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    La reintroduzione dei termini «minoranze nazionali» negli ordinamenti della Federazione di Russia e dell’Ucraina in prospettiva comparata

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    The words “national minorities” have not always been part of Russian and Ukrainian Constitutions. Starting from this assumption, this essay aims to verify - from a diachronic and synchronic comparative perspective - whether the introduction of those words in different historical phases led to a significant dissimilarity in the way the two countries developed their respective legal regulation on national minorities, or if, in spite of that, they still elaborated a similar one

    L’influenza delle posizioni dell’Ebraismo, dell’Induismo e della Chiesa Ortodossa Russa circa il fine vita sulle scelte normative dello Stato d’Israele, dell’Unione Indiana e della Federazione Russa

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    In this article we intend to compare Israeli, Indian and Russian Federation legislations on end-of-life issues with the aim to verify whether they are influenced by their majoritarian religions, i.e. respectively by Judaism, Hinduism and Orthodox Christianity. Therefore, in order to achieve this goal, the legal principles which in each of the above-mentioned State regulate their relations with the different religious communities will be first of all analysed. Subsequently, the Jewish, the Hindu and Russian Orthodox Church viewpoints on end-of-life issues will be briefly reported trying to take into account all their complexity. Finally, in light of those viewpoints, Israeli, Indian and Russian legislations will be examined to verify in a in a comparative perspective whether, and to what extent, they codify the viewpoints of their respective majoritarian religions on end-of-life issues.Nel presente articolo si intendono comparare le scelte normative dello Stato d’Israele, dell’Unione Indiana e della Federazione Russia relative al fine vita allo scopo di verificare se esse risultano influenzate dalle loro religioni maggioritarie, ovverosia rispettivamente dall’ebraismo, dall’induismo e dal cristianesimo ortodosso. Di conseguenza nel perseguire tale finalità si renderà innanzitutto necessario analizzare i principi che negli ordinamenti in considerazione disciplinano le relazioni tra Stato e confessioni religiose. Successivamente verranno riportate le posizioni dell’ebraismo, dell’induismo e della Chiesa ortodossa russa sul fine vita. Infine, alla luce dell’individuazione di tali posizioni, verrà analizzata l’evoluzione delle scelte normative degli ordinamenti statali in considerazione per verificare in prospettiva comparata se, e in che misura, codificano le posizioni delle rispettive religioni maggioritarie

    Russia: uno Stato federale?

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    La Costituzione della Federazione di Russia del 1993 introduce tutti quegli elementi che nell’ambito della scienza del diritto comparato sono riconducibili alla delineazione di uno Stato federale quali la previsione di un riparto delle competenze tra Stato federale e le sue entità federate denominate soggetti (sub’’ekty), l’applicazione del principio dell’autonomia organizzativa nei confronti dei soggetti della Federazione, la creazione di una seconda camera di rappresentanza degli interessi di tali soggetti, la possibilità di attuare la revisione costituzionale solo con la partecipazione degli stessi (tranne che per i cap. 1, 2 e 9) e, infine, la creazione di una Corte costituzionale competente a dirimere i conflitti di attribuzione tra centro e periferia. Le disposizioni costituzionali che disciplinano tali istituti danno tuttavia ampio spazio al legislatore che è più volte intervenuto formalizzando spesso precedenti posizioni di diritto espresse dalla Corte costituzionale della FR nelle sue sentenze e dando luogo a modifiche informali della Costituzione stessa. Frequentemente con leggi federali sono stati infatti modificati le modalità di riparto delle competenze congiunte, i principi relativi all’autonomia organizzativa dei soggetti e il sistema elettorale per la scelta dei componenti della seconda camera. Di notevole impatto sono stati altresì i recenti interventi attuati dal legislatore federale rispetto all’autogoverno locale che hanno ridisegnato i rapporti tra gli organi del potere statale dei soggetti della Federazione e gli organi espressione dell’autogoverno locale. Oltre a ciò per disciplinare le relazioni tra centro e periferia è stata dichiarata la perdita dell’efficacia giuridica della maggior parte dei trattati bilaterali di diritto interno a cui si era fatto ricorso all’inizio degli anni ’90 per evitare il distacco di parti di territorio della Russia, sono stati introdotti nuovi istituti non previsti in Costituzione come i rappresentanti plenipotenziari del Presidente e si è voluto intervenire sul numero delle entità (repubbliche, regioni, territori, città federali, regione autonoma degli Ebrei, circondari autonomi) che compongono la Federazione da un lato mediante la fusione dei circondari autonomi con le regioni e/o con i territori e, dall’altro, attraverso la “incorporazione” nella stessa Federazione di due nuovi soggetti: la Crimea alla quale è stato riconosciuto lo status di Repubblica e la città di Sebastopoli che è stata dichiarata città di livello federale accanto a Mosca e San Pietroburgo. In considerazione della continua tensione tra accentramento e decentramento propria dello Stato federale attraverso la disanima degli elementi più importanti delle riforme e “controriforme” attuate nel caso concreto della Russia si tratta dunque di verificare a) in che misura al processo di accentramento del potere in linea orizzontale (attuato soprattutto dall’inizio degli anni ’90) ha corrisposto e corrisponde un processo di accentramento in linea verticale, b) se i processi di accentramento in linea orizzontale e verticale sono stati funzionali l’uno rispetto all’altro, c) se l’accentramento in linea verticale ha esclusivamente interessato l’esercizio del potere esecutivo oppure anche l’esercizio del potere giurisdizionale e/o legislativo, d) se il principio etnico in Russia continua a svolgere un ruolo rilevante nella definizione delle relazioni centro-periferia, e) se e in che misura il sistema partitico influenza la scelta delle élite locali e, infine: f) se e quanto è stato complessivamente modificato il rapporto tra Federazione – soggetti – autogoverno locale rispetto a quello delineato con l’entrata in vigore della prima Costituzione della Russia “postsovietica”, g) se tale rapporto ripropone una visione del rapporto tra centro e territori propria del periodo imperiale e/o del periodo sovietico e h) in che misura l’esperienza della Russia si potrebbe ancora iscrivere in quella degli Stati federali secondo la scienza del diritto costituzionale comparato. Il contributo prende in considerazione la letteratura italiana e straniera, inclusa quella russa la cui analisi contemporaneamente permette di valutare la posizione della dottrina russa nei confronti dei modelli occidentali

    Measuring energy efficiency and its contribution towards meeting CO2 targets: estimates for 29 OECD countries

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    Using results for 29 OECD countries from the estimation of an extended version of the model advocated by Filippini and Hunt (2011a), actual energy consumption and CO2 emissions are compared to notional energy consumption and CO2 emissions if the countries were energy efficient. This shows the contribution that improvements in energy efficiency can make towards the reduction in CO2 emissions. It is found that in many countries efficiency improvements alone are not likely to be sufficient to bring about reductions in CO2 emissions required to meet ambitious obligations. However, this is not the case across all countries included in the investigation. Moreover, it is shown that some of the world’s largest OECD emitters can make a significant contribution to CO2 reductions from becoming energy efficient. Therefore the negotiations of the new legally binding treaty agreed under the Durban Platform should promote emission reduction targets that incentivise national energy efficiency.emissions, energy efficiency, Durban Platform.

    Principio unitario, elementi pattizi e multietnicità nella formazione e nell'evolzuione dell'ordinamento statale della Russia

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    The article analyses the centre-periphery relations during the formation and the evolution of the Russian multiethnic state identifying some elements of continuity which in the post Soviet Russia are partially expressed in a renewed tendency towards centralization and in an increasingly frequent use by the central powers of the definition of "Russian nation" instead of "Multinational state of Russia

    La costruzione del federalismo sovietico nel dibattito giuspubblicistico interno ed esterno alla Russia

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    La proclamazione di relazioni di carattere federativo nella prima forma di Stato socialista è stata preceduta dalla discussione sulla compatibilità di quest'ultima con il principio federale. Nell'intervento, dopo aver analizzato il dibattito interno, si passa ad esaminare in che misura il principio federale ha trovato realizzazione nella prima Costituzione sovietica della Russia del 1918 come pure le diverse posizioni critiche della dottrina straniera nei confronti della sua attuazione che ne hanno principalmente sottolineato la natura essenzialmente fittizia
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