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Filler e Complicanze
Filler e Complicanze
F. Grippaudo
Negli ultimi anni al fine di ottenere un riempimento dei tessuti molli per motivazioni esclusivamente estetiche, sono stati introdotti nei mercati molti nuovi dermal filler. Questi dispositivi promettono un risultato permanente o di lunga durata, un’ottima biocompatibilità con il paziente, l’assenza di fenomeni di migrazione e in ogni modo una facile e completa rimozione nella rara eventualità di complicanza.
La composizione dei filler è quanto mai varia e comprende collagene, acido ialuronico, associazioni di polimetilmetacrilato con o senza collagene; idrossimetilmetacrilato o etilmetacrilato con acido ialuronico; idrogel di poliacrilamide; polialchilimmide; alcool polivinilico; idrossiapatite di calcio; DEAE sephadex ed acido ialuronico.
In letteratura medica, sono frequentemente descritte le complicanze causate dai filler, ed in particolare l’insorgenza di infezioni tardive ricorrenti, l’edema recidivo dei tessuti molli, la migrazione del prodotto impiantato, i granulomi, l’insorgenza di tumefazioni, le discromie cutanee e la necrosi tissutale.
Materiali e metodi: 36 pazienti si sono rivolti al chirurgo plastico con una o più complicanze in seguito a trattamento con dermal fillers. Le aree del trattamento erano le labbra (17), le guance (8), i solchi naso genieni (10), gli zigomi (3), la regione periorbitaria (5), il naso (1) ed i glutei (1). I filler impiegati riconoscevano una diversa composizione: polimetilmetacrilato con collagene (3); idrossietilmetacrilato ed etilmetacrilato con acido ialuronico (2), idrogel di poliacrilamide (14), polialchilimide (10), Alcol polivinilico (3), idrossiapatite sintetica (1), DEAE Sephadex ed acido ialuronico (1), silicone (2).
Le complicanze insorte a breve distanza erano l’infezione nella sede d’inoculazione oppure un edema prolungato (10); mentre le complicanze a distanza consistevano nell’edema ricorrente del volto (20), nell’infezione frequente con drenaggio spontaneo (15), nei granulomi (10), la migrazione del filler (7), la formazione di tumefazioni (5), la necrosi tissutale (1), l’insorgenza di discromie cutanee (2). Trenta pazienti sono stati trattati con terapia medica (corticosteroidi ed antibiotici locali e/o sistemici). Quindici pazienti hanno richiesto il drenaggio chirurgico degli ascessi cutanei. La rimozione del filler, secondo la procedura indicate dal produttore, è stata tentata in 21 pazienti. In dieci pazienti è stata necessaria la rimozione chirurgica delle tumefazioni. Quattro pazienti hanno richiesto procedure chirurgiche più invasive ( face lift, ecc).
Risultati: la rimozione complete del filler è stata possibile solo in 7 pazienti, con guarigione completa dalla patologia cutanea. La terapia medica ha esposto le pazienti a numerose recidive del processo infiammatorio, che può progredire con comparsa di atrofia dei tessuti molli, fibrosi o ulcerazioni. La sede del trattamento non ha alcuna influenza sulla comparsa di complicanze e sull’evoluzione delle stesse. Alcuni filler hanno condotto all’insorgenza di più complicanze, non correlate tra loro. Nella maggior parte dei pazienti è stato impossibile rimuovere completamente il filler, in seguito ad estesi processi di fibrosi
Manoscritti del Settecento napoletano nel fondo musicale della Cattedrale di Piazza Armerina
Il trattamento chirurgico delle complicanze da tatuaggio
colori della dermatologia: Il volume è dedicato a tutti gli appassionati di tatuaggi che desiderano conoscere l'origine e le tecniche di questa antica arte. I tatuaggi sono diventati un vero fenomeno di massa e, con l'aumento dei tatuati appartenenti a diverse fasce di età, si assiste anche a un incremento delle reazioni avverse associate a tale pratica. Sia in dermatologia che in medicina estetica, verranno descritti i tatuaggi comuni e i tatuaggi estetici con esperienze dermatologiche, cosmetologiche e con tecniche moderne di tatuazione. Viene affrontato il significato psicologico che si cela dietro la scelta di un tatuaggio e l'importanza di affidarsi a centri di massima sicurezza in termini igienici e sanitari con conseguente descrizione delle norme europee vigenti con l'Istituto superiore di sanità. In ambito legale, sono descritti limiti e divieti prima dell'esecuzione di un tatuaggio e i danni morali nel caso di pazienti di età inferiore di 18 anni oltre al tema dell'idoneità ai concorsi militari in caso di concorrenti tatuati. Sono infine descritte le metodiche di rimozione dei tatuaggi con tecniche di chirurgia plastica e i risultati ottenuti grazie a laser sempre più sofisticati
Actinomyces infection after permanent fillers lip augmentation: Diagnosis and treatment
Background:
Although dermal filler injections are a widespread and secure practice, early or late complications may nonetheless occur.
Objective:
In this paper, the authors report an unusual asymptomatic late filler infection caused by Actinomycetes in a patient having received liquid silicone
and acrylate filler injections for lip enhancement, seeking treatment for upper lip macrocheilia.
Methods:
The case report is about a patient who complained of recurrent lip region edema and denied any infective episodes. Preoperative analysis was in the
normal range. Sonographic exam showed two fillers in the upper lip, suggestive of silicone and polyacrylamide gel. A conservative macrocheilia
reduction was performed; healing was uneventful.
Results:
Histology report confirmed the preoperative sonographic diagnosis, together with an actinomycetes infection, clinically unsuspected. Many
microorganisms have been reported to cause abscesses or granuloma after dermal filler treatments, sterile abscesses were reported as well,
suggesting a biofilm infection as causative granuloma origin.
Conclusion:
This study differs from previous filler complication reports because of the occasional finding of a silent actinomyces infection, a commensal of the
oral cavity but responsible for suppurative diseases in the soft tissues. This occasional finding seems to support the biofilm origin of dermal filler
granuloma
Osservazioni sulle caratteristiche delle notizie disponibili su siti italiani di chirurgia plastica presenti su internet ed informazione al paziente.
Introduzione: Internet è una vastissima fonte di informazioni, accessibile a molti italiani. In essa sono presenti anche siti italiani che forniscono informazioni scientifiche e commerciali in tema di chirurgia plastica. Al momento attuale non esiste un garante o una regolamentazione precisa in tema di advertising sanitario in rete o sanzioni che puniscano le informazioni non veritiere in Internet, come per altre forme di pubblicità. Scopo del nostro lavoro è stato di considerare le caratteristiche delle informazioni presenti su un campione di siti web di chirurghi italiani che praticano interventi di chirurgia plastica, analizzando in alcuni casi dimostrativi il rapporto con il possibile consenso informato che il paziente potrebbe essere indotto ad esprimere sulla base di immagini o postchirurgiche che non corrispondono a quanto riscontrato nella comune pratica clinica.
Materiali e metodi: Per la ricerca dei siti attinenti alla chirurgia plastica sono stati utilizzati i due motori di ricerca italiani più utilizzati, Virgilio ed Arianna. Gli obiettivi della ricerca sono stati identici in entrambi i motori di ricerca: Chirurgia Plastica, chirurgia estetica, rinoplastica, mastoplastica, lifting, liposuzione. Sono stati trovati 10189 indirizzi, nella maggioranza siti personali di medici . Di questi, a campione , ne sono stati visitati 100 differenti, visionando le informazioni fornite sugli interventi di chirurgia plastica praticati dal titolare del sito.
Risultati: Nella maggioranza dei casi abbiamo trovato una home page con il nome, il cognome , l’indirizzo professionale dove opera il chirurgo. Frequentemente non viene evidenziato se il medico è specialista in Chirurgia Plastica. Da questa pagina si accede sempre ad altre pagine che offrono spiegazioni per i diversi tipi d’interventi chirurgici anche con degli esempi fotografici. Spesso vengono fornite informazioni per ciascun intervento sul periodo di degenza, l’anestesia utilizzata e la durata del periodo postoperatorio. In alcuni casi le informazioni fornite non corrispondono a quanto comunemente riscontrato nella pratica clinica : alcuni di questi ultimi casi vengono esaminati valutandone le implicazioni medico-legali sulla liceità del consenso ottenuto in seguito all’esposizione ad informazioni non veritiere.
Conclusioni: I siti che offrono una cattiva informazione che non riportano cioè anche le complicanze o alcuni aspetti degli esiti normali di interventi chirurgici (cicatrici, convalescenza ecc.), oppure che riportano interventi con mezzi che in Italia sono stati banditi, rappresentano una vera forma di pubblicità sleale, e come tale sono soggetti a censura dall’Ordine dei Medici. Accanto a questi siti sono però presenti molte pagine web che contengono tutti i dati necessari per consentire al paziente una scelta informata, e che offrono una tutela in più al chirurgo in caso di contestazioni non motivate sull’esito dell’intervento
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