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    VIDEOART YEARBOOK 2019 | L’annuario della videoarte italiana | XIV edizione

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    Mercoledì 20 novembre ore 17.00 | Aula Magna del Dipartimento delle Arti – Sede di S. Cristina, piazzetta Morandi 2, Bologna Anche quest’anno si terrà per la quattordicesima volta, dall’ormai lontano 2006 di partenza, la rassegna Videoart Yearbook. L’annuario della videoarte italiana. Il progetto, unico in Italia nel suo genere, è condotto da un gruppo di ricerca costituito da Renato Barilli, Guido Bartorelli, Alessandra Borgogelli, Pasquale Fameli, Silvia Grandi, Fabiola Naldi. L’intento della rassegna è di valorizzare la videoarte italiana selezionando ogni anno opere che spaziano dalla video-performance alla computer-grafica, offerte al pubblico in un’unica sequenza, come una proiezione cinematografica. In oltre un decennio di attività si è costituito un archivio di alcune centinaia di opere, capace di attestare le ampie possibilità espressive del mezzo video. Il comitato curatoriale ha ritenuto quest’anno di continuare con la formula più consueta, puntando alla selezione di sedici video creati da artisti ormai ben noti al nostro pubblico – Apotropia, Elena Bellantoni, Rita Casdia, Audrey Coïaniz, Silvia De Gennaro, Elisabetta Di Sopra, Francesca Fini, Igor Imhoff, Salvatore Insana, Francesca Leoni & Davide Mastrangelo, Liuba, Marcantonio Lunardi, Sabrina Muzi, Christian Niccoli, Alberta Pellacani, Saul Saguatti – che con i loro prodotti confermano l’ampio arco coperto da questo genere in continua espansione, dalle applicazioni di computer graphic alle testimonianze di aspetti del comportamento e perfino dell’arte di strada. Con i loro contributi si allarga il quadro multiforme delle possibilità offerte dalla videoarte, tanto da consigliare di presentare queste opere ricorrendo al semplice ordine alfabetico degli autori. Come nelle edizioni precedenti, invece di una madrina di prestigio, quest’anno si è individuato un padrino d’eccellenza, Andrea Bellini Direttore del Centre d'Art Contemporain di Ginevra, che presenterà una selezioni di video dell’ultima edizione della Biennale dell’Immagine in movimento

    Dentro e oltre la cornice. I muri dipinti

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    Il contributo traccia un percorso all'interno della strett art commissionata da enti pubblici per essere poi messa in relazionecon fenomeni che hanno toccato il passato storico. S tracciano forme di dialogo con certe situazioni messe in atto da alcuni street artist contemporanei: ad esempio, una risonanza tra passato e contemporaneità è quella che si concretizza nel nome di Caravaggio. Nello specifico, la facciata di palazzo dell'Antella a Firenze, all'interno di un complesso ciclo iconografico, Giovanni di San Giovanni dipinge nel 1619 l'Amorino dormiente di Caravaggio: uno dei quadri di proprietà della famiglia, conservato all'interno del palazzo, reso pubblico attraverso l'affresco sulla facciata. Sulla stessa ipotesi di lavoro si muove ad esempio Andrea Ravo Mattoni, il quale con il progetto "Recupero del classicismo nel contemporaneo", intende far "scendere" in strada le opere del pittore maledetto, e non solo, attraverso le sue produzioni su commissione. Inoltre, sulla scorta degli antichi Trionfi, William Kentridge con il lavoro dal titolo "Triumphs and Laments" recupera la memoria di Roma e dell'Italia con il montaggio di episodi significativi, lungo il Tevere

    La vita oltre la cornice. Divenire, Ordine e Caos nell'arte di Donatello

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    Il contributo si concentra sull'approccio sperimentale e innovativo rispetto al concetto di cornice, intesa come strumento poetico e narrativo, capace di coinvolgere emotivamente lo spettatore e di proiettarlo nello spazio illusionistico della rappresentazione

    GR | GIOVANNA RICOTTA

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    Il libro monografico GR | Giovanna Ricotta 2015-1997, che percorre a ritroso le tappe salienti della quasi ventennale carriera della nota artista performer, si apre con due saggi dei curatori del volume, Guido Bartorelli e Silvia Grandi, e un contributo di Fabiola Naldi. Oltre alla nutrita documentazione fotografica delle più importanti opere realizzate 1997 al 2015 (performance, installazioni, video e fotografie), il volume raccoglie le schede di ogni singolo lavoro e propone un'antologia di estratti dai principali testi critici di numerosi autori (Renato Barilli, Fabriano Fabbri, Alessandra Galletta, Alessandra Galasso, Marco Senaldi, ecc.) che hanno scritto su Giovanna Ricotta. Il libro è stato realizzato in occasione della imponente mostra personale tenutasi dal 6 giugno al 10 ottobre 2015 presso il cinquecentesco Palazzo Pretorio di Cittadella di Padova, per la riapertura ufficiale del palazzo dopo i restauri. La mostra è stata promossa dalla Fondazione Palazzo Pretorio onlus, dal Comune di Cittadella e dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, con il Patrocinio del Dipartimento delle Arti dell'Università di Bologna e dal Dipartimento dei Beni culturali, Archeologia, Storia dell'arte, del cinema e della musica dell'Università degli studi di Padova.The monograph GR | Giovanna Ricotta 2015-1997, that retrace the key stages of the nearly twenty-year career of the performer known italian artist, opens with two essays of the volume editor Guido Bartorelli and Silvia Grandi, and a contribution by Fabiola Naldi. In addition to the large photographic documentation of the most important works created from 1997 to 2015 (performances, installations, videos and photographs), the volume collects the cards of each job and proposes an anthology of extracts from the main texts by several authors (Renato Barilli, Fabriano Fabbri Alessandra Galletta, Alessandra Galasso, Marco Senaldi, etc.) who wrote about Giovanna Ricotta. The book was published on the occasion of the grand exhibition held from June 6 to 10 October 2015 at the sixteenth-century Palazzo Pretorio of Cittadella (Padova), for the official reopening of the building after restoration. The exhibition was sponsored by the Praetorian Palace Foundation non-profit organization, the City of Citadella and the Fondazione Cassa Risparmio of Padova and Rovigo, with the sponsorship of the Department of Arts of the University of Bologna and the Department of Culture, Archaeology, History of art, cinema and music at the University of Padova

    VIDEOART YEARBOOK 2017 L’annuario della videoarte italiana | XII Edizione

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    Aula Magna di S. Cristina, giovedì 25 maggio, ore 17.30-20.30 In collaborazione con la Sezione CoMe del Dipartimento delle Arti e la Scuola di Specializzazione in Beni Storico Artistici Anche nel 2017 si è tenuta, per la XII edizione dall’ormai lontano 2006 in cui questa manifestazione ha preso il via, l’ormai classica Rassegna Videoart Yearbook, a cura di un comitato scientifico formato da Renato Barilli, Guido Bartorelli, Alessandra Borgogelli, Pasquale Fameli, Silvia Grandi, Fabiola Naldi. Si è ripetuta la variante già adottata nel 2016, di proporre cioè un numero di quattro “personali” dedicate a videoartisti già emersi nelle precedenti edizioni. A ciascuno di essi è stato concesso un tempo di circa 20-25 minuti, in modo da presentare un numero adeguato di opere così da farne apparire chiaramente lo stile. I prescelti, in ordine alfabetico, sono stati Filippo Berta, Rita Casdia, Christian Niccoli e Debora Vrizzi. Filippo Berta va a sorprendere fenomeni di una realtà scomoda, o addirittura irritante, come sarebbe la furia scatenata di un branco di lupi che azzannano la bandiera nazionale, o il coro di banchettanti che succhiano un brodo con vistosa e voluta infrazione delle regole del galateo. Rita Casdia è straordinaria rappresentante delle soluzioni ottenute per via di computergrafica, capaci di creare delle originali animazioni, talvolta ricorrendo anche a materie plastiche per modellare delle statuine uscenti dalle crepe dei muri come insetti. Christian Niccoli, a gara con Berta, fissa dei fenomeni di falsa naturalezza, come sarebbe quello di riempire uno specchio d’acqua con tranquilli soggetti protetti da salvagenti, cullandosi pigramente sulle onde. Infine Debora Vrizzi rappresenta efficacemente il versante delle soluzioni antropologiche, andando a sorprendere il delizioso dialogo di due sposi ottantenni che si confessano a vicenda, con riferimento agli abiti sessuali della loro lunga convivenza. Al solito è stato designato un padrino di eccellenza, nella persona di Lorenzo Balbi, che dal luglio 2017 è il Responsabile Area Arte moderna e contemporanea dell’Istituzione Bologna Musei, mentre in qualità di curatore della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, ha già accolto in questa sede una passata edizione del nostro Yearbook

    Karlag - Museum of Modern Art Bologna

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    Installation of Karlag by Shona Illingworth in a two person staging with Riccardo Benassi for the exhibition Timecode curated by Alessandra Pioselli and Fabiola Naldi

    Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis

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    The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed
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