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    La sala della letteratura per l'infanzia: educatori, maestri e narratori.

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    Il volume raccoglie riflessioni interdisciplinari e interistituzionali sul tema del patrimonio, inteso nel senso più ampio del termine. Si tratta di scritti che riportano discussioni e studi nati attorno al Museo Officina dell’Educazione virtuale-MOdE dell’Università degli Studi di Bologna. Esso è espressione di uno sguardo polivalente e in continuo movimento, così come evidenzia anche il significato etimologico del termine “officina”, definito come luogo attrezzato per la trasformazione, dove si temprano caratteri e ingegni; in senso moderno, ambiente idoneo per la formazione. Questa dimensione rende il MOdE un museo capace di gestire in modo vitale le trasformazioni, interrogandosi e dialogando sia al proprio interno, sia con le realtà esterne, per sostenere la costruzione di una conoscenza condivisa del patrimonio. I contesti museali e i patrimoni culturali proposti fanno riferimento a una natura dell’esperienza non solo di tipo tradizionale ma anche virtuale, così come è anche l’identità specifica il MOdE, che nasce come luogo virtuale per amplificare il patrimonio reale. Queste due dimensioni, che si supportano a vicenda, pur senza interferire l’una con l’altra - anzi integrandosi-, arricchiscono il campo di studio di significative riflessioni. Il presente volume restituisce poliedriche linee interpretative e, ben lungi dal voler proporre una risposta definitiva alla complessa questione dell’educazione al patrimonio, vuole essere un invito a continuare a interrogarsi e a dialogare

    Un'eccellenza pugliese alle Mostre didattiche e alle Esposizioni nazionali e internazionali: il successo dell'opificio Pezzarossa (1880-1911)

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    Il presente intervento intende indagare le fonti storiche costitute da documentazione archivistica e pubblicazioni periodiche relative alla partecipazione dell’opificio di attrezzi ginnastici, sportivi e scolastici di Giuseppe Pezzarossa (Elia 2013) alle Mostre didattiche e alle Esposizioni nazionali e internazionali che si svolsero negli anni compresi tra la fondazione della ditta nel 1880 e la morte dell’imprenditore e maestro di ginnastica, avvenuta nel 1911. Nella letteratura storico-educativa italiana, a differenza del contesto internazionale (Meda 2016, p. 156), le Esposizioni costituiscono un tema ancora poco approfondito (Brunelli 2020; Viola 2015), nonostante le potenzialità euristiche sottese nell’approfondire «il ruolo giocato dalle esposizioni universali e/o nazionali nel processo di massificazione dei consumi scolastici» (Meda 2011, p. 272). La necessità di iscrivere la storia degli oggetti scolastici all’interno del contesto socio-culturale rappresentato dalle Esposizioni e dalle Mostre didattiche, del resto, comporta l’esigenza per il ricercatore di «conoscere a fondo la società e la cultura (o meglio le culture) nell’ambito delle quali egli intende privilegiare lo studio dell’istruzione» (De Giorgi 2004, p. 269). È fondamentale, pertanto, considerare questi eventi nel loro ruolo di formatori dell’«immaginario sociale della società industriale» (Tomassini, 2015, p. 161). La ricerca condotta in questa sede non si limiterà alla ricostruzione della storia dell’opificio fondato da Pezzarossa, avendo cura, al contrario, di lumeggiare le vicende relative alle imprese concorrenti a quella sorta nel capoluogo pugliese. Mediante questo duplice canale di ricerca l’intervento avrà l’obiettivo di contribuire a delineare i caratteri degli oggetti prodotti da questi opifici e la loro evoluzione in termini di mezzi di educazione di massa fabbricati dalle industrie educative (Mœglin 2010), intesi, secondo la felice definizione elaborata da Meda, come l’insieme di oggetti scolastici sottoposti «ad un processo di codificazione formale con fini omologanti e [distribuiti] su larga scala da grandi imprese industriali» (Meda, 2016, p. 12). La ricerca lumeggerà l’eziologia dei giudizi che promossero l’attività imprenditoriale di Pezzarossa e garantirono, dunque, il successo dei prodotti fabbricati presso l’opificio di sua proprietà: questi oggetti rivestirono «un interesse particolarmente importante quali testimonianze materiali della cultura e della storia dell’istituzione scolastica» (Brunelli, 2013, p. 215). In un’ottica di ricerca interdisciplinare, inoltre, non sarà trascurato l’apporto della storiografia sportiva anglosassone (Hardy 1986; Hardy-Loy-Douglas 2009) che ha costruito un modello euristico incentrato sull’articolazione della cultura materiale sportiva in nove categorie, una delle quali, costituita dagli attrezzi del gioco, definisce una larga parte della produzione dell’opificio di Pezzarossa e dei suoi concorrenti

    Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis

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    The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed

    Variations on the Author

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    “Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship

    Appropriate Similarity Measures for Author Cocitation Analysis

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    We provide a number of new insights into the methodological discussion about author cocitation analysis. We first argue that the use of the Pearson correlation for measuring the similarity between authors’ cocitation profiles is not very satisfactory. We then discuss what kind of similarity measures may be used as an alternative to the Pearson correlation. We consider three similarity measures in particular. One is the well-known cosine. The other two similarity measures have not been used before in the bibliometric literature. Finally, we show by means of an example that our findings have a high practical relevance.information science;Pearson correlation;cosine;similarity measure;author cocitation analysis
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