1,721,011 research outputs found
«Predupreždaju, čto budu pristrasten»: o nekotorych literaturnych strategijach i kul’turnych aspektach v kritiko-biografičeskich očerkach Ivana Aksenova (1930-e gg.)
This paper aims to outline the common aspects of three late biographical writings by the minor avant-garde poet Ivan Aksenov (1884-1935). The texts are about artists, with whom the author was in close contact, i.e. the theatre actress Maria Babanova, the painter Petr Konchalovskii and the director Sergei Eisenstein. Life is reported through fixed patterns, fictionalized events and devices that can be found in Aksenov’s prose, which depicted artists as literary heroes. In his meta-biographical assertions Aksenov stresses the active role of his artistic perception and experience other than looking for ‘objective’ facts, an approach that is polemically opposed to the so-called dokumental’naia proza of the official Soviet criticism. \ud
Aksenov’s writings also reflect the existential condition of a Silver Age writer facing the hardships of the 1930s in the Soviet Union. Finally, they contain some echoes of contemporary Western thought (Freud, Bergson), a topic which was prohibited at that time
La poesia di Ivan Aksenov (1914-1921) nel contesto dell'avanguardia russa : un'interpretazione
La tesi si propone di indagare il senso dell’esperienza poetica di Ivan Aksenov (1884-1935). Finora i suoi versi erano stati ricondotti agli indirizzi principali dell’avanguardia russa coeva (soprattutto la ricerca di un’equivalente verbale della pittura cubista). Grazie all’attento esame di tutti i testi noti dell’autore (ai quali si aggiungono nuove scoperte d’archivio) si possono tuttavia individuare modi di pensare e di scrivere che si discostano nettamente da quelli dei contemporanei. È così emersa un’idea di poesia che pone l’accento sull’espressione dei sentimenti e sull’organizzazione ritmica del materiale verbale. L’analisi delle caratteristiche linguistiche e semantiche delle poesie ha poi messo in luce una tecnica di scrittura originale che sembra riprodurre il monologo interiore dell’io lirico dell’autore. A un livello generale la ricerca mostra la necessità di ripensare il significato delle avanguardie in Russia anche attraverso un’adeguata conoscenza dei “minori”.
The aim of this work is to investigate the meaning of the poetry of Ivan Aksenov (1884-1935). His poems have been interpreted so far as a fulfilment of the ambitions of the main Russian avant-garde literary groups (especially the search for a verbal equivalent of Cubist painting). However, thanks to new findings in archives and careful analyses of all the known texts by the author, we identified ways of thinking and writing that appears noticeably different from those of his contemporaries. Aksenov conceived poetry primarily as the expression of feelings and as the rhythmic organization of verbal material. As we examined the linguistic and semantic features of the poems, we brought to light a very original writing technique that reproduces the stream of consciousness of the author’s lyric “I”. In general, this study shows the need to rethink the meaning of avant-garde culture in Russia also through a proper knowledge of the minor figures
Una voce parigina nel Futurismo russo: la poesia di Ivan Aksenov
Ivan Aksenov è una delle figure più neglette della letteratura russa di inizio Novecento. I pochi studiosi che ne hanno notato la grande originalità interpretano i suoi versi soprattutto come applicazione di principî di pittura cubista in poesia, alla luce delle esperienze di Majakovskij & Co.; tali indagini denotano una scarsa conoscenza dell’autore, che non mancò di dichiarare l’inconciliabilità tra i due media artistici. Questo libro si pone dunque come primo studio sistematico della poesia di Aksenov, partendo da una riflessione sullo stato filologico dei testi, per passare alla ricostruzione del suo pensiero estetico e ad analisi integrali dei componimenti poetici. Da ciò emerge un’inedita teoria dell’arte – che sviluppa idee di Tolstoj, Vjačeslav Ivanov e Freud – e una produzione in versi contraddistinta da ardite innovazioni metriche e da una poetica del flusso di coscienza con un urbanismo velatamente umoristico che ricorda autori come Apollinaire e Cendrars. Si intende così mettere in luce la peculiarità di Aksenov, unico poeta russo di area futurista ad aver partecipato, pur solo qualche mese, alla vita culturale di Parigi degli anni Dieci e fautore in patria di temi e stilemi in parte legati all’esprit nouveau francese
Iz zabytogo avangarda: ob odnom neizvestnom stichotvorenii I. A. Aksenova (akrostich K. A. Bol’šakovu). Po archivnym materialam OR IMLI RAN
This is the first publication of a hitherto unknown acrostic by an avant-garde poet, I. A. Aksenov. The poem was found in the archive of the Russian Union of Soviet Writers (VSSP) in the Manuscript Section of the Institute of World Literature (IWL). This poem dated 1918 is a complex example of Russian avant-garde poetry demonstrating subtle mechanisms of meaning-making. The essay places the poem within the context of Aksenov’s work and relates it to his biography (cf. his friendship with a poet, K.A.Bol’shakov, to whom the poem was dedicated and the participation of both in S.G.Kara-Murza’s literary circle “Tuesdays”). It outlines the basic structure of the acrostic, reveals its main linguistic devices and intertextual connections. The analysis shows that the acrostic was thematically connected with two poems Aksenov and Bol’shakov wrote later the same day at Kara-Murza’s house. All the three texts capture the nightmare of the Civil war (more precisely, the so called «Red terror» in the Fall of 1918) but also express hope for the return of the normal life, relying on friendship of like-minded people. In addition to this, the essay reveals possible interrelation between poetic techniques of Bol’shakov and Aksenov; this will enable us to better understand the speci city of these two understudied representatives of Russian avant-garde
L’immagine degli italiani nelle memorie di viaggio di intellettuali russi a cavallo tra Ottocento e Novecento
L'articolo si inserisce nel filone di studi che propongono una modellizzazione dell'odeporica di viaggiatori-scrittori stranieri in Italia, analizzando il caso di intellettuali russi che hanno visitato il Belpaese tra la fine dell'Ottocento e lo scoppio della Prima guerra mondiale, un periodo culturale chiamato in Russia "Età dell'argento" (Serebrjanyj vek). Analizzando i resoconti di viaggio di autori come Aleksandr Blok, Andrej Belyj, Pavel Muratov, Boris Zajcev, Maksimilian Vološin, Valerij Brjusov, Vasilij Rozanov, Ivan Grevs, Nikolaj Anciferov, è possibile notare le seguenti caratteristiche comuni relativamente al rapporto con gli indigeni: gli italiani come incarnazione di un ideale di bellezza "classico"; la delusione per la scomparsa del pittoresco; la figura italiana edonista come opposta al misticismo russo
K opisaniju russkogo sticha načala XX veka: avangardnyj opyt Ivana Aksenova
The verse forms used by futurist I. A. Aksenov (1884–1935) have not yet attracted the attention of scholars in early 20th-century Russian poetry. Yet in his poems one can notice a large amount of alternatives to syllabo-tonic versification: they are not only the echoes of tendencies generally found in his contemporaries, but also very original, though marginal, metric experiments, which cannot be satisfactorily described with the accep- ted classifications of Russian versology. Besides a special sort of “heteromorphic verse” (the initial syllabo-tonic form is replaced with a tonic or free one within the text, while the syllabo-tonic verse is at the end again), there are particular accentual verses with a tendency to a very similar (though never identical) number of ictus and syllables (we proposed the definition “moderately regular accentual verse”), extremely long (up to 50 syllables), rhymed verses, as well as experimental syllabic verses. Moreover, the identi- fication of the verse forms used can sometimes help to understand the meaning of the texts, according to the semantics usually inscribed in the metres: in one case, the recog- nition of a strange fusion of Christian verse and raešnyj stich underlines the sarcastic and, at the same time, glorifying character of the text
Lo stalinismo nei manuali scolastici russi contemporanei: tre narrazioni a confronto tra politiche educative e modelli interpretativi
Dopo un breve excursus della storiografia russa recente e una spiegazione del sistema di selezione dei manuali scolastici di Storia, si propone un'analisi comparata delle narrazioni presenti in tre libri di testo attualmente adottati nella Federazione Russa, con particolare attenzione all'epoca di Stalin. Si intende mostrare da una parte il valore culturale dell'insegnamento della storia a scuola in Russia nel processo di "nation-building", filtrandolo con la categoria del "rituale" che va inteso come modello narrativo capace di strutturare la mente dei partecipanti; dall'altra, l'attuazione imperfetta di questo "programma" statale, in quanto si può notare un certo pluralismo nella trattazione degli eventi nei libri approvati dal governo, mentre la celebrazione della figura di Stalin appare meno marcata rispetto a quello che si poteva rilevare negli anni 2007-2011
Ob obraze SSSR v putevych zapiskach fašistov: «Putešestvie odnogo poeta v Rossii» Vinčenco Kardarelli
Questo articolo rielabora in parte quanto pubblicato nel volume di atti del convegno "Tret'i moskovskie Anciferovskie čtenija (3-6 dicembre 2014). Nei resoconti del viaggio in URSS di Vincenzo Cardarelli (1928, pubblicato in volume nel 1954 con il titolo "Viaggio di un poeta in Russia") si possono osservare tre principali tendenze descrittive, talvolta in apparente contrasto l'una con l'altra: anzitutto si tratta del rapporto sentimentale verso un'immagine del passato russo ormai perduta, il che era abbastanza diffuso tra poeti-viaggiatori: la rivoluzione e il progresso sono un cataclisma che tradisce lo spirito del luogo. In secondo luogo si ha la rappresentazione dell'immagine dell'"altro" attraverso il "sé", che permette all'autore di capire ed etichettare i realia a lui ignoti. In terzo luogo, il lessico delle descrizioni dell'"altro" riflette la tipica posizione di disprezzo del fascista-sciovinista di quel periodo in relazione alla culture "basse" e alle loro città
Il figlio del cardinale
The Gadfly è il romanzo di ambientazione italiana più letto al mondo ma, paradossalmente, ignoto al pubblico italiano. Attraverso una serie di apparati critici (fortuna dell'opera; proposta di possibili chiavi di lettura; nota bio-bibliografica; elenco delle edizioni in lingua straniera dell'opera; studi sull'autrice) si è cercato di ricostruire le vicende di un romanzo che nel secondo Dopoguerra è diventato un cult in URSS e in tutti i paesi del blocco comunista (soprattutto in RPC, dove l'autrice e la sua opera sono presto diventato oggetto di idolatria). Il romanzo ha conosciuto innumerevoli trasposizioni teatrali (drammi, opere, balletti, musical) e cinematografiche, ed è stato inoltre fonte di ispirazione dichiarata per un gran numero di opere artistiche in autori come D. H. Lawrence, Nikolaj Ostrovskij, Veniamin Kaverin. Il libro colpì profondamente Indro Montanelli
«Serenada» I. A. Aksenova: k ponimaniju teksta i konteksta
This article focuses on I.A. Aksenov’s poem “Serenade” (1920). Our detailed analysis has shown that the poem is a particular experiment of style in reporting an experience of the lyric “I”, which recalls contemporary literary tendencies such as the “stream of consciousness”. Moreover, the humoristic character of his poem could allude to a parodic aim. We have considered T. Corbière’s parodies as his literary model and interpreted “Serenade” as a mocking poem addressed to pre-futurist Russian poets (especially Balmont and Gumilev)
- …
