30,077 research outputs found

    Introduzione a "Il Diritto fra interpretazione e storia"

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    Presentazione del profilo scientifico di Fabrizio Marinell

    Usi civici e domini collettivi nell'esperienza giuridica dell'ordinamento italiano. un "viaggio" con Fabrizio Marinelli

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    Il saggio analizza l'evoluzione storica della disciplina normativa in materia di usi civici e di domini collettiv

    Il diritto fra interpretazione e storia. Liber Amicorum per Fabrizio Marinelli

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    Il volume raccoglie gli scritti che numerosi colleghi e studiosi hanno voluto dedicare a Fabrizio Marinelli in occasione del compimento del suo settantesimo genetliac

    Erucastrum nasturtiifolium subsp. benacense F. Martini e F. Fen. (Cruciferae, Brassicaceae) a new taxon from Northern Italy

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    A new subspecies of Cruciferae, Erucastrum nasturtiifolium subsp. benacense F. Martini & F. Fen. from the Lomberdy Pre Alps (North Italy), is described, illustrated and compared with the types of the other subspecies. The new taxon, E. nasturtiifolium subsp. benacense, basically differs by its leaves glabrous or with only few sparse hairs on the veins and/or on the margin, by its sepals entirely glabrous or rarely with few hairs at the apex, and by its petal-limb usually longer than the petal claw

    Antibiografia di una nazione. Un dittico di spettacoli di Fabrizio Gifuni da Gadda e Pasolini

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    Antibiografia di una nazione è il titolo dato da Fabrizio Gifuni al dittico composto da due spettacoli di cui è autore e interprete (con la collaborazione del compianto Giuseppe Bertolucci per la regia): ‘Na specie de cadavere lunghissimo (2004, da P.P Pasolini e Giorgio Somalvico) e L’ingegner Gadda va alla guerra, o la tragica istoria di Amleto Pirobutirro (2010, da C.E. Gadda e William Shakespeare). Sul piano tematico il progetto, scrive l’autore, «è nato dal desiderio di organizzare un grande racconto sulla trasformazione del nostro paese. Su ciò che eravamo, su ciò che siamo diventati o su ciò che in fondo siamo sempre stati. [...] Quello che ne è venuto fuori, a distanza di anni, è un doppio sguardo sulla nostra storia del Novecento, feroce e inesorabile». Sul piano delle forme e dell’organizzazione dello spettacolo, le due produzioni rappresentano un interessante e originale esperimento di riscrittura come “passaggio di genere”, dove affiora in tutta la sua complessità e in tutto il suo fascino l’elaborazione drammaturgica intesa, in senso stretto, come lavoro dell’attore sul materiale verbale di partenza. In entrambi gli spettacoli, infatti, nemmeno una frase è frutto di scrittura di Gifuni, ma tutto proviene da testi (narrativi, poetici o saggistici) dei quattro autori menzionati. Tuttavia nessuna delle fonti utilizzate è in origine un testo teatrale, concepito e redatto in vista di una qualche “messa in scena”. L’intervento potrà mostrare (naturalmente in termini non esaustivi ma solo come esemplificazione) la densità e l’intelligenza dell’operazione di (ri)scrittura scenica compiuta dall’attore, sia per quel che riguarda la selezione e il montaggio dei brani sia per quel che riguarda la “messa in verticale” dei testi, cioè a dire la costruzione della partitura fisica e vocale mediante la quale gli artigiani del teatro permettono ai segni sulla carta di “traslocare” in azioni sulla scena

    A note on the author citation and typification of Cineraria aurantiaca Hoppe (Tephroseris integrifolia subsp. aurantiaca; Asteraceae)

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    Bartolucci, Fabrizio, Villani, Mariacristina, Galasso, Gabriele (2021): A note on the author citation and typification of Cineraria aurantiaca Hoppe (Tephroseris integrifolia subsp. aurantiaca; Asteraceae). Phytotaxa 512 (4): 297-299, DOI: 10.11646/phytotaxa.512.4.6, URL: http://dx.doi.org/10.11646/phytotaxa.512.4.

    Radio, conflitti e società

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    Una significativa produzione teorica si interroga oggi sulla storia, le funzioni e gli usi sociali della radio, dalle sue origini analogiche fino alle recenti implementazioni sul web. Non c’è dubbio che lo sviluppo digitale della rete ha rilanciato uno degli old media più amati e seguiti dal pubblico: la radio. In questo clima di attenzione generale verso questo ‘vecchio’ medium, si inserisce il saggio di Fabrizio Denunzio il cui obiettivo principale è la riscoperta e riattualizzazione d un classico della ricerca sociologica sulla radio: Radio and the Printed Page (1940) di Paul Felix Lazarsfeld. Di Radio and the Printed Page si evidenziano gli aspetti più innovativi: dalla centralità assegnata all’ascolto e all’ascoltatore fino allo sperimentalismo del metodo di ‘rilevazione’ dei dati, basato sulla combinazione di procedimenti qualitativi e quantitativi, solamente ora noto come Mixed Methods. Da un lato si sottolinea l’attualità della ricerca radiofonica di Lazarsfeld, dall’altro si vuole sottrarre il sociologo austriaco agli stereotipi in cui il recente dibattito sociologico lo ha ridotto: non più l’ossessivo misuratore di ogni fenomeno, non più il manager accademico a caccia di finanziamenti, ma un ricercatore che, prima di tanti, ha fatto sì che a prendere parola sui processi culturali fossero i suoi protagonisti: non gli esperti di comunicazione, ma gli anonimi agenti sociali che nel corso delle interviste ricreavano la loro identità e il loro mondo a partire dalle gratificazioni che ricevevano dall’ascolto di un semplice programma radiofonico come, ad esempio, Professor Quiz
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