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    Riflessioni intorno ai concetti di educazione e formazione

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    «Educazione» e «formazione» sono concetti tra loro sinonimi, analoghi, opposti, o interdipendenti? Servono per distinguere due realtà pedagogicamente differenti, oppure sono solamente il frutto di un dispositivo linguistico, che muta di significato a seconda dei contesti, dei processi o dei pedagogisti di riferimento? In quest'ultimo caso, però, non si rischierebbe di compromettere la saldezza epistemologica della pedagogia come teoria e pratica dell'educazione, in quanto nemmeno capace di concordare sui pilastri concettuali essenziali del proprio costituirsi? Il volume intende rispondere a questi interrogativi attraverso la testimonianza di alcuni tra i più autorevoli pedagogisti italiani, allo scopo di avviare un confronto sulla possibilità di individuare un «lessico pedagogico», se non condiviso, quantomeno chiaro e criticamente consapevole sia delle proprie possibilità sia dei propri limiti. Interventi di: Massimo Baldacci, Antonio Bellingreri, Giuseppe Bertagna, Franco Cambi, Enza Colicchi, Michele Corsi, Vincenzo Costa, Rita Fadda, Umberto Margiotta, Francesco Mattei, Franca Pinto Minerva, Maurizio Sibilio, Giancarla Sola, Giuseppe Spadafora, Carla Xodo. Corredano il volume le schede di sintesi ("Quando vi è educazione, quando vi è formazione secondo la mia pedagogia") a cura dei dottorandi in Formazione della persona e mercato del Lavoro dell'Università di Bergamo

    Identità, saperi locali e sviluppo

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    Nelle società premoderne una persona nasceva e moriva come membro di un gruppo definito con un unico percorso di vita stabilito in precedenza e l’identità non poteva essere messa in discussione: uno era cacciatore e membro della tribù, e questo era tutto. Nella società attuale l’identità diventa più mobile, multipla, personale e autoriflessiva e può essere soggetta a cambiamenti e innovazioni: oggi le appartenenze sono frammentate, le identità non sono scomparse, ma hanno cambiato dimensioni e funzioni diventando plurime. L’identità è piuttosto il risultato di un processo di costruzione, per cui una condivisa memoria collettiva appare come uno dei principali aspetti della vita sociale che può essere individuato come fattore di riconoscimento identitario. Una memoria storica di cui è componente fondamentale quell’insieme di conoscenze, di valori, di culture che possono altrimenti essere definiti col termine di saperi locali, la cui pratica e le cui manifestazioni costituiscono la base morale e materiale dell’identità di un popolo. I fattori che possono essere assunti come indicatori di identità sono infiniti, ma ciò che conta è il livello di riconoscimento e di autoriconoscimento, perché questi elementi non diventino parte di una discutibile retorica dell’identità. L’interrogativo che si pone è quindi se e in che modo l’identità, come uno stato della coscienza dei soggetti facenti parte di un gruppo, di cui è elemento fondamentale la condivisione di norme, di valori, di manifestazioni, di forme di espressione, di saperi, di pratiche possa essere fattore di sviluppo. O, al contrario, se il permanere di tradizioni, abitudini, modi di fare e di produrre sia un ostacolo allo sviluppo e alla crescita. A questo punto si pongono due ordini di problemi: quello della trasmissione dei saperi tradizionali alle nuove generazioni e quello dell’introduzione di nuove tecnologie nelle società tradizionali. Per il primo aspetto, la trasmissione dei saperi deve avvenire attraverso l’osservazione e la pratica: le attività tradizionali non si imparano attraverso l’istruzione codificata. Per il secondo aspetto è necessario superare il modello classico che vedeva tre distinte figure, ricercatore, assistente tecnico, produttore, spesso incapaci per formazione e per distanza sociale di comunicare tra di loro. In altri termini, si tratta di superare la diffidenza tra chi possiede le conoscenze teoriche e chi possiede l’esperienza praticaIn the ancient societies a man was member of a definite group from his birth, he had a previously established way of life and his identity cannot be brought into question: one was hunter and member of the tribe, and that was all. In the current society the identity become more mobile, multiple and auto-reflexive and it can be subject to changes and innovations. Today the belongings are fragmented, the identities are not vanished, but they changed their dimensions and functions, becoming various. The identity is rather the result of a construction process, and a shared common memory is a fundamental aspect of the social life which can be identified as a distinguishing mark of identity. A social memory composed by knowledges, values, cultures which are the local knowledge. The question is therefore if and how the identity can be a development factor or, on the contrary, if the permanent continuity of traditions, habits, way of life and of production is an obstacle to development and growth. In this point there are two orders of issues: the transmission of traditional knowledge to the new generations and the insertion of new technologies in the traditional societies. About the first aspect, the transmission of knowledge must be through the observation and the practice: the traditional activities cannot be learned through the codified instruction. About the second aspect, it is necessary overcome the classic tripartite model which had three different subjects (searcher, technical assistant and producer) often incapable of communicativeness, because of their different education and because of the social distance. In other words, it’s necessary the overcoming the distrust between the possessor of theoretical knowledge and the possessor of practical experienc

    Prefazione

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    Dall'identità come dato alla scoperta dell'alterità

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    Il saggio prende le mosse da un sondaggio in profondità del tema, assai complesso, articolato e spesso controverso, dello statuto del soggetto nella postmodernità, dopo il sospetto, nella disputa sull’umanesimo che vede contrapporsi posizioni di nichilismo assoluto, che ne decretano la fine, ed altre che, preso atto della crisi dei fondamenti, del fatto di avere di fronte un soggetto non più coeso e autofondato ma plurimo, frammentario, che scopre l’alterità già dentro sé stesso, ne rivendicano, però, la tenuta e la possibilità di costituirsi come identità, sia pure relazionale e non sostanziale. Quanto tutto ciò si riverberi sul piano pedagogico è facile vedere se si pensa che la posta in gioco è l’uomo, cioè il fine stesso su cui la pedagogia poggia, e dunque in gioco è il senso stesso dell’educare. Al fine di mettere bene a fuoco il problema dell’identità, dell’alterità e della differenza come fondativi rispetto al soggetto, il volume procede alla disamina delle filosofie che prendono congedo dal cogito, e in primo luogo dal cogito spezzato, dal processo demistificatore di Nietzsche e non solo del Nietzsche dissacratore e apparentemente antiumanista, ma anche del teorico di una formazione umana fondata sull’alterità, sulla differenza e sulla cura. Il saggio prende in esame tutto quel filone di pensiero che più specificatamente può essere definito dell’alterità , facendo tappa, in particolare, su Levinas e Ricoeur

    Acquisto personale per accessione in regime di comunione legale e diritti del coniuge non proprietario

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    a) Acquisti per accessione e comunione legale. La sorte degli acquisti per accessione in regime di comunione legale è controversa in dottrina e giurisprudenza. La tesi prevalente, accolta dalla Corte di cassazione, con sentenza a Sezioni Unite del 1996, esclude la caduta in comunione della costruzione realizzata sul suolo di proprietà esclusiva di un coniuge. La Cassazione riconosce al coniuge non proprietario un diritto di credito, commisurato al valore dei materiali o della manodopera impiegata per la costruzione. Altra dottrina, ritiene che la costruzione entri a far parte della comunione legale e che il coniuge proprietario del suolo debba essere rimborsato per la perdita di valore del bene e per la parziale espropriazione del diritto di proprietà. b) L'esclusione del diritto di credito del coniuge non proprietario e la causa giustificativa dell'acquisto personale. Il Tribunale di Cagliari, pur accogliendo la tesi della Suprema Corte e così escludendo la caduta del bene in comunione, rigetta la domanda del coniuge non proprietario volta a far valere il diritto di credito alla restituzione delle somme impiegate per la realizzazione dell'immobile. Secondo il Tribunale le elargizioni effettuate dal coniuge non proprietario costituiscono adempimento dell'obbligo di contribuzione di cui all'art. 143 c.c. e comunque devono presumersi effettuate gratuitamente in base ad accordi negoziali (gratuiti) atipici, intervenuti tra i coniugi

    Uterine tumors resembling ovarian sex cord tumors: a case report of conservative management in young women.

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    Int J Gynecol Cancer. 2009 May;19(4):808-10. Uterine tumors resembling ovarian sex cord tumors: a case report of conservative management in young women. Berretta R, Patrelli TS, Fadda GM, Merisio C, Gramellini D, Nardelli GB. SourceDepartment of Obstetrics and Gynecology, University of Parma, Parma, Italy. [email protected] Abstract Uterine tumors resembling ovarian sex cord tumors (UTROSCT) are distinguished into two separate groups: endometrial stromal tumors with sex cord-like elements (Group I), which have an unfavorable prognosis; and UTROSCT proper (group II), with more than 40% sex cord-like differentiation and less endometrial component, which are biologically less aggressive than the tumors of the other group. We report the case of a young woman with UTROSCT treated by minimally invasive hysteroscopic surgery. This is one of the few cases reported in the literature that have been managed conservatively

    NMR shieldings from sum-over-states density-functional-perturbation theory: Further testing of the ‘‘Loc.3’’ approximation

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    The development and implementation of sum-over-states density-functional-perturbation theory (SOS-DFPT) [V.G. Malkin, O.L. Malkina, M.E. Casida, and D.R. Salahub, J. Am. Chem. Soc. 116, 5898 (1994)] has allowed a significant improvement in the accuracy of nuclear magnetic resonance (NMR) chemical shift values over the Hartree–Fock approximation. Furthermore, due to its computational efficiency, SOS-DFPT has opened the way to the study of systems of increased size compared to those that may be approached by more sophisticated but also computationally more intensive methods, such as Møller–Plesset perturbation theory or coupled-cluster theory. The success of SOS-DFPT relies on the introduction of an ad hoc correction to the excitation energy that improves the calculation of the paramagnetic component of the NMR shielding tensor. The lack of a clear physical basis for this approximation has left the SOS-DFPT open to some criticism. We have shown in a previous article [E. Fadda, M.E. Casida, and D.R. Salahub, Int. J. Quantum Chem. 91, 67 (2003)] that the electric field and magnetic field responses are given by equivalent expressions within the Tamm–Dancoff approximation of time-dependent density-functional theory (TD-DFT). This provides an SOS-DFPT expression which, upon restriction to diagonal contributions, yields a new rigorous “Loc.3” approximation. In this article, we more than double our original test set of 10 molecules for 13C, 15N, and 17O chemical shifts to a set of 25 molecules. In addition, we compare the results of “Loc.3” SOS-DFPT with the results of promising recent functionals for DFT calculations of chemical shifts. The results show not only that the “Loc.3” approximation represents the rigorous physical connection between SOS-DFPT and TD-DFT, but also that it has very good potential for the prediction of NMR shielding constants, opening the way to further developments in DFT-based NMR parameter calculations
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