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Molto spesso vediamo le stelle quando già non ci sono più
Una lettura critica del sofisticato, elegante ed enigmatico lavoro di Giovanni Ferrario, artista e docente di evidente sensibilità, pubblicata in occasione di una mostra personale alla Fondazione Achille Castiglioni di Milano
Primodisegno
The monograph discusses the work of Giovanni Ferrario and the Primodisegno exhibition displayed at the Fondazione Achille Castiglioni. The catalog includes photographs by Allegra Martin and a critical text by Beppe Finess
Gianluigi Bennati. Arte come catarsi esistenziale
Catalogo della mostra (Varese, Rettorato dell'Università degli Studi dell'Insubria, 17 maggio-19 luglio 2019
Antonio Pizzolante : haiku o la forma del vuoto, catalogo della mostra (Rettorato dell'Università degli Studi dell'Insubria, Varese, 15 maggio-28 agosto 2023)
Catalogo della mostra (Varese, Rettorato dell'Università degli Studi dell'Insubria, 15 maggio-28 agosto 2023) inserita nel calendario degli eventi organizzati per i 25 anni dell’Ateneo (1998-2023). Protagonista è il pugliese di nascita, ma varesino d’adozione, Antonio Pizzolante, del quale è sondata l’ultima fase della ricerca, di natura installativa, caratterizzata da un dialogo serrato con lo spazio architettonico. Nelle opere, che sintetizzano e accorpano pittura e scultura, spicca l’indagine sull’antropologia dei materiali antichi (legno, ferro, pietra, carta), connessa al portato della longeva riflessione dell’artista, non scevra di sostrati autobiografici, relativa alle culture mediterranee, che si arricchisce di sofisticati sguardi al mondo orientale. Nel nome del primato della “estetica del vuoto”, intesa nell’accezione, positiva, veicolata dal Taoismo e dal Buddismo, poeticamente rappresentata dai componenti giapponesi haiku, ma anche, a livello figurativo, dalle stampe ukiyo-e, la vacuità assume pari, se non maggiore importanza rispetto al corrispettivo “pieno”, in quanto forza generatrice della realtà e delle sue forme. Alla luce di questo orizzonte di pensiero, la materia e il colore si liberano del superfluo, per giungere a uno stato di minimalista linearità modulare, che riflette o manipola la percezione spaziale degli interni razionalisti del Rettorato, ritmati dalla medesima dialettica fra pieni e vuoti, che divengono cassa di risonanza dell’esplicazione semantica dei manufatti. I lavori selezionati, alcuni già esposti, nel 2022, nella prestigiosa cornice dell’Istituto Italiano di Cultura di Cracovia, esplorano istanze solo in apparenza dicotomiche, invero compartecipi di una realtà in equilibrio: presenza e assenza, orizzontalità e verticalità, grevità e leggerezza, luce e ombra, cromìa e assenza di colore, tratteggiano, efficacemente, quella che Roland Barthes definì, ne L’impero dei segni (1970), «fragile essenza dell’apparire», riferendosi proprio alle forme artistiche orientali, calligrafia compresa. Una fascinazione che colloca la produzione di Pizzolante entro un dibattito longevo, che, a partire dagli anni Cinquanta e Sessanta del Novecento, sulla scia del totale affrancamento dalla figurazione, generato dall’affermazione, neoavanguardista, delle sensibilità astratto-concreta, spazialista, informale, concettuale e minimalista, nelle loro variegate declinazioni, consente di rintracciare delle convergenze con i capisaldi del mondo orientale, sperimentate, tra i molti, da artisti del calibro di Robert Rauschenberg, Jasper Johns, Sam Francis, Franz Kline, Robert Ryman, Yves Klein, Alberto Burri, Enrico Castellani, Lucio Fontana, Piero Manzoni, Mario Schifano, Francesco Lo Savio, Giulio Paolini, Giuseppe Uncini ed Ettore Spalletti
Donna Arte Società. Pratiche estetiche femministe dalla metà dell'Ottocento a oggi
Il volume raccoglie i contributi presentati al convegno internazionale Donna
Arte Società. Pratiche estetiche femministe dalla metà dell’Ottocento a oggi
(Varese, Università degli Studi dell’Insubria, Villa Toeplitz, 7-8 marzo 2024),
organizzato in chiusura della mostra Il Gruppo “Immagine”. Una storia di
artivismo femminista da Varese alla Biennale di Venezia (Varese, Università
degli Studi dell’Insubria, Rettorato, 15 novembre 2023-8 marzo 2024) e in
occasione del cinquantesimo anniversario (1974-2024) della fondazione del
collettivo di artiste militanti.
Il nesso fra arte e femminismo è indagato secondo una prospettiva diacronica storico-tematica, in stretto rapporto con le dinamiche socio-politiche e culturali di riferimento: dall’emancipazionismo ottocentesco alle reazioni al modello femminile patriarcale fra le due guerre; dalle ridefinizioni degli anni Sessanta e Settanta − fra separatismo e differenza di genere − fino alle nuove questioni sollevate dalle esperienze della terza e della quarta “ondata”
La danza delle polveri
Stefano Arienti and Giovanni Ferrario’s research is presented in book form through this publication: the two artists deal with some shapes of reality after their passage through the filter of thought and technological transformations. From the cutting out of photocopies of several books, the two authors get thin paper figures of animal and vegetal fossils, that are then scanned, re-edited, and modified. As a result, the images in the pages are often no more recognizable and also do not have a recognizable source anymore. At the same time, the drawings and manipulations by Arienti and Ferrario try to preserve an original feeling of fleeting shape in the new forms and objects that they produce. In this book, their scientific approach is mixed up with the creative and irrational unbalance of dance, that create together a sort of suspended-in-time series of images. “La danza delle polveri” is an artists’ book and has been printed in a single print-run of 1000 copies (plus 200 out of sale). This is the first book of a new collection by Corraini dedicated to artists’ books. Stefano Arienti (Asola (Mantova, 1961) lives and works in Milan. Since 1986 he exhibits his works in personal and collective exhibitions the world over. Giovanni Ferrario (Milan, 1973) lives and works in Cogliate (Monza e Brianza). He is professor at the Università Cattolica in Milan. He ehibited his works at among others the Palazzo delle Esposizioni in Rome and the MART in Rovereto
Inviscid limit of stochastic damped 2D Navier-Stokes equations
1 online resource (PDF, 14 pages)Bessaih, Hakima; Ferrario, Benedetta. (2012). Inviscid limit of stochastic damped 2D Navier-Stokes equations. Retrieved from the University Digital Conservancy, https://hdl.handle.net/11299/181220
Il semplice e l'essenziale
A partire dal progetto di un'immagine artistica il saggio mostra la differenza tra essenziale e semplice. La semplicità contiene complessità risolta, è il raggiungimento di una singolare intensità o densità che l'artista persegue. La piena realizzazione di una forma si raggiunge quando il progettista ha il coraggio di riconoscerne l'essenzialità e la necessità. Essenziale è ciò che porta alla luce l'ultimo strato delle cose, quello in cui, salvate le differenze, si avvertono parti comuni. Tra i compiti dell'artista vi è quello di rendere durevole ed essenziale ciò che nell'atto creativo è potenziale
TEMPUS SCM Project n. C016A05 "Investigations in Market Needs of Various Physics Study Profiles: A New Supplement Diploma"
L'attivita' del progetto ha prodotto una valutazione sulle necessita’ del mercato del lavoro in area macedone e la progettazione di una riforma dei corsi avanzati in fisica in modo tale da rispondere a tali necessita’ e provvedere alla formazione di quadri tecnici in grado di utilizzare le proprie competenze.Si sono formulati nuovi curricula specialistici (fisica medica, fisica dell’ambiente, astrofisica) e aggiornati i docenti e tecnici delle universita’ macedoni. Il dipartimento di fisica di Ferrara, oltre a mettere a disposizione le proprie competenze didattico-scientifiche, ha avuto il ruolo di ente responsabile della gestione del progetto; il prof. Ferrario e’ stato infatti designato grantholder dalla Commissione Europea e i fondi del progetto sono stati gestiti dal Dipartimento di Fisica. Il progetto ha avuto termine nel 2007
«Il gesto ripetitivo mi annoia, mi disturba, mi stanca» : Ambrogio Pozzi: artista
Il contributo ricostruisce la figura dell'Ambrogio Pozzi artista, poco sondata dalla storiografia, più proiettata verso l'analisi del ruolo svolto nell'ambito del design
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