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ARTEMISIA UMBELLIFORMIS SUBSP. ERIANTHA DA SPECIE PROTETTA A RISORSA PER L’ECONOMIA LOCALE. 108° Congresso Nazionale della Soc. Italiana di Botanica Onlus, Baselga di Pinè (Trento), Settembre, 2013.
B6 = ARTEMISIA UMBELLIFORMIS SUBSP. ERIANTHA DA SPECIE PROTETTA A RISORSA PER L’ECONOMIA LOCALE
LORETTA PACE, GIORDANA MARCOZZI, PAOLO FASCIANI
Università degli Studi dell’Aquila, Dipartimento di Medicina Clinica, Sanità pubblica, Scienze della Vita e dell’Ambiente via Vetoio Loc. Coppito, 67100 L’Aquila
Artemisia umbelliformis subsp. eriantha (Artemisia petrosa (Baung.) Jan ex D.C. ssp eriantha (Ten) Giacomini & Pignatti) o genepì appenninico, è un endemismo dell’Appennino Centrale che cresce nel Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, Majella, Monti Sibillini e Alpi Marittime (1). Tale entità vegetale, per le sue peculiari qualità aromatiche, viene impiegata per la produzione del liquore artigianale che, stimolando la secrezione dei succhi gastrici, attiva le funzioni digestive; in passato era già noto agli alpinisti abruzzesi come rimedio per il “mal di montagna”. Le sommità fiorite sono ricche di oli essenziali e vengono raccolte da luglio a settembre; il principio attivo è il tujone, un monoterpene biciclico tossico a dosi elevate. Tale entità vegetale è protetta dal 1979 dalla Legge Regionale n° 45 ed è inserita nella categoria vulnerabile (2). Artemisia petrosa subsp. eriantha è stata micropropagata in vitro utilizzando un terreno di coltura agarizzato, arricchito di fitormoni e di CaCO3, (3,4). I germogli sono stati moltiplicati e radicati; ottenendo in poco tempo elevate quantità di piantine da trapiantare. La rigenerazione in vitro ha permesso di ottenere un altissimo numero di cloni e di ricavare migliaia di piantine per essere trasferite in coltivazioni sperimentali per gli utilizzi in campo liquoristico. Anche in apposite aiuole, allestite presso il Giardino Alpino di Campo Imperatore, situato ad una quota di 2117 m s.l.m., le piantine in studio sono state saggiate al fine di verificarne la resa e la qualità; tale ricerca è tuttora in corso (5,6). Gli oli essenziali estratti dalle piante spontanee e da quelle micropropagate sono stati analizzati, entrambi hanno evidenziando elevate quantità di tujoni con una predominanza del cis-tujone rispetto al trans. Nelle piante ottenute da micropropagazione, il contenuto di questi composti incrementa nel tempo passando dal 43% delle plantule al 59% delle piante in fioritura. Tali valori sono inferiori a quelli rilevati nelle piante spontanee (72-87%), anche le rese degli oli sono più basse nelle piante micropropagate rispetto a quelle spontanee (7). Profili volatili di foglie e fiori freschi ottenuti da piante spontanee e rigenerate in vitro, sono stati valutati mediante HS-SPME-GC-MS (Head Space - Solid Phase MicroExtraction) allo scopo di mettere a punto un metodo analitico rapido e non distruttivo poiché richiede solo piccole quantità di materiale fresco. Tale metodo si è dimostrato molto efficace per l’analisi qualitativa di genepì appenninico (8). Le conoscenze derivate dallo studio di Artemisia umbelliformis subsp. eriantha sono utilizzate per promuovere presso imprese locali la coltivazione di genepì dando l’opportunità agli agricoltori di ottenere un prodotto tipico, valorizzando l’economia locale e salvaguardando il patrimonio naturale gravemente minacciato dalla raccolta indiscriminata ed illegale della pianta.
1)Conti F., Abbate G., Alessandrini A. (2005) Blasi C. An Annotated Checklist of the Italian Vascular Flora. Palombi Editori, p.325.
2)Conti, F., Manzi, A., Pedrotti, F. (1992) Libro Rosso delle piante d’Italia, Tipar Poligrafica Editrice, Roma, WWF, Italia, pp. 15-22.
3)Pace, L., Pacioni, G:, Spanò, L. (2004) In vitro propagation of Artemisia petrosa subsp. eriantha: potential for the preservation of an endangered species. Plant Biosystems 138 (3): 291-294.
4)Pace L., Spanò L. (2009) Esperienze di micropropagazione di piante di notevole interesse medicinale ed ecologico. Italus Hortus, 16 (2): 74-77.
5) Fasciani P., Pirone G., Pace L. (2010) - 2007-2010: Coltivazione sperimentale di Artemisia umbelliformis subsp. eriantha (genepì appenninico) ottenuta da micropropagazione, nelle aiuole del Giardino Alpino di Campo Imperatore. Acta Italus Hortus 2: 102-104.
6)Fasciani P., Pirone G., Pace L.(2011). Plant biodiversity at high altitude: in vitro preservation, 2011. Biotechnological advances in vitro horticultural breeding, September 16-22, 2011 Ghent, Belgium.
7)Pace L., Grandi S., Marotti M., Piccaglia R., Pacioni G.,Spanò L.(2010) Terpenoids profiles of in vitro regenerated Artemisia petrosa subsp. eriantha (Apennines’ genepì). Annals of Applied Biology 157: 309-316.
8)Reale S., Pace L., D’Archivio A., De Angelis F., Marcozzi G. (2013)Volatiles fingerprint of Artemisia umbelliformis subsp. eriantha by Head Space - Solid Phase MicroExtraction GC-MS. Natural Product Research (in press).
La presente ricerca è supportata dalla Misura 1.2.4 e dalla L. R. 9 Aprile 1997, n°35 “Tutela della Biodiversità vegetale e la gestione dei giardini ed orti botanici” Regione Abruzz
2007-2010: Coltivazione sperimentale di Artemisia umbelliformis subsp. eriantha (genepì appenninico) ottenuta da micropropagazione, nelle aiuole del Giardino Alpino di Campo Imperatore
The Alpine Botanical Garden of Campo Imperatore (Fig. 1), located at 2117 m a.s.l. in the Gran Sasso massif, accommodates the main peculiar species of the regional mountainous flora and belongs to the “Gran Sasso - Monti della Laga” National Park. It represents a living museum specialised in biological education and regional flora conservation. From 2007 to 2010, 120 plants of Artemisia umbelliformis ssp. eriantha, obtained by in vitro micropropagation (1), were transplanted into purpose-made flower-beds in the Garden (2), trying to reproduce their natural habitat (Fig. 2). Over this period, it was possible to assess the mortality and vegetative growth rates and the responses of clones to environmental stresses (Fig. 3 e 4). The results were encouraging, as very low mortality rates, high asexual propagation and remarkable flowering of the specimens were observed
Monitoraggio dei pollini d’alta quota (Campo Imperatore-Gran Sasso d’Italia): studio preliminare
Experimental fields of ex vitro Artemisia umbelliformis subsp. eriantha plants (Apennines’ genepì) in the Gran Sasso mountain: analysis of the volatile profile in comparison with wild-type plants
Aspetti geologici del Gran Sasso d'Italia
The Gran Sasso is the highest mountain group of the Central Apennines; from a geological point of view the rocks that now constitute it were formed in an area located very far from where they outcrop today: a broad carbonate platform developed on the margin of a lost ocean called Tethys . The tectonic structure of the Gran Sasso Massif are due to powerful compressive/tangential strain which resulted in the overthrust of the structure toward the Adriatic realm, during the Apennine orogenesis (Upper Miocene – Pliocene). This massif is commonly considered as the most important hydrogeological unit of the Central Italy regarding to its extension and its dynamics: mainly composed of intensely fractured carbonate rocks the complex presents a significant effective infiltration rate (about 800 mm / year for an average rainfall of about 1,200 mm / year). Due to its structural complexity, the aquifer is formed by a several interconnected reservoirs , laterally bounding by impermeable rock formations and feeds a large number of springs located on the northern and southern slope. The cold climatic phases occurred during the Pleistocene greatly influenced the morphology of the central Apennines where it is possible to recognize well-preserved erosional and depositional features of glacial origin. The most impressive example of this morphologies, both for its size and for the state of preservation, is Campo Imperatore: a glacial/karst – alluvial valley , measuring over 13 km long and 4 wide, located close to the Giardino Alpino
Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis
The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation
counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings
are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that
only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into
account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed
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