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FAENZA: NOT ONLY THE CITY OF POTTERY
openLa città di Faenza, famosa in tutto il mondo per le sue ceramiche in stile "faience", è uno dei centri più importanti della Romagna, con una lunga storia databile da prima dell'arrivo dei Romani. In questa tesi tratteremo come il turismo si è evoluto nella storia in generale, per poi focalizzarci sulla regione Emilia-Romagna e poi più in specifico sulla città stessa, scoprendo quali sono le sue principali attrazioni turistiche e i piani che essa sta sviluppando per promuoverli al meglio.The city of Faenza, famous all over the world for its faience-style ceramics, is one of the most important centers of Romagna, with a long history dating back to before the arrival of the Romans. In this thesis we will discuss how tourism has evolved in history in general, and then focus on the Emilia-Romagna region and then more specifically on the city itself, discovering what are its main tourist attractions and the plans it is developing to best promote them
Il Comune di Faenza dall'amministrazione popolare all'amministrazione fascista : 1920-26
Il saggio descrive l'avvicendamento tra amministrazioni comunali a Faenza e le rispettive politiche pubbliche tra il 1920 e il 192
Radio Bologna per l'Accesso Pubblico
Nata da un'idea di Roberto Faenza e Rino Maenza, Radio Bologna per l'accesso pubblico ha messo in onda per due giorni quattordici ore di trasmissione. Fu un evento unico, un contributo per la democratizzazione della RAI Tv e il suo effettivo decentramento a livello di base, un'esperienza fondamentale verso la costruzione della libertà di comunicazione. Dal febbraio 1923, anno di fondazione da parte del regime fascista dell'ente radiofonico URI, convertito poi in EIAR e quindi in RAI Tv, al novembre 1974, nessuna città italiana aveva mai ricevuto attraverso la radio una voce diversa da quella delle centrali dell'informazione di stato. Il 23 novembre 1974, per la prima volta nella storia delle comunicazioni del nostro paese, un'emittente indipendente, democratica e cittadina iniziava una serie di trasmissioni radiofoniche all'insegna del principio dell'accesso pubblico, per fare arrivare a una città intera la voce dei propri cittadini senza veli e censure
On 2-Level Polytopes Arising In Combinatorial Settings
2-level polytopes naturally appear in several areas of pure and applied mathematics, including combinatorial optimization, polyhedral combinatorics, communication complexity, and statistics. In this paper, we present a study of some 2-level polytopes arising in combinatorial settings. Our first contribution is proving that f(0)(P)f(d-1) (P) <= d(2)(d+1) for a large collection of families of such polytopes P. Here f(0)(P) (resp., f(d-1) (P)) is the number of vertices (resp., facets) of P, and d is its dimension. Whether this holds for all 2-level polytopes was asked in [A. Bohn, Y. Faenza, S. Fiorini, V. Fisikopoulos, M. Macchia, and K. Pashkovich, in Algorithms-ESA 2015, Springer, Berlin, 2015, pp. 191-202], and experimental results from [S. Fiorini, V. Fisikopoulos, and M. Macchia, in Combinatorial Optimization, Springer, Cham, 2016, pp. 285-296] showed it true for d <= 7. The key to most of our proofs is a deeper understanding of the relations among those polytopes and their underlying combinatorial structure. This leads to a number of results that we believe to be of independent interest: a trade-off formula for the number of cliques and stable sets in a graph, a description of stable matching polytopes as affine projections of certain order polytopes, and a linear-size description of the base polytope of matroids that are 2-level in terms of cuts of an associated tree.DISOPTMATHA
La rivista "Faenza", l'archeologia e a storia della ceramica medievale in Italia
L'articolo analizza il rapporto tra l'evoluzione della ricerca archeologica in ambito medievistico in Italia e la rivista faenza, cercando di evidenziarne il ruolo e il contributo scientifico
Analisi del campione faunistico di alcuni butti di Faenza
Sono stati esaminati circa 2500 reperti scheletrici e circa 1000 gusci di molluschi provenienti da una serie di siti in particolare butti e fosse per rifiuti urbani della città di Faenza tra la fine del XIV e il XVIII secolo
Paviment a Faenza, Itàlia
Primer pla d'uns paviments per al trànsit
rodat a Faenza, Itàlia.
Es tracta d'una calçada empedrada a la
antiga, a partir de llambordes irregulars.
També podem veure, una verja de ferro
forjat, a la banda esquerra de la via
Antonio Liberi da Faenza
Monografia di Antonio Liberi (de' Domenichi o di Mazzone) detto da Faenza attivo dal 1480 (Forlì e Faenza) al 1534. Antonio da Faenza (1456-1534) fu pittore ed architetto, impegnato nell’edificazione e decorazione scenografica del teatro all’antica di Velletri preceduta dalla pittura della tribuna della chiesa di San Salvatore. A tali impegni seguì la decorazione degli sportelli d’organo nella Santa Casa di Loreto, culmine dei suoi aggiornamenti culturali che, oltre a Bramante e Lotto, annoverano il Raffaello delle Stanze Vaticane. Le pitture rivelano un forte senso scenografico. La sua conoscenza è stata arricchita dal reperimento nel mercato antiquario londinese del Codex architettonico ricordato dalle fonti di cui si erano perdute le tracce: permette di arricchire di diversi dati il suo bagaglio culturale; non di minore importanza risulta l’inventario dei libri della sua biblioteca che andava dai testi di Leon Battista Alberti, al Plinio Volgare, a Vitruvio, a Boccaccio etc. Il volume è corredato da saggi (Testimonianze, tradizione critica; Formazione ed esperienze; I contemporanei marchigiani), dal catalogo delle opere (a Velletri, Loreto, Montelupone, Norcia, Macerata, Polverigi, Treia, Cingoli, Faenza, Castelraimondo), da un ricco regesto documentario curato da Andrea Trubbiani.Monografia di Antonio Liberi (de'Domenichi, di Mazzone) detto da Faenza attivo dal 1480 (Forlì e Faenza) al 1534.
Operoso a Velletri, Loreto, Norcia, Macerata, Montelupone, Polverigi, Treia, Cingoli.
Le fonti ne riportano l'attività architettonica di cui restano solo i resti del teatro all'antica a Velletri e il disegno per il campanile del duomo di Faenza; è stato ritrovato un Codice architettonico da lui composto che rivela gli interessi nei confronti di Vitruvio ed il tentativo di coniugare l'antico con le esigenze contemporanee così come contemporaneamente faceva Donato Bramante da lui certamente conosciuto.
Le pitture rivelano un forte senso scenografico.
Il volume è costituito dai capitoli:
Testimonianze, tradizione e critica,
Formazione ed esperienze,
I contemporanei marchigiani.
Si conclude con un regesto curato da Andrea Trubbiani
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