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La fotografia del trauma nella comunicazione mediatica
Rapporto tra memoria e media. Fotografia digitale, manipolazione della immagine, trasmissioni controverse del trauma, fotogiornalismo, il rapporto tra immagine e didascalia, photo-essay
Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis
The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation
counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings
are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that
only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into
account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed
A subset of the elements of the 17.31 retrotransposon family are preferentially located in regions of the Y chromosome that are polytenized in larval salivary glands of Drosophila melanogaster
Bibliografia
Bibliografia ragionata sul tema dei conflitti e della rappresentazione della guerra nella cultura contemporanea - relativa ai saggi contenuti nel volum
‘Surrender pronto, or we’ll level Toronto!’ Guerre immaginarie a confronto nel cinema americano di fine millennio
“L’estremismo, malattia senile della borghesia: conflitti nella narrativa recente di James Ballard”
Si prendono in esame alcune opere recenti dello scrittore inglese James Ballard (Millenium People, Super-Cannes e Kingdom Come) in cui il tema del conflitto è centrale nella trama dei romanzi. Si tratta di conflitti non pacificati, che ruotano intorno a problematiche di classe e di razza (nel romanzo più recente) e pongono quesiti sulla questione del terrorismo, del ruolo dei media e dei non-luoghi della società contemporanea
Introduzione alla sezione Strategie e linguaggi della paura
Muovendo dalla consapevolezza di fenomeni come la spettacolarizzazione della guerra e la manipolazione ideologica degli eventi bellici tramite la propaganda e i media, questo volume intende analizzare le modalità di rappresentazione dei conflitti nella contemporaneità, a partire dallo spartiacque della seconda guerra mondiale. Nelle sei sezioni in cui si articola il libro - "Memoria e trauma", "Storia e finzione", "La guerra in Iraq": il discorso mediatico e istituzionale", "Nazionalismi e identità", "Strategie e linguaggi della paura", "Propaganda e censura" - studiosi di varie provenienze geografiche e disciplinari si confrontano, secondo una prospettiva comparata, nel tentativo di indagare sui dibattiti del prsente e sulla memoria culturale del recente passato
Metodologia di una ricerca linguistica sulla rappresentazione del conflitto in Iraq nel 2003. Uno studio comparativo preliminare BBC/RAI
Si presenta la metodologia di ricerca e alcuni risultati parziali di un ampio progetto PRIN (2004) sulla rappresentazione del conflitto in Iraq in alcuni generi e tipologie del discorso istituzionale. La metodologia, Corpus Assisted Discourse Studies (CADS), unisce approcci analitici tradizionali, come l'analisi del discorso, ai metodi statistici e oggettivi della linguistica dei corpora. Si illustra la metodologia ripercorrendo i passi di uno studio preliminare (pilot study) sui servizi di guerra trasmessi dai telegiornali BBC e RAI. I risultati ottenuti suggeriscono una differenza fondamentale nel modo in cui le due reti costruiscono i ruoli del proprio pubblico in quanto partecipanti all'evento mediatico (Goffman 1979, Levinson 1988), una differenza che si ritiene possa essere legata a valori culturali diversi. La RAI pare costruire i telespettatori come interlocutori silenziosi: presentatori e giornalisti si rivolgono direttamente ad essi guidandoli metalinguisticamente nella ricezione delle notizie. Per contro, la BBC, attraverso l'uso frequente dello scambio in diretta tra presentatori e giornalisti, sembra posizionare i telespettatori come 'ratified on-lookers' (Goffman 1979). Alla BBC sono invece i presentatori e giornalisti gli interlocutori, parlando fra di loro e non rivolgendosi direttamente e in modo palese ai telespettatori, i quali quindi assistono alla trasmissione delle informazioni e si configurano solo come audience.
In base a questi dati, lo stile della BBC risulta dialettico e leggermente distaccato: lo spettatore non è interpellato direttamente, ma rimane destinatario ultimo del messaggio e assiste alla presentazione delle notizie. Lo stille della RAI, sebbene personalizzante e coinvolgente, sembra essere essenzialmente paternalistico e autoritario: l'attenzione dello spettatore è guidata e controllata con meccanismi metalinguistici e discorsivi.
Questi risultati parziali vengono discussi con riferimento a tendenze simili che emergono in altri contesti nelle due culture (ad esempio, nello stile di trasmettere informazioni adottato nelle scuole e università dei due paesi)
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