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    Picture in a frame. Gli allievi di Cesare Lazzarini e la ricerca della libertà di espressione lungo i bordi

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    L'articolo esplora il contributo artistico e pedagogico di Cesare Lazzarini, evidenziando il ruolo fondamentale della cornice come elemento didattico e creativo. Attraverso un'analisi delle opere esposte nella mostra diffusa del 2019 e dei lavori dei suoi studenti, si indaga come Lazzarini abbia saputo trasformare l'insegnamento dell'educazione artistica in un'esperienza estetica ed etica. La cornice, concepita non solo come limite fisico ma come stimolo alla libertà creativa, permette agli studenti di esprimere emozioni e idee, superando il disagio del foglio bianco. Il metodo pedagogico di Lazzarini, basato su un dialogo culturale tra pari, unisce dimensione artistica e scolastica, rendendo l'arte veicolo di riflessione personale e crescita morale. L'articolo mette in luce come questa filosofia educativa abbia avuto un impatto duraturo sugli studenti e sulla comunità, sottolineando la rilevanza di un approccio integrato tra arte ed educazione

    L’applicazione delle pene sostitutive nel patteggiamento tra iniziativa delle parti e poteri del giudice = The Application of Alternative Punishments in Plea Bargain Between Parties’ Initiatives and Judge’s Powers = La aplicación de las penas sustitutivas en el procedimiento de admisión de responsabilidad por iniciativa de las partes y los poderes del juez

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    La riforma Cartabia ha ristrutturato dalle fondamenta il sistema delle pene sostitutive, anche nei suoi aspetti processuali, e il patteggiamento si pone quale luogo elettivo per la loro applicazione. Tuttavia, nella disciplina del rito, il legislatore si è limitato a introdurre, accanto a una generica disposizione, un rinvio all’applicazione delle disposizioni relative al c.d. sentencing nel procedimento ordinario, in quanto compatibili. Spetta così all’interprete ricostruire le prerogative delle parti e, soprattutto, i poteri del giudice, in un procedimento dominato dalla logica negoziale. In questa prospettiva, il contributo mira ad analizzare le diverse tipologie di richieste formulabili dalle parti, in relazione al loro grado di completezza, e a delimitare, per ciascuna di esse, gli eventuali spazi d’intervento del giudice nelle scelte sulla pena sostitutiva e sui suoi contenuti. Ciò, vagliando la compatibilità delle soluzioni ermeneutiche con i principi che governano il rito negoziato e con le esigenze di coerenza e di tenuta del sistema.The so called “Cartabia Reform” restructured the system of alternative punishments from its foundations, including its procedural aspects, and plea bargain stands as the elective place for their application. However, in the regulation of the procedure, the legislature merely introduced, alongside a generic provision, a reference to the application of the provisions regarding the so-called sentencing in the ordinary proceeding, insofar as they are compatible. Therefore, it is up to the jurist to reconstruct the rights of the parties and, above all, the powers of the judge, in a procedure dominated by the logic of negotiation. In this perspective, the author aims to analyse the different types of requests that can be formulated by the parties, in relation to their degree of completion, and to delimit, for each of them, the possible spaces of intervention of the judge in the choices on the alternative punishment and its contents. Finally, the author intends to examine the compatibility of the solutions with the principles that govern the plea bargain and with the requirements of coherence and tightness of the system.La reforma Cartabia ha reestructurado desde los cimientos el sistema de penas sustitutivas, incluso en sus aspectos procesales, y el procedimiento de admisión de responsabilidad se presentan como el lugar elegido para su aplicación. Sin embargo, en la regulación de este procedimiento, el legislador se limitó a introducir, junto a una disposición genérica, una remisión a la aplicación de las normas relacionadas con el denominado sentencing en el procedimiento ordinario, siempre que sean compatibles. Por lo tanto, corresponde al intérprete reconstruir las prerrogativas de las partes y, sobre todo, los poderes del juez en el procedimiento de admisión de responsabilidad, dominado por la lógica negociadora. Desde esta perspectiva, el artículo tiene como objetivo analizar los diferentes tipos de solicitudes que las partes pueden formular en relación con su grado de completitud, y delimitar, para cada una de ellas, los posibles espacios de intervención del juez en las decisiones sobre la pena sustitutiva y su contenido. Lo anterior, evaluando la compatibilidad de las soluciones interpretativas con los principios que rigen el procedimiento negociado y con las necesidades de coherencia y sostenibilidad del sistema

    La remissione di querela intervenuta dopo la sentenza di patteggiamento: il rito negoziato non osta (più) alla declaratoria di non punibilità nel giudizio di cassazione

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    Con la pronuncia che si annota, la Cassazione annulla senza rinvio una sentenza di patteggiamento impugnata con un ricorso volto unicamente a far valere la sopravvenuta remissione della querela. La Suprema corte si discosta dal suo precedente orientamento, che individuava nella scelta del rito negoziato un ostacolo alla declaratoria della causa estintiva, patteggiamento si differenzi da quella di condanna. Il contributo richiama gli indirizzi giurisprudenziali consolidati, cui aderisce la pronuncia annotata, in materia di concorso tra cause di inammissibilità del ricorso e cause di non punibilità ex art. 129 c.p.p., cercando di comprendere se la genesi negoziale della sentenza che applica la pena su richiesta delle parti possa in qualche modo giustificare una deroga allo ius receptum in materia di estinzione del reato ex art. 152 c.p

    L'estinzione delle contravvenzioni per adempimento delle prescrizioni nella dinamica processuale

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    Introdotta per la prima volta nel 1994 in materia di sicurezza sul lavoro, l’estinzione delle contravvenzioni per adempimento della prescrizione impartita dall’organo accertatore è stata trapiantata in altri settori del diritto penale complementare, senza mai riuscire a imporsi quale istituto di parte generale. Dal punto di vista processuale, rimangono critici gli equilibri delle procedure, tra le valutazioni tecniche dell’autorità di vigilanza, i poteri del pubblico ministero e il vaglio giurisdizionale. Parimenti, poco chiare restano la natura dei procedimenti e la loro collocazione sistematica. Il contributo, tirate le fila delle questioni ancora aperte, si propone di esaminare gli approdi ermeneutici della dottrina e della giurisprudenza, di verificarne la tenuta anche alla luce delle più recenti novità legislative e di marcare la linea di confine tra le procedure in questione e altri istituti affini.Introduced for the first time in 1994 in the field of safety at work, the extinction of the offence for com- pliance with the provisions issued by the administrative authority has been transplanted into other areas of criminal law, without ever succeeding in establishing itself as a general principle. From a procedural point of view, the balance of these proceedings, between the technical assessments of the administrative authority, the powers of the prosecutor and those of the judge, remains critical. Similarly, the nature of the procedures and their systematic placement remain unclear. The contribution, examining these is- sues, aims to investigate the approaches of doctrine and case law, to verify if they can resist also in the light of the most recent reforms, and to distinguish these proceedings from similar one

    Il riconoscimento della continuazione in executivis e l’individuazione della “pena più grave” quando si è proceduto con giudizio abbreviato: l’intervento delle Sezioni Unite

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    Le Sezioni Unite della Corte di cassazione hanno affermato che, nell’applicare la continuazione in executivis tra più condanne, fra le quali una irrogata per un delitto punito con la pena dell’ergastolo sostituita, in sede di cognizione, con anni trenta di reclusione, il giudice deve considerare quale “pena più grave inflitta” quella risultante dalla riduzione per il rito speciale. La soluzione, che poggia su alcuni consolidati presupposti sostanziali e processuali, si pone in continuità con lo ius receptum in materia, tra alcune puntualizzazioni di sistema e omissioni idonee a generare nuovi dubbi interpretativi

    Lazzarini, ? levele Széchenyi Istvánnak

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    L’appello del pubblico ministero contro le sentenze di proscioglimento: dagli Stati Uniti un modello per l’Italia?

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    Con la discussione che ha accompagnato la prossima riforma del processo penale è tornata attuale la questione, per vero mai del tutto sopita, della legittimità del p.m. ad appellare le sentenze di proscioglimento. In Italia, la previsione di tale potere in capo alla parte pubblica è stata costantemente criticata da quanti la considerano un ostacolo alla piena attuazione del paradigma accusatorio. Molti hanno auspicato un intervento legislativo sul modello degli Stati Uniti, in cui vige il principio della tendenziale inappellabilità degli esiti liberatori. Il contributo, esaminate le vicende che hanno interessato i confini e i limiti dell’impugnazione della pubblica accusa nei due sistemi, pone a confronto le ragioni addotte nell’uno e nell’altro a sostegno del divieto di appello, verificando se vi sia spazio per una trasposizione, anche parziale, degli argomenti spesi oltreoceano nell’ordinamento italiano

    La nuova tipologia di giudizio direttissimo introdotta dalla legge n. 60 del 2023

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    Con la legge n. 60 del 2023, il Parlamento ha superato l’impostazione che, nei casi di reati non procedibili d’ufficio, vincolava l’arresto e la convalida alla proposizione della querela ed è intervenuto sul giudizio direttissimo, disponendone l’instaurazione e la successiva sospensione in attesa che venga integrata la condizione di procedibilità. Il rito si è così arricchito di una nuova variante, del tutto peculiare rispetto a quelle previste dall’art. 449 c.p.p., tra soluzioni inedite sul piano sistematico e dubbi di compatibilità con i principi che animano il procedimento speciale

    Il giudizio immediato tra accelerazione e deflazione del dibattimento

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    Il giudizio immediato a richiesta del pubblico ministero ha subito modifiche contenute per effetto della riforma Cartabia, che ne ha esteso perimetro applicativo e razionalizzato i meccanismi di conversione nei riti premiali. Il contributo, da un lato, esamina le novità cui si è fatto cenno e, dall’altro lato, mira a indagare se altre innovazioni della riforma, pur apportate in sedes materiae diverse, abbiano ricadute riflesse sui presupposti del procedimento
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