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    Intervento di pulitura con microsabbiatura di precisione. Materiale: Pietra d’Istria; Intervento di pulitura con acqua deionizzata e tensioattivi. Materiali: Pavonazzetto, Marmo di Carrara, Pietra d’Istria; Intervento di stuccatura dei giunti con resine e inerti lapidei. Materiali: Marmo di Carrara, Pietra d’Istria; Intervento di protezione a base di resine alchil-polisilossaniche. Materiali: Grigio di Roverè, Pavonazzetto, Marmo di Carrara, Pietra d’Istria.

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    Il contributo fa parte della teoria di scritti che illustrano l'intervento di restauro condotto per la facciata di Ca' Loredan Vendramin-Calergi, sul Canal Grande a Venezia. In particolare: E. VASSALLO, La facciata di Cà Loredan Vendramin Calergi a Venezia. Cronaca, fondamenti e scelte di un restauro: dal Progetto al Cantiere, in S. F. MUSSO (a cura di), Tecniche di restauro - aggiornamento, UTET, Torino, 2013. L'approfondimento documenta le tecniche operative di pulitura, consolidamento e protezione impiegate su materiali ed elementi della facciata, identificandone stato di degrado, principi funzionali di base, applicazioni tecniche, fasi operative di cantiere e prodotti impiegati nell'esecuzione di ciascun intervento

    Recensione critica a: S. F. Musso (a cura di), Tecniche di restauro. Aggiornamento

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    Il volume è l’aggiornamento dei due tomi Tecniche di Restauro Architettonico, curati da B. Paolo Torsello e da Stefano F. Musso, editi del 2003 nella serie Trattato di Restauro architettonico diretta da Giovanni Carbonara. L’opera, con saggi di carattere teorico, metodologico e pratico, è una guida “per problemi” alla selezione delle tecnologie oggi utilizzabili nel restauro. Gli autori affrontano in maniera autonoma e diversificata il tema del rapporto tra tecnica e conservazione, sulla base di personali esperienze professionali, casi di studio e una bibliografia specifica; nella convinzione condivisa che qualsiasi intervento sul patrimonio architettonico-ambientale deve essere governato dal progetto. Nel DVD allegato sono raccolte le Schede delle Tecniche di Restauro, che non costituiscono un repertorio di risposte pre-confezionate, ma una Banca Dati a supporto delle fasi progettuali e delle successive attività di cantiere

    Conservazione e restauri nel centro storico di Genova.

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    È difficile restituire un quadro esaustivo di quanto avvenuto a Genova, nel dibattito e nella prassi del restauro, dagli anni Sessanta del secolo scorso. Le difficoltà dipendono, tra le altre, da ragioni strutturali legate alla assai stratificata storia e alla complessa conformazione anche orografica della città. Il contributo cerca tuttavia di ripercorrere i principali interventi di restauro realizzati a diverse scale e in diverse parti del Centro antico di Genova a partire dagli anni settanta del secolo scorso e concentrandosi poi sugli utlimi dcenni. La lettura critica proposta intende porre in evidenza le premesse ideali, le singolarità rpogettuali e tecnico-realizzative di quegli interventi e, soprattutto, il loro impatto sulla città storica efatizzandone gli elementi di sistema nell'ambito della più ampia pianificazione urbana

    Castelvecchio Calvisio. A methodology for re-using historic rural villages and small towns

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    Disciplinary debate on the uses of ancient architecture still suffers from a lack of attention. Intended use; defining a possible methodology to finally identify what functions can be implemented to ensure the virtuous process (as discussed above); attention to the issue of additions – all these themes must again become central in disciplinary investigations. Today, discipline proposals seem to oscillate between those whose solution simply indicates the return to the building’s original use and those for whom it is more interesting and useful to provide general guidance and method, favoring the goal of minimum alteration, or of prolonging the life and permanence of the architecture’s characterising signs. In this regard we must reflect on the relative poverty of proposals in the disciplinary publications and manuals. But we should also consider the positions that have been briefly summarised above. In this paper the author tries to give a possible methodology on how take with the problem of reuse of small abandoned villages

    Effects Evolution of the bipolaronic structure from one- to two-dimensional π-system models

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    Long neutral and doubly charged oligodiacetylenes (with a maximum of 30 repeat units) as well as some of their aggregates have been studied in a semiempirical framework. By analyzing the plots of the one-electron ground-state density matrices, we have shown that the 12-units long oligomer is the borderline between two different behaviors of the electronic structure of the isolated charged systems. For oligomers shorter than this limit the bipolaronic structure is the dominant one, while for larger oligomers the polaron-pair structure is preferred. The major conclusion of this work concerns the effects of the interchain interactions in bipolaron systems, which are usually neglected in theoretical works. It is predicted that as a consequence of the latter in the bulk system a bipolaron generated on a single polymer chain will soon split into two polarons on adjacent chains. © 2008 American Chemical Society
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