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Giù, decisamente giù. Fosco Maraini e la fotografia
Le Ama nella fotografia e nella poetica visiva di Fosco Marain
L’immagine dell’empresente. Fosco Maraini. Una retrospettiva
Frutto di una ricerca durata due anni, il volume raccoglie i contributi di un gruppo di lavoro interdisciplinare che si è dedicato allo studio della fotografia di Fosco Maraini (1912-2004) cercando di mettere a fuoco gli aspetti salienti del suo linguaggio e della sua poetica visiva.
Promosso dal Museo delle Culture di Lugano, il progetto è stato sostenuto dalla famiglia Maraini, dalla Fondazione Alinari per la Fotografia, dalla Fondazione Primo Conti e dal Gabinetto Scientifico Letterario «G.P. Vieusseux», con la collaborazione dell’Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione, del Museo di Antropologia e Etnologia dell’Università degli Studi di Firenze e del Museo delle Civiltà di Roma.
Oltre a inedite memorie e ampi approfondimenti critici, il volume offre un’antologia degli scritti sulla fotografia di Maraini e rigorosi apparati interpretativi che permettono, a chiunque lo desideri, di accostarsi con solide basi alla scoperta dell’opera di uno dei più originali fotografi del Novecento.
Sono del curatore: l’«Introduzione» (pp. 15-19); l’«Antologia di scritti di Fosco Maraini sulla fotografia. 1935-1950» (edizione critica) (pp. 353-379); l’articolo «Il dono della sintesi» (pp. 417-443); le note critiche delle «Schede» Naldi (pp. 509-567); la «Biografia di Fosco Maraini» (pp. 573-575) e la «Guida bibliografica all’opera di Fosco Maraini» (pp. 599-607)
Metodologia UAV-based per la quantificazione delle emissioni fuggitive di CH4 a livello di sito
Negli ultimi anni, il cambiamento climatico e le emissioni di gas serra, in particolare il metano (CH4), hanno ricevuto crescente attenzione. Il metano è un gas serra potente, con un potenziale di riscaldamento globale 85 volte superiore a quello dell'anidride carbonica. Le principali fonti antropiche di emissioni di CH4 includono gli allevamenti, le discariche e gli impianti Oil & Gas, il che rende necessario sviluppare metodi di monitoraggio efficaci.
Il lavoro presentato propone un approccio innovativo per la quantificazione delle emissioni di CH4 utilizzando un sensore TDLAS (Tunable Diode Laser Absorption Spectroscopy) montato su drone. Questo metodo combina l’accuratezza della spettroscopia con la mobilità dei droni, mirando a superare i limiti dei metodi attuali, caratterizzati da scarsa risoluzione spaziale e temporale.
Il primo capitolo del lavoro introduce le problematiche legate al monitoraggio delle emissioni di CH4, evidenziando le limitazioni dei metodi esistenti e l'importanza di unire approcci bottom-up e top-down per migliorare la qualità dei dati. Il secondo capitolo espone gli obiettivi della ricerca, che punta a fornire stime più precise attraverso una tecnologia alternativa, impiegando un drone multi-rotore dotato di sensore TDLAS orientato verso il suolo. Questo approccio si distingue per la sua capacità di affrontare le limitazioni operative di altre metodologie UAV.
Nel terzo capitolo viene effettuata una revisione della letteratura sui metodi UAV-based per la stima delle emissioni di CH4, analizzando la scelta del drone, le tecnologie sensoriali e le metodologie di campionamento. Vengono discussi sia i punti di forza che le criticità di approcci esistenti. Il quarto capitolo descrive la metodologia sviluppata, presentando il modello fisico e concettuale del bilancio di massa e i test condotti in vari siti, tra cui una discarica e tre allevamenti di bovini.
Il quinto capitolo discute i risultati ottenuti, analizzando fattori che influiscono sull'accuratezza delle stime e confrontando metodi differenti. Si esaminano dati chiave come il flusso stimato di CH4 e l'accuratezza delle stime in relazione a diverse condizioni ambientali. Infine, il sesto capitolo riassume i risultati principali, evidenziando punti di forza e limiti della metodologia, e suggerendo direzioni future per la ricerca.
In conclusione, questo studio sottolinea l'importanza di metodi innovativi per la quantificazione delle emissioni di CH4, evidenziando come l'uso di tecnologie avanzate possa migliorare il monitoraggio ambientale. Le prospettive future offrono opportunità per affinare ulteriormente le tecniche di rilevamento e contribuire alla lotta contro il cambiamento climatico. I risultati ottenuti finora costituiscono una base solida per sviluppare un futuro più sostenibile, stimolando ulteriori ricerche per ottimizzare le tecniche di monitoraggio delle emissioni di CH4.In recent years, climate change and greenhouse gas emissions, particularly methane (CH4), have received increasing attention. Methane is a potent greenhouse gas, with a global warming potential 85 times greater than that of carbon dioxide. The main anthropogenic sources of CH4 emissions include livestock farming, landfills, and oil and gas facilities, making it essential to develop effective monitoring methods.
The work presented proposes an innovative approach for quantifying CH4 emissions using a TDLAS (Tunable Diode Laser Absorption Spectroscopy) sensor mounted on a drone. This method combines the accuracy of spectroscopy with the mobility of drones, aiming to overcome the limitations of current methods, which are characterised by poor spatial and temporal resolution.
The first chapter of the work introduces the issues related to monitoring CH4 emissions, highlighting the limitations of existing methods and the importance of combining bottom-up and top-down approaches to improve data quality. The second chapter outlines the research objectives, which aim to provide more accurate estimates through an alternative technology, employing a multi-rotor drone equipped with a downward-facing TDLAS sensor. This approach stands out for its ability to address the operational limitations of other UAV methodologies.
The third chapter conducts a literature review on UAV-based methods for estimating CH4 emissions, analysing the choice of drone, sensing technologies, and sampling methodologies. Both the strengths and weaknesses of existing approaches are discussed. The fourth chapter describes the developed methodology, presenting the physical and conceptual model of the mass balance and the tests conducted at various sites, including a landfill and three cattle farms.
The fifth chapter discusses the results obtained, analysing factors that influence the accuracy of the estimates and comparing different methods. Key data such as the estimated CH4 flux and the accuracy of the estimates under various environmental conditions are examined. Finally, the sixth chapter summarises the main findings, highlighting the strengths and limitations of the methodology, and suggesting future directions for research.
In conclusion, this study underscores the importance of innovative methods for quantifying CH4 emissions, emphasising how the use of advanced technologies can enhance environmental monitoring. Future prospects offer opportunities to further refine detection techniques and contribute to the fight against climate change. The results obtained thus far provide a solid foundation for developing a more sustainable future, stimulating further research to optimise CH4 emissions monitoring techniques
L'epistemologia del Citluvit
Il metodo, le ricerche e le principali opere etnologiche di Fosco Maraini, all'interno del volume delle «Opere scelte» raccolte in un volume della collana «Meridiani
A «Crossroads of Worlds»: Fosco Maraini's Anthropological Research between Writing and Photography
reservedCon la seguente tesi di laurea si intende collocare l’esperienza etnografica di Fosco Maraini all’interno del più ampio contesto di ricerca antropologica a lui precedente e contemporaneo. Una particolare attenzione sarà conferita all’analisi della pratica documentaria fototestuale impiegata nella costruzione dei testi etnografici in cui Maraini restituisce l’immagine del proprio incontro con l’alterità culturale, e al carattere narrativo che emerge dalla sua produzione scritta e fotografica.The aim of the following thesis is to situate Fosco Maraini's ethnographic experience within the broader context of anthropological research both preceding and contemporary to him. Particular attention will be given to the analysis of the photo-textual documentary practice employed in the construction of the ethnographic texts in which Maraini renders the image of his own encounter with cultural otherness, and to the narrative aspect that emerges from his written and photographic production
Firenze e Kyoto, città parallele Firentse to Kyōto, taiōsuru machi
Catalog of an exhibition held at the Gabinetto Vieusseux (Palazzo Strozzi) Florence, Mar. 4-Apr. 14, 2005 Edited by Cosimo Chiarell
Fosco Maraini dagli esordi a Segreto Tibet (1951)
L’articolo esamina i primi due libri di viaggio di Fosco Maraini (1912-2004), grande intellettuale “irregolare” del Novecento italiano, distintosi in campi diversi, l’alpinismo, la fotografia, l’antropologia, gli studi orientali. L’analisi dei due volumi evidenzia la progressiva maturazione di una prosa complessa, capace di tenere insieme diversi registri espressivi e di alternare e fondere in un unico libro diversi elementi: le impressioni di viaggio, la descrizione di templi e di opere d’arte, la rievocazione di personaggi affascinanti, dai compagni di spedizione ai tibetani conosciuti durante il viaggio, le riflessioni sul rapporto tra Oriente e Occidente.The essay focuses on the first two travel books written by Fosco Maraini (1912-2004), a relevant Italian photographer, mountaineer, anthropologist and academic. Such an analysis shows how Maraini eventually created his unique style and invented a peculiar form of travel book which mixes different elements: travel impressions, the description of shrines and artifacts, the evocation of charming characters, both Tibetans and members of the expedition, considerations on cultural exchanges and reciprocal influences between East and West
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