Facoltà di Architettura di Palerm

    Ermeneutica delle dissonanze

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    Uno degli obiettivi più urgenti della ricerca architettonica consiste nella comprensione dei luoghi della contemporaneità. La molteplicità e la complessità che caratterizzano il paesaggio attuale impongono nuove chiavi di lettura e nuove strategie capaci di orientare lo sguardo dell’architetto. Bisogna cogliere la modernità del racconto che i luoghi suggeriscono e concepire i contenuti della narrazione all’interno della dialettica intessuta tra descrizione e progetto. Così come la composizione a scala architettonica si sostanzia e si qualifica dalla intersezione di figure e forme e dal sincretismo dei significati dello spazio, allo stesso modo, i contenuti di una composizione a scala territoriale devono scaturire dalla molteplicità e dalla paritetica e legittima potenzialità dei sistemi spaziali

    Minimalismo in musica e in architettura

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    La memoria presenta i risultati di uno studio condotto sul minimalismo tra architettura e musica realizzato in occasione di un ciclo di concerti eseguiti presso l'Aula Magna della Facoltà di Economia. Vengono presentati alcuni esempi di architettura minimale di architetti come Tadao Ando, E. G Asplund e molti altri, rapportati ad alcuni brani di musica minimale di P. Glass e J.P. Sculthorpe

    Musica ← Tecnica → Architettura

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    Da quale punto di vista affrontare la questione circa i rapporti tra Musica e Architettura, partendo dal fatto che le due discipline (o Arti) hanno senz’altro moltissime cose in comune? Entrambe si compongono e si rappresentano attraverso di-segni su carta in grado di ordinare lo spazio ed il tempo misurandone l’estensione e/o la durata. Entrambe, concettualmente, condividono un modus operandi che procede dall’ideazione alla esecuzione, nel tempo e nello spazio, appunto: la musica si esegue a tempo e, il più delle volte, in uno spazio adeguato alla corretta diffusione delle onde sonore; l’architettura si esegue (costruisce) nel tempo e in uno spazio/luogo adeguato alla sua realizzazione. Entrambe, poi, condividono un linguaggio, nel senso letterale del termine, fatto di parole che spesso assumono il medesimo significato malgrado le specifiche differenze disciplinari. L'articolo illustra i rapporti tra Musica e Architettura a partire dalla disamina delle relazioni e delle differenze tra le stesse esistenti basate sulla Tecnica che alle stesse sottende

    Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis

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    The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed

    Variations on the Author

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    “Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship
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