1,633 research outputs found
Genere e Media Education. Sfide educative tra rappresentazioni e narrazioni reali e virtuali
Il contributo si inserisce nel dibattito dei processi educativi e le rappresentazioni di genere, intrecciando tale filone di studi con gli approcci della media education. Essere maschio o femmina, come identità socialmente e cultural-mente costruite, deve fare i conti con le stratificazioni tra vecchie e nuove narrazioni, nonché silenzi, impregnati spesso di stereotipi che sfociano in pregiudizi e sessismi, per proporre nuove contro-narrazioni, nuove visioni. Una complessità narrativa rappresentata anche da uno storytelling che diventa crossmediale, ovvero il passaggio di uno stesso contenuto viene veicolato da un media ad un altro transmediale, per cui i contenuti di una storia vengono diversificati nei linguaggi e negli elementi dei media, creando una narrazione che può definirsi "convergente". Diventa, dunque, centrale, per un professionista dei processi socio-educativi e culturali, avere strumenti di analisi per costruire percorsi formativi di conoscenza critica e consapevole rispetto alle narrazioni stereotipate dei generi. Costruire l'empowement delle nuove generazioni significa partire da ciò che i bambini, le bambine e i ragazzi e le ragazze sanno, per condurli oltre e permettere loro di costruirsi uno sguardo attento, riflessivo, critico sui diversi media che attraversano quotidianamente le loro vite – dai cartoon, agli albi illustrati; dai giocattoli ai videogiochi; dai libri di narrativa alle serie tv e film – incoraggiandoli a documentare, analizzare e riflettere sui propri usi e su come sono rappresentate le identità in quegli specific media
Low-Power Wide-Area Networks in Intelligent Transportation: Review and Opportunities for Smart-Railways
The aim of this paper is to provide an overview of the state-of-the-art in LPWAN, with a focus on intelligent transportation. IoT and LPWAN technologies appear as very promising for cost-effective remote surveillance, monitoring and control over large geographical areas, by collecting data for several sensing applications (e.g., predictive condition-based maintenance, security early warning and situation awareness, etc.) even in situations where power supply is limited (e.g., solar panels) or absent (e.g., installation on-board freight cars).
R. Dirnfeld, F. Flammini, S. Marrone, R. Nardone and V. Vittorini, "Low-Power Wide-Area Networks in Intelligent Transportation: Review and Opportunities for Smart-Railways," 2020 IEEE 23rd International Conference on Intelligent Transportation Systems (ITSC), 2020, pp. 1-7,
doi: 10.1109/ITSC45102.2020.9294535
Prospettive di genere nella didattica delle discipline : l’esperienza formativa di un corso universitario tra urgenze didattiche e costruzione di cittadinanze
Il corso di formazione permanente Prospettive di genere nella didattica delle discipline è stato promosso nell’anno accademico 2016-2017 dal CSGE-Centro Studi sul Genere e l’Educazione dell’Università di Bologna, con l’obiettivo di formare figure professionali nei contesti educativi e scolastici in grado di riconoscere stereotipi e pregiudizi alla base delle differenze di genere e dei ruoli attribuiti loro nella nostra società. Sviluppando riflessioni critiche e strumenti trasversali alle diverse discipline e alle relazioni/rapporti in classe, il percorso ha promosso una formazione e un’educazione al rispetto delle differenze e delle pari opportunità, per sostenere un approccio di genere nella scuola e, più in generale, nel sistema formativo a partire dalla prima infanzia
Educazione sessuale e modelli videoludici: una sfida possibile
Analizzare il possibile legame tra educazione sessuale e videogiochi è come addentrarsi in un territorio minato in cui convergono pregiudizi culturali, tabù e stereotipi da ogni ambito della società.
Se da un lato esistono ancora delle forti resistenze nei confronti del videogioco come medium, come un artefatto culturale contemporaneo complesso e con ampie potenzialità legate all’apprendimento e alla costruzione di competenze trasversali, dall’altro la dimensione dell’educazione sessuale non solo non è presente nei percorsi formativi istituzionali (dalla Scuola dell’infanzia all’Università) – se non in maniera facoltativa e legata alla sensibilità degli insegnanti – ma spesso è fortemente temuta e intenzionalmente ostacolata da parte di genitori, politici e associazioni di vario stampo religioso e ideologico.
Potremmo, dunque, affermare che videogiochi e sessualità condividono lo stesso destino di marginalità, di separazione da ciò che viene considerato “idoneo” all’educazione dei giovani
Premessa
Riflessioni introduttive al libro che analizza, attraversa e confronta i quattro videogiochi di crescente successo ideati da Miyazaki, ovvero da "Demon's Souls" (2009) a "Bloodborne" (2015), noti non solo per il livello di sfida che propongono al giocatore, ma soprattutto per i loro mondi, oscuri e ammalianti, ricchi di personaggi e spunti di riflessione su archetipi umani
Genitori e figli senza sbarre: un progetto di ricerca-azione con i padri detenuti
La centralità della dimensione relazionale-affettività del detenuto è fondamentale in un’ottica educativa, di riprogettazione di sé come persona, come possibilità di non perdere il nucleo centrale di ogni essere, di ogni vita, ovvero la reciprocità con gli altri, l’essere significante per qualcun altro, l’essere pensato da qualcun altro e allo stesso tempo il potersi pensare in relazione con le persone fuori dal carcere, ma in fondo sempre dentro alla sua vita. Questa dimensione ha ancora più rilevanza se la si considera in relazione alla paternità.
Come si trasforma tale relazione? Quali nuovi significati produce rispetto al concetto di autorità? E di rispetto delle regole? Come continuare ad esercitare le diverse sfaccettature del ruolo genitoriale, rispetto anche alle pratiche educative quotidiane? Queste e molte altre sono le domande su cui è necessario riflettere, indagare per sostenere la relazione figlio-genitore durante la detenzione, affinché il diritto alla genitorialità e il diritto di bambini e adolescenti alla continuità del proprio legame affettivo con il padre detenuto, venga garantito e culturalmente assimilato. Il contributo intende raccontare finalità e risultati del progetto di ricerca-azione che ha visto la collaborazione tra l'Università di Chieti-Pescara e la Casa Circondariale di Chieti, sulla base dei punti essenziali della Carta dei figli e dei genitori detenuti.
Il progetto ha sperimentato da una parte l’approccio maieutico della discussione per far emergere rappresentazioni di sé e del proprio ruolo genitoriale, dall’altro l’approccio alla lettura/narrazione come strumento di mediazione educativa. Tutto questo collocato in una cornice laboratoriale in cui il racconto di sé come metodo formativo, è risultato amplificato quando dalla narrazione orale si è passati a quella scritta
Balance in Parkinson's disease under static and dynamic conditions
We tested balance performance in 15 on phase Parkinson's disease (PD) patients (8
nonfallers, PD-NF; 7 fallers, PD-F) during quiet stance (stabilometry) and on a
platform continuously moving in the anteroposterior direction (dynamic test).
Neither stabilometry (eyes open or closed) nor the dynamic test (eyes open)
separated PD-F from PD-NF. With the dynamic test, eyes closed, PD-F with respect
to PD-NF showed larger head oscillations, smaller cross-correlation between head
and malleolus motion (more so in patients with low Unified Parkinson's Disease
Rating Scale, or UPDRS), and larger delays of head with respect to platform
motion. Further, across all PD patients, head displacement increased with the
equivalent levodopa dose, indicating a trend for medication to worsen balancing
capacity while improving UPDRS. The dynamic test is a sensitive tool for
detecting instability in PD-F since absence of visual flow selectively impairs
both association between body segment movements and anticipatory adjustments
Quale genere di insegnante/educatore nei servizi 0-6 anni? Rappresentazioni professionali a confronto
Il problema del lavoro educativo e la sua segregazione di genere è indubbiamente un problema culturale, di rappresentazione di sé, della propria identità anche a livello sociale, di aspettative prodotte dalla società nel processo di naturalizzazione dei compiti di cura.
Come si configura la presenza maschile in questa dimensione lavorativa? Quali sono le rappresentazioni che, sia loro stessi che le colleghe, hanno del lavoro educativo di cura della prima infanzia?
La ricerca sul rapporto tra il vissuto e l’esperienza dell’essere educatrice/insegnante in relazione alla presenze o anche assenze di colleghi nella fascia "0-6 anni" restituisce la complessità, ancora estremamente esistente, sul ruolo lavorativo e sociale rispetto alla costruzione delle identità di genere: perché è ancora così poco desiderabile per gli uomini della nostra società lavorare in questo ambito? Quale rappresentazione culturale continua a persistere intorno al concetto di cura, di educazione? Istinto, vocazione o formazione di competenze professionali? Indubbiamente risulta sempre più necessario riflettere e costruire su nuovi modelli professionali, sia per le educatrici (che continuano a percepirsi come tali in modo innato) sia e soprattutto per gli educatori, per liberarsi dal rischio di una femminilizzazione del sé per essere accetti in questo ruolo educativo.
L'uguaglianza delle opportunità implica la rivalorizzazione di queste professioni, economicamente e culturalmente, ma anche il riconoscimento di una fondante e necessaria diversità
- …
