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Formazione degli adulti e nuove frontiere per l’inserimento lavorativo
Il contributo intende far soffermare l’attenzione sulle indicazioni che la Pedagogia Speciale può offrire nella costruzione di percorsi di formazione continua di figure aziendali deputate all’inclusione lavorativa di persone con disabilità. Proprio i pedagogisti, infatti, si possono assumere diversi compiti e impegni in ambito di inclusione lavorativa delle persone con disabilità, intesa quale spazio privilegiato in cui poter far emergere, in modo spesso informale, quelle competenze che difficilmente potrebbero venire alla luce in altri contesti di vita. La Pedagogia Speciale, a fianco di altre discipline, può intraprendere studi e ricerche sulle trasformazioni dei luoghi di apprendimento e di lavoro in favore della valorizzazione delle competenze delle persone. In questo senso, il contributo si inserisce in quel filone di studi e ricerche relativi a modelli, forme, processi per la formazione continua in contesti di apprendimento formale, non formale e informale
Lights and Shadows of Social Representations
This contribution aims to illustrate how social representations can play both negative and positive roles, depending on the use made of them. Beginning with a presentation of the meaning of social representations and an illustration of their functions, this paper offers a reflection on the representations revolving around adult persons with disabilities. How can social representations influence their self perception? What is the risk of these predetermining factors limiting personal independence? On the contrary, how can they be a driver of continuous evolution towards genuine self determination? Finally, the paper offers some reflections on the role that education has, and can have, in all of this
Disability Management
Il presente articolo, inserito nell'area "Lessico Pedagogico" della rivista, tratta della corrente del Disability Management: dalle sue origini fino alle prime applicazioni in ambito italian
Educazione degli adulti e autonomia nella quotidianità
Il saggio mette a confronto l'Educatore e il Terapista occupazione. Esse si possono configurare come due figure professionali che, attraverso strumenti propri, possono raggiungere lo stesso obiettivo di autonomia della persona con disabilità con cui stanno la- vorando, obiettivo posto in un’ottica di Progetto di vita
Identità e lavoro adulto. L'impegno educativo
L’identità personale può essere intesa come la risultante dell’insieme dei ruoli agiti da una persona
ed è basata sullo scambio tra interpretazione personale e riconoscimento sociale. Il rapporto
regolatore tra persona e società è messo in evidenza da Mead (1966) che reputa impossibile
concepire un Sé che sorga fuori dall’esperienza sociale, poiché il Sé di un individuo si sviluppa
proprio a partire dai giudizi che gli altri forniscono all’interno delle interazioni.
È necessario ricordare che la persona, però, non è un ricettore passivo degli stimoli esterni e
ambientali, ma li elabora partendo dalla propria storia, dal proprio vissuto e dalle proprie
esperienze. Inoltre, con l’età adulta subentra una nuova percezione del Sé che si è costruita nel
tempo attraverso stratificazioni a cui sono stati dati significati sempre più personali alle esperienze
personali e sociali vissute. Esperienze che assumono la forma di una narrazione
Persona adulta con disabilità e figure professionali a servizio di processi inclusivi
Parlare di persona adulta con disabilità conduce a porsi molteplici domande, molte delle quali restano disattese, ma che evidentemente ci chiedono di non ridurci a facili risposte, a superficiali pareri a sentenze affermate con le parole e non sempre considerate nei fatti.
La prima domanda tra queste è: cosa intendiamo per persona? La letteratu- ra sull’argomento propone diverse definizioni, alcune veramente affascinanti e che interpellano il profondo di ciascuno di noi. Tutte indicando le molte carat- teristiche che contraddistinguono la persona da altre specie viventi
La Formazione per le Persone che Lavorano. Effetti nelle organizzazioni
Articolo comparso a seguito della premiazione della tesi di dottorato seconda classificata al Concorso "Premi Asfor in Memoria di Luigi Pieraccioni per le migliori tesi di Dottorato di Ricerca sul tema: Studi e ricerche sullo sviluppo territoriale".
Nell'articolo sono presentati, molto brevemente, i principali risultati che rispondono a queste domande di ricerca:
In modo particolare, le domande che sono state lo sfondo e la
linea rossa di questa ricerca sono:
- le aziende nelle loro proposte formative tengono conto dei
desideri e delle aspettative dei lavoratori?
- i lavoratori percepiscono il valore aggiunto di un’esperienza
di formazione nella propria vita?
- quali sono le esperienze di formazione maggiormente offerte
ai lavoratori?
- quali sono le esperienze di formazione più richieste dai lavoratori?
- viene percepita una ricaduta dopo un intervento formativo
su tutta l’organizzazione? A livello di comportamenti organizzativi? A livello di produzione
Un modello di Alternanza Scuola-Lavoro per la Provincia di Trento. La sperimentazione
Descrivendo la sperimentazione di un percorso di Alternanza Scuola-Mondo del lavoro presso il Liceo «Filzi» (Rovereto, TN), il contributo propone alla riflessione gli aspetti utili per una modellizzazione provinciale.
Il percorso di approfondimento della concezione di didattica per competenze e di realizzazione degli strumenti da parte del Consiglio di Classe, di sperimentazione e attuazione dell’Alternanza Scuola-Mondo del lavoro da parte degli studenti, di riflessione e rilettura del vissuto con chi ha ospitato gli studenti ha reso possibile la proposta di un modello utile all’orientamento dei ragazzi, rispondente ai fabbisogni professionali espressi dal territorio e coerente con le linee della programmazione provinciale
Veneto e lavoro nelle riviste degli anni Ottanta
Negli anni Ottanta si assiste alla volontà di ricercare strategie utili allo studio delle piccole e medie aziende che stavano apparendo quale motore di una nuova fase di sviluppo del territorio veneto.
Nel presente contributo si sottolineano, a partire dalla presentazione dei principali temi ripresi nelle riviste dell’epoca, quegli aspetti legati alle trasformazioni che stavano avvenendo in un mondo del lavoro che non sempre aveva chiari e
lineari collegamenti con il passato e che solo attraverso nuovi modi di osservazione e analisi lasciava intravedere in sé quelle strategiche connessioni future con territori più ampi da quello nazionale fino a quello europeo
L’orientamento come ponte verso il futuro (Parte I)
Gli ultimi decenni sono stati caratterizzati da cambiamenti continui su più livelli: economico, sociale, politico, ambientale e così via. Molte discipline si sono interrogate su come accompagnare la società – e le persone che la compongono – a individuare i cambiamenti, a saperli affrontare e a essere attive nella partecipazione ai cambiamenti stessi. Ecco che, infatti, nel mondo occidentale sono fiorite iniziative sempre più diffuse di cittadinanza attiva, di partecipazione democratica, di accompagnamento trasformativo e, quindi, generativo.
Dal punto di vista pedagogico, educativo e formativo, molte sono state le sollecitazioni per ridefinire anche il piano epistemologico della questione. Frabboni chiede alla Pedagogia di dare risposte alle domande di mutamento della società contemporanea e ne delinea alcune attraverso interrogativi ricorrenti (Frabboni, Le vie della formazione. Scuola e sfide educative nella società del cambiamento, 2013). Canevavo sprona la Pedagogia Speciale ad accompagnare anche le persone in situazione di svantaggio alla piena partecipazione in quel contesto sociale che non può più essere definito un «dato» in cui inserirsi, quanto piuttosto un «divenire» al quale partecipare (Canevaro, Pedagogia speciale oggi, 2007). La formazione è stata chiamata in campo anche per sviluppare strategie di accompagnamento nella transizione da un ruolo lavorativo a un altro tutti quei lavoratori che, nel corso della loro vita professionale, hanno visto la necessità non solo di aggiornare e rinnovare le loro competenze, ma anche di trasformarle, talvolta radicalmente. Pedagogia, educazione e formazione sono chiamate, dunque, ad affiancare l’impegno dello sviluppo di ogni persona, in qualsiasi contesto di vita si trovasse, verso futuri possibili.
Un ruolo importante in tutto questo accompagnamento del divenire lo può svolgere l’orientamento, inteso come processo che affianca la persona lungo il suo cammino esistenziale nella conoscenza di sé e nel disvelarsi del suo futuro in un’ottica di progetto di vita. Un orientamento che si inserisce in un pensiero critico e riflessivo che sarebbe bene potenziare non solo nelle nuove generazioni anche attraverso l’operato della scuola, ma anche nei professionisti dell’educazione e dell’istruzione attraverso la loro formazione iniziale e in servizio.
La presente proposta di call si propone di raccogliere contributi che apriranno lo sguardo al processo di orientamento – inteso come strumento di conoscenza di sé e del mondo, come anticipatore di futuri possibili – offrendo riflessioni teoriche, suggestioni nate a seguito di ricerche empiriche, considerazioni scientifiche
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