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I Vicerè. La sceneggiatura
Leonardo Sciascia definì I Vicerè di Federico De Roberto il romanzo italiano più importante dopo I promessi sposi. Eppure questo capolavoro per più di cento anni è stato condannato all'oblio dalla cultura e dai poteri ufficiali. Ne ha invece ora elaborato la sceneggiatura Roberto Faenza, che ne ha fatto un film appassionante, realizzando quello che è stato un sogno per molti cineasti, tra i quali Visconti e Rosselllini.
Con un cast eccezionale (tra cui Alessandro Preziosi, Lando Buzzanca, Lucia Bosè) prendono vita le vicende della famiglia siciliana degli Uzeda negli anni dell’Unificazione dell’Italia. Si svelano così i misteri, gli intrighi e le complesse personalità della famiglia, in uno scenario dove i sentimenti sussistono solo nella prospettiva dell'interesse e della sopraffazione: in un mondo siffatto, la sete di potere e di dominio non può salvare nessuno. Resta solo la speranza che un giorno finalmente le cose possano cambiare.
La straordinaria analogia tra la scena storica rappresentata (la nascita dello Stato italiano nel 1870) e la percezione dell'odierno scenario della politica italiana, della sua crisi ideologica, morale e di valori, determinano la sconvolgente attualità del romanzo e del film
FAENZA: NOT ONLY THE CITY OF POTTERY
openLa città di Faenza, famosa in tutto il mondo per le sue ceramiche in stile "faience", è uno dei centri più importanti della Romagna, con una lunga storia databile da prima dell'arrivo dei Romani. In questa tesi tratteremo come il turismo si è evoluto nella storia in generale, per poi focalizzarci sulla regione Emilia-Romagna e poi più in specifico sulla città stessa, scoprendo quali sono le sue principali attrazioni turistiche e i piani che essa sta sviluppando per promuoverli al meglio.The city of Faenza, famous all over the world for its faience-style ceramics, is one of the most important centers of Romagna, with a long history dating back to before the arrival of the Romans. In this thesis we will discuss how tourism has evolved in history in general, and then focus on the Emilia-Romagna region and then more specifically on the city itself, discovering what are its main tourist attractions and the plans it is developing to best promote them
Jacobus de Voragine - Servasanctus de Faenza - Conradus de Brundelsheim
JACOBUS DE VORAGINE - SERVASANCTUS DE FAENZA - CONRADUS DE BRUNDELSHEIM
Jacobus de Voragine - Servasanctus de Faenza - Conradus de Brundelsheim ( - )
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I (1r)
[Jacobus de Voragine: Mariale aureum] ; [Prolog] (1r)
Legenda de conversione s. Catharinae virg.; Erat virgo prudentissima ... (88r)
Legenda de conversione s. Catharinae virg.; In urbe Alexandrina ... (88v)
Legenda de tribus regibus; CVm venerit plenitudi temporis in quo ... (89r)
[Servasanctus de Faenza: Sermones de sanctis selecti] (unvollständig) (90r)
II (97r)
[Conradus de Brundelsheim: Sermones de sanctis] (97r)
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Conradus de Brundelsheim (188v)
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Presentazione
Sociologia del cinema. I mutamenti della società italiana attraverso opere cinematografiche
La riattivazione del complesso Ex Salesiani di Faenza tra vocazione originaria ed energie contemporanee
Il riuso del complesso Ex Salesiani di Faenza presentato come caso emblematico di rigenerazione urbana della provincia di Ravenn
Antonio Liberi da Faenza
Monografia di Antonio Liberi (de' Domenichi o di Mazzone) detto da Faenza attivo dal 1480 (Forlì e Faenza) al 1534. Antonio da Faenza (1456-1534) fu pittore ed architetto, impegnato nell’edificazione e decorazione scenografica del teatro all’antica di Velletri preceduta dalla pittura della tribuna della chiesa di San Salvatore. A tali impegni seguì la decorazione degli sportelli d’organo nella Santa Casa di Loreto, culmine dei suoi aggiornamenti culturali che, oltre a Bramante e Lotto, annoverano il Raffaello delle Stanze Vaticane. Le pitture rivelano un forte senso scenografico. La sua conoscenza è stata arricchita dal reperimento nel mercato antiquario londinese del Codex architettonico ricordato dalle fonti di cui si erano perdute le tracce: permette di arricchire di diversi dati il suo bagaglio culturale; non di minore importanza risulta l’inventario dei libri della sua biblioteca che andava dai testi di Leon Battista Alberti, al Plinio Volgare, a Vitruvio, a Boccaccio etc. Il volume è corredato da saggi (Testimonianze, tradizione critica; Formazione ed esperienze; I contemporanei marchigiani), dal catalogo delle opere (a Velletri, Loreto, Montelupone, Norcia, Macerata, Polverigi, Treia, Cingoli, Faenza, Castelraimondo), da un ricco regesto documentario curato da Andrea Trubbiani.Monografia di Antonio Liberi (de'Domenichi, di Mazzone) detto da Faenza attivo dal 1480 (Forlì e Faenza) al 1534.
Operoso a Velletri, Loreto, Norcia, Macerata, Montelupone, Polverigi, Treia, Cingoli.
Le fonti ne riportano l'attività architettonica di cui restano solo i resti del teatro all'antica a Velletri e il disegno per il campanile del duomo di Faenza; è stato ritrovato un Codice architettonico da lui composto che rivela gli interessi nei confronti di Vitruvio ed il tentativo di coniugare l'antico con le esigenze contemporanee così come contemporaneamente faceva Donato Bramante da lui certamente conosciuto.
Le pitture rivelano un forte senso scenografico.
Il volume è costituito dai capitoli:
Testimonianze, tradizione e critica,
Formazione ed esperienze,
I contemporanei marchigiani.
Si conclude con un regesto curato da Andrea Trubbiani
La riattivazione del complesso Ex Salesiani di Faenza tra vocazione originaria ed energie contemporanee
Il riuso del complesso Ex Salesiani di Faenza presentato come caso emblematico di rigenerazione urbana della provincia di Ravenn
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