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    Il Museo Botanico: un ponte tra collezioni scientifiche e divulgazione

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    Il Museo botanico pisano è un museo scientifico universitario che si propone come centro attivo per la diffusione della cultura scientifica. Come esempio di questo ruolo vengono illustrate due modalità di esposizione di una collezione storica del museo, una rivolta a ricercatori e studenti universitari, l’altra a un pubblico non specialistico

    Il futuro di un Museo Universitario dal suo passato

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    È in atto una riorganizzazione del Museo Gemma 1786 dell’Università di Modena e Reggio Emilia dedicato alle scienze della terra in previsione di una sua prossima sistemazione in una sede universitaria diversa dall’attuale. In questa prospettiva, si è offerta l’opportunità di avviare una lettura approfondita e critica delle collezioni storiche che compongono il Museo Universitario, come da tempo non era stata affrontata. La ricerca, tuttora in corso, ha cominciato ad investigare il patrimonio più antico del museo, le cui origini sono legate alle vicende settecentesche della Famiglia Estense; ed è proseguita nei principali archivi storici della città di Modena per analizzare i rapporti fra la storia del museo e l’evoluzione culturale e sociale della città. Queste azioni a carattere interdisciplinare e interistituzionale hanno permesso il riconoscimento di una cultura originale del patrimonio del Museo Universitario che, come primo risultato, ha trasformato in bene tangibile la prima importante donazione che nel 1819 la Famiglia Estense fece a quello che in origine era il Museo di Storia Naturale dell’Università di Modena. La consapevolezza di una propria autorevolezza culturale all’interno della realtà locale sta portando il Museo Universitario Gemma 1786 a rinnovare la propria missione e a creare nuove sinergie e prospettive di collaborazione

    L’Orto Botanico di Modena dal collezionismo storico alle attività per la conservazione biologica

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    L'Orto botanico di Modena, nato nel 1758 per volontà del Duca Francesco III d'Este in un’area del giardino di corte destinata all’ostensione dei “semplici”, entrò sotto la giurisdizione dell’Università nel 1772. La fondazione dell’Orto accademico diede grande impulso al patrimonio librario e al collezionismo scientifico, con exsiccata, semi, frutti, legni e altri reperti vegetali. Le collezioni erbariologiche, rappresentate da quasi centomila accessioni, testimoniano ricerche botaniche a livello mondiale e includono numerosi typi, oltre a svolgere un ruolo insostituibile come strumento di conoscenza del territorio locale, con consistenti raccolte relative al modenese e ai territori limitrofi in un periodo di oltre 150 anni. Questo aspetto è di grande attualità per il ruolo che gli Orti botanici assumono oggi nei programmi di conservazione in situ ed ex situ, come enti di riferimento scientifico e documentario nelle attività di gestione territoriale e con piani di azione inerenti attività di conservazione ex situ e reintroduzioni in natura. Le collezioni viventi dell’Orto modenese mantengono tuttora le tracce dell’originario giardino dei semplici e dell’Orto accademico ottocentesco, che incrementava un collezionismo di specie esotiche e inusuali, nelle ampie Serre ducali edificate in quel periodo. Delineando gli orientamenti scientifico/culturali dell’Istituzione, si raggiungono i temi di oggi, con collezioni che assumono nuovi significati e contenuti, valicando i concetti utilitaristici ed estetici del passato per un approccio naturalistico più attuale, che incentivi la conoscenza del territorio e un profondo senso d’appartenenza ai progetti di conservazione della biodiversità vegetale. Perciò l’Orto può tramutarsi in “vetrina” delle sue attività di conservazione e ricerca

    BIBLIOGRAFIA ORNITOLOGICA (libri ricevuti nel periodo 2005-2010)

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    a cura di STEFANIA LOTTI, FILIPPO CECCOLINI & ENRICO MUZIO [N.d.R.: In questa rassegna sono elencate le opere a carattere ornitologico pervenute alla Rivista negli ultimi anni grazie ai generosi invii di Autori ed Editori e che non è stato possibile recensire sulle nostre pagine. Grazie alla disponibilità di Stefania Lotti e Filippo Ceccolini (Museo di Storia Naturale dell’Università di Firenze, Sezione zoologica “La Specola”), e Enrico Muzio (Biblioteca del Museo di Storia Naturale di Milano), è oggi possibile fornire l’elenco di queste opere associato a una loro breve descrizione. Questo contributo permette così di saldare il nostro debito con i gentili donatori e, al tempo stesso, fornisce un valido servizio ai lettori, perché segnala libri utili agli ornitologi e contemporaneamente ne indica la presenza presso la Biblioteca del Museo di Storia Naturale di Milano dove i volumi donati alla Rivista italiana di Ornitologia vengono depositati e resi disponibili per la consultazione. Non sono comprese nell’elenc

    Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis

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    The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed

    Variations on the Author

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    “Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship

    Appropriate Similarity Measures for Author Cocitation Analysis

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    We provide a number of new insights into the methodological discussion about author cocitation analysis. We first argue that the use of the Pearson correlation for measuring the similarity between authors’ cocitation profiles is not very satisfactory. We then discuss what kind of similarity measures may be used as an alternative to the Pearson correlation. We consider three similarity measures in particular. One is the well-known cosine. The other two similarity measures have not been used before in the bibliometric literature. Finally, we show by means of an example that our findings have a high practical relevance.information science;Pearson correlation;cosine;similarity measure;author cocitation analysis

    Gli Uccelli nidificanti della Riserva Naturale di Monte Catillo. Check-list, distribuzione locale e status di conservazione

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    Battisti C. & Guidi A., 2012 - Gli Uccelli nidificanti della Riserva Naturale di Monte Catillo. Check-list, distribuzione locale e status di conservazione - Provincia di Roma, Assessorato alle Politiche dell’Agricoltura, 144 pp

    Dispelling the Myths Behind First-author Citation Counts

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    We conducted a full-scale evaluative citation analysis study of scholars in the XML research field to explore just how different from each other author rankings resulting from different citation counting methods actually are, and to demonstrate the capability of emerging data and tools on the Web in supporting more realistic citation counting methods. Our results contest some common arguments for the continued use of first-author citation counts in the evaluation of scholars, such as high correlations between author rankings by first-author citation counts and other citation counting methods, and high costs of using more realistic citation counting methods that are not well-supported by the ISI databases. It is argued that increasingly available digital full text research papers make it possible for citation analysis studies to go beyond what the ISI databases have directly supported and to employ more sophisticated methods
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