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EVOLUZIONE GEOMORFOLOGICA TARDO-QUATERNARIA DELLA MEDIA VALLE DELL’ATERNO – APPENNINO ABRUZZESE
L’Appennino Abruzzese è caratterizzato dalla presenza di numerose depressioni intermontane originatesi per l’azione di faglie distensive che, a partire dal Pliocene, hanno interessato la catena appenninica, contemporaneamente al sollevamento della catena stessa (Doglioni, 1995; Centamore et al., 2003; Galadini et al., 2003). Dalla letteratura scientifica disponibile (e.g. Ciccacci et al., 1985; Centamore et al., 2003) si evince che tali bacini hanno subito una complessa evoluzione geomorfologica plio-quaternaria, testimoniata dalla presenza di paleopaesaggi e forme di erosione e di accumulo indicanti fasi alternate di erosione e sedimentazione. Alcuni di questi elementi morfologici testimoniano che tali depressioni, caratterizzate in origine da drenaggio endoreico, sono state interessate successivamente da cattura fluviale con generale tendenza all’approfondimento dei reticoli idrografici (Centamore et al., 2003). Alcuni Autori (i.e. Dramis, 1992) mettono in risalto come l’apertura e la chiusura dei bacini sia legata alla competizione tra l’attività delle faglie distensive, che bordano le conche, e l’erosione regressiva dei corsi d’acqua che le drenano. Date queste premesse sono stati effettuati degli studi geologico-geomorfologico-strutturali nel settore compreso fra il bacino di Sulmona e la conca Subequana. Tali ricerche hanno lo scopo di migliorare il quadro delle conoscenze relative all’evoluzione quaternaria della Media Valle del Fiume Aterno, che rappresenta uno dei principali sistemi idrografici che confluiscono nella depressione intermontana di Sulmona e che, appunto, congiunge tale bacino con quello Subequano.
Nello specifico, le analisi condotte sono state mirate a ricostruire il quadro evolutivo sia tettonico sia morfo-stratigrafico della Conca Subequana che, a tutt’oggi, rappresenta una delle depressioni intermontane dell’Appennino centrale meno caratterizzate da un punto di vista dell’evoluzione quaternaria.UnpublishedModena3.2. Tettonica attivaope
EVOLUZIONE GEOMORFOLOGICA TARDO-QUATERNARIA DELLA MEDIA VALLE DELL’ATERNO – APPENNINO ABRUZZESE
L’Appennino Abruzzese è caratterizzato dalla presenza di numerose depressioni intermontane originatesi per l’azione di faglie distensive che, a partire dal Pliocene, hanno interessato la catena appenninica, contemporaneamente al sollevamento della catena stessa (Doglioni, 1995; Centamore et al., 2003; Galadini et al., 2003). Dalla letteratura scientifica disponibile (e.g. Ciccacci et al., 1985; Centamore et al., 2003) si evince che tali bacini hanno subito una complessa evoluzione geomorfologica plio-quaternaria, testimoniata dalla presenza di paleopaesaggi e forme di erosione e di accumulo indicanti fasi alternate di erosione e sedimentazione. Alcuni di questi elementi morfologici testimoniano che tali depressioni, caratterizzate in origine da drenaggio endoreico, sono state interessate successivamente da cattura fluviale con generale tendenza all’approfondimento dei reticoli idrografici (Centamore et al., 2003). Alcuni Autori (i.e. Dramis, 1992) mettono in risalto come l’apertura e la chiusura dei bacini sia legata alla competizione tra l’attività delle faglie distensive, che bordano le conche, e l’erosione regressiva dei corsi d’acqua che le drenano. Date queste premesse sono stati effettuati degli studi geologico-geomorfologico-strutturali nel settore compreso fra il bacino di Sulmona e la conca Subequana. Tali ricerche hanno lo scopo di migliorare il quadro delle conoscenze relative all’evoluzione quaternaria della Media Valle del Fiume Aterno, che rappresenta uno dei principali sistemi idrografici che confluiscono nella depressione intermontana di Sulmona e che, appunto, congiunge tale bacino con quello Subequano.
Nello specifico, le analisi condotte sono state mirate a ricostruire il quadro evolutivo sia tettonico sia morfo-stratigrafico della Conca Subequana che, a tutt’oggi, rappresenta una delle depressioni intermontane dell’Appennino centrale meno caratterizzate da un punto di vista dell’evoluzione quaternaria.UnpublishedModena3.2. Tettonica attivaope
Geomorphic signatures of recent normal fault activity versus geological evidence of inactivity: case studies from the central Apennines (Italy)
Carta Geologica del Quaternario del bacino di Leonessa (Rieti) - Geological map of the Quaternary deposits of the Leonessa basin (Rieti)
Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis
The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation
counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings
are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that
only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into
account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed
Variations on the Author
“Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship
Appropriate Similarity Measures for Author Cocitation Analysis
We provide a number of new insights into the methodological discussion about author cocitation analysis. We first argue that the use of the Pearson correlation for measuring the similarity between authors’ cocitation profiles is not very satisfactory. We then discuss what kind of similarity measures may be used as an alternative to the Pearson correlation. We consider three similarity measures in particular. One is the well-known cosine. The other two similarity measures have not been used before in the bibliometric literature. Finally, we show by means of an example that our findings have a high practical relevance.information science;Pearson correlation;cosine;similarity measure;author cocitation analysis
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