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    The turing test and the interface problem: a role for the imitation game in the methodology of cognitive science

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    Il problema dell’interfaccia (interface problem) consiste nel rendere conto delle relazioni che sussistono tra le nozioni psicologiche del discorso quotidiano e i resoconti scientifici del mentale. E’ probabile infatti che, nello sviluppo di una visione scientifica, naturalistica dell’uomo, saremo costretti ad abbandonare molte nozioni psicologiche ordinarie, che potrebbero risultare inadeguate rispetto agli scopi e ai metodi dell’indagine naturalistica. Tuttavia, la costruzione di modelli simulative di (parti di) un sistema cognitivo sotto la forma di artefatti e la verifica delle loro prestazioni attraverso una forma di test di Turing, potrebbe, almeno in linea di principio, consentirci di “reimmergere” le spiegazioni naturalistiche della cognizione nel mondo della nostra esperienza ordinaria, al fine di verificarne la corrispondenza con le nozioni del discorso mentale quotidiano e con le intuizioni del senso comune.The interface problem is the problem of accounting for the relations between the psychological notions of everyday discourse and scientific explanations of the mental. It is likely that in order to develop a scientific, naturalistic view of human beings we should dispense with many ordinary psychological notions that turn out to be inadequate for the aims and the methods of naturalistic inquiry. However, constructing simulative models of (parts of) a cognitive system in the form of artifacts and checking their performance through a form of Turing Test may, at least in principle, allow us to ‘plunge’ our naturalistic explanations of cognition back into the world of ordinary experience, in order to test their correspondence to the notions of our everyday mental discourse and to our common-sense intuitions

    LOGICA, SIGNIFICATO E INTELLIGENZA ARTIFICIALE

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    (Dalla prefazione:) Questo lavoro si propone di contribuire a chiarire alcuni aspetti dei rapporti che sussistono fra le teorie filosofiche del significato di impostazione logico-modellistica e l'intelligenza artificiale (IA) di orientamento logico. In anni recenti alcuni filosofi del linguaggio hanno tentato di individuare una risposta a problemi difficilmente affrontabili all'interno del paradigma logico modellistico facendo riferimento alle ricerche svolte nell'ambito della scienza cognitiva. In particolare, grande attenzione è stata dedicata ai formalismi e alle tecniche sviluppate in intelligenza artificiale. Contemporaneamente, tuttavia, l'IA, spinta dalla necessità di un maggiore rigore teorico e formale, ha adottato in maniera sempre più massiccia strumenti di tipo logico, e della semantica model teoretica in particolare. Quindi, questi due settori di ricerca si sono sviluppati lungo linee in parte parallele, seguendo però direzioni opposte; questo ha comportato certamente una auspicabile sinergia fra i due settori, ma ha anche posto problemi che vale la pena mettere in luce: talvolta sembra che entrambe le discipline cerchino nel campo dell'altra una soluzione ai problemi che la affliggono, dando origine in questo modo a una sorta di circolo vizioso. Lo scopo di questo lavoro consiste appunto nell'indagine e nel chiarimento di alcuni aspetti dei rapporti che sussistono fra questi due ambiti disciplinari. Tale obiettivo verrà affrontato analizzando i modelli sviluppati in IA in relazione a due settori critici per le teorie filosofiche del significato di impostazione logico-formale, vale a dire la rappresentazione del significato dei simboli primitivi extra logici (o, in altri termini, la rappresentazione del significato lessicale), e i contesti di atteggiamento proposizionale, in particolare i contesti epistemici
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