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I Cartari, una famiglia di giuristi nella Roma barocca.
Il saggio è la prima elaborazione di un’indagine in corso sui giusdicenti della magistrature criminali dello Stato della Chiesa in età barocca. Il tema si collega a una tradizione di ricerca sugli ufficiali degli antichi stati italiani che negli anni Novanta ha conosciuto una stagione molto feconda, ma che poi si è quasi del tutto arrestata malgrado nel frattempo si siano moltiplicati gli studi sull’amministrazione della «giustizia» in età moderna. Ritornare sul problema significa arricchire il questionario con ulteriori domande, le quali pongono in relazione due ambiti disciplinari: la storia sociale e la storiografia giuridica. Identificare i componenti delle magistrature, infatti, è solo il primo passo per riflettere in modo circostanziato sul profilo del giurista secentesco, lo stylus iudicandi delle magistrature criminali e le innovazioni concettuali che intervengono nella dottrina giuridica durante il XVII secolo. Si presentano a titolo di esempio le vicende biografiche di una nota famiglia originaria di Orvieto: i Cartari, i cui esponenti sono giuristi e magistrati impegnati al servizio dei tribunali criminali dello Stato della Chiesa e di alcuni stati territoriali dell’Italia centro-settentrionale. Proprio l’omogeneità di questo indirizzo, seguito sull’arco di almeno tre generazioni tra metà XVI e metà XVII circa, consente di verificare, innanzitutto all’interno del lignaggio, le permanenze e le discontinuità nel profilo del magistrato (al di là ovviamente delle strategie di promozione della famiglia stessa). Per di più, la disponibilità di un importante archivio familiare e la ricchezza dei materiali prodotti e conservati al suo interno offrono una possibilità eccellente per ricostruire in modo qualitativo le carriere dei diversi membri e la loro produzione giuridico-dottrinale. I Cartari però non sono un caso eccezionale. Anzi, i membri di questa famiglia rientrano a pieno titolo in un insieme di giusdicenti laici attivi nell’apparato giudiziario dello Stato pontificio (ma non solo), di cui ho ricostruito la carriera e sto esaminando l’attività professionale, l’eventuale produzione giurisprudenziale e dottrinale, le relazioni con altri e talora assai famosi giuristi, gli interessi culturali, attestati dalle biblioteche e dal patronage, nella prima metà del Seicento, cioè durante i pontificati Borghese, Ludovisi e Barberini
Tra Venezia e il Papa. Gli anni romani di Francesco Mantica uditore di Rota e cardinale.
Il giurista Francesco Maria Mantica (1534-1614) fu al lungo docente presso l’Università di Padova e consulente, poi nel 1586 fu nominato uditore della Sacra Romana Rota e dieci anni più tardi divenne cardinale. Durante gli anni vissuti a Padova stese il famoso trattato De coniecturis ultimarum voluntatum, ma anche i circa tre decenni trascorsi a Roma costituiscono una fase importante, ancorché poco conosciuta, della sua attività di giusperito. Il saggio esamina i due episodi più significativi di questa lunga fase biografica: l’ingresso di Mantica nel tribunale della S. Rota e la sua partecipazione, da uditore e da cardinale, a un’annosa controversia giurisdizionale tra la Repubblica di Venezia e la Santa Sede. Dalla ricostruzione emergono aspetti della sua attività di giurista di difficile individuazione alla sola lettura delle opere e di utile integrazione ad essa. Ma soprattutto le vicende, che rientrano a pieno titolo nella storia dei rapporti tra Roma e Venezia, costituiscono un osservatorio privilegiato per la comprensione di un fenomeno che travalica la singola biografia: la funzione dei giusperiti nella Curia romana e la loro circolazione, talora senza soluzione di continuità, tra tribunali e congregazioni in una fase cruciale nella costruzione del giurisdizionalismo pontificio
Leggere il diritto nella prospettiva del genere e viceversa
ITALIANO: Il contributo illustra uno dei filoni tematici del volume di O. Cavallar e J. Kirshner, ovvero il ruolo del genere nell’ordine giuridico, e sottolinea l’importanza del diritto per affrontare la storia delle identità di genere e soprattutto per promuovere la storia della mascolinità. / ENGLISH: The contribution illustrates one of the thematic strands of the volume of O. Cavallar and J. Kirshner, namely the role of gender in the socio-legal order, and emphasizes the importance of law in addressing the history of gender identities and especially in promoting the history of
masculinity
Morte in famiglia. Il parricidio a Roma alla fine del Cinquecento e la riflessione di Prospero Farinacci
Il saggio esamina il fenomeno della violenza contro le donne nella storia, assumendo come punto di anali privilegiato maltrattamenti e omicidi di prossimità rivolti in particolare contro la madre. Il contesto prescelto è quello della Roma di fine Cinquecento, teatro di alcuni celebri parricidi, tra cui uno in particolare è un matricidio. A partire dal caso celebre, si esamina la diffusione della violenza interpersonale, soprattutto rivolta contro i familiari, l'incidenza dei parricidi nel quadro delle violenze cagione di pena capitale nello Stato pontificio e in altre realtà statuali dell'epoca, i motivi che vengono richiamati a giustificazione dell'atto letale. Inoltre, il caso di studio vede tra i protagonisti, in veste professionale, il giurista Prospero Farinacci, il quale nelle sue opere dottrinali e pratiche dedica spazio al reato di parricidio e soprattutto con la sua conoscenza diretta dei fatti in esame consente di intrecciare le sue osservazioni peculiari con quanto emerge dalla documentazione processuale e cronachistica
Educazione e mantenimento di nobili orfani nella Roma del Seicento
Il saggio esamina come, a partire dalla morte prematura dei genitori, si sviluppino la vita quotidiana e la traiettoria biografica di bambini e ragazzi appartenenti a famiglie della nobiltà romana nel sec. XVII. La condizione di orfano sperimentata in età precoce è considerata, infatti, una variabile importante, come rilevano gli storici della demografia, e non può essere ignorata nell’esame dei rapporti familiari e soprattutto per ricostruire l’esperienza dell’infanzia e dell’adolescenza, diversamente da quanto finora ha fatto la storiografia sulla famiglia. La documentazione su cui si basa l’indagine consiste principalmente in fonti qualitative (lettere, memoriali di tutela, libri di conti etc.) estratti dagli archivi delle famiglie presentate. Le informazioni desunte dalla documentazione concernono in primo luogo l’“educazione”, cioè gli aspetti relativi alla custodia e alla formazione degli orfani dalla perdita dei genitori all’ingresso nell’età adulta e, in secondo luogo, i costi del mantenimento dei minori, un tema estraneo agli studi sui consumi delle famiglie
Storia e uso pubblico della violenza contro le donne.
Il saggio propone una riflessione teorica sulla rilevanza dell'analisi storica per l'inquadramento e la comprensione degli attuali fenomeni di violenza contro le donne così come per l'elaborazione di strumenti efficaci per la sua prevenzione. Infatti solo se osservate in una prospettiva storica di lunga durata e nell'ambito delle disuguaglianze di genere storicamente determinatesi e ancora in atto, le manifestazioni particolari di violenza possono essere lette e interpretate sia nella loro estrema varietà tipologica sia nella drammatica persistenza. D'altronde la storiografia delle donne è stata pioniera nella rilevazione e nella denuncia della diffusione e sistematicità di maltrattamenti, abusi e forme di sopraffazione anche letali, sia, proprio attraverso questo oggetto di analisi, nella messa in crisi dei quadri storiografici consolidati
La violenza contro le donne nella storia. Contesti, linguaggi, politiche del diritto (secoli XV-XXI)
Il volume presenta per la prima volta un’ampia rassegna sulla storia della violenza contro le donne, esplorando sia i contesti dove questa si produce e si manifesta, e in particolare l’ambito delle relazioni familiari, sia le politiche del diritto adottate per regolarla e contrastarla. I saggi si muovono lungo un arco cronologico ampio, dalla prima età moderna al presente, e spaziano tra aree differenti del territorio nazionale. La prospettiva storica si dimostra particolarmente preziosa nell’analisi del fenomeno della violenza, perché dimostra che il gesto violento, nella sua apparente naturalità e immediatezza, assume e veicola forme, linguaggi, contenuti, valori sociali diversi secondo i contesti storico-geografici. Le stesse modalità di accoglienza o di rifiuto della violenza contro le donne da parte delle società e delle istituzioni sono storicamente determinate e altrettanto capaci di concorrere alla costruzione delle relazioni tra i sessi
Frati di S. Agostino: conflitti di comunità e poteri a Genova alla metà del Cinquecento
Il saggio ripercorre le vicende della comunità agostiniana di Genova, che alla metà del secolo XVI fu oggetto di un decreto di espulsione da parte delle autorità della Repubblica. All'origine del provvedimento, motivato dalle accuse di eresia e disordine interno che avevano colpito i frati del convento, vi era tuttavia la sorda lotta interna alla comunità. La presunta eterodossia dei suoi capi diviene argomento forte e decisivo per la loro rimozione in una fase storica in cui le gerarchie dell'Ordine e il S. Officio sono particolarmente sensibili verso il fenomeno di adesione dei frati alle idee riformate
STORIA E USO PUBBLICO DELLA VIOLENZA CONTRO LE DONNE
Il saggio offre una ricca panoramica storiografica e metodologica della recente ricerca dedicata alla storia della violenza maschile contro le donne. È sottolineata l'importanza dello studio dei contesti dove questa si produce e si
manifesta, e in particolare l’ambito delle relazioni familiari, In secondo luogo nel saggio sono evocate le politiche del diritto adottate per regolarla e contrastarla
Tendenze e indirizzi della storia di genere sull’età moderna in Italia. Un itinerario attorno alla Società Italiana delle Storiche
Il saggio esamina le tendenze della storiografia italiana in ordine alle tematiche di genere, concentrandosi sull'età moderna. A tal fine, si assumono le iniziative scientifiche della Società italiana delle storiche, le ricerche e le pubblicazioni promosse nel corso dei suoi trent'anni di attività come terreno di indagine privilegiato per la rilevanza che l'organizzazione ha avuto e ha nel campo degli studi di storia delle donne e di genere
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