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    IL VALORE DELLA FUNZIONE TURISTICO RICREATIVA IN ALCUNE AREE FORESTALI DELLA TOSCANA E DELLA SARDEGNA

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    Per valutare la funzione ricreativa delle aree forestali si è adottato la tecnica della Valutazione Contingente (CVM). Lo studio è avvenuto all’interno delle aree previste dal progetto LIFE14 ENV/IT/000514, ovvero: Foresta di Alberese (GR), Foresta di Caselli (PI), Foresta di Catenaia (AR), Foresta di IS Cannoneris (CA), Foresta di Poggio Pievano (GR), Foresta di Settefratelli (CA) e Foresta di Valsavignone (AR) Per valutare la funzione ricreativa delle aree forestali considerate si è adottato la tecnica della Valutazione Contingente (CVM) con somministrazione di 250 questionari a visitatori occasionali. Con il questionario, oltre al rilevamento di dati socio economici degli intervistati, è stata analizzata la Disponibilità a pagare (DAP) per il mantenimento e miglioramento dell’area osservata. In particolare la domanda ha riguardato le forme di governo e di trattamento del bosco presenti: il ceduo a regime, l’avviamento all’alto fusto e un avviamento naturale del bosco. Le specie forestali considerate sono state il faggio, il leccio e le querce (cerro, roverella)

    La foresta pluviale montana di Sahavondronina (Madagascar): prima analisi tecnica in funzione della nuova legge sul “transfer de gestion"

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    La seguente tesi si prefigge di raccogliere alcune informazioni sulla foresta di Sahavondronina, situata nel centro sud del Madagascar, anche al fine di apprestare un piano di gestione sostenibile per la popolazione. ----------------------------------------------------------------------------- This work aims to obtain silvicoltural data about the Sahavondronina’s forest, place in the centersouth of Madagascar, for supply a sustainable management plane.openAGR-39

    Sistemi silvoarabili mediterranei: nuove esperienze in campo al Centro di Ricerche Agro-ambientali“Enrico Avanzi” di Pisa

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    L’agroselvicoltura, ovvero la deliberata associazione di colture arboree, erbacee e/o animali nel medesimo appez- zamento, è stata proposta come “nuovo sistema colturale” in grado di coniugare l’aumento di produtività dell’agricoltura in un’otica di maggiore eco-suficienza. Tra i diversi modelli colturali ascrivibili ai sistemi agro- silvopastorali o agrosilvicoli, i sistemi silvoarabili, che prevedono la coltivazione di colture erbacee di pieno cam- po in consociazione con colture arboree, garantiscono una serie di benefici direti: (i) la diversificazione delle col - ture, (ii) la riduzione del rischio di erosione del suolo dall’acqua e dal vento, (iii) l’aumento della percentuale di sostanza organica nel suolo, e (iv) la riduzione del rischio di lisciviazione dei nitrati. D’altro canto, la consociazio - ne di colture erbacee e alberi fuori-foresta determina la riduzione della superficie arabile complessiva e la compe- tizione per le risorse (nutrienti, luce ed acqua) tra alberi e strato erbaceo. Al fine di approfondire le conoscenze su questi particolari sistemi colturali, presso il Centro di Ricerche Agro-ambientali “Enrico Avanzi” dell’Universi - tà di Pisa sono in corso di implementazione due sperimentazioni di pineo campo. La prima prova è un sistema agro-silvo-pastorale che prevede la coltivazione di specie erbacee da granella (cereali autunno-vernini e legumi- nose) e prati-pascolo in rotazione, nel tempo e nello spazio, in consociazione con filari policiclici di pioppi ( Popu- lus spp.) e farnie (Qercus robur L.). I sistemi verranno implementati con due diverse densità di impianto: i) 60 piante per etaro, in cui i filari verranno posti in prossimità dell’afossatura di ogni appezzamento, e ii) 100 piante per etaro, in cui i filari di soli pioppi verranno ripetuti anche lungo la bisetrice del campo. La prova prevede il confronto dei servizi ecosistemici generati dai due sistemi silvoarabili con: i) un sistema arabile privo di alberatu- re, e ii) un sistema di arboricoltura ad alta densità. Nella seconda prova un campo parcellare silvoarabile, compo - sto da: erba mazzolina (Dactylis glomerata L.), erba medica (Medicago sativa L.), panico (Panicum virgatum L.) e sulla (Hedysarum coronarium L.) in consociazione con filari di pioppo a taglio ravvicinato, short-rotation coppice (SRC), a bassa densità (0.5 m di distanza tra gli alberi e 13.5 metri tra le file), verrà messo a confronto con: (i) una prova parcellare di SRC con impianto 0.5 m × 2.7 m, e (ii) un campo parcellare con le medesime colture erbacee prive di copertura arborea. L’obietivo della prova è valutare il grado di produtività e sostenibilità dei diversi si- stemi con particolare atenzione al ciclo del carbonio e al ciclo dei nutrienti

    Experience in the Management of Frontal Sinus Fractures

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    International guidelines for frontal sinus fractures, dealing with the indication Of Surgical treatment, obliteration of the frontal sinus, drainage, and cranialization, may differ. In this work, we describe our experience with frontal traumas, analyzing indications, type of treatment, and outcomes by reviewing all data of 112 patients treated for frontal fractures at the Department of Maxillo-Facial Surgery, Universita degli studi di Roma Sapienza. We reviewed all clinical and surgical records of patients with traumatic frontal injury treated from 1997 to September 2008, Patients presenting displaced fractures of the anterior wall of the frontal sinus were treated through skin laceration, if existing, or through a coronal approach and fixed with rigid internal devices. Patients with fracture of the posterior wall of the frontal sinus underwent frontal sinus cranialization with galea pericranium pedicled flap to prevent eventful septic complications. Follow-up controls documented that 98 of 112 patients showed no neurologic impairment, no symptoms of cerebrospinal fluid leak, and no other complications after 6 months and I and 5 years when follow-up was possible. In the international literature, there is wide agreement about indications dealing with displaced fractures of the anterior wall, although there is a lively debate about posterior wall treatment. In Our 10-year experience, the protocol we carried out showed satisfying outcomes, in particular, on the morphofunctional recovery and aesthetic results
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