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Algoritmi, comunicazione e complessità: alle frontiere della sfera pubblica
Il crescente spazio che gli algoritmi e le tecnologie
di intelligenza artificiale acquisiscono
pone oggi problemi inediti, creando
una nuova dimensione di interazione tra
macchine ed esseri umani che richiede nuove
chiavi di lettura e comprensione. Abbiamo
affrontato la questione in questo dialogo
nel quale la prospettiva sociologica di Elena
Esposito – professoressa ordinaria di Sociologia
presso le Università di Bologna e Bielefeld
– viene messa a confronto con la prospettiva
del Forum Disuguaglianze e Diversità,
a partire dalla quale il coordinatore Fabrizio
Barca svolge le sue considerazioni. Il testo è
stato rivisto dagli autori
Fabrizio Barca, Storia del capitalisme italiano dal dopoguerra a oggi
Merger Michèle. Fabrizio Barca, Storia del capitalisme italiano dal dopoguerra a oggi. In: Histoire, économie et société, 1998, 17ᵉ année, n°1. Industrialisation et société en Europe Occidentale (1880-1970) : nouveaux aperçus, sous la direction de Dominique Barjot et Eric Bussière. p. 214
Fabrizio Barca, Storia del capitalisme italiano dal dopoguerra a oggi
Merger Michèle. Fabrizio Barca, Storia del capitalisme italiano dal dopoguerra a oggi. In: Histoire, économie et société, 1998, 17ᵉ année, n°1. Industrialisation et société en Europe Occidentale (1880-1970) : nouveaux aperçus, sous la direction de Dominique Barjot et Eric Bussière. p. 214
A mo’ di introduzione. Conversazione con Fabrizio Barca Intervista collettiva
«La Strategia nazionale per le aree interne ha avuto il grande merito di mettere al centro del dibattito pubblico italiano le aree marginali e i piccoli comuni. Le aree interne hanno tutte storie straordinarie, ma la storia straordinaria del loro possibile futuro è ciò che deve stare al centro, usando e rigenerando quelle antiche storie. Questo è il “mare ampio e infinito” a cui puntare».
Fabrizio Barca
C’è un pezzo importante del nostro paese che è tenuto lontano dai servizi fondamentali di cittadinanza. Aree dove non è garantito ai residenti l’accesso alle scuole, alle strutture sanitarie, ai trasporti, a internet. È l’Italia interna, per decenni oscurata, marginalizzata, rimossa perché considerata arcaica, improduttiva, refrattaria all’innovazione. Eppure sono luoghi, per lo più di collina e montagna, che offrono ossigeno, acqua, legname, silenzio, senza alcuna contropartita. E sono anche territori dove si producono alimenti di qualità, energia da fonti rinnovabili, dove la presenza umana cura e manutiene il paesaggio. La desertificazione umana di queste aree interne implica dunque un duplice costo: a monte, la svalorizzazione di ecosistemi vitali stratificatisi nel corso di secoli e, a valle, l’abbassamento delle condizioni di sicurezza e della qualità della vita. Nel 2013, su impulso dell’allora ministro per la Coesione territoriale Fabrizio Barca, nasce la Strategia nazionale per le aree interne (Snai), una politica diretta in primo luogo a riconoscere le fragilità sociali e fisiche dei luoghi e delle comunità lontane e, nel contempo, a potenziare la dotazione di servizi essenziali di cittadinanza in modo da contrastare lo spopolamento. La Snai è una politica place-based, che considera vincoli e potenzialità luogo per luogo, soggetti e risorse specifici di ogni area interna, dotazione di servizi civili e opportunità di occupazione in ogni contesto territoriale. In questo libro, scritto a più mani da alcuni dei protagonisti dell’esperienza Snai, si ricostruisce la storia di questa ancora giovane politica pubblica e si prefigurano adattamenti futuri per assicurare dignità e vivibilità agli italiani delle aree lontane
Con gli agenti del cambiamento, tra sviluppo territoriale e comunità di apprendimento
Il capitolo interpreta dal punto di vista della teoria del cambiamento le iniziative messe in campo da Fabrizio Barca a partire dal 2013, costruendo un filo rosso che lega le azioni di policy con quelle legate alla politica e alla cittadinanza attiva
Abbiamo un grande passato e, forse, un futuro.
Il contributo offre una sintesi di un più ampio studio relativo alla valutazione dei fondi strutturali in Sicilia alla luce del celebre Rapporto indipendente di Fabrizio Barca
Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis
The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation
counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings
are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that
only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into
account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed
Assetti proprietari e mercato delle imprese: gruppo, proprietà e controllo nelle imprese italiane medio-grandi
Variations on the Author
“Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship
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