416 research outputs found
[Letter to Angelo Mosso]
[LETTER TO ANGELO MOSSO]
Università di Torino, Dipartimento di Neuroscienze, Sezione di Fisiologia: Biblioteca Angelo Mosso (-)
Fascicolo: Fatica Nervi (-)
[Letter to Angelo Mosso] (p0001
[Letter to Angelo Mosso]
[LETTER TO ANGELO MOSSO]
Università di Torino, Dipartimento di Neuroscienze, Sezione di Fisiologia: Biblioteca Angelo Mosso (-)
Fascicolo: Vista (-)
[Letter to Angelo Mosso] (p0001
[Letter to Angelo Mosso]
[LETTER TO ANGELO MOSSO]
Università di Torino, Dipartimento di Neuroscienze, Sezione di Fisiologia: Biblioteca Angelo Mosso (-)
Fascicolo: Fatica Nervi (-)
[Letter to Angelo Mosso] (p0001
[Letter to Angelo Mosso]
[LETTER TO ANGELO MOSSO]
Università di Torino, Dipartimento di Neuroscienze, Sezione di Fisiologia: Biblioteca Angelo Mosso (-)
Fascicolo: Vista (-)
[Letter to Angelo Mosso] (p0001
Astrarre la pratica: un tuffo nella vita di Leonardo Mosso e Laura Castagno
the PhD candidate was involved in the "Archivi d'Affetto" project of the Circolo del Design in Turin as author-in-residence in the home of artist Laura Castagno and architect Leonardo Mosso. On 5 April 2023, she presented the result of her residency at the Circolo del Design, namely the essay "Abstracting practice: a journey into the life of Laura Castagno and Leonardo Mosso". The candidate identified as a common denominator in the artistic practice of Laura Castagno (an architect by training) and in the architectural practice of Leonardo Mosso the application of methodologies typical of abstract art, delving into the influence that Klee with his "Theories of Form and Figuration" had on the work of both
Kiesow (F.)., Expériences avec le sphygmomanomètre de Mosso sur les changements de la pression du sang chez l'homme, produits par les excitations psychiques
Henri Victor. Kiesow (F.)., Expériences avec le sphygmomanomètre de Mosso sur les changements de la pression du sang chez l'homme, produits par les excitations psychiques. In: L'année psychologique. 1895 vol. 2. pp. 588-589
Transformations/Transmutations. Bertoja vs Mosso: tensions-vibrations-transparencies in the architectural space.
Arieto Bertoja (1915-1978), also known as Harry Bertoia and Leonardo Mosso (1926-2020) – the former being the preeminent Friulian sculptor-designer and the latter a Piedmontese architectural theorist – were exponents of innovative artistic designs in the field of contemporary architecture in the condition of the intellectual-craftsman and expressed some of the most fertile moments of artistic production in the second half of the XX century, facilitating subsequent formal hybridisation. Bertoja – who worked autonomously and in co-operation with E. Saarinen and the Eames – synthesizes the experience of the European Vanguard by applying synaesthesist design conception to vibrant structures, musical in space and light, creating suggestive suspended metal screens. His is the design and fabrication of the Floating Screen, the cascade of light on the altar of the MIT Chapel in Cambridge, Massachusetts.
Fully autonomous was the biographical-artistic reciprocity of Leonardo Mosso, son of Nicola, talented futuristic architect. According to the philosopher Mario Trinchero, the design conception of space by Mosso – in long-term collaboration in Italy with mentor Alvar Aalto – is called experimental ideography. His research is shared in the investigations of the Gedankenesperiment (E. Mach) and the Sprachspielen (L. Wittgenstein): the theory of the container substitutes the theory of the object in the fictitious space. Thin, slender metal constructions – luminous meshes, spirals, trellises – dialogue with or are estranged from the natural and urban landscape, reducing it to a mere mathematical abstraction. Architectural projects, learning experiments, word-shape combinations, luminous installations by Mosso that reveal the enduring tension in the concentration of the art as Gesamtkunstwerk
Trattamento ibrido di aneurisma dell’arco aortico con coinvolgimento della zona 0: caso clinico e revisione della letteratura
OBBIETTIVO
La tecnica ibrida ( rivascolarizzazione dei vasi epiaortici e successivo trattamento endovascolare) per la correzione degli aneurismi dell’arco aortico con coinvolgimento della zona 0 può essere considerata una metodica efficace (mortalità e morbilità operatoria accettabili ), in pazienti ad alto rischio chirurgico e anestesiologico.
MATERIALI E METODI
Descriviamo il caso di un paziente maschio di 56 anni , fumatore e con grave broncopatia cronica ostruttiva, che è giunto alla nostra osservazione per una dilatazione aneurismatica dell’arco aortico ,con estensione assiale massima di 6,5 cm. In sede sottorenale presentava inoltre un secondo aneurisma con diametro massimo di 10,3 cm,. In un primo tempo il paziente è stato sottoposto a trattamento “open” ,con accesso minilaparotomico, dell’aneurisma dell’aorta addominale sottorenale . Dopo 5 mesi è stato sottoposto a trattamento ibrido dell’aneurisma dell’arco aortico con “debrancing” chirurgico dei vasi epiaortici, by pass tra l’aorta ascendente e il tronco anonimo e la carotide sinistra con protesi biforcata in dacron 14 x 7 mm e posizionamento di 2 endoprotesi toraciche (Valiant Medtronic di diametro 42-42 -40-36 mm) con copertura dell’intero arco aortico,senza rivascolarizzazione della succlavia di sinistra, con atterraggio prossimale dell’endoprotesi nella zona 0 (sec la classificazione di Ishimaru). Il paziente in quinta giornata ha presentato una deiscenza della sternotomia che ha richiesto un intervento di correzione secondo la tecnica Robicsek. In sedicesima giornata il paziente è stato dimesso. Il controllo AngioTAC a 2 mesi ha evidenziato il corretto posizionamento dell’endoprotesi con esclusione dell’aneurisma e assenza di endoleak.
Abbiamo eseguito una Revisione della letteratura su Pub Med u.s. National Library of Medicine dal 1992 al maggio 2007 , sono stati selezionati i case report e le casistiche di aneurismi dell’arco aortico con coinvolgimento della Zona 0 con rivascolarizzazione dei vasi epiaortici. Si è analizzato nei vari report:,l’eziologia, il timing (trattamento in un unico tempo o in due tempi ),il tipo di rivascolarizzazione dei vasi epiaortici, la monitorizzazione cerebrale intraoperatoria, la copertura della succlavia sinistra con o senza rivascolarizzazione, la morbilità neurologica maggiore, la mortalità operatoria, l’incidenza e il tipo di endoleak e il follow-up
RISULTATI
Nel periodo 1992 maggio 2007 in letteratura sono stati pubblicati 82 casi di aneurismi dell’arco aortico trattati con tecniche ibride e con coinvolgimento della Zona 0 per l’atterraggio dell’endoprotesi
La patologia ateroscelrotica è stata predominante rispetto alla dissecante, l’incidenza è stata rispettivamente del 88,7% contro il 11.3% .In 40 casi (48.8%) Il trattamento ibrido è stato eseguito in un unico tempo, in 42 (51.2%) invece è stata eseguita prima la rivascolarizzazione chirurgica, seguita dalla procedura endovascolare in media dopo 17,6 giorni. In 31 casi (37.8%) è stata eseguita una rivascolarizzazione della succlavia, in 51 (62.2%) è stata eseguita una copertura della succlavia senza rivascolarizzazione. Il banding dell’aorta ascendente è stato eseguito in 17 pazienti (20.7%). La monitorizzazione intraoperatoria dell’attività cerebrale è riportata in 42 pazienti (51.2%). L’accesso per il trattamento endovascolare è stato iliaco /femorale nel 84,7% e anterogrado nel 15,3% Si sono osservati 4 endoleak con una incidenza del 4.8%: 2 di I tipo e 2 di II tipo, in nessun caso è stato necessario effettuare una conversione chirurgica. La morbilità neurologica maggiore è stata del 3.6%, la mortalità operatoria stata del 7.3%. Il follow up medio è stato 10 mesi (1-65 mesi) non è stato descritto nessun caso di conversione chirurgica né di exitus correlati all’aneurisma.
CONCLUSUONI
Il trattamento ibrido degli aneurismi dell’arco aortico con coinvolgimento della zona 0 ,è una tecnica che può essere utilizzata efficacemente , in pazienti ad alto rischio chirurgico ed anestesiologic
ESCLUSIONE ENDOLUMINALE DI DIVERTICOLO DI KOMMERELL ASSOCIATO AD ARTERIA SUCCLAVIA DESTRA LUSORIA E TRONCO CAROTIDEO COMUNE:DESCRIZIONE DI UN CASO
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