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FROM PERSONAL IDENTITY TO PLURALISM OF INTERCULTURAL IDENTITY: A STUDY ON THE TRANSFERABILITY OF SELF-KNOWLEDGE TO THE MULTICULTURAL SOCIAL CONTEXTS
This paper analyzes the passage from personal personal identity to multicultural identity. The personal identity of an individual is formed through experience and social activity, is the product emerging dynamic of interpersonal relationships of each person. Today, identity has become synonymous with culture and identity pluralism, as there is a change in one's personal identity in people that living in different socio-cultural contexts. The inter-culture, which is a narrative, contested and negotiated shared, is designed so as transferability from individual aspects to multicultural aspects
Tutorato tra pari e integrazione universitaria della disabilità
Introduzione
La legge 17/99 ha introdotto un sistema organizzativo maggiormente centrato sullo studente universitario disabile. La nascita della CNUDD (Conferenza Nazionale Universitaria dei Delegati per la Disabilità), nel 2000, ha inteso favorire, inoltre, la partecipazione dello studente disabile alla vita universitaria in maniera attiva, al fine di promuovere e garantire l’elaborazione di strategie di intervento plurime e personalizzate, in relazione a bisogni e situazioni diversificate (Ianes, 2005).
E’ stato anche istituito il tutoraggio tra pari e il tutoraggio specializzato.
Gli studi sul peer tutoring hanno evidenziato che le relazioni tra gli studenti universitari “normodotati” e i colleghi disabili sono generalmente caratterizzate da livelli di disponibilità e accettazione più consistenti di quelli che si osservano generalmente nella scuola dell’obbligo e nella scuola media superiore. Nei processi di integrazione delle disabilità, il peer-tutoring (Gordon, 2005), quale metodo in cui un tutor “esperto”, appartenente ad uno stesso gruppo sociale (ad esempio, come nel nostro caso, di studenti universitari della stessa Facoltà), affianca nei processi di apprendimento un tutee “novizio”, risulta essere particolarmente produttivo, migliorando negli studenti disabili l’autostima, le abilità sociali, il locus of control. Questa relazione, che deve avere di base un’interdipendenza tra i membri (Falchikov, 2012), è capace di agire anche sulla motivazione dei tutee, nonché sull’empowerment di tutor e tutee (Parkin & McKegany, 2000; Colvin, 2007).
Ipotesi ed obiettivi
- Il metodo peer tutoring può facilitare l’integrazione degli studenti universitari con disabilità;
- la condivisione di problematiche tipiche universitarie e le paritarie condizioni di partenza dei peer-tutor e tutee facilitano i reciproci processi di socializzazione.
La nostra attenzione è stata rivolta agli aspetti emotivo-affettivi, di socializzazione e di successo/insuccesso universitario della relazione educativa tutor e tutee.
Partecipanti e metodologia
Hanno preso parte alla ricerca 20 peer tutor della Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università degli Studi di Salerno. Alla fine dei sei mesi di attività, essi sono stati sottoposti ad un’intervista semi-strutturata, costruita ad hoc.
Procedure di analisi
La ricerca ha adottato una modalità di analisi quanti-qualitativa, basata sull’interpretazione delle modalità di risposta dei partecipanti. Le interviste sono state trascritte, protocollate ed unificate in un unico corpus testuale. Su questo corpus è stata effettuata l’analisi del contenuto del testo con l’utilizzo del software “T-lab 5.5” (Lancia, 2005).
Risultati
Un elemento rilevante emerso riguarda la funzione del tutor ,che è stato definito come una persona che contribuisce allo sviluppo formativo degli studenti a lui affidati.
Nelle interviste si evidenzia una quasi totale assenza dell’utilizzo dei termini “disabile” e “disabilità”. I tutor sembrano concentrati esclusivamente sulla relazione con i propri tutee e sulle attività da svolgere, tralasciano le questioni correlate alla disabilità. La relazione tutor/tutee appare focalizzarsi su obiettivi comuni e sulle prassi educative da implementare, annullando, in tal modo, la percezione della diversità.
Inoltre, emerge come il tutor sia una persona che sostiene e stimola continuamente, individualizzando al massimo le metodologie di insegnamento/apprendimento, al fine di favorire la crescita dell’autostima dei propri tutee. Tuttavia, questa relazione di apprendimento si attua in un legame affettivo amicale simmetrico, in cui il tutee acquisisce competenze e sicurezza, e parimenti il tutor acquisisce le medesime cose.
Conclusioni
In generale, possiamo affermare che i nostri dati evidenziano come il peer tutoring sia una metodologia adatta a sviluppare una relazione reciproca di competenze, all’interno di una relazione affettiva e simmetrica; l’attività di tutorato tra pari consente il superamento dell’ottica assistenziale relativa alla disabilità, spinge il tutee a “superare se stesso”, facilitandone gli apprendimenti e attivando così la sua “zona di sviluppo prossimale”
The psico-social dimension of health and the mind-body integration: risk and protection factors
Il presente capitolo si presenta all'interno di un volume che presenta una metodologia di intervento per promuovere il benessere bio-psico-sociale degli anziani attraverso i mediatori sociosanitari che se ne prendono cura. La ricerca intervento denominata CHANGE è stata elaborata dall'autore e validata in diversi paesi europei ed ha valutata dall'E.U.uno dei 30 migliori progetti d'intervento sul tema in oggetto.
Nel capitolo sono affrontati le dimensioni psico-sociali che si configurano quali fattori di rischio e di protezione che favoriscono la salute e l'integrazione mente-corpo dell'anziano
La promozione del benessere nell’anziano: uno studio sulle rappresentazioni degli anziani e degli operatori del settore.
Il presente articolo esplora la rappresentazione che gli anziani e gli operatori hanno dellle "senscenza" e degli "anziani", attraverso un'analisi del contenuto delle interviste. Lo scopo è rilevare le rappresentazioni, quali sistemi di conoscenza finalizzati al compimento di azioni (Moscovici, 1988), al fine di costruire interventi formativi ed implementare best practice capaci di incidere sui processi rappresentazionali degli operatori prima, e poi degli anziani stessi, in direzione della motivazione al cambiamento dello stile di vita sano
The Attention to Student Well-Being: The University Psychological Counseling
This paper aims to investigate the functions of the Counseling Center “M. Cesaro” at the University of Salerno (Italy). We begin with the valuable contribution of Professor Pina Boggi Cavallo, focusing on her involvement in its establishment and her function as a mother sufficiently good (Winnicott, Through Paediatrics to psycho-analysis. Tavistock Publications, London [trad. it. Dalla pediatria alla psicoanalisi, Martinelli, Firenze, 1975], 1958; Play and reality. Tavistok Publications, London [trad. itGioco e Realtà, Armando Editore, Roma, 1974], 1971; Boggi Cavallo & De Marco, Esperienza universitaria e aiuto psicologico: articolazione della domanda. In: Adamo SMG, Valerio P (eds) Psicologi e Medici: esperienze e ricerche in ambito istituzionale, Idelson, Napoli, 1990). Through these examples, the Counseling Center’s current mission is illustrated in relation to the types of users who find themselves in the evolutionary process of identity transition (Zittoun, Cult Psychol 10:131–161, 2006; Learn Cult Soc Interact 3(3):232–236, 2014; Savarese et al., Counseling for the university students. In: Tateo L (ed) Educational dilemmas. Routledge, New York, pp 98–111, 2019a; Br J Guid Couns 47(5):569–578, 2019b). We also discuss the type of intervention, built within a systemic-relational and socio-constructive-culture model, its phases, and the work with the local health service
Rappresentazioni del disagio socio-psichico e modalità di espressione in adolescenza
In questo contributo si presentano i risultati di una ricerca che focalizza l’attenzione sulle rappresentazioni sociali della salute mentale e le modalità di comunicazione del disagio psicologico nei processi di sviluppo.
L’attenzione è stata rivolta agli adolescenti perché questi sono i soggetti che nella fase di sviluppo possono presentare aspetti di positività e di negatività dall’interno della società fino a diventare veri e propri fattori patologici. In merito a quest’ultimo aspetto abbiamo preso in esame il disagio psicologico poiché le cause di questo fenomeno sono diverse e i fattori che possono influenzarlo sono molteplici, da questi presupposti si definisce il disegno della ricerca “Rappresentazione sociale della salute mentale e modalità di comunicazione del disagio psicologico nei processi di sviluppo”, svoltasi nella città di Cava de’ Tirreni rientrante nell’ambito del Distretto Sanitario n. 4 dell’Asl Sa1 in provincia di Salerno.
La ricerca costituisce il primo passo verso un processo di cambiamento più ampio che dovrebbe svolgersi di concerto con tutte le strutture territoriali competenti nei diversi settori d’interesse, finalizzato al miglioramento della qualità della vita degli adolescenti nella fase del loro sviluppo
Tutoramento entre pares e integração universitária da deficiência
O estudo analisa a relação entre tutor e tutorado com deficiências no contexto universitário. A hipótese de pesquisa é que o método do tutoramento entre pares poderá facilitar a integração dos estudantes universitários com deficiências e que a compartilha dos problemas e as paritárias condições de partida do tutor e do tutorado ajude os mútuos processos de socialização. Vinte tutores preencheram um questionário elaborado ad hoc, e o corpus narrativo foi submetido a uma análise textual. Os resultados evidenciam o fato do tutoramento entre pares ser uma metodologia percidônea para o desenvolvimento de uma mútua relação de competências, no âmbito de uma relação afetiva e simétrica; isso permite ultrapassar a perspetiva assistencial relativa à deficiência, incita o tutorado a “ultrapassar a si próprio”, facilitando a sua aprendizagem e assim ativando a sua “zona de desenvolvimento proximal”.
Peer tutoring and college integration of disability
Abstract: The study explores the relationship between peer-tutor and disabled tutee in the university context. The hypothesis of research is that the peer tutoring method can facilitate the integration of university students affected by disability and that the sharing of problems and of a similar condition between peer-tutors and tutees can facilitate their process of mutual socialization. We have administered a questionnaire to 20 tutors, and the resulting narrative corpus was submitted to a textual analysis. The results underline the peer tutoring as a valid methodology for the creation of mutual competence relationships, within an affective and symmetrical context; it allows to overcome the assistance perspective often associated to disability, and encourages the tutee to "to push his/her own limits”, facilitating his/her learning processes and thus activating his/her "proximal development zone"
Uno studio di Network Analysis applicato a pattern di co-diagnosi clinica
Introduzione
La Network Analysis o analisi delle reti è una tecnica di analisi dei dati che ha visto, solo di recente, applicazioni anche in campo epidemiologico e clinico.
Obiettivo del presente lavoro è stato utilizzare l’analisi delle reti in un contesto clinico, per valutare i pattern di co-diagnosi clinica e le differenze di genere in soggetti che hanno intrapreso un percorso di counseling psicologico universitario.
Metodo
Lo strumento utilizzato è stato il test SCL90_R, che misura i sintomi di Somatizzazione (SOM); Ossessività-Compulsività; (O-C); Ipersensibilità interpersonale (I-S); Depressione (DEP); Ansia (ANX); Ostilità (HOS); Ansia fobica (PHOB); Ideazione paranoide (PAR); Psicoticismo (PSY) e fornisce un valore complessivo di disagio psichico espresso dal Global Score Index (GSI).
Il campione è costituito da 70 studenti universitari (46 F, 24 M) età media 26.1 (SD = 4.4), divisi in due gruppi: con valore di GSI sotto soglia (NP: non patologici), e con GSI sopra soglia (PAT: patologici).
Riguardo le tecniche di analisi: ciascun sintomo è stato considerato come nodo di una rete; è stata definita la presenza di connessione tra due nodi se per entrambe i nodi vi erano soggetti con valore patologico di quel sintomo all’interno del gruppo di riferimento.
Risultati
Nei soggetti PAT di genere maschile (M) è emersa una fortissima connessione tra DEP, ANX, O-C e PSY, mentre nei NP vi è forte connessione tra PHOB, SOM e O-C.
Nei soggetti PAT di genere femminile (F) il nodo dominante è DEP, associato con ANX, HOS ed O-C ed una connessione meno forte con PSY, mentre nei NP vi è connessione forte tra DEP ed O-C, assieme ad una più debole con SOM e PHOB.
Conclusioni
Nel complesso, l’analisi delle reti ha permesso di evidenziare, rispetto ad altri tipi di analisi dei dati, più connessioni tra i vari sintomi clinici indagati e di delineare in maniera più complessa la qualità delle differenze connesse al genere
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