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Relation between climate and vegetation along a Mediterranean-Temperate boundary in central Italy
The relationship between climate and vegetation was investigated along a Mediterranean-Temperate boundary in central Italy. The study area is a transition zone between the Temperate (Eurosiberian) and Mediterranean regions and has an altitudinal range of almost 1750 m. Ordination and cluster analysis were used. The results did not show any sharp boundary but a climate-vegetation mosaic ranging from upper mountain thermotype and lower hyperhumid ombrotype with Fagus sylvatica L. woodlands at higher altitudes, to meso-Mediterranean thermotype and lower subhumid ombrotype with Mediterranean maquis and Quercus ilex L. woods on the coast. Six phytoclimatic groups are distinguished and described in terms of climatic parameters, vegetation types and morphological and chorological traits. These parameters indicate a change without sharp discontinuities between groups. The Mediterranean to Temperate transition in this Tyrrhenian sector is broad and includes most of the study area
Le praterie a Bromus erectus dei Colli Euganei nel contesto dell’Italia centro-settentrionale
L’articolazione dei substrati litologici e dei relativi suoli presenti sui Colli Euganei (ARPAV, 2012), la ricchezza
floristica (Masin, Tietto,2005; Villani et al., 2003), e la conseguente ricchezza di cenosi vegetali (Lorenzoni,
1968; Buffa et al., 2010) rendono l’area euganea particolarmente interessante. La sua condizione di isolamento
all’interno della Pianura Veneta ne esalta la valenza biogeografia e sottolinea l’importanza degli interventi di tutela.
Nel 2010 (Villani et al.) fu affrontato il tema delle formazioni erbose secche, soprattutto in un’ottica ecologica.
Scopo del presente contributo è approfondire il tema delle praterie a Bromus erectus in termini
sincorologici. Tali cenosi si sviluppano nel settore meridionale dei Colli Euganei, su substrati calcareo marnosi.
Se la condizione di isolamento dell’area di studio è particolarmente evidente per quanto riguarda le vegetazioni
che si sviluppano su substrati vulcanici, non altrettanto si può dire per le cenosi legate ai substrati calcareo marnosi
per i quali si possono osservare affioramenti in direzione dei Colli Berici.
è altresì forte il collegamento con la Regione Mediterranea perchè, nonostante il clima sia di tipo temperato,
in periodi più caldi dell'attuale si sono potute diffondere specie tipicamente mediterranee che contribuiscono significativamente
a caratterizzare l'area e che si mantengono anche per particolari condizioni di esposizione. I
substrati ampiamente prevalenti sono quelli vulcanici che però non ospitano estese comunità erbacee. Sui substrati
carbonatici un habitat molto significativo dei Colli, anche in termini areali, è costituito dai prati aridi, i cosiddetti
“vegri”, un habitat complesso che, nell’apparente uniformità strutturale, nasconde invece un’elevata articolazione.
Le praterie aride a Bromus erectus dei Colli Euganei sono state analizzate e caratterizzate dal punto di vista
ecologico e fitosociologico. 46 rilievi fitosociologici originali sono stati sottoposti ad analisi statistica multivariata
utilizzando il software Syn-Tax 2000 (Podani, 2000).
Sono state individuate tre tipologie con composizione specifica ben differenziata, tutte riferibili alla serie del
Buglossoido-Ostryetum: praterie a Brachypodium rupestre con Bromus erectus e significativo contingente di
specie della classe Trifolio-Geranietea sanguinei, brometi xerici in passato utilizzati come pascolo ovino e strutturalmente
caratterizzati da abbondanza di camefite, brometi mesofili utilizzati come prati da sfalcio mediamente
più poveri di specie (Villani et al., 2010).
Al fine di chiarire le affinità fitogeografiche e di operare una corretta attribuzione all’habitat Natura 2000, le
tre tabelle sintetiche dei rilievi relativi ai Colli Euganei sono state confrontate con altre 25 tabelle sintetiche reperite
in letteratura e relative ad ambiti ecologicamente affini di territori dell’Italia centro-settentrionale.
L’analisi multivariata ha evidenziato una maggiore affinità delle praterie dei Colli Euganei per quelle provenienti
da Emilia Romagna, Liguria, Marche, Lazio, Abruzzo rispetto a quelle provenienti dal resto del Veneto e
dal Friuli Venezia Giulia. La presenza della sola sottospecie tipica e l’assenza della sottospecie Bromus erectus
subsp. condensatus ribadisce tali affinità anche se non chiarisce del tutto le problematiche legate all’inquadramento
sintassonomico
Landscape planning and biodiversity conservation of river habitats require vegetation analysis and mapping: the case of Cilento National Park (Italy)
Riparian and freshwater ecosystems are strongly endangered throughout Europe as they suffer the ongoing human pressure, habitat destruction, pollution and eutrophication. Monitoring species and habitats is essential to address conservation efforts and to evaluate the results of restoration actions. In this context we present the main results of a two-year (2010-2011) research project funded by the Cilento and Vallo di Diano National Park, focused on riparian habitat and vegetation mapping. Vegetation Mapping was performed within a 300 m width buffer along the main water bodies of the National Park; it was based on 2005 digital aero- images and GIS assisted; field surveys were stratified on water bodies, environmental unit and vegetation physiognomy and recorded using GPS with 2-5 m precision. We collected 273 relevès and detected 748 taxa of vascular plants (approx.1/3 of the overall regional flora) with several new findings for Cilento and Campania Region. A not negligible amount of these are alien species showing an invasive behavior in riparian habitats. 27 Natura 2000 habitats were identified accounting to 45% of the mapped area. The project results could contribute to assess the reference conditions of Southern Italian Peninsula water bodies to answer to the European Water Framework Directive (WFD 2000/60 CE). Furthermore they represent a first step of monitoring actions of species and riparian plant communities of the National Park that are essentials to address conservation efforts and to evaluate the results of management and restoration policies, as explicitly requested by art. 11 of Habitats Directive
Flora del gruppo del M .Ceva e della fascia torbosa di bonifica del Ferro di Cavallo (Colli Euganei, PD, NE Italia) = Flora of the Mount Ceva group and the peaty belt of the “Ferro di Cavallo” (Euganean Hills, PD, NE Italy)
L’area di studio, ubicata nell’estremo lembo orientale dei Colli Euganei, è ricchissima di specie vegetali: 938 entità attualmente presenti in soli 560 ettari. Sicuramente la grande variabilità dei substrati (latite, rioliti, scaglia rossa, torbe, argille, marne) abbinata ad un’insolita articolazione di morfologie ha favorito la biodiversità dell’area. La presenza di vari stadi successionali legati ad un modesto disturbo arrecato in tempi passati da attività antropiche tradizionali, rispettoso delle risorse disponibili, contribuisce ad esaltare la ricchezza di specie. Elevatissima ricchezza di specie nonostante l’escursione altimetrica sia decisamente contenuta (le quote vanno da 0 a 255 m slm). L’equilibrio ambientale raggiunto in quest’area è confermato da un numero relativamente basso di specie casuali, dalla percentuale di alloctone non elevata e da un numero comunque contenuto di specie segnalate da botanici del passato e non più ritrovate, includendo le quali giungeremmo ad un totale di 960 entità. In quest’area, si concentra il massimo numero di entità stenomediterranee di tutto l’entroterra veneto. Alcune delle specie presenti sono molto rare in Italia settentrionale o addirittura esclusive di questo piccolo settore delle alture padovane. Le eccellenze floristiche del M. Ceva e suoi dintorni si traducono in una complessità vegetazionale e un mosaico di habitat di straordinario pregio, spesso di problematica attribuzione in base agli schemi collaudati della fitosociologia classica. Talvolta risultano critici anche i riferimenti agli habitat Natura 2000, fondamentali per un’adeguata gestione e tutela su basi conservazionistich
Thyroid stunning in clinical practice: Is it a real problem?
Stunning is a phenomenon of reducing 131I uptaking activity by residual or metastatic tissue during the follow-up of patients after total thyroidectomy for differentiated thyroid carcinoma. It was observed at whole body scintigraphy performed after therapeutic dose, administered for remnant ablation, in patients who were previously given a 131I dose for diagnostic purpose. This phenomenon could influence the efficacy of radioisotopic therapy, making it unsuccessful. Stunning was observed also in case of hyperthyroidism treated by fractionated doses of 131I. After a careful revision of literature, Authors report their last 10 years-experience about very few cases of supposed stunning, observed in oncological and hyperthyroidal patients who underwent diagnostic scan and radioiodine therapy. In case of differentiated thyroid carcinoma, we recommended a careful selection of patients who will be given ablative therapy using very low diagnostic doses and administering further therapeutic dose in a short time. In case of hyperthyroidism treatment, it is confirmed the opportunity of a single therapeutic dose with TSH value within the normal range. Because it was found out a very small number of cases in our wide population, we conclude that stunning is not influent in clinical practice, above all if "well- practice" diagnostic-therapeutical procedures are strictly observed
Cartografie delle aree naturali protette gestite da RomaNatura (scala 1: 5.000): Carta della vegetazione e dell’uso del suolo; Carta delle serie di vegetazione; Carta delle unità di paesaggio; Carta della qualità ambientale Carta della vegetazione e dell’uso del suolo del territorio del Comune di Roma (scala 1: 50.000)
CD allegat
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