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    Luigi Scotti e il primo catalogo ottocentesco dei disegni della Galleria mediceo-lorenese

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    Seguendo l'attività dell'artista livornese nel dipartimento degli Uffizi preposto alla tutela dei disegni e delle stampe, durante la direzione di Ramirez di Montalvo (1828 al 1849), siamo in grado di ricostruire il graduale passaggio dalla gestione erudita che aveva celebrato la politica della classificazione settecentesca, alla nuova sensibilità per una conservazione del materiale grafico sempre più tecnica. L'analisi del prodotto catalografico di Luigi Scotti, concepito nel momento in cui dopo il rientro delle raccolte granducali da Palermo stavano maturando in Galleria le nuove direttive per la riorganizzazione del patrimonio artistico, evidenzia le norme che governarono la collezione fiorentina. Ai disegni e alle stampe Scotti riservò infatti un’attenzione particolare che sebbene sarebbe stata di lì a qualche decennio superata con repertori inventariali sempre più strutturati, segnò l’inizio di un più responsabile percorso identificativo del manufatto artistic

    L’acquaforte, il segno inciso

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    Breve rassegna sulla tecnica che ha consentito la diffuzione della stampa di traduzione

    Resoconto sulle attività relative al primo Seminario sulla Catalogazione elettronica di varie tipologie di oggetti. Esercizi sui materiali del Museo del Bargello e del Museo Stibbert

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    La scelta di due musei così diversi per formazione, ma importanti per la museografia fiorentina tardo ottocentesca, ha consentito di analizzare e studiare varie tipologie di manufatto artistico mettendo sullo stesso piano opere di pittura e scultura, ma soprattutto grandi elaborati di manifatture artistiche (oreficeria, ceramica, tessuti, armamenti ec.) L'uso della soluzione di una classificazione informatica ha consentito di recuperare anche trasversalmente molte delle peculiarità stilitiche, tecnche e funzionali, che altrimenti gestite non avrebbero risposto con tale precisione e controllo. Proprio lo studio di una gamma vastissima di manufatti conservati in contesti diversi, consente di rivalutare la schedatura dell'oggetto sopratutto in funzione del suo utilizzo originario. Un test così articolato suggerisce molti altri spunti di riflessione e approfondimento metodologico

    La Società Promotrice di Belle Arti. Proposta per un catalogo automatico dei materiali archivistici e bibliografici. Struttura del tracciato

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    Il progetto intende analizzare le numerose valenze informative che le Società Promotrici di Belle Arti accolgono nei propri statuti e programmi culturali. La cultura figurativa che dalla fine dell'800 si mosse verso il XX secolo lasciò molte tracce importanti nelle modalità espositive di queste realtà. Lo studio sistematico consente il recupero di un fitta rete di notizie in grado di restituire lo spessore che la stessa fruizione dell'opera d'arte assunse negli anni post-unitari

    Giuseppe Bencivenni Pelli: esercizi di numismatica nella Real Galleria

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    Il saggio affronta la storia del gabinetto numismatico agli Uffizi nella seconda metà del Settecento dopo gli interventi dei Cocchi. Una particolare attenzione verso la nuova didattica erudita che il direttore della Galleria fiorentina organizzava per gli amatori e conoscitori in visita alla raccolta

    bibliografia per M. Mosco, Cornici dei Medici. La fantasia barocca al servizio del potere

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    Rassegna bibliografica per un volume che affronta la tipologia della cornice ed in particolare l'rnamento del quadro durante il collezionismo mediceo

    Identità di un sito

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    Definizione della struttura informativa del sito che la Fondazione utilizza per la diffusione dei progetti elaborati. Dal sito di sintesi a quello di proiezione

    Archivio del Collezionismo Mediceo. Il Cardinal Leopoldo. I rapporti con il mercato bolognese, tomi I e II, Milano-Napoli 1993

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    Attraverso l'analisi e lo studio del carteggio artistico di Leopoldo de' Medici (diviso per aree geografiche), il volume ha ricostruito le dinamiche di mercato e del collezionismo della famiglia Medici in rapporto con i maggiori centri culturali italiani ed europei. Artisti, mecenati, mercanti, restauratori, copisti ecc. costruirono una fitta rete di rapporti epistolari con la corte fiorentina stabilendo modalità e protocolli che segnarono la storia delle acquisizioni di opere d’arte più importanti del maturo Seicento, opere che vennero per la maggior parte dei casi a formare le raccolte che oggi caratterizzano gli Uffizi e Palazzo Pitti

    Riletture e fortuna del "Museo Fiorentino" nelle carte della gestione della Galleria mediceo-lorenese

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    Il saggio affronta la nascita del Museum Florentinum, simbolo di un programma di visibilità e comprensione pubblica del patrimonio artistico granducale, tra i più significativi e pregiati del XVIII secolo. L’opera di Gori, analizzata insieme ad altri studi antiquari dello stesso autore e al vastissimo carteggio, veniva infatti ad inserirsi nelle dinamiche di un collezionismo pubblico e di una museografia che raggiungeva nell’atlante visivo note di convincente autocelebrazione. Fu ideato e realizzato in un clima di larghi fermenti culturali che coinvolsero non solo le arti figurative -con studi di carattere antiquario basati sui metodi del più consolidato sperimentalismo-, ma anche il linguaggio letterario nelle sue molteplici applicazion
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