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    MODULAZIONE FARMACOLOGICA DELLA CHEMIOTERAPIA ANTITUMORALE

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    Le Antracicline sono chemioterapici a nucleo chinonico molto usati come agenti antitumorali sia per il trattamento di tumori solidi che ematologici. Tuttavia, il loro utilizzo clinico è limitato a causa della loro cardiotossicità e dall'instaurarsi della farmaco-resistenza. Pertanto, il fallimento della chemioterapia quale risultato della farmaco-resistenza così come della tossicità sono i problemi maggiori nel management di tali tumori. In molte linee cellulari, la farmaco-resistenza è spesso associata ad un ridotto accumulo intracellulare dei farmaci antitumorali associato ad un aumentato efflusso contro gradiente di concentrazione. Tale fenomeno è stato dimostrato essere dovuto alla iperespressione della P-glicoproteina (P-gp), una pompa di efflusso energia-dipendente, che diminuisce l'accumulo dei farmaci e quindi la loro citotossicità. Diversi composti revertono la farmaco resistenza in vitro. Il Verapamil, un bloccante del Calcio, e la ciclosporina A sono i più frequentemente menzionati ed hanno mostrato di essere efficaci nel revertire la farmaco-resistenza. Tuttavia l'utilizzo clinico di tali chemosensibilizzanti rimane discutibile in ragione della loro elevata tossicità; pertanto risulta necessaria l'identificazione di composti più attivi ma meno tossici così come la valutazione di regimi terapeutici alternativi. Lo scopo della presente ricerca è quello di valutare in vitro e in vivo l'efficacia di nuovi protocolli chemioterapici integrati, sia in termini di attività chemiosensibilizzante che di chemioprotezione dagli effetti tossici cardiovascolari dei farmaci antitumorali

    Attività dell'idrocortisone sugli effetti nefrotossici indotti dalla CiclosporinaA.

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    La Ciclosporina-A (Cs-A) è un farmaco immunosoppressivo utilizzato, in campo umano, per prevenire il rigetto di organi trapiantati nonché per il trattamento di malattie autoimmuni. In campo veterinario, la Cs-A trova impiego nel trattamento della cheratocongiuntivite secca e nella glomerulo-nefrite dei cani. Il trattamento con la Cs-A, tuttavia, ha mostrato dei limiti notevoli per gli effetti collaterali che induce, come ipertensione e nefrotossicità. La nefrotossicità indotta dalla CsA è caratterizzata sia da una disfunzione renale, che si evidenzia con un aumento della creatinina sierica ed una diminuzione della clearance della creatinina e sia da un danno morfologico che si evidenzia con fibrosi interstiziale ed arteriopatia. I meccanismi responsabili di tali effetti non sono ancora ben noti, comunque, vari autori hanno dimostrato che gli effetti cardiavoscolari e renali sarebbero correlati a diversi meccanismi quali: attivazione del sistema Renina-Angiotensina, aumento della sintesi delle endoteline, aumento del tono del simpatico, riduzione della produzione di prostaciclina (PGI2). Sebbene sono stati individuati diversi possibili meccanismi d'azione responsabili della nefrotossicità indotta dalla ciclosporina, è stato inoltre proposto che la tossicità relativa alla ciclosporina possa essere in parte dovuta anche ad una eccessiva produzione di specie reattive dell'ossigeno (ROS). Al fine di ottenere un miglior risultato terapeutico, in molti protocolli la Cs-A viene associata all'idrocortisone (HC), in quanto quest'ultimo è dotato di un'attività fortemente immunosoppressiva. Tale azione è da ricondurre all'apoptosi che induce nei linfociti T mediante l'attivazione dei geni responsabili della lisi o reprimendo l'espressione del gene responsabile della crescita e della proliferazione cellulare. Nostri studi hanno dimostrato un effetto protettivo svolto dall'idrocortisone sulla cardiotossicità indotta dalla Cs-A, attribuita ad una diminuzione della perossidazione lipidica ed alla concentrazione di calcio intracellulare nei cardiomiociti di ratto. Il nostro progetto di ricerca si propone di valutare gli effetti della Cs-A,da sola o associata con l'idrocortisone sulla pressione sanguigna, sui valori di creatinina, di urea sierica, sugli enzimi antiossidanti quali superossidodismutasi (SOD), catalasi (CAT), glutatione perossidasi (GSH) ed inoltre valutare l'attività dei farmaci sulla perossidazione lipidica e sulle eventuali alterazioni morfologiche del tessuto renale, al fine di ottimizzare la terapia a base di ciclosporina

    Influence of Fenclor 64 on the Product of Conception and on The Reproductive Function of the Rat

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    Effects of Fenclor 64 on the structural and functional aspects of the reproductive organs and on fetus and offsprings of the treated female wistar albino rats were studied. Two groups of female (n. 30) were treated with Fenclor; one for a period of 12 days before mating and the other both before mating and 18 days during pregnancy. Onother group of 30 females treated with olive oil formed the placebo control. In animals treated with Fenclor prior to mating the estrus cycle was formed prolonged. In animals treated both before and during pregnancy a high level of uterine estradiol receptors was registred. They also displayed a generally diffused abnormalities in liver and kidneys. Fetuses of the treated femalse showed significant reduction of thoracic vertebrae and nuclear ossification bodies but no congenital or teratogenic effects were encountered. Fenclor thought failed to effect the number of neonates born to the treated females; these neonates exbhited a reduced birth weight. These neonates also displayed delayed endochondrial growth and abnormalities of the cartilagineous structure. Thus the transplacental effects of Fenclor are not of teratogenic nature but it negatively influence almost all the investigated paramenters
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