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    Analisi del comportamento dinamico di piastre piroclastiche in presenza di cavità

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    La valutazione del rischio sismico deve essere frequentemente eseguita in contesti urbani complessi di antica origine. In questi casi alle difficoltà legate alla caratterizzazione del comportamento dinamico delle strutture, si affianca la necessità di considerare le particolarità del substrato sul quale si è sviluppato il tessuto urbano. Le molteplici necessità ed attività connesse allo sviluppo dei centri abitati hanno selezionato e modificato, nel corso dei secoli, condizioni geotecniche e morfologiche del tutto particolari, tra le quali assumono grande importanza l’irregolarità della superficie topografica e la presenza di cavità. In casi piuttosto diffusi nei distretti vulcanici dell’Italia centrale, tali fattori, grazie anche allo specifico contesto geomeccanico, sono compresenti con caratteri di particolare rilevanza: infatti i centri abitati si sono sviluppati, con propositi di difesa, in cima a colli, altopiani o ammassi litoidi dai margini sub-verticali, formati da materiali piroclastici di consistenza elevata ed interessati da estese reti di cavità di origine antropica, usate come cave o depositi. Se l’influenza della topografia sulla risposta sismica di sito è già da tempo oggetto di ricerche di carattere teorico ed applicativo, l’effetto delle cavità risulta meno indagato. Lo studio condotto per la redazione della presenti Tesi inizia pertanto con un richiamo delle leggi fisiche fondamentali che regolano la propagazione e l’interazione con la superficie di onde di volume elastiche. Dal momento che gli studi teorici sulla risposta sismica locale in presenza di anomalie morfologiche del semispazio, interne o superficiali, evidenziano l’importanza dell’incidenza inclinata del fronte d’onda, sono stati particolarmente approfonditi i fenomeni e le formulazioni matematiche associate a tale configurazione. Inoltre, dovendo utilizzare tecniche di analisi numerica per le valutazioni di risposta sismica in presenza di cavità, si è ritenuto opportuno mettere a punto un metodo, fondato dal punto di vista meccanico, anche se limitato da alcune ipotesi di base, che consenta la riproduzione di fronti d’onda inclinati incidenti sul contorno di un modello numerico. Per individuare i principali fenomeni dinamici legati alla presenza dei vuoti sotterranei, nonché i caratteri del moto ottenuto in superficie, è stata quindi eseguita una serie di analisi di tipo parametrico su un modello numerico bidimensionale semplificato, costituito da una cavità cilindrica a sezione circolare in un mezzo elastico lineare. La significatività e l’importanza dei risultati teorici e numerici ottenuti sono state quindi verificate mediante l’applicazione numerica ad un caso reale, quello del Colle di Orvieto. La condizione geotecnica del caso prescelto è, nonostante la sua peculiarità, dotata di una certa emblematicità, rappresentando, come già accennato, i numerosi casi di centri abitati disposti su piastre a consistenza litoide, di origine vulcanica ed interessati da cavità. Lo studio ha quindi previsto una caratterizzazione del materiale che, tra quelli che costituiscono la piastra piroclastica, più frequentemente ospita cavità: la Pozzolana debolmente cementata. Essa è stata caratterizzata mediante prove di laboratorio in campo ciclico (con prove di taglio semplice e di taglio torsionale) e dinamico (con prove di colonna risonante e misure della velocità di propagazione delle onde). Sono state svolte quindi analisi numeriche bidimensionali della risposta sismica del Colle di Orvieto sia in assenza di cavità, sia in loro presenza. Nelle analisi vengono tenuti in conto i principali fattori influenti sulla risposta sismica locale: la successione stratigrafica ed i rapporti di impedenza tra i vari materiali, la conformazione morfologica e la presenza di cavità in prossimità della superficie della piastra piroclastica. Le analisi, realizzate senza l’intento di determinare la pericolosità sismica locale del Colle, sono state condotte utilizzando un accelerogramma rappresentativo dei più grandi terremoti storicamente osservati in situ. L’intero impianto della Tesi è incentrato su un classico problema di risposta di sito: l’oggetto della ricerca è pertanto rappresentato dal moto ottenuto in superficie in occasione di un sisma, e dalle sue caratteristiche peculiari legate alla presenza di cavità, in associazione ad altre condizioni geotecniche e morfologiche. Ipotesi fondamentale assunta nel corso della ricerca è quello di mantenimento delle condizioni elastiche del terreno o della roccia al contorno delle cavità. Sono pertanto escluse dallo studio le problematiche relative allo sviluppo di intense plasticizzazioni, con alterazione delle condizioni di stabilità delle cavità durante il sisma, e le loro ripercussioni in superficie

    Semantic vector representations of senses, concepts and entities and their applications in natural language processing

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    Representation learning lies at the core of Artificial Intelligence (AI) and Natural Language Processing (NLP). Most recent research has focused on develop representations at the word level. In particular, the representation of words in a vector space has been viewed as one of the most important successes of lexical semantics and NLP in recent years. The generalization power and flexibility of these representations have enabled their integration into a wide variety of text-based applications, where they have proved extremely beneficial. However, these representations are hampered by an important limitation, as they are unable to model different meanings of the same word. In order to deal with this issue, in this thesis we analyze and develop flexible semantic representations of meanings, i.e. senses, concepts and entities. This finer distinction enables us to model semantic information at a deeper level, which in turn is essential for dealing with ambiguity. In addition, we view these (vector) representations as a connecting bridge between lexical resources and textual data, encoding knowledge from both sources. We argue that these sense-level representations, similarly to the importance of word embeddings, constitute a first step for seamlessly integrating explicit knowledge into NLP applications, while focusing on the deeper sense level. Its use does not only aim at solving the inherent lexical ambiguity of language, but also represents a first step to the integration of background knowledge into NLP applications. Multilinguality is another key feature of these representations, as we explore the construction language-independent and multilingual techniques that can be applied to arbitrary languages, and also across languages. We propose simple unsupervised and supervised frameworks which make use of these vector representations for word sense disambiguation, a key application in natural language understanding, and other downstream applications such as text categorization and sentiment analysis. Given the nature of the vectors, we also investigate their effectiveness for improving and enriching knowledge bases, by reducing the sense granularity of their sense inventories and extending them with domain labels, hypernyms and collocations

    Lithobius (Archilithobius) excellens Silvestri, 1894, n. sp.

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    Lithobius (Archilithobius) excellens, n. sp. L. robustus, ochraceo-flavus, pedibus anticis pallidis. Antennae pallidae, totius corporis longitudinem fere aequantes, 76-articulatae. Oculi ocellis 18, in series 4 digestis. Coxae pedum maxillarium dentibus 8+8 armatae. Pori coxales multiseriati, numerosissimi, parvi, rotundi. Pedes anales longi, ungue singulo, infra calcaribus 1, 1, 3, 3, 2, articuli primi margine laterali calcaribus duobus armato. Genitalium femineorum unguis simplex, calcariun duo paria. Mas ignotus. Long. corp. mm. 29; lat. corp. mm. 3.5. Hab. In caverna dicta del Ginepro prope Borghetto di Vara. Legit Abdul Kerim. Obs. L. Lithobio rugoso Mein. finitimus, sed antennarum longitudine, pedum analium calcarium dispositione, et etiam dentibus coxarum pedum maxillarium distinctissimus.Published as part of F. Silvestri, 1894, Res Ligusticae XXII. Diagnosi di nuove specie di miriapodi cavernicoli, pp. 579-581 in Annali del Museo Civico di Storia Naturale di Genova 34 on page

    Lithobius Silvestri, 1894, s. str.

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    Lithobius (s. str.) occultus, sp. n. L. sat robustus, ochraceus. Antennae dimidium corpus longitudine superantes, 70-articulatae. Ocelli utrimque 19, triseriati. Coxae pedum maxillarium dentibus 7+7 armatae. Laminae dorsales 9, 11, 13 angulis posticis Pori coxales multiseriati, numerosissimi, parvi, rotundi. Pedes anales longissimi, ungue singulo, infra calcaribus, 1, 1, 3, 2, 1 armati, articuli primi margine laterali calcare singulo instructo. Genitalium femineorum unguis integer; calcarium duo paria. Mas latet. Long. corp. mm. 24; lat. corp. mm. 3. Hab. In caverna montis Gazzo prope Sextum (Sestri Ponente). Legit R. Barberi. Obs. L. Lithobio impresso C. Koch similis, longitudine vero antennarum pedumque analium, pororum coxalium numero et forma, distinguendus.Published as part of F. Silvestri, 1894, Res Ligusticae XXII. Diagnosi di nuove specie di miriapodi cavernicoli, pp. 579-581 in Annali del Museo Civico di Storia Naturale di Genova 34 on pages 1-

    Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis

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    The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed

    Variations on the Author

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    “Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship

    Appropriate Similarity Measures for Author Cocitation Analysis

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    We provide a number of new insights into the methodological discussion about author cocitation analysis. We first argue that the use of the Pearson correlation for measuring the similarity between authors’ cocitation profiles is not very satisfactory. We then discuss what kind of similarity measures may be used as an alternative to the Pearson correlation. We consider three similarity measures in particular. One is the well-known cosine. The other two similarity measures have not been used before in the bibliometric literature. Finally, we show by means of an example that our findings have a high practical relevance.information science;Pearson correlation;cosine;similarity measure;author cocitation analysis

    Polydesmus longicornis Silvestri, 1894, sp. n.

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    <p>Polydesmus longicornis, sp. n.</p> <p>P. subgracilis, nitidus, pallido-flavus. Antennae corporis latitudine plus duplo longiores. Segmentum primum subellipticum, postice incisum, tuberculis piligeris manifestis. Scuta coetera carinis valde productis, sculptura manifesta, angulis anticis rotundatis, angulis productis subacutis, productis, marginibus lateralibus dentibus profundioribus. Pedes longissimi. Maris pedes copulativi breves, parte cylindrica ad summum pulvillum gerente et processibus duobus arcuatis, quorum alter longior prope basim dente armatus.</p> <p>Long. corp. mm. 12; lat. corp. mm. 1,5.</p> <p>Hab. In caverna. dicta dell’Orso in Laglio (Larius). Legit Doct. R. Gestro.</p> <p>Obs. P. Polydesmo falcifero Latz. similis, sed antennarum pedumque longitudine, nec non pedum copulatiuorum forma differt.</p>Published as part of <i>F. Silvestri, 1894, Res Ligusticae XXII. Diagnosi di nuove specie di miriapodi cavernicoli, pp. 579-581 in Annali del Museo Civico di Storia Naturale di Genova 34</i> on pages 2-
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