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Angelo Marani. Forty years of fashion
Il volume analizza l'intera produzione di Angelo Marani, tra i protagonisti di spicco delle sfilate milanesi. Per la prima volta viene raccolta in una ricca e preziosa monografia l'attività pluridecennale dello stilista correggese, dagli esordi a fine anni Sessanta alle ultime uscita nella città meneghina. L'analisi, condotta principalmente in chiave fenomenologica, affronta le tappe di rilievo dello stile maraniano, sempre giocata sulla citazione e sul remake di stampo passatista e riadattada alla piena contemporaneità, tale da candidare Marani a vero e proprio maestro del Postmoderno in mod
Fluxus. Avant, pendant, après
Fluxus è stato definito il più radicale e sperimentale movimento artistico degli anni Sessanta. Dalla prima comparsa ad oggi è stato osannato, analizzato, dimenticato e riscoperto molte volte, tuttora però rimane una delle più grandi incognite critiche della storia dell’arte del Novecento. La ricerca si sviluppa secondo uno schema tripartito: indagare origini, ascendenze e ispirazioni; collocare e contestualizzare il periodo di nascita e sviluppo; esaminare influenze e lasciti. Attraverso un confronto di manifesti, scritti autografi e opere si è cercato di verificare punti di contatto e di continuità tra Fluxus e le Avanguardie Storiche, con particolare riferimento a Futurismo e Dadaismo. Successivamente si è cercato di ricostruire le dinamiche che hanno portato, alla fine degli anni Cinquanta, al definirsi di un terreno fertile dal quale sono germinate esperienze strettamente legate quali Happening, Performance Art e lo stesso Fluxus, del quale si sono ripercorsi i cosiddetti “anni eroici” per evidenziarne le caratteristiche salienti. Nella terza sezione sono state individuate diverse ipotesi di continuazione dell’attitudine Fluxus, dal percorso storico-filologico dei precoci tentativi di musealizzazione, alle eredità dirette e indirette sulle generazioni successive di artisti, fino alla individuazione di idee e concetti la cui attualità rende Fluxus un elemento imprescindibile per la comprensione della cultura contemporanea.Fluxus has been called the most radical and experimental art movement of the sixties. From the first appearance it has been praised, analyzed, forgotten and rediscovered many times, but still remains one of the great critical unknowns of the Art History of the twentieth century. The research develops according to a tripartite scheme: to investigate the origins and the inspirations; to place and contextualize the period of the birth and development; to examine influences and legacies. Through a comparison of manifestos, autograph texts and works has tried to verify points of contact and continuity between Fluxus and the Avant-garde, with particular reference to Futurism and Dadaism. Then the research tried to reconstruct the dynamics that led to the end of the fifties, to be defined as a fertile ground from which germinated experiences - closely related - such as Happenings, Performance Art and Fluxus as well, which it retraced the so-called "heroic years" to highlight the salient features. In the third section, several hypotheses of the Fluxus-attitude have been identified, from the historical-philological path of the early attempts of "musealization", the direct and indirect inheritance on later generations of artists, up to the identification of ideas and concepts whose actuality makes Fluxus an essential element for the understanding of contemporary culture
La moda contemporanea. II. Arte e stile dagli anni Sessanta alle ultime tendenze
Nato come prosecuzione di un libro antecedente, "La moda contemporanea. I. Arte e stile da Worth agli anni Cinquanta", questo secondo volume abbraccia un arco temporale che prende le mosse da due numi tutelari della storia della moda, Pierre Cardin e André Courrèges, in una lettura che li fa scorrere in parallelo ai movimenti coevi dell'arte contemporanea. Il testo prende pertanto avvio dai fenomeni estetici degli anni Sessanta, in ordine Pop Art, Minimalismo, Arte povera, per poi agganciarne gli sviluppi a designer come Giorgio Armani, Jil Sander, Nanni Strada. Dopo l'analisi dei grandi poveristi in moda, Issey Myiake, Rei Kawakubo e Yohji Ytamamoto, il saggio affronta le figura chiave del cosiddetto "postmoderno", andando quindi a dedicare ampia lettura a Gianni Versace, Moschino, Jean Paul Gaultier, Prada, fra i tanti altri. Riaperto il capitolo sui "neismi" (Neominimalismo, Neo Pop, Neopeverismo), il volume esamina iinfine il vasto capitolo della rivisitazione museale, in prima linea con Alexander McQueen e Alessandro Michele, salvo chiudersi con una larga disamina delle ultime tendenze
La voce del diavolo
Questo ampio volume indaga la storia dell'arte e della moda contemporanee partendo dalla fine del Settecento fino agli anni Duemila. L'approccio adottato e di tipo fenomenologico, basato su uno schema di sviluppo che raccoglie gli apporti di altre discipline, dalla filosofia alla musica alla letteratura, in un intreccio di saperi da cui si ricava una diagnosi serrata e dimostrabile: la forma simbolica delle prospettiva rinascimentale, corrispondente a sua volta alle tipologie vestimentarie della crinoline e del corpetto, in età contemporanea subisce una crisi e un superamento che porteranno, da un lato, alla conquista dello spazio reale da parte degli artista, dall'altro a un silhouette ampia e sempre più espansa fuori dai limiti dell'anatomia naturale da parte degli stilisti
Natura "fatta a mano"
Arte e moda: l'artista Sissi collabora con Furla portando l'arte contemporanea nel fashion syste
Lo zen e il manga. Arte contemporanea giapponese
Il libro esamina l'arte giapponese del secondo dopoguerra fino alle ultimissime tendenze, con significativi affondi teorici e con grande completezza interpretativa e iconografica. Il testo rappresenta un unicum nel suo genere, dato che a livello internazionale non esistono altri elaborati cha abbiano mappato l'arte nipponica come l'autore. Per la sua preziosa ricerca, lo studioso si è giovato dell'esperienza acquisita durante un soggiorno in qualità di visiting professor presso la Tokyo University, nel 200
Artmilla
Milena Altini è la styist preferita da rockstar come Lenny Krawitz, che ha acquistato intere sue collezioni, vendute nei negozi culto di Los Angeles, Maxfield, e di Parigi, L'Eclereur
The city as a ready-made. Participation, relation and action in the XX century
La città ready-made. Partecipazione, relazione e azione nel ‘900 è un percorso storico-critico che si snoda lungo tutto il ‘900 alla ricerca degli episodi in cui è possibile riscontrare la partecipazione nelle pratiche estetiche di diverse generazioni di artisti; per imbastire un racconto puntuale e sistematico, inoltre, si è ricorsi ad una metafora genetica che ha riscontrato una fase — corrispondente alla prima metà del secolo — in cui il cromosoma responsabile di tale afflato partecipativo è risultato recessivo e un’altra — corrispondente stavolta alla seconda metà, più o meno dagli anni ’60 ai ’90 — in cui si è potuto registrare, altresì, una dominanza. Ad influire su questi fenomeni e sul loro svolgimento nei decenni, i protagonisti assoluti di questa trattazione: la Città e il Pubblico che, di volta in volta, facendo sentire la loro presenza o facendola venir meno, hanno dettato l’agenda della socio-relazionalità nel ‘900. Si è, inoltre, provveduto a rileggere alcuni episodi estetici al fine di evidenziarne un andamento ciclico e di ripetizione: mentre nella prima metà della ricerca si è scovato il seme della socio-relazionalità nelle visite e nelle derive di dadaisti e situazionisti, nella seconda ci si è concentrati sull’ampia produzione dei collettivi artistici di New York negli anni ’70. A dimostrazione di come la relazionalità non sia un fenomeno esclusivamente legato alla pratica dell’arte degli anni ’90, ma che, con le opportune distinzioni generazionali, è possibile riscontrarne le tracce in tutta la contemporaneità.The city as a ready-made. Participation, relation and action in the XXI century is a storiographic and critical path through the long run of the last century in order to find every generational episodes in which participation has been used as an aesthetic practice; to gain a more coherent point of view, I have been referring to a genetical metaphor that helped in figuring out a first phase — corresponding to first half of the century — in which the relational chromosome has resulted in being recessive; and a second phase — more or less corresponding to the 60’s and 90’s — in which the chromosome turned otherwise out to be dominant. Responsability for these phenomena belongs to the main characters of this story: the City and the Audience directly responsible, step by step, for the socio-relational agenda in the XXI century. Furthermore, some of these aesthetic episodes have been reviewed to better describe their cyclic nature: what happened in the first period (see dadaists visites or situationists’ derives, for example), happened again in the second period. Something to be osserved in New York’s artists collectives’ experiences, such as Group Material. All that said, it’s important to stop thinking about Relational Aesthetic as a 90’s phenomenon, in order to reveal its traces and clues in the contemporary era as a whole
Sesso arte rock'n'roll
Il libro analizza l’arte che si estende dalle avanguardie storiche fino alle neoavanguardie degli anni sessanta, con approccio interdisciplinare volto a mettere in relazioni i fenomeni dell’estetica contemporanea con la musica delle rock band attive nel secondo decenni
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