1,720,964 research outputs found
VALValutazione dei parametri di crescita cranio facciale per l'applicazione della metodica di allungamento mandibolare con tecnica di Ilizarov. Riv. It. Chir. Max. Facc., n°216, 1992.
VALValutazione dei parametri di crescita cranio facciale per l'applicazione della metodica di allungamento mandibolare con tecnica di Ilizarov. Riv. It. Chir. Max. Facc., n°216, 1992.
Valutazione dei parametri di crescita cranio facciale per l'applicazione della metodica di allungamento mandibolare con tecnica di Ilizarov.
Rigenerazione periferica del nervo faciale in segmento venoso autologo: studio sperimentale.
Melanoma maligno permagno centrofacciale. Trattamento chirurgico
Fra i tumori del terzo medio della faccia ad origine dai tessuti molli, hanno un posto di rilievo per la loro frequenza e gravità i melanomi. Riteniamo di particolare interesse l’osservazione di cui diamo conto in questa nota, per la assoluta rarità delle dimensioni della neoplasia maligna, per la contemporanea assenza di diffusione locoregionale e metastatica, per il successo del trattamento chirurgico, sconsigliato in precedenza proprio per il carattere di malignità ed il pericolo di diffusione della neoplasia in seguito alla stimolazione chirurgica.
La terapia chirurgica è stata intrapresa nel soggetto in fase pressocchè terminale per la grave discrasia ematica conseguente alle ripetute emorragie. L’intervento è stato eseguito dopo correzione del quadro ematochimico e valutazione Rx, ecografia e scintigrafia dei vari organi, che escludevano la ripetizione a distanza della neoplasia. Questa osservazione mette in evidenza l’esistenza di sia pur rari melanomi a sviluppo esclusivamente esofitico, di inusitate dimensioni, non invasivi, né metastatizzanti che possono giovarsi favorevolmente del trattamento chirurgico. Il che è da mettere in relazione alla immunogenicità, rivelatasi del tutto particolare, per questi tumori ed oggetto della più viva attenzione
Melanoma maligno centrofacciale gigante
Gli AA riportano un caso di melanoma centrofacciale, singolare per le notevoli dimensioni, particolarmente interessante per le caratteristiche di alta malignità, unite tuttavia ad un comportamento non invasivo, né locoregionale né a distanza. Il soggetto, M.L., di sesso femminile, di anni 84, si presentava all’osservazione clinica per una neoformazione dell’emivolto sinistro, di colorito giallo-brunastro, di circa 12x8x6 cm, a superficie bernoccoluta, maleodorante, ricoperta da induito brunastro, sanguinante, La lesione era comparsa in sede geniena sinistra circa 10 anni prima. Prelievi bioptici multipli fornivano la diagnosi istologica di “melanoma maligno a cellule epitelioidi, in parte fusate, parzialmente pigmentate” e la positività specifica all’immunoistochimica per Vicentina e HMB-45, oltre che per S-100. La paziente presentava una spiccata anemia ipocromica (Hb: 7.4 gr/dl) determinata dal continuo stillicidio ematico della lesione. Lo staging del T è stato particolarmente accurato. Tutti gli esami eseguiti, Rx cranio, TC total body, scintigrafia (99mTC) escludevano sia una diffusione locoregionale che metastatica a distanza. Tenuto conto dell’età del soggetto, della forma a crescita esofitica del tumore, della assenza di infiltrazione distrettuale e di metastasi linfonodali locoregionale e a distanza, si è ritenuto opportuno procedere ad intervento chirurgico. L’exeresi ha comportato il sacrificio
della porzione sinistra della piramide nasale, di tutta la porzione sottopalpebrale, asportando i tessuti molli fino alla scheletrizzazione della porzione anteriore del mascellare superiore. Sono stati eseguiti esami istologici estemporanei intraoperatori sull’area corrispondente alla base d’impianto e sui margini di exeresi, che davano esito negativo. La ricostruzione veniva eseguita con un lembo di scorrimento a spese delle regioni geniena e temporale. Il follow-up a distanza di circa 3 anni mostra assenza di ripetizioni della malattia, sia locali che a distanza.
Gli AA mettono in evidenza le caratteristiche biologiche di tale melanoma centrofacciale, ad alto grado di malignità istologica, ma peduncolato, a sviluppo esofitico, ad evoluzione lenta e progressiva, fino a raggiungere dimensioni del tutto inusuali. La mancata diffusione locale è elemento peculiare così come la mancata metastatizzazione nei linfonodi distrettuali, soprattutto se si considera che tale neoplasia era in atto da circa 10 anni.
Ciò prospetta l’ipotesi che vi possano essere melanomi maligni ad espressione locale sulla base di caratteristiche biologiche ancora da indagare, che favoriscono, oltre che una proliferazione superficiale, esofitica, l’assenza di infiltrazione profonda, mettendo in atto meccanismi di blocco della diffusione metastatica. Ne potrebbe far fede l’alta antigenicità del melanoma, con casi di regressione spontanea del tumore, come riportato in letteratura. Ciò è, peraltro, alla base della introduzione di protocolli di immunoterapia specifica e dei primi successi che questa comincia a produrre (Garys e coll.)
Cisti branchiali laterali del collo e grossi vasi del collo. Valore diagnostico dello studio con Ecocolordoppler e Risonanza Magnetica
Viene riportato uno studio con Ecocolordoppler (USDcolor) e Risonanza Magnetica (RM) condotto su 15 casi di cisti branchiali laterali del collo (CBLC) ai fini della “ottimizzazione diagnostica” di queste lesioni. Infatti, poiché esse, come noto, possono contrarre rapporti più o meno intimi con i grossi vasi del collo, la necessità di uno studio diagnostico approfondito ai fini dell’intervento chirurgico, soprattutto nei casi di cisti particolarmente voluminose e profonde, spinge sovente all’utilizzo di più metodiche strumentali. Dallo studio emergono i seguenti dati. La US è da ritenere essenziale per un preliminare studio della cisti. Nelle cisti di I tipo, essa è sufficiente alla valutazione diagnostica. Nelle cisti di II tipo, poste sul piano vascolare, in molti casi è sufficiente il solo studio con USDcolor. Nelle cisti di III e IV tipo è necessario associare alla USDcolor la RM. La TC ha, rispetto alla RM, il solo vantaggio del minor costo. Viceversa, è dotata di minor risoluzione e soprattutto richiede in taluni casi il ricorso a “contrast enhancement”
Three-Dimensional Craniofacial Bone Reconstruction With SmartBone on Demand
This is a report of a 34-year-old male lacking of bone development in the frontal and orbital part of the skull due to a surgical removal of a right orbital-front osteoma at the age of 5. The integrity of the craniofacial district was important for the young patient also for social acceptance and self-esteem.Based on computed tomography patient images, a skull model was reconstructed, both digitally and on 3-dimensional real model, to best design the needed bone graft. Defect wide extension and surface curvature called for the use of the puzzle technique, where the whole graft is composed by several elements, mechanically slotting into each other. The realization was made possible thanks to the use of a composite xenohybrid bone substitute specifically developed for reconstructive surgery (SmartBone, by Industrie Biomediche Insubri SA). SmartBone technology allowed the realization of custom-made grafts which perfectly joined each other and fitted the bone defect thanks to mechanical strength, also at low thicknesses and wide extensions.The postoperative course was uneventful and computed tomography scans showed new bone formation and complete calvaria continuity already 10 months after surgery, with no signs of inflammation over the entire follow-up.This case study represents a proof of concept that SmartBone on Demand custom-made bone grafts, together with puzzle technique, are effective, easy to handle and provide final excellent functional and aesthetic results
“Parallelaizer”: Surgical Kit and method of set-up in osteointegrated implants, and the parallelism of bone master hole
Introduction. Biomechanics play an important role in dental implantology whereby set-up of the parallelism (arc stability) between two or more implants in relation to the occlusal plane is fundamental.
Objective. Verification of parallelism of the bone master holes using a “Parallelizer”.
Materials and Methods. In a preliminary clinical phase, 15 patients (first control group) qualified for prothesic implant with partial upper and lower maxilla edentulia were selected. They received complessively 38 implants using the “Parallelizer”.
Preliminary laboratory phase. A manufactured resin plate was used as a surgical guide. It has holes at the center of the occlusal surfaces. A specific calliper was then used to determine the distance between the holes. This measurement was trasfered to the “Parallelizer”.
Surgical phase. A surgical drilling machine was lodged in the “Parallelizer” and subsequently used to make master holes in the center of the occlusal surface of the resin plate. A pivot block was then introduced in the same master hole. This guaranteed precision in the drilling of subsequent holes.
Results and Conclusions. A 97,37% parallelism among the implants was obtained. Chi-Square Test = 0,3089
- …
